The Quantum Thief

By

Publisher: Gollancz

3.5
(17)

Language: English | Number of Pages: 448 | Format: Softcover and Stapled

Isbn-10: 0575088885 | Isbn-13: 9780575088887 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Paperback , eBook , Others

Category: Science Fiction & Fantasy

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Book Description
. .The Quantum Thief is a dazzling hard SF novel set in the solar system of the farfuture - a heist novel peopled by bizarre post-humans but powered by very ...
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  • 4

    Da:

    http://www.webalice.it/michele.castellano/SF_Fantasy/cosaleggo/The%20Quantum%20Thief.html

    Primo romanzo di una trilogia di fantascienza di un autore esordiente, e che ha ricevuto diverse nomine pe ...continue

    Da:

    http://www.webalice.it/michele.castellano/SF_Fantasy/cosaleggo/The%20Quantum%20Thief.html

    Primo romanzo di una trilogia di fantascienza di un autore esordiente, e che ha ricevuto diverse nomine per premi importanti. Devo riconoscere che alla fine il romanzo mi è piaciuto, e magari leggerò anche i seguiti, ma all'inizio è stata davvero una sofferenza.
    Sicuramente in questo ha pesato la mia non padronanza completa dell'inglese, causa probabile della mia incapacità a capire il senso dei tantissimi neologismi che dominano la prima parte di questo romanzo e che l'autore si guarda bene dallo spiegare, anche se essendo io ben informato della terminologia quantistica, anche in inglese, dovrei avere senza dubbio meno difficoltà di un lettore qualsiasi. Ma le difficoltà iniziali sono davvero grosse, e non è difficile da capire il perché molti hanno abbandonato la lettura prima della fine. In realtà per capire, o meglio intuire, il significato di molti neologismi non basta una cultura scientifica del mondo quantistico, ma serve anche una buona e vasta cultura umanistica, perché molti dei significati derivano da richiami letterari o filosofici. Con questa sua opera, Hannu Rajaniemi rende Charles Stross un dilettante nell'invenzione di neologismi di un mondo post-singolarità tecnologica.
    In ogni caso l' approccio a questa storia che si svolge in un lontanissimo futuro è davvero difficile, non solo per capire l'ambiente in cui si svolge, ma proprio per capire il significato dei termini con cui è descritta, e credo che giustamente non ne sarà mai proposta una versione italiana non fosse altro per le grosse difficoltà di traduzione.
    Alla fine però ne ho completato la lettura e molti aspetti, ma non tutti, di quel mondo mi sono ora un poco più chiari. Magari dovrei rileggerlo alla luce di quanto ho capito finora, ma non credo proprio che lo farò e mi terrò i dubbi residui. Per chi volesse affrontare ora la lettura di questa serie di romanzi, consiglio di guardare questo sito, dove sono illustrati i principali protagonisti della storia. L'uso migliore del sito secondo me è il seguente: leggere circa il 30% del romanzo, passare al sito e studiarselo attentamente. Ricominciare a leggere il romanzo con occhi completamente diversi. L'avessi scoperto prima mi sarei risparmiato molta sofferenza, anche se non proprio tutta, perché credo che Rajaniemi ci tenga davvero ad essere molto criptico.
    Siamo nel sistema solare terrestre, in una specie di post-singolarità tecnologica che però non è riuscita a superare i limiti fisici del proprio sistema di origine, anche se l'integrazione uomo-macchina è quasi un aspetto superato, perché si sono raggiunti risultati superiori. Dopo scontri violenti, rivoluzioni e ribaltamenti sociali che hanno anche fatto dimenticare il passato e distrutto Giove causando la diaspora della civiltà estremamente tecnologica che si sviluppava nelle sue lune, il risultato è un equilibrio molto instabile tra diverse visioni sociali e diversi modi di vita. Ma intanto ormai nessun essere senziente muore davvero più, se non per qualche incidente imprevedibile, e ci sono individui che hanno ormai vissuto per migliaia di anni, sotto forme individuali spesso diverse.
    Questo romanzo è la storia di Jean le Flambeur, ladro di memorie e superbo architetto, del perché ha nascosto la memoria del se stesso passato, perché è stato messo in una prigione in cui deve ripassare incessantemente il dilemma del prigioniero, e perché qualcuno che sembra davvero un Dio vuole che lui ricostruisca il suo passato, costi quel che costi.
    Alla fine del romanzo molte di queste domande hanno una risposta, ma se ne ripropongono molte altre, che forse avranno risposta nei successivi romanzi della trilogia, solo che io devo prendermi un momento di riposo. Se tornerò a leggere questa storia, non sarà davvero presto.
    In conclusione, è una storia che, quando si arriva a capirla, è estremamente interessante, in un mondo così fuori dai canoni tradizionali, e anche quelli ben oltre, che richiede davvero un grande sforzo di estrapolazione per immedesimarcisi. Alla fine ne sono rimasto conquistato, ma come ho detto ho bisogno di un certo periodo di tempo prima di ricominciare ad affrontarlo. Non è quindi un romanzo che posso raccomandare facilmente, anzi. È sicuramente adatto a chi non ha paura di non capire subito l'ambiente in cui si svolge la storia (e spesso nemmeno le singole parole) ed è capace di insistere nella lettura fino che, a poco a poco, le cose diventano più chiare.
    Ma bisogna anche essere appassionati di ambientazioni post-singolarità, di integrazioni uomo-macchina totali, e allora si scopriranno anche problematiche esistenziali, dubbi di identità, in effetti un mondo nuovo di problemi psicologici sommersi in un mare di tecnologia ma sempre dominanti.
    Sicuramente non un libro per tutti, ma per chi riesce ad apprezzarlo è davvero una fonte di sorprese e di invenzioni.

