The Princess Bride

S. Morgenstern's Classic Tale of True Love and High Adventure

Publisher: Random House USA Inc

4.2
(1579)

Language: English | Number of Pages: 429 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Italian , German , French

Isbn-10: 0345418263 | Isbn-13: 9780345418265 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , School & Library Binding , Audio CD , Audio Cassette , Mass Market Paperback , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , Romance , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
What happens when the most beautiful girl in the world marries the handsomest prince of all time and he turns out to be...well...a lot less than the man of her dreams?As a boy, William Goldman claims, he loved to hear his father read the "S. Morgenstern classic, The Princess Bride. But as a grown-up he discovered that the boring parts were left out of good old Dad's recitation, and only the "good parts" reached his ears.Now Goldman does Dad one better. He's reconstructed the "Good Parts Version" to delight wise kids and wide-eyed grownups everywhere.What's it about? Fencing. Fighting. True Love. Strong Hate. Harsh Revenge. A Few Giants. Lots of Bad Men. Lots of Good Men. Five or Six Beautiful Women. Beasties Monstrous and Gentle. Some Swell Escapes and Captures. Death, Lies, Truth, Miracles, and a Little Sex.In short, it's about everything.Eventually to be adapted for the silver screen, THE PRINCESS BRIDE was originally a beautifully simple, insightfully comic story of what happens when the most beautiful girl in the world marries the handsomest prince in the world--and he turnsout to be a son of a bitch. Guaranteed to entertain both young and old alike by combining scenes of rowsing fantasy with hilarious reality, THE PRINCESS BRIDE secures Goldman's place as a master storyteller.From the Paperback edition.
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  • 5

    strepitoso

    non ci sono parole per esprimere un libro che riesce a tenerti col fiato sospeso anche se si conosce benissimo il finale (che per altro differisce leggermete dal film).
    Come altri ho visto prima il fi ...continue

    non ci sono parole per esprimere un libro che riesce a tenerti col fiato sospeso anche se si conosce benissimo il finale (che per altro differisce leggermete dal film).
    Come altri ho visto prima il film, anzi per la precisione ho visto e rivisto il film e mi ha sempre incuriosito il riscontro col romanzo. COme sempre il romanzo vince, c'è tutto ciò che viene promesso (scherma. Lotta. Tortura. Veleno. Vero amore. Odio. Vendetta. Giganti. Cacciatori. Uomini malvagi. Uomini buoni. Belle dame. Serpenti. Ragni. Bestie di ogni natura e tipo. Dolore. Morte. Uomini coraggiosi. Uomini codardi. Uomini più forti. Inseguimenti. Fughe. Menzogne. Passione. Miracoli) e molto di più.

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  • 4

    La vita non è giusta!

    William Goldman è stato sceneggiatore di successo, nella realtà come nei panni di se stesso nel suo più celebre romanzo, “The Princess Bride”. In una sorta di introduzione posticcia al testo, vi si pr ...continue

    William Goldman è stato sceneggiatore di successo, nella realtà come nei panni di se stesso nel suo più celebre romanzo, “The Princess Bride”. In una sorta di introduzione posticcia al testo, vi si presenta come già affermato – correva l’anno 1973 e aveva ritirato il premio Oscar per “Butch Cassidy” solo tre anni prima (una seconda statuetta sarebbe arrivata dopo altri tre anni grazie a “Il Maratoneta”) – ma non del tutto in pace con se stesso. Il suo cruccio è legato al figlio Jason, grasso, viziato e per nulla attratto dalla lettura, un po’ come lui durante l’infanzia prima che un’opera (di fantasia) dello scrittore (di fantasia) S. Morgenstern, “La Principessa Sposa”, lettagli dal padre barbiere in un periodo di convalescenza a letto esercitasse su di lui una sorta di fatale incantesimo. La speranza è che la magia si ripeta con il pargolo, ma questo non potrà certo avvenire prima che il nostro narratore entri finalmente in possesso di una copia di quel “classico per ragazzi” più presunto che altro, che tutt’a un tratto pare diventato introvabile. Nonostante la caccia vada a buon fine, Goldman patisce la delusione dello scarso interesse del figliolo, che prova a imbarcarsi nella lettura ma alza bandiera bianca molto presto. Il motivo di questo fallimento non risiede tuttavia nella semplice pigrizia, come l’autore ha modo di scoprire abbandonandosi alle pagine del libro in una rassegnata sessione notturna: l’opera che aveva suscitato in lui quel fascino tanto irresistibile era in realtà il frutto di una profonda revisione dell’originale operata dal genitore tanti anni prima, tagliando pagine e pagine di noiosissimi incisi descrittivi dall’ormai inservibile intento satirico. Goldman decide pertanto di cimentarsi in una personale riscrittura del romanzo, rispettosa in tutto e per tutto della penna di Morgenstern ma seguendo lo stesso spirito gioviale e favolistico che aveva orientato suo padre ai tempi. Il risultato è “La Principessa Sposa” come il celebre sceneggiatore ce lo presenta nelle restanti duecentonovanta pagine, arricchito dai puntuali (e preziosi) commenti della sua voce fuori campo.

