The Princess Bride

S. Morgenstern's Classic Tale of True Love and High Adventure

Publisher: Random House USA Inc

4.2
(1604)

Language: English | Number of Pages: 429 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Italian , German , French

Isbn-10: 0345418263 | Isbn-13: 9780345418265 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , School & Library Binding , Audio CD , Audio Cassette , Mass Market Paperback , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , Romance , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
What happens when the most beautiful girl in the world marries the handsomest prince of all time and he turns out to be...well...a lot less than the man of her dreams?As a boy, William Goldman claims, he loved to hear his father read the "S. Morgenstern classic, The Princess Bride. But as a grown-up he discovered that the boring parts were left out of good old Dad's recitation, and only the "good parts" reached his ears.Now Goldman does Dad one better. He's reconstructed the "Good Parts Version" to delight wise kids and wide-eyed grownups everywhere.What's it about? Fencing. Fighting. True Love. Strong Hate. Harsh Revenge. A Few Giants. Lots of Bad Men. Lots of Good Men. Five or Six Beautiful Women. Beasties Monstrous and Gentle. Some Swell Escapes and Captures. Death, Lies, Truth, Miracles, and a Little Sex.In short, it's about everything.Eventually to be adapted for the silver screen, THE PRINCESS BRIDE was originally a beautifully simple, insightfully comic story of what happens when the most beautiful girl in the world marries the handsomest prince in the world--and he turnsout to be a son of a bitch. Guaranteed to entertain both young and old alike by combining scenes of rowsing fantasy with hilarious reality, THE PRINCESS BRIDE secures Goldman's place as a master storyteller.From the Paperback edition.
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  • 2

    Uno dei casi in cui il film è meglio del libro. La voce narrante di Goldman è insopportabile - tanto più che il libro è letteralmente affogato nei paratesti, le due introduzioni, il capitolo extra di ...continue

    Uno dei casi in cui il film è meglio del libro. La voce narrante di Goldman è insopportabile - tanto più che il libro è letteralmente affogato nei paratesti, le due introduzioni, il capitolo extra di Buttercup's Baby, le interviste ai personaggi, le domande ecc - piena di sé, sarcastica senza riuscire ad essere divertente, soffocante. E poi che dire di un Westley che schiaffeggia Buttercup?? Ero stupefatta. Riguardiamo La storia fantastica, che è meglio.

    said on 

  • 5

    Una favola coi piedi per terra

    Un romanzo leggero ma che fa riflettere. La storia di Buttercup e Westley infatti di primo acchito sembra essere quella tipica delle favole, con lei che ama lui e lui che ama lei di un amore puro ed e ...continue

    Un romanzo leggero ma che fa riflettere. La storia di Buttercup e Westley infatti di primo acchito sembra essere quella tipica delle favole, con lei che ama lui e lui che ama lei di un amore puro ed eterno, e nessuno screzio. Ma di screzi ed esilaranti litigi ce ne sono, e incomprensioni (tante), come nella vita vera.
    Incontriamo quindi personaggi bizzarri e fantastici come Inigo e Fezzik, il supercattivo di turno, il principe Humperdinck, ma i problemi che affliggono tutti loro, alla fine, riguardano la vita e la morte, allo stesso modo in cui riguarda noi.

    I commenti di Goldman che fanno da sfondo alle vicende sono divertenti e sardonici, e spesso invitano a riflettere.
    Per questo dico che La principessa sposa è una favola "coi piedi per terra": ci racconta una favola da sogno, ma ci riporta spesso alla ragionevolezza e ci riscuote, ricordandoci che in realtà la realtà è diversa, e le cose non sempre vanno come vorremmo o come sarebbe meraviglioso andassero. La vita e le persone che la vivono sono imperfette, esattamente come Buttercup, Westley, Inigo e tutti gli altri. In un certo senso, ciò fa di tutti noi dei potenziali protagonisti di una favola, la favola della vita; che a volte è ingiusta, a volte no, e a volte ci fa ridere mentre altre ci fa piangere.
    La fine del romanzo lascia interdetti e fa riflettere su tutto ciò che si è letto. Qual è il finale a cui dare retta? Quello di Morgenstern, affine al vecchio romanzo-trattato che aveva scritto originariamente, o quello di Goldman, che ha rimaneggiato il tutto per farci stare a cuore le vicende che di personaggi-macchietta che in realtà hanno molto da dire e rivelare su loro stessi e su tutti noi? Chi è l'autore ad essere riuscito a farci riflettere più di tutti?
    Ognuno troverà una risposta adeguata a ciò, secondo la sua coscienza. Che è quello che più importa, in realtà.

    said on 

  • 4

    La vita, giusto un po' meglio della morte.

