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The Prince of Mist

By

Publisher: Little, Brown Books

3.6
(4245)

Language:English | Number of Pages: 224 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Spanish , German , Italian , Catalan , Galego , Dutch , Polish , Portuguese , French

Isbn-10: 0316044776 | Isbn-13: 9780316044776 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Paperback , eBook , Others

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
It's war time, and the Carver family decides to leave the capital where they live and move to a small coastal village where they've recently bought a home. But from the minute they cross the threshold, strange things begin to happen. In that mysterious house still lurks the spirit of Jacob, the previous owners' son, who died by drowning.</p><p>With the help of their new friend Roland, Max and Alicia Carver begin to explore the strange circumstances of that death and discover the existence of a mysterious being called the Prince of Mist--a diabolical character who has returned from the shadows to collect on a debt from the past. Soon the three friends find themselves caught up in an adventure of sunken ships and an enchanted stone garden--an adventure that will change their lives forever.
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  • 3

    Semplice deviazione dalla realtà

    Il principe della nebbia è il primo romanzo scritto da Zafon nel 1993 e uscito in Italia soltanto nel 2002 in seguito a dispute giudiziarie spiegate brevemente in una nota ad inizio libro.
    Questo libr ...continue

    Il principe della nebbia è il primo romanzo scritto da Zafon nel 1993 e uscito in Italia soltanto nel 2002 in seguito a dispute giudiziarie spiegate brevemente in una nota ad inizio libro.
    Questo libro fa parte della letteratura per ragazzi, dei cosiddetti “romanzi di formazione”, e di fatti ci troviamo di fronte ad una storia molto semplice, povera di intreccio e che, in maniera del tutto inaspettata, ospita un finale che è la semplice logica del cammino naturale degli eventi narrati. Non so ben dire se questo sia un bene o un male, ciò che è certo, è che il racconto viene narrato con una proprietà di linguaggio sublime, come sempre del resto, che non esagera mai con i preziosismi, giustificato anche dai destinatari del romanzo.
    Come in altri suoi romanzi più famosi, sono presenti anche qui degli elementi a stampo religioso, in particolar modo riferiti all’antagonista, i cui caratteri sono ripresi, in linea puramente teorica, visto che il ruolo è completamente diverso, ne “il gioco dell’angelo”. Questi stessi caratteri però sono stati soltanto abbozzati e non completati, non approfonditi e devo ammettere che questo mi ha lasciato l’amaro in bocca. Un altro degli espedienti utilizzati di frequente da Zafon è quello di far raccontare i tasselli mancanti del puzzle da un personaggio, più o meno utile, e anche questa volta questo aspetto non manca, ma al tempo stesso è meno appassionante, probabilmente a causa della storia, gradevole, che permette di evadere dalla realtà, ma poco avvincente, troppo semplice e lineare.
    Qualche nota di demerito devo darla anche al protagonista, Max Carver, un tredicenne al quale sono affossati problemi, indagini, misteri e dubbi che vanno en al di là della comprensione di un semplice ragazzo tredicenne di città. Molto spesso all’interno del romanzo mi sono posto degli interrogativi verso questo personaggio, che va al di là delle aspettative del lettore, diventando irrealistico, come se Zafon si fosse sentito obbligato a usufruire del mistero dell’adolescenza, ma senza contestualizzarlo a dovere.
    Un aspetto che invece apprezzo sempre dei suo romanzi, è il fatto che la guerra, così come ne “L’ombra del vento”, nel “gioco dell’angelo” in maniera minore e nel “Prigioniero del cielo” è il vero motore che spinge la storia, e ciò che più mi piace e il suo modo di parlarne, sempre realistico e crudo.
    La vera arma in più del libro è l’antagonista, caratterizzato alla perfezione, senza esagerare e perfetto per dare alla storia quel tocco di thriller e di paura e di magia, che rende questo romanzo quasi un membro del “realismo-magico”. Molto stranamente questa volta mi è piaciuto molto poco il modo di interagire dei personaggi con il paese. Tutto ciò che vivono, le loro emozioni, i loro momenti di felicità, di tristezza, di dubbi e incertezze, le vivono nel loro personalissimo cerchio vitale, senza dar spazio ad altro. La città serve solo a un mero sfondo, se non per comprare tre brioche appena sfornate dal fornaio del paese. La descrizione del cielo, delle case, dei dettagli e delle espressioni è sempre perfetto, ma manca quel pizzico di “globalizzazione” che mi ha fatto amare le vicende svolte a Barcellona.