    La storia, che nell’accattivante premessa scopriremo trattare di “Scherma. Lotta. Tortura. Veleno. Vero amore. Odio. Vendetta. Giganti. Cacciatori. Uomini malvagi. Uomini buoni. Belle dame. Serpenti. Ragni. Bestie di ogni natura e tipo. Dolore. Morte. Uomini coraggiosi. Uomini codardi. Uomini più forti. Inseguimenti. Fughe. Menzogne. Passione. Miracoli” è quella dell’amore più forte di tutto del garzone Westley per la ricca figlia dei padroni, Buttercup, sbocciato contro ogni previsione e destinato a resistere a ogni sopruso e persino alla morte. Lo stile è insieme una parodia e un omaggio sia del registro fiabesco, decodificato e adottato da Goldman con la perizia del semiologo, che del genere avventuroso di stampo ottocentesco, un po’ romanzo picaresco un po’ novella di cappa e spada. Con simili premesse avrebbe potuto uscirne un minestrone indigesto o stucchevole, ma il risultato è piuttosto una miscela di quelle irresistibili, una miniera di (re)invenzioni narrative che conquista per sincerità e trasporto e – sorpresa! – mostra di avere vita facile nel riportare anche il lettore adulto alla magia dei suoi dieci anni. Che sia merito della vivacità dell’autore, i cui interventi non fanno che amplificare la traccia ironica della fabula grazie a un intreccio tanto semplice quanto portentoso? O del florilegio d’inventiva che sembra dare il meglio nell’ambientazione fantastica (tra Dirupo della Follia, Palude di Fuoco e Zoo della Morte c’è l’imbarazzo della scelta)? O non si tratta piuttosto del talento messo in campo nelle costruzioni attanziali, con un eroe che pare rispondere al perfetto identikit di un Greimas o di un Propp, una coppia di aiutanti – ed ex-oppositori – (lo spadaccino Inigo Montoya, piccolo capolavoro di romanticismo decadente, e il tenero gigante minus habens Fezzik, con la sua fissa per le rime) che scaldano il cuore ancor di più, una bella che più bella non si può (nonché più smorfiosa, almeno nelle prime battute) e almeno un paio di antagonisti con i controfiocchi, quell’Humperdinck che si dovrebbe vedere illustrato sulle enciclopedie alla voce “Figlio di puttana” e il suo fidato Conte Rugen, maestro di sadismo come di rado se ne sono incontrati sulla pagina stampata?

    Difficile dire in cosa “La Principessa Sposa” giri meglio, quando ciò che conta è che giri così bene. E difficile (ma diciamo anche inutile) arrovellarsi per capire se il suo statuto di culto derivi dalla trascrizione filmica che ne ha tratto Rob Reiner nel 1987 (titolo italiano “La Storia Fantastica”) o se non sia vero il contrario. Sia come sia, quel “Vero amore” piazzato in bella vista nell’elenco degli ingredienti può anche essere inteso come “Amore per la lettura”, un sentimento che agilmente questo romanzo risveglia. Non è cosa da poco. Se ci aggiungiamo un finale scaltro e non certo accomodante, il nostro plauso non può che farsi incondizionato.

    (8.4/10)

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  • 4

    Un libro molto simpatico: sentimentale ma poco sdolcinato, pieno di un'ironia molto piacevole che mi ha ricordato la trilogia di Bartimeus.
    Gli ingredienti della favola ci sono tutti: la bella princip ...continue

    Un libro molto simpatico: sentimentale ma poco sdolcinato, pieno di un'ironia molto piacevole che mi ha ricordato la trilogia di Bartimeus.
    Gli ingredienti della favola ci sono tutti: la bella principessa, il garzone dal cuore d'oro (e dal cervello ancora meglio del cuore), gli amici di avventura, e i cattivi veramente cattivi e per la gioia del lettore di una perfidia intelligente e piacevole. Anche la principessa non è da meno agli altri.
    Il finale è la cosa che mi ha colpito di più, ironico e perfetto. E' proprio il tipo di libro per ragazzi che amo leggere per rilassarmi. Spero che piaccia anche ai ragazzi.

