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The Princess Bride

By William Goldman

(36)

| Paperback | 9780747590583

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Book Description

Beautiful, flaxen-haired Buttercup has fallen for Westley, the farm boy, and when he departs to make his fortune, she vows never to love another. So, when she hears that his ship has been captured by the Dread Pirate Roberts (no survivors) her heart Continue

Beautiful, flaxen-haired Buttercup has fallen for Westley, the farm boy, and when he departs to make his fortune, she vows never to love another. So, when she hears that his ship has been captured by the Dread Pirate Roberts (no survivors) her heart is broken. But her charms draw the attention of the relentless Prince Humperdinck who wants a wife and will go to any lengths to have Buttercup. So starts a fairy tale like no other, of fencing, poison, true love, hate, revenge, giants, bad men, good men, snakes, spiders, chases, escapes, lies, truths, passion and miracles, and a damn fine story.

257 Reviews

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    Valutazione data più per l'amore viscerale che nutro per il film "La storia fantastica" che per le emozioni suscitate in me dal libro.
    Se devo essere sincera, il romanzo non mi ha entusiasmata. L'uso dell'ironia è chiaro, ma ciò non toglie che in ce ...(continue)

    Valutazione data più per l'amore viscerale che nutro per il film "La storia fantastica" che per le emozioni suscitate in me dal libro.
    Se devo essere sincera, il romanzo non mi ha entusiasmata. L'uso dell'ironia è chiaro, ma ciò non toglie che in certi passaggi è un tantino pesante. E per di più, la scelta di dipingere i personaggi con tutti i loro difetti - molto poco eroici, molto poco virtuosi - toglie quasi tutta la magia. Non parliamo dei due protagonisti... dove sarebbe la grande, mitologica storia d'amore?
    Delusione.

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    RobyTuri said on Jun 24, 2014 | Add your feedback

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    forse mi aspettavo qualcosa di più ma rimane una bellissima storia raccontata con garbo e tantissima ironia

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    Francesco C said on May 13, 2014 | Add your feedback

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    *** This comment contains spoilers! ***

    Voglio dire che quando si è piccoli, non si pensa. Bene, dato che il libro si intitola 'The Princess Bride' e dato anche che la storia è ai suoi primi sviluppi, è ovvio che l'autore non lascerà che il suo personaggio principale si trasformi in un ...(continue)

    Voglio dire che quando si è piccoli, non si pensa. Bene, dato che il libro si intitola 'The Princess Bride' e dato anche che la storia è ai suoi primi sviluppi, è ovvio che l'autore non lascerà che il suo personaggio principale si trasformi in un bocconcino per squali. Quando si è giovani, ci si lascia trascinare dalle cose, così, a tutti i giovani che leggono ripeterò semplicemente le parole di mio padre, visto che con me hanno funzionato: "Questa volta gli squali non se la mangiano."

    Meno male, perchè a questo punto mi sono accorta che stavo davvero trattenendo il fiato! E dire che non dovrei essere più così tanto piccola da non pensare che effettivamente la protagonista non può morire a metà libro.. XD Però è sempre così, se una storia mi prende, torno ad avere 6 anni e non capisco più niente, se non che voglio sapere come continua. Ecco, questa storia mi è piaciuta tantissimo, mi ha fatto anche molto ridere tutto il pretesto di dover riscrivere il libro e le situazioni che crea. Sì, mi sono proprio divertita leggendolo :)

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    Irene said on Apr 21, 2014 | Add your feedback

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    *** This comment contains spoilers! ***

    Bel libro di genere fantasy umoristico. Originale soprattutto per la scelta dell’autore di farlo passare come la riduzione del romanzo di un altro autore, un po’ alla Manzoni, aggiungendoci note di commento personale. Protagonisti manichei come si co ...(continue)

    Bel libro di genere fantasy umoristico. Originale soprattutto per la scelta dell’autore di farlo passare come la riduzione del romanzo di un altro autore, un po’ alla Manzoni, aggiungendoci note di commento personale. Protagonisti manichei come si conviene a un’opera antica, colpi di scena abbastanza ben orchestrati, una storia d’amore quasi alla Beren e Luthien (alla quale non deve niente essendo questo romanzo uscito 4 anni prima della pubblicazione de Il Silmarillion).
    Vuole fingere di essere una riduzione per bambini di un corposo romanzo storico-fantastico ed è sicuramente qualcosa di più, ma non abbastanza di più per raggiungere i livelli di umorismo fantasy di Terry Pratchett o Herbie Brennan.