    Chi non si ricorda la Storia Fantastica? Chi non ha visto e rivisto quel film quand'era bambino, magari malato, e sognato di avventure folli, spadaccini arditi e giganti buoni, nonché di un Amore Vero ...continue

    Chi non si ricorda la Storia Fantastica? Chi non ha visto e rivisto quel film quand'era bambino, magari malato, e sognato di avventure folli, spadaccini arditi e giganti buoni, nonché di un Amore Vero, di quelli che esistono solo nella fantasia? Nessuno però scommetto, si è mai chiesto cosa divenne il bambino a cui il nonno leggeva la Favola per eccellenza. E' diventato adulto, ha sposato una donna che non ama più ed è stato incapace di costruire un legame con suo figlio che è un bambino viziato con disturbi alimentari. E allora via, alla ricerca disperata del libro che l'aveva fatto sognare, che l'aveva innamorato, a cercare di ricostruire un legame con il figlio e con il se stesso che non è più. E scoprire che gli avevano mentito, che quello era un libro satirico e che suo padre (nel romanzo è il padre, non il nonno) leggendoglielo gli aveva raccontato un'altra storia, perché il racconto vero aveva un'altra morale: la vita non è mai giusta.
    Niente Amore vero che trionfa su ogni cosa, Westly e Buttercup sono caricature di una bella dannatamente stupida e di un cavalier servente assolutamente integro tanto da essere decisamente irritante. Allora perché leggerlo, questo benedetto libro? Beh, perché Inigo, beh Inigo ama davvero suo padre, incondizionatamente, e quest'amore determina la sua intera esistenza. Allo stesso modo il cuore buono di Fezzik e l'affetto profondo dei suoi genitori segneranno il suo destino facendone un combattente-non-combattente. E i genitori di Buttercup, che hanno passato la loro intera esistenza a litigare, non posso vivere l'uno senza l'altro, sarebbe inconceppibbile, come direbbe Vizzini. E alla fine, anche Westly e la sua principessa senza qualità sono "condannati" ad amarsi, perché se la vita non è giusta, non lo è di certo l'amore. L'Amore Vero, quello che il padre racconta al piccolo Billy malato, è l'amore imperfetto, ingiusto, ridicolo, grottesco di un'esistenza che, come conclude Goldman, è appena più sopportabile della morte,ma non di molto. Eppure senza Amore questa vita che ci ostiniamo a vivere che senso avrebbe? La storia della Principessa Sposa esiste perché l'amore vero ed imperfetto esiste.
    Un pensiero dunque alla maestra del piccolo William, che gli ha insegnato come sconfiggere la morte, rendere immortale la bellezza e degna d'essere vissuta quest'esistenza: leggere.
    Buon lettura o buona vita, fate voi.

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  • 4

    "Metti tutto in conto, vecchia mia, e affronta il nuovo giorno."

    Le vite di noi infanti degli anni '80 oltre ai cartoni giapponesi e alle merendine del Mulino Bianco sono state caratterizzate anche da alcune mitiche pellicole cinematografiche: "I Goonies", "Ritorno ...continue