    Tutti le dicevano, mentre faceva il suo apprendistato come principessa, che probabilmente era la più bella donna del mondo. Ora stava per diventare anche la più ricca e la più potente.
    Non aspettarti troppo dalla vita, si disse mentre cavalcava. Impara ad accontentarti di quello che hai.

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  • 4

    Uno dei miei film preferiti da quando ero piccola.
    Ci ho messo parecchio a decidermi a leggerlo, intimorita dal fatto che una volta letto avrei in qualche modo "rotto" l'incanto della storia - cosa ch ...continue

    Uno dei miei film preferiti da quando ero piccola.
    Ci ho messo parecchio a decidermi a leggerlo, intimorita dal fatto che una volta letto avrei in qualche modo "rotto" l'incanto della storia - cosa che per fortuna non è successa, anzi ora capisco meglio alcuni punti della vicenda e soprattutto conosco nei dettagli il passato di Inigo e Fezzik, che me li ha fatti piacere ancora di più.

    Se invece non conoscete il film vi cito la presentazione del padre di Goldman fatta ad un piccolo e malato William Goldman:
    "Scherma. Lotta. Tortura. Veleno. Vero amore. Odio. Vendetta. Giganti. Cacciatori. Uomini malvagi. Uomini buoni. Belle dame. Serpenti. Ragni. Bestie di ogni natura e tipo. Dolore. Morte. Uomini coraggiosi. Uomini codardi. Uomini più forti. Inseguimenti. Fughe. Menzogne. Passione. Miracoli."
    Vi ha un po' incuriosito?

    Keiko

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  • 4

    La princesa prometida me ha sorprendido. Había visto la película, pero hacía tanto tiempo que tenía una idea muy vaga sobre la trama.
    Así pues, me ha gustado mucho la historia, la ironía, el humor neg ...continue

    La princesa prometida me ha sorprendido. Había visto la película, pero hacía tanto tiempo que tenía una idea muy vaga sobre la trama.
    Así pues, me ha gustado mucho la historia, la ironía, el humor negro,...Adoro a sus personajes, salvo quizás Buttercup, que me pone un poco nerviosa a veces con su papel de niña tonta.
    Cabe destacar que esta edición es la compilación que William Goldman ha hecho sobre la novela que en su momento escribió S. Morgenstern lo que supone que la historia está abreviada y hay numerosas aclaraciones, notas, del autor acerca de la novela y las razones por las que ha recortado partes de la historia original. A mí esto no me ha supuesto ningún problema, de hecho en ocasiones me han hecho gracia, pero debo reconocer que hay momentos en los que se hace un poco pesado explicando los problemas que tuvo con los herederos de Morgenstern.
    Recomiendo la novela a todo aquel que disfrutara en su momento con la película, y también a aquellos que gustan de novelas de caballeros que hacen lo imposible por recuperar a su amada.

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  • 4

    Tiene uno de los comienzos más arrolladores que he leído en un libro de fantasía. El modo de jugar con el lector en el primer capítulo, desplazando la descripción de Buttercup a un lado mientras divag ...continue

    Tiene uno de los comienzos más arrolladores que he leído en un libro de fantasía. El modo de jugar con el lector en el primer capítulo, desplazando la descripción de Buttercup a un lado mientras divaga sobre el escalafón de la belleza femenina, es genial. La verdad es que se nota que disfrutó escribiéndolo. La soltura de la narración y la facilidad para enganchar ideas aparentemente dispares de las clásicas tiene que venir de ahí, de un disfrute continuado con la escritura del libro, y no sólo de talento literario.

    El buen hombre, además, es gracioso hasta en el prólogo, en el que habla de su propia peli y se inventa una historia rocambolesca en torno a su familia y el tal Morgensten. Lo dicho, vaya soltura.

    El capítulo final sobre el bebé de Buttercup me gustó menos. Me gustó más el final "original" de Morgensten, jeje.

    Pero es un libro estupendo.

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  • 4

    Un libro divertente, molto simile al film, di cui riempie molte lacune (come le varie storie personali dei protagonisti e l'infanzia di Bottondoro e Westely). Un vero e proprio tuffo nel passato per ...continue

    Un libro divertente, molto simile al film, di cui riempie molte lacune (come le varie storie personali dei protagonisti e l'infanzia di Bottondoro e Westely). Un vero e proprio tuffo nel passato per i bambini degli anni '80 che hanno amato la versione cinematografica.

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