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  • 4

    Fácil de leer

    El libro tiene como destinatario el público juvenil por lo que se hace ameno y rápido su lectura. Tras acabar el libro me di cuenta que no aprendí nada nuevo y tan sólo me saco del apuro de leer algo ...continue

    El libro tiene como destinatario el público juvenil por lo que se hace ameno y rápido su lectura. Tras acabar el libro me di cuenta que no aprendí nada nuevo y tan sólo me saco del apuro de leer algo rápido para un vuelo.

    said on 

  • 4

    Titolo errato!!

    Il titolo perfetto secondo me sarebbe stato il "Demone delle nebbie" ! Altro che principe! Mi ha ricordato molto le atmosfere di alcuni libri di Stephen King,non leggerò gli altri due perchè trattano ...continue

    Il titolo perfetto secondo me sarebbe stato il "Demone delle nebbie" ! Altro che principe! Mi ha ricordato molto le atmosfere di alcuni libri di Stephen King,non leggerò gli altri due perchè trattano gli stessi argomenti come magia,fantasy e horror e con questo ne ho avuto abbastanza! Troppe incongruenze nel racconto.Non so spiegare se mi sia piaciuto o no,ma dato che l'ho finito credo che in fondo tanto male non era.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    2

    "Il tempo, caro Max, non esiste; è un'illusione"

    1943. Il mondo è devastato dal secondo conflitto mondiale. La famiglia Craver, nel disperato tentativo di sfuggire a questa sanguinosa guerra, si rifugia in un piccolo villaggio abbarbicato sul mare ...continue

    1943. Il mondo è devastato dal secondo conflitto mondiale. La famiglia Craver, nel disperato tentativo di sfuggire a questa sanguinosa guerra, si rifugia in un piccolo villaggio abbarbicato sul mare dove anni prima era avvenuta l’accidentale morte di un bimbo, figlio di una facoltosa famiglia.
    Il figlio più grande dei Craver, Max, avverte fin da subito nella casa dove sono ospitati una minacciosa presenza. Le sue ricerche lo porteranno a “incontrare” il Principe della Nebbia, un’entità malvagia che sembra essere la causa della morte del figlio della famiglia che ha dimorato in quella abitazione prima di lui.
    Secondo libro di Zafon che leggo dopo il non esaltante(ovviamente parlo per me) “L’ombra del vento”.
    Devo dire che questa volta è andata un po’ meglio, ma non di tanto, c’è sempre qualcosa in quest’autore che non mi convince(non riesco proprio a farmelo piacere, perdonatemi).
    La storia è semplice, surreale, suggestiva, onirica, inquietante, misteriosa quanto basta, ma alla fine non mi ha entusiasmata più di tanto, anche perché, a mio modesto parere, trovo che manchi di logica e omogeneità, una trama che, seppur affascinante, è un po’ tirata e soprattutto è poco chiara( c’è una figura diabolica che non si sa chi sia e da dove provenga, c’è un cimitero di statue che non si è ben capito cosa rappresenti e che ruolo abbia all’interno della storia, c’è il tempo che va continuamente avanti e indietro senza che si capisca perché, c’è una storia d’amore struggente con tanto di sacrificio finale d’amore di un ragazzo nei confronti di una ragazza dopo appena due giorni di frequentazione…un po’ prematuro, non vi pare?).
    L’atmosfera mi è piaciuta, ma il resto sinceramente mi ha lasciato un po’ perplessa(mi è sembrato di vedere il film “I Goonies” in salsa “Pirati dei Caraibi”).
    Lo consiglio come lettura sotto l’ombrellone, solo così riesco a classificarlo questo libro di Zafon(il primo che ha scritto, se non ricordo male).