    Le vite di noi infanti degli anni '80 oltre ai cartoni giapponesi e alle merendine del Mulino Bianco sono state caratterizzate anche da alcune mitiche pellicole cinematografiche: "I Goonies", "Ritorno al futuro", "Ladyhawke", "Ghostbusters", "Chi ha incastrato Roger Rabbit" e "La Storia fantastica".
    Quest'ultimo in particolare l'avro' visto non so quante volte e solo ora sono venuta a conoscenza del fatto che fosse stato tratto da un romanzo.
    La storia e' semplicissima: siamo nel Medioevo. Una principessa s'innamora di un garzone. A mettergli i bastoni tra le ruote e' il promesso sposo di lei, un principe crudele che lei ovviamente non ama.
    I due sono costretti ad affrontare e superare mille peripezie per poter coronare il loro sogno d'amore.
    Ho letto anche che questo romanzo di Goldman ha ispirato anche Michael Ende per la sua bellissima storia infinita e devo dire che le analogie sono molte, con la differenza che il romanzo di Goldman e' piu' diretto verso l'ironia (sono presenti parecchie scenette divertenti) e sul non prendere tutto troppo sul serio.
    C'e' tutto in questo romanzo, ci sono i duelli alla Alexander Dumas, ci sono le avventure alla Stevenson, ci sono le ambientazioni fiabesche dei fratelli Grimm, ci sono le punzecchiature ironiche di Voltaire.
    Un romanzo esilarante e divertente, emozionante e avventuroso che ha un grandissimo pregio, quello di farti dimenticare per un paio d'ore il tuo essere adulto per ritornare al mondo di quando eri soltanto un bambino.
    Un libro per chi come me ancora non ha voglia di smettere di sognare.


    Il principe si diresse verso Westley. "Ti ama" urlò. "Ti ama sempre e tu la ami, e allora pensaci... e pensa anche che in questo mondo avreste potuto essere felici, veramente felici. Nemmeno una coppia per secolo ha questa opportunità, nemmeno una, alla faccia di quello che dicono i libri, ma voi avreste potuto esserlo, e allora nessuno mai patirà una perdita enorme come la tua."

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  • 5

    Unico

    Unico libro che sia riuscito a farmi scoppiare a ridere di gusto durante la lettura e unico libro che, un attimo dopo aver letto l'ultima pagina, mi ha trasmesso l'incontenibile desiderio di ricominci ...continue

    Unico libro che sia riuscito a farmi scoppiare a ridere di gusto durante la lettura e unico libro che, un attimo dopo aver letto l'ultima pagina, mi ha trasmesso l'incontenibile desiderio di ricominciare a rileggerlo da capo seduta stante. Fantastico.

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  • 5

    "Per la scena tagliata della riconciliazione, chiedere alla Ballantine Books"

    Il mio amore per la lettura è nato relativamente tardi. Quando ero piccola snobbavo allegramente i libri, pensando che fossero noiosi da morire (sto ancora facendo seppuku per questo grave errore). Co ...continue

    Il mio amore per la lettura è nato relativamente tardi. Quando ero piccola snobbavo allegramente i libri, pensando che fossero noiosi da morire (sto ancora facendo seppuku per questo grave errore). Così, nonostante le mie 31 primavere, sto cercando di recuperare il tempo perso, specie andando a trovare tutti quei libri che avrei dovuto leggere nell'infanzia/adolescenza. Chiaramente ci sono romanzi che, letti in età adulta, perdono il loro fascino, ma ci sono libri che rimangono meravigliosi.
    E' il caso de "La principessa sposa", da cui è stato tratto il film "La storia fantastica" (questo sì, visto e rivisto da bimbina).
    C'è davvero di tutto in questo libro: avventura, vero amore, tortura, personaggi malvagi come il Principe Humperdink e il Conte Rugen, un eroe senza macchia e senza paura come Westley, la bellissima principessa Buttercup/Bottondoro, la banda del siciliano Vizzini, con il gigante Fezzik e uno dei personaggi più belli di tutti i tempi: Inigo Montoya, lo spadaccino più bravo del mondo e di sempre ( Hola, mi nombre es Inigo Montoya. Tu hai ucciso mio padre, preparate a morir ).
    Goldman usa il pretesto di ristampare il libro originale scritto da S. Morgenstern (che non esiste), tagliando molte scene originali, infilando al loro posto alcuni commenti. Il fatto è che Goldman si ricorda di quando il padre gli leggeva "La principessa sposa" quando lui era piccolo, ma chiaramente il padre tagliava le scene noiose rendendo il tutto molto più bello e piacevole (anche questo non è che un espediente narravito).
    Insomma, Goldman è un buontempone che si diverte a far credere al lettore che sia tutto vero: il padre che leggeva quando lui era bimbo, il libro originale di Morgenstern, la scoperta che il libro originale aveva molte parti noiose, la decisione di ristamparlo tagliando diverse scene...(fin qui, è piuttosto chiaro che si tratta di invenzione).
    Comunque, arrivi ad un certo punto, dove lui dice di aver riscritto egli stesso una scena, che poi non è stata inserita nel libro proprio perchè l'idea di base non era riscrivere la trama, ma rieditarla tenendo comunque la linea originale.
    Insomma, se tu, lettore, vuoi comunque leggere la scena tagliata devi scrivere alla Ballantine Books, New York, e chiedere che ti spediscano (a spese loro, si intende), la suddetta scena.
    La sottoscritta si è fatta una bella ricerchina sul web (che ormai i tempi sono un tantino cambiati), ha scoperto che la Ballantine Books è stata acquisita dalla Random House Books, ha mandato una mail in inglese maccheronico alla Random House e ha richiesto la famosa scena tagliata.
    "Figuriamoci se rispondono", mi sono detta. E invece sì, mi hanno risposto: che loro non si occupano più dei diritti e delle opere di Mr. Goldman; che, però, mi davano il link esatto dove inserire la mia mail e fare richiesta della scena.
    Tralasciando che, sempre la sottoscritta, sperava in qualcosina di più come risposta (alla "84, Charing Cross Road, per intenderci), il link è questo: http://www.harcourtbooks.com/PrincessBride/request.asp
    Vi arriverà subito una risposta automatica scritta dallo stesso Goldman.
    Lascio a voi il piacere della scoperta, se vorrete.
    Per me, riservo il piacere di poter scegliere il finale che più mi aggrada. Personalmente, mi sento molto come il padre (nel libro, il nonno nel film) che, essendo un inguaribile romantico, taglia le parti brutte per farne una storia fantastica.

