The Quick

Misteri, vampiri e sale da tè

Di

Editore: Fazi

3.2
(41)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 526 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8876257373 | Isbn-13: 9788876257377 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Inghilterra, fine Ottocento. James e Charlotte sono due fratelli orfani che vivono in una dimora signorile sperduta nella campagna inglese. Una volta cresciuti le loro strade si dividono: James, timido aspirante scrittore, terminati gli studi a Oxford divide l'appartamento in affitto a Londra con un affascinante giovane aristocratico. Grazie alle conoscenze del ragazzo, viene introdotto nei salotti dell'alta società e trova l'amore dove non se lo sarebbe mai aspettato. Poi, improvvisamente, scompare senza lasciare traccia. Preoccupata e determinata a trovarlo, la sorella Charlotte parte per Londra e s'immerge nelle tetre atmosfere della città industriale, dove scopre l'esistenza di un mondo segreto, popolato da personaggi incredibili e loschi che vivono ai margini della città. Un mondo in cui i confini della realtà hanno assunto forme tutte nuove. Per lei si apriranno le imponenti porte di una delle istituzioni più autorevoli e impenetrabili del paese: l'AEgolius club, luogo di ritrovo degli uomini più ambiziosi e pericolosi d'Inghilterra, cupo circolo d'élite che cela mille segreti, uno più terrificante dell'altro.
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  • 2

    Mhmmmmmmmmmm

    Mha! Ci sono tutti gli elementi ma leggere questo romanzo non da alcuna forte emozione, l'autrice ti fa vedere la "cosa" un attimo e poi si affretta a portarti altrove che non succeda mai che ti scon ...continua

    Mha! Ci sono tutti gli elementi ma leggere questo romanzo non da alcuna forte emozione, l'autrice ti fa vedere la "cosa" un attimo e poi si affretta a portarti altrove che non succeda mai che ti sconbussoli !
    C'è l'amore omosessuale ma non viene approfondito , ci sono torture e "esperimenti scientifici" sui vampiri ma non ti ci fa "scottare" ( e così non scatta istintivamente la repulsione ma è una repulsione e condanna "d'ufficio" diciamo)..., ci sono lotte tra vampiri ma tu sei in retrovia e intravedi solo, vengono approfondite ,per modo di dire , le storie dei personaggi secondari ma non di quelli principali direi... di James e di Edmund non si sa più nulla dopo un certo punto ...
    Insomma un libro di superficie, per nulla gotico alla fine visto che il gotico è oscurità , mistero agghiacciante che ti striscia a fior di pelle , spaesamento, orrore mentale ,ecc... nulla di tutto ciò qui, è un'azione continua a pelo d'acqua , non ci si immerge mai, l'autrice non ti permette di empatizzare o provare ripulsa per nessuno perché vedi tutti da dietro un vetro sicuro ... oh guarda il mostro, ho guarda la tortura, oh guarda l'amore carnale , ma guardi e basta solo un lembo e nulla più ...
    I gotici, quelli veri , d'annata, davano ben altre emozioni , anche con poco ti fanno vedere l'abisso, ti ci affacci e temi di non poter più riuscire ad arretrare...

    Oggetto libro:
    Solo incollato ( non rilegato filo-rete) carta scadente, molti refusi, copertina bella come per tutti i Fazi ( anche se potevano riprodurre il biglietto del club visto che c'erano e non mettere un gufo a caso ...)

    ha scritto il 

  • 5

    Probabilmente il voto corretto sarebbe 4 stelle e non 5 però a me piace troppo l'horror e sono un po' di parte. Un horror classico, ambientato nella Londra di metà '800.
    Per la prima metà molto molto ...continua

    Probabilmente il voto corretto sarebbe 4 stelle e non 5 però a me piace troppo l'horror e sono un po