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    Accipiter said on Apr 19, 2014 | Add your feedback

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    Okey, lo ammetto mi sono fatto fregare da vero allocco.

    E si che di esperienza ne avevo, di romanzi ne ho letti tanti e dovevo saperlo per conoscenza diretta: - Mai fidarsi della quarta di copertina.-

    Questo principio è fondamentale per la scelta d ...(continue)

    Okey, lo ammetto mi sono fatto fregare da vero allocco.

    E si che di esperienza ne avevo, di romanzi ne ho letti tanti e dovevo saperlo per conoscenza diretta: - Mai fidarsi della quarta di copertina.-

    Questo principio è fondamentale per la scelta delle letture, perché la “quarta” raramente è attendibile.

    Solitamente l’autore del suddetto testo sembra riassumere i soli primi due capitoli del libro, forse perché sono gli unici due che ha letto o perché vuole creare suspense.
    Altre volte da un’immagine critica complessiva del romanzo dell’autore e più in generale di tutta la sua opera, sottolineando scelte narrative e scene assolutamente irrilevanti in quel libro.

    Per non parlare dei commenti di eminenti autori e giornali:- Con questo romanzo sposta i confini della letteratura.- - Un romanzo che lascerà il segno.- - Uno dei più grandi capolavori letterari degli ultimi venti anni.-

    Tutto questo diventa fuorviante nella scelta di un libro che risulti soddisfacente o semplicemente gradito, rispetto alle aspettative proposte.

    Eppure come potevo resistere a:

    WILLIAM GOLDMAN
    La principessa sposa
    Un celebre sceneggiatore è disperatamente a caccia di una copia del romanzo chiave della propria infanzia.
    Quel romanzo gli aveva spalancato orizzonti impensati, rivelato uno strumento strepitoso: la lettura.
    Darebbe un occhio pur di trovarlo, vorrebbe regalarlo al figlio viziato e annoiato, sperando che il prodigio si ripeta. Quando ne agguanta una copia, si rende conto che molti capitoli noiosi erano stati tagliati dalla sapiente lettura ad alta voce del padre.
    Decide di riscriverlo. Togliere lungaggini e divagazioni. Rendere scintillante la “parte buona”.
    La magia si realizza. Il risultato è straordinario.
    Si parte da una cotta clamorosa, un amore eterno tra un garzone di stalla e la sua splendida padrona, che sembra naufragare a causa di una disgrazia marittima. C’è poi il di lei fidanzamento con un principe freddo e calcolatore. Poi c’è un rapimento, un lungo inseguimento, molte sfide: il ritmo cresce, l’atmosfera si arroventa. Il trucco della riscrittura – arricchito da brillanti “fuori campo” dell’autore – l’incanto di personaggi teneri o diabolici, i dialoghi perfetti, fanno crescere il romanzo a livelli stellari.
    Disfide, cimenti, odio e veleni, certo. Ma anche vera passione, musica, nostalgia.
    Si corre a trecento all’ora su un terreno tutto nuovo che abbraccia classico e stramoderno, fiabesco e farsesco, ironico e romantico.
    Seicento pareri a cinque stelle su amazon.com lo proclamano ad alta voce: “Puro genio... regalatevi e regalate questa meraviglia... cosa si può chiedere di più a un libro?”

    La maggior parte delle persone direbbe: -Che noia, un libro che parla di un libro!-.
    Ed invece è proprio questa la letteratura che a me piace di più: metaletteratura.

    Il risvolto di copertina prometteva anche meglio:
    Pare che i genitori di William Goldman – nato a Highland Park, fuori Chicago, nell’estate del 1931 – abbiano sempre fatto fatica a trascinare il figlio fuori dalle sale cinematografiche. William divora pellicole di ogni genere e specie, ed è impossibile farlo alzare dalla poltroncina prima della terza visione. Qualche anno più tardi, comincia a scrivere. Teatro, racconti e romanzi serissimi. Ma non ingrana. Passa al thriller ed ecco che dalla penna gli sguscia il soggetto – poi la sceneggiatura – del Maratoneta. Si aprono le danze, e il mondo del cinema scopre un protagonista. In quarant’anni di carriera ne scrive di tutti i colori – a volte anche in incognito – vince quasi tutto quel che si può. Per citare due soli fra gli Immortali, ricordiamo Tutti gli uomini del Presidente, e Butch Cassidy & the Sundance Kid. La principessa sposa è invece il suo più grande successo letterario, e negli ultimi anni è stato oggetto di un grande rilancio in tutto il mondo.

    Goldman, ha scritto: “Il Maratoneta”, “Tutti gli uomini del Presidente” e “Butch Cassidy & the Sundance Kid”, ma “La principessa sposa” è il suo più grande successo; dovevo leggerlo.

    Naturalmente i primi due capitoli si svolgono come da “quarta”: il celebre sceneggiatore, lo stesso Goldman (metapersonaggio, metascrittore?), la sua infanzia e la scoperta del mondo della lettura, successivamente lui adulto rassegnato ad una moglie psicologa-psicotica ed un figlio tonto e sovrappeso, decide per il compleanno di quest’ultimo di regalare, regalarsi il romanzo fondamentale della sua infanzia, spendendo una fortuna per recuperarlo.

    Fino a qui rispettava appieno le mie aspettative; impagabili le parti dove lo sceneggiatore tenta di abbordare un’aspirante attricetta e quando si ritrova a tavola con la famiglia.

    Poi lo sceneggiatore introduce il romanzo della sua infanzia, la più grande avventura mai scritta, il romanzo che gli lesse suo padre quando era malato, narra di: “Scherma. Lotta. Tortura. Veleno. Vero amore. Odio. Vendetta. Giganti. Cacciatori. Uomini malvagi. Uomini buoni. Belle dame. Serpenti. Ragni. Bestie di ogni natura e tipo. Dolore. Morte. Uomini coraggiosi. Uomini codardi. Uomini più forti. Inseguimenti. Fughe. Menzogne. Passione. Miracoli.”
    A questo punto mi si accese una lampadina, spiraglio di luce contro l’oscura tempesta della rivelazione:- Vuoi vedere che è…? No, non è possibile.- mi dissi e continuai la lettura.

    La storia ci presenta Buttercup, algida e bellissima, ed il suo fedele garzone Westley, che ad ogni suo capriccio risponde: -Ai tuoi ordini.-
    Vi ricorda qualcosa?
    Volete più indizi?
    Buttercup scopre di amare Westley che ricambia, ma il destino li divide; lui muore ucciso dai pirati, lei mentre si appresta a sposare il principe del luogo viene rapita da tre loschi individui: il gobbo Siciliano, il magro Spagnolo e il gigante Turco.

    L’avete riconosciuta?
    E’ “La storia fantastica”: - Film di Rob Reiner del 1987 con Peter Falk, Billy Cristal e Andrè the Giant - leggo sempre su internet - titolo originale “The princess bride”, sceneggiatura William Goldman.

    Bellissimo film lo avrò visto venti volte e mi sarebbe piaciuto leggerne il libro; a undici anni, non certo a ventisette.

    Ultimamente persone adulte e vaccinate comprano e leggono “Le cronache di Narnia” e l’ultimo “Harry Potter”, ma almeno fanno una scelta consapevole, non potranno certo lamentarsi se poi il libro rivela uno spessore letterario poco più alto di “Kamillo Kromo” e molto meno di “20 mila leghe sotto i mari”; erano stati adeguatamente avvisati.

    In questo caso invece sembra siano state fatte omissioni che sfiorano la frode.
    Perché in copertina si nominano varie sceneggiature di Goldman ma non “La storia fantastica”?
    Perché non si indica che dal suo “più grande successo” è stato tratto un film altrettanto famoso?
    Nessuno si era accorto della trama simile?

    Non pretendo che come in altri casi il titolo originale fosse stato sostituito con quello del film(es. “Arancia meccanica”), o campeggiasse dalla copertina una scena o la locandina del film (es. “Io sono leggenda”, orribile accostare quel film a Matheson) oppure che fosse munito di fascetta -Da questo libro è stato tratto il film…- , però almeno citare il film od una sinossi che rivelasse la trama effettiva del romanzo erano d’obbligo per non risultare un inganno.

    Certo che a fronte dei “Seicento pareri a cinque stelle su amazon.com lo proclamano ad alta voce: “Puro genio”, in un panorama editoriale mondiale dove “Il codice da Vinci” viene considerato un capolavoro letterario, dovevo aspettarmelo ma questo l’ho ammesso inizialmente, sono stato ingenuo.
    Ciò non toglie che sia stato truffato.

    O forse sono io che non vedo tutto in prospettiva.
    Magari è un disegno comune delle case editrici per raggirare lettori come me, fuorviarli con titoli o sunti “fantasiosi” per convincerli a comprare libri che altrimenti non acquisterebbero.
    Se lo scopo è aumentare le vendite e ampliare il mercato letterario, sono pienamente d’accordo, anzi avrei un’idea a riguardo da proporre.
    Perché limitarsi ai titoli stranieri, perché non estendere il metodo ai titoli italiani magari anche all’estero?

    Es.
    Titolo:
    L’uomo di legno
    Sinossi:
    Un ragazzo scappa da casa alla ricerca di una società con regole differenti e una vita più libera, ma troverà solo loschi individui e falsi compagni, finendo ben presto sulla cattiva strada, ingoiato da un organismo più grande senza via di uscita.
    Unica salvezza la riconciliazione con la figura paterna e la riscoperta del focolare domestico.
    Originale:
    Carlo Collodi “Le avventure di Pinocchio”

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    Franco Leggo said on Apr 16, 2014 | 1 feedback

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    Siamo nel bel mezzo di un'avventura, Fezzik, e la maggior parte della gente vive e muore senza avere la nostra fortuna.

    E' difficile per me scrivere qualcosa di sensato e obiettivo su questo libro (pubblicato in Italia con due titoli divers ...(continue)

    Siamo nel bel mezzo di un'avventura, Fezzik, e la maggior parte della gente vive e muore senza avere la nostra fortuna.

    E' difficile per me scrivere qualcosa di sensato e obiettivo su questo libro (pubblicato in Italia con due titoli diversi, uno rispettoso dell'originale The Princess Bride, l'altro preso dal titolo italiano dell'adattamento cinematografico). Il mio problema è che il film tratto da questo romanzo è trai miei preferiti in assoluto, lo riguardo con trepidazione tutti gli anni sotto Natale e per ogni scena, personaggio, battuta il mio cuore si gonfia di gioia e affetto. E quando ami così tanto un film e lo hai visto così tante volte da saperlo letteralmente a memoria, leggere alla fine il romanzo da cui è tratto non sempre si rivela essere un'esperienza soddisfacente al 100% (è il motivo per cui preferisco, se possibile, leggere sempre i libri prima di vederne le trasposizioni cinematografiche), sebbene sia perfettamente consapevole che è merito dell'autore del libro se il film esiste e racconta una storia così bella.

    In questo caso, poi, il merito di Goldman è doppio, perchè oltre a scrivere il romanzo si è occupato anche della sceneggiatura (essendo un grandissimo sceneggiatore con due Oscar all'attivo - oltre a Tutti gli uomini del Presidente, ricordiamo ad esempio che è suo l'adattamento di Misery non deve morire di Stephen King, il cui regista è lo stesso Rob Reiner de, appunto, La Storia Fantastica). Il film, in effetti, rispetta moltissimo il romanzo, tutta la parte relativa alla favola di Westley e compagnia bella è fedele quasi completamente. Il mio problema principale, in realtà, sono

    le modifiche che sono state effettuate da chi ha lavorato al film in Italia.