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  • 5

    strepitoso

    non ci sono parole per esprimere un libro che riesce a tenerti col fiato sospeso anche se si conosce benissimo il finale (che per altro differisce leggermete dal film).
    Come altri ho visto prima il fi ...continue

    non ci sono parole per esprimere un libro che riesce a tenerti col fiato sospeso anche se si conosce benissimo il finale (che per altro differisce leggermete dal film).
    Come altri ho visto prima il film, anzi per la precisione ho visto e rivisto il film e mi ha sempre incuriosito il riscontro col romanzo. COme sempre il romanzo vince, c'è tutto ciò che viene promesso (scherma. Lotta. Tortura. Veleno. Vero amore. Odio. Vendetta. Giganti. Cacciatori. Uomini malvagi. Uomini buoni. Belle dame. Serpenti. Ragni. Bestie di ogni natura e tipo. Dolore. Morte. Uomini coraggiosi. Uomini codardi. Uomini più forti. Inseguimenti. Fughe. Menzogne. Passione. Miracoli) e molto di più.

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  • 4

    La vita non è giusta!

    William Goldman è stato sceneggiatore di successo, nella realtà come nei panni di se stesso nel suo più celebre romanzo, “The Princess Bride”. In una sorta di introduzione posticcia al testo, vi si pr ...continue

    William Goldman è stato sceneggiatore di successo, nella realtà come nei panni di se stesso nel suo più celebre romanzo, “The Princess Bride”. In una sorta di introduzione posticcia al testo, vi si presenta come già affermato – correva l’anno 1973 e aveva ritirato il premio Oscar per “Butch Cassidy” solo tre anni prima (una seconda statuetta sarebbe arrivata dopo altri tre anni grazie a “Il Maratoneta”) – ma non del tutto in pace con se stesso. Il suo cruccio è legato al figlio Jason, grasso, viziato e per nulla attratto dalla lettura, un po’ come lui durante l’infanzia prima che un’opera (di fantasia) dello scrittore (di fantasia) S. Morgenstern, “La Principessa Sposa”, lettagli dal padre barbiere in un periodo di convalescenza a letto esercitasse su di lui una sorta di fatale incantesimo. La speranza è che la magia si ripeta con il pargolo, ma questo non potrà certo avvenire prima che il nostro narratore entri finalmente in possesso di una copia di quel “classico per ragazzi” più presunto che altro, che tutt’a un tratto pare diventato introvabile. Nonostante la caccia vada a buon fine, Goldman patisce la delusione dello scarso interesse del figliolo, che prova a imbarcarsi nella lettura ma alza bandiera bianca molto presto. Il motivo di questo fallimento non risiede tuttavia nella semplice pigrizia, come l’autore ha modo di scoprire abbandonandosi alle pagine del libro in una rassegnata sessione notturna: l’opera che aveva suscitato in lui quel fascino tanto irresistibile era in realtà il frutto di una profonda revisione dell’originale operata dal genitore tanti anni prima, tagliando pagine e pagine di noiosissimi incisi descrittivi dall’ormai inservibile intento satirico. Goldman decide pertanto di cimentarsi in una personale riscrittura del romanzo, rispettosa in tutto e per tutto della penna di Morgenstern ma seguendo lo stesso spirito gioviale e favolistico che aveva orientato suo padre ai tempi. Il risultato è “La Principessa Sposa” come il celebre sceneggiatore ce lo presenta nelle restanti duecentonovanta pagine, arricchito dai puntuali (e preziosi) commenti della sua voce fuori campo.