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  • 3

    El príncipe de la niebla

    Carlos Zafonen irakurri doten 3.liburua da. Beti be idaztankera berdintsua izanda, misterio, suspense...lortu nahi dauen girua oso ondo lortzen dau.
    Bestalde gustora irakurri badot be, triologiaren be ...continue

    Carlos Zafonen irakurri doten 3.liburua da. Beti be idaztankera berdintsua izanda, misterio, suspense...lortu nahi dauen girua oso ondo lortzen dau.
    Bestalde gustora irakurri badot be, triologiaren beste liburu bixak ez dittut irakurriko. Liburu bateaz nahiko.
    Izan leike aurretik irakurritako beste bi liburuen bestietan gaixak edo kokapenak neure gustokuau izatia ta honeikin asetuta egotia?

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  • 5

    Sentimenti contrastanti

    Ancora una volta Zafon mi ha saputa colpire al cuore, stavolta è il turno di Il principe della nebbia, un libro che parla di amicizia, amore, famiglia, mistero e segreti. Ancora una volta per chi mi ...continue

    Ancora una volta Zafon mi ha saputa colpire al cuore, stavolta è il turno di Il principe della nebbia, un libro che parla di amicizia, amore, famiglia, mistero e segreti. Ancora una volta per chi mi volesse chiedere che genere di romanzi siano quelli di Zafon posso solo rispondere che sono libri da leggere. Punto. Non si possono spiegare, si possono solo vivere, pagina dopo pagina. Questo è per me un periodo un pò frenetico, per cui non sono riuscita a dedicarmi al libro come avrei voluto e di questo sono dispiaciuta, perchè questo è uno dei miei autori del cuore. In ogni caso a storia finita posso solo dire che pochi secondi dopo aver chiuso il libro e salutato i protagonisti ero scossa, arrabbiata, triste. Ho anche pensato di lasciare in sospeso la lettura degli altri due libri della trilogia della nebbia (in particolare de Le luci di settembre, visto che Il palazzo della mezzanotte l'ho letto e quindi quando sarà il suo turno sarà una piacevole rilettura) un pò perchè Zafon mi ha fatta rimanere male, un pò per gustarmi l' attesa dell' ultimo libro che mi manca tra quelli che ha scritto finora. Insomma sentimenti contrastanti. Da una parte l' affetto per i personaggi incontrati in questa storia, l' amore per i libri di questo autore che sa come farti rimanere attaccato alle pagine, con emozioni e colpi di scena. Dall' altra un pò di delusione e rabbia nei confronti di chi la storia l' ha scritta. Ma non si possono scegliere i finali giusto? E come accade con la vita, non tutto va come vorremmo. Una notte di sonno non ha risolto i dubbi e così stamattina mi sono affidata al destino. Ho preparato due post-it e ho pescato. Ha vinto ancora una volta lui e la prossima lettura è stata scelta. Spero che tra qualche giorno non prevalga la rabbia ma solo la nostalgia per un libro bellissimo.

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  • 3

    Mi ero scordata di quanto potesse essere accattivante un libro di Zafon, con i suoi misteri, i particolari inquietanti al limite del pauroso e con una storia che ha sempre i sentimenti in primo piano. ...continue

    Mi ero scordata di quanto potesse essere accattivante un libro di Zafon, con i suoi misteri, i particolari inquietanti al limite del pauroso e con una storia che ha sempre i sentimenti in primo piano.
    Un bel racconto, scorrevole e coinvolgente, che mi ha piacevolmente sorpresa.
    Peccato sia troppo corto, avrei voluto un approfondimento maggiore dei personaggi principali, ma lo consiglio assolutamente

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  • 3

    Lettura piacevole

    Adoro Zafon e il suo modo di descrivere i luoghi e i personaggi nelle sue storie. Anche se questo racconto non è ai livelli di altri come trama o "tematiche" l'ho comunque trovato molto piacevole. ...continue

    Adoro Zafon e il suo modo di descrivere i luoghi e i personaggi nelle sue storie. Anche se questo racconto non è ai livelli di altri come trama o "tematiche" l'ho comunque trovato molto piacevole.

    said on 

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