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  • 3

    Interessante, gradevole, incasinato, farraginoso, complesso, poco comprensibile nel contesto.
    Belle immagini, personaggi insoliti e barocchi.
    Mi sfugge il senso generale della storia; colpa del mio in ...continue

    Interessante, gradevole, incasinato, farraginoso, complesso, poco comprensibile nel contesto.
    Belle immagini, personaggi insoliti e barocchi.
    Mi sfugge il senso generale della storia; colpa del mio inglese senza dubbio.

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  • 3

    I honestly don't know what to say about this book. There was so much going on, so many ideas, and so little hand holding that it was a bit like being chucked into the deep end on the first day of swim ...continue

    I honestly don't know what to say about this book. There was so much going on, so many ideas, and so little hand holding that it was a bit like being chucked into the deep end on the first day of swim classes. It's disorienting, and you take on some water, but it's a totally new experience and that too has value. It's been a while since I read some true hard sci-fi, and my brain is a bit out of practice at having to stretch and infer so much. That's my shortcoming, to be sure, but it was the sort of read where I'm still unclear on a lot of what I read despite my best attempts at close reading. This is crunchy, made-up words every other sentence, bursting with speculative science sci-fi, with all the perks and pitfalls such a work generally has. You get brilliance and newness along with the hard work. The best foothold I could get was that this book also reads a lot like a mystery caper (which I also don't read) and has some similar tropes and pacing. An intriguing blend to be sure. It's much more setting and idea driven than character, even though the characters get plenty of spotlighting. I will say I'm glad I read this book even though I had a hard time getting into it. Not sure what else to say beyond that.

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  • 3

    Bello, ma...

    Romanzo appassionante, con un bel protagonista ed una storia avvincente, ma difficilissimo da leggere in inglese.

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  • 3

    Cuando terminé la novela me pareció que me había leído una versión en guiñoles del Cismatrix de Bruce Sterling, vamos, algo de cachondeo. Cosa que, en un principio, no está mal; la novela está salpica ...continue

    Cuando terminé la novela me pareció que me había leído una versión en guiñoles del Cismatrix de Bruce Sterling, vamos, algo de cachondeo. Cosa que, en un principio, no está mal; la novela está salpicada por momentos memorables, buenos diálogos y sentido del humor. Algunos hallazgos, como el gevulot o los Quiet, resultan brillantes y la ambientación y los detalles del universo creado por Rajaniemi son atractivos (no es moco de pavo ambientar OTRA novela en Marte y que te quede bonito).

    Pero si uno no se deja cegar por los trucos y el decorado, la sensación es de novela ya leída; el posthumanismo, las IAs, la mente humana codificada en redes informáticas, la tecnología fusionada con el cerebro humano aumentando exponencialmente su sensorio, seres humanos que han trascendido gracias a la tecnología convirtiéndose en criaturas semejantes a dioses... Por otro lado la trama cumple punto por punto el decálogo de la escuela escocesa espaceoperística más reciente y que ya se está haciendo pelín repetitiva; despiadada inmersión del sufrido lector en un mundo alienígena durante más de un tercio de la novela, hasta que por fin el argumento adquiere una dirección clara, personajes que corren de un lado para otro como pollos sin cabeza, adrenalíticas escenas de acción, o el ya clásico CUANTO MÁS GRANDE MEJOR.

    Y a veces Rajaniemi se pasa de listo con sus guiños cultos, los que hayan leído la novela pueden buscar por ahí el significado en francés de Oubliette y preguntarse por qué nadie en la ciudad marciana se ha cuestionado la razón de dicho nombre. A la vista de ésta y otras referencias a la cultura popular de ahora mismo (sale un pavo disfrazado de Batman en la versión futurista de una LAN party, gracioso pero dudosamente plausible. Incluso la Oubliette goza de su propio grupo de superhéroes); el, otra vez, un poco sobadete tema central de la novela, acerca de la la memoria y la identidad, y dados los abundantes momentos palomiteros, uno se pregunta si la erudición demostrada por Rajaniemi y el espectacular decorado que levanta no es más superficie que otra cosa. Pero me quedo con lo positivo y pienso picar con la segunda parte de la trilogía.

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