    La storia, che nell’accattivante premessa scopriremo trattare di “Scherma. Lotta. Tortura. Veleno. Vero amore. Odio. Vendetta. Giganti. Cacciatori. Uomini malvagi. Uomini buoni. Belle dame. Serpenti. Ragni. Bestie di ogni natura e tipo. Dolore. Morte. Uomini coraggiosi. Uomini codardi. Uomini più forti. Inseguimenti. Fughe. Menzogne. Passione. Miracoli” è quella dell’amore più forte di tutto del garzone Westley per la ricca figlia dei padroni, Buttercup, sbocciato contro ogni previsione e destinato a resistere a ogni sopruso e persino alla morte. Lo stile è insieme una parodia e un omaggio sia del registro fiabesco, decodificato e adottato da Goldman con la perizia del semiologo, che del genere avventuroso di stampo ottocentesco, un po’ romanzo picaresco un po’ novella di cappa e spada. Con simili premesse avrebbe potuto uscirne un minestrone indigesto o stucchevole, ma il risultato è piuttosto una miscela di quelle irresistibili, una miniera di (re)invenzioni narrative che conquista per sincerità e trasporto e – sorpresa! – mostra di avere vita facile nel riportare anche il lettore adulto alla magia dei suoi dieci anni. Che sia merito della vivacità dell’autore, i cui interventi non fanno che amplificare la traccia ironica della fabula grazie a un intreccio tanto semplice quanto portentoso? O del florilegio d’inventiva che sembra dare il meglio nell’ambientazione fantastica (tra Dirupo della Follia, Palude di Fuoco e Zoo della Morte c’è l’imbarazzo della scelta)? O non si tratta piuttosto del talento messo in campo nelle costruzioni attanziali, con un eroe che pare rispondere al perfetto identikit di un Greimas o di un Propp, una coppia di aiutanti – ed ex-oppositori – (lo spadaccino Inigo Montoya, piccolo capolavoro di romanticismo decadente, e il tenero gigante minus habens Fezzik, con la sua fissa per le rime) che scaldano il cuore ancor di più, una bella che più bella non si può (nonché più smorfiosa, almeno nelle prime battute) e almeno un paio di antagonisti con i controfiocchi, quell’Humperdinck che si dovrebbe vedere illustrato sulle enciclopedie alla voce “Figlio di puttana” e il suo fidato Conte Rugen, maestro di sadismo come di rado se ne sono incontrati sulla pagina stampata?

    Difficile dire in cosa “La Principessa Sposa” giri meglio, quando ciò che conta è che giri così bene. E difficile (ma diciamo anche inutile) arrovellarsi per capire se il suo statuto di culto derivi dalla trascrizione filmica che ne ha tratto Rob Reiner nel 1987 (titolo italiano “La Storia Fantastica”) o se non sia vero il contrario. Sia come sia, quel “Vero amore” piazzato in bella vista nell’elenco degli ingredienti può anche essere inteso come “Amore per la lettura”, un sentimento che agilmente questo romanzo risveglia. Non è cosa da poco. Se ci aggiungiamo un finale scaltro e non certo accomodante, il nostro plauso non può che farsi incondizionato.

    (8.4/10)

    said on 

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