    Mi spiego meglio: io sono abituata (perché ce l'ho impresso nella mente, dopo decine di visioni) che la Principessa Sposa si chiama Botton D'oro, che Westley dice "Ai tuoi ordini" e che la frase che Inigo ripete è "Hola. Mi nombre es Inigo Montoya. Tu hai ucciso mio padre. Preparate a morir!". Queste due frasi io le ho impresse a fuoco nel cuore e nel cervello, e leggere nel libro originale che invece Westley dice sempre "Come desideri" e Inigo ripete "Salve, mi chiamo Inigo Montoya; hai ucciso mio padre, preparati a morire" e che la principessa invece si chiama Buttercup... non lo so, mi provoca una dissonanza cognitiva tale da farmi saltare i nervi... certo, non posso dare la colpa a chi ha fatto l'adattamento italiano cinematografico, in fondo Botton D'oro è un nome più bello di Tazza di Burro, e se avessero lasciato Buttercup nessuno ne avrebbe capito il significato, "Ai tuoi ordini" si sposa meglio al labiale di "As you wish" e "Hola. Mi nombre es Inigo Montoya" è decisamente più figo di "Salve". Non hanno fatto un cattivo lavoro, quindi, solo che non mi aspettavo queste differenze (so che sono inezie, ma se chiedete a qualunque fan della storia - italiano - di farvi una citazione qualsiasi da questo film ci scommetto che ripeterebbe una di queste due frasi) e ho fatto fatica ad adattarmi ad esse.

    Detto ciò, il libro è meraviglioso. La storia, come già detto, la conoscevo a memoria per cui sapevo già cosa stava esattamente per accadere scena dopo scena - la parte dello Zoo della Morte, l'unica che è stata saltata nel film, è stata la sola sorpresa - per cui mi mancava la suspance di cui altrimenti avrei di certo goduto. Ma poi c'è tutta una parte che nel film è solo accennata e che invece nel romanzo è ben presente: la storia dentro la storia.

    Nel film, vediamo che il piccolo Billy (Fred Savage, che ho amato moltissimo in una serie tv che forse pochi ricordano, Blue Jeans) è a letto malato, e il nonno (l'immenso Peter Falk) gli va a far visita e gli legge questo libro, "La Storia Fantastica" di S. Morgenstern. Ogni tanto poi la narrazione si interrompe e ritorniamo nella camera con Billy e il nonno, ma niente di più.

    Nel romanzo, scopriamo che Billy è proprio William Goldman che, costretto a letto all'età di dieci anni per una polmonite, ascolta le avventure di Buttercup, Westley, Fezzik, Inigo etc attraverso la voce del padre, un barbiere originario proprio di Florin (il luogo dove si svolge la storia della Princess Bride, una piccola nazione tra Svezia e Germania) e che parla a stento l'inglese.

    Il giovane Goldman si innamora della storia, di conseguenza si innamora della narrativa, diventa un vorace lettore e successivamente uno scrittore e sceneggiatore di successo.

    La storia principale in realtà è proprio questa: il racconto di come Will Goldman, ormai cresciuto, decide di regalare la storia che tanto lo ha fatto sognare al suo paffuto figlio quando questi compie 10 anni. Il regalo non ha il successo sperato: il bimbo non riesce ad andare oltre il primo capitolo, e Will ne comprende presto il motivo: il libro è noiosissimo e inutilmente lungo. Non lo aveva mai saputo perchè si era sempre occupato il padre di leggergli questa storia speciale e, come un narratore esperto, aveva tagliato e riadattato i passaggi più tediosi. Goldman allora prende la decisione di rieditare il lavoro di Morgenstern, e ci presenta quindi il frutto dei suoi sforzi, ossia appunto La Principessa Sposa (interrotto qua e là da parentesi e corsivi in qui Goldman spiega le sue scelte o puntualizza qualche aspetto).

    La cosa straordinaria è proprio il fatto che si tratta di una favola (la storia della Princess Bride) dentro una favola (la storia della riedizione del Morgenstern originale), in cui lo stesso Goldman divena un personaggio letterario discendente delle terre di sua stessa invenzione.

    Entrambe le storie sono terribilmente ironiche, un po' ciniche, per niente stucchevoli, anzi non c'è nemmeno un vero lieto fine: la vita è ingiusta sembra essere il leitmotiv di tutte le 300 e passa pagine, il che rende abbastanza chiaro che non si tratta di un romanzo per bambini (basterebbe il finale per chiarirlo), ma può diventarlo se lo si legge come lo leggeva papà Goldman al piccolo Billy, facendolo terminare con il classico "E vissero per sempre felici e contenti".

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    BlackBoots said on Mar 20, 2014 | Add your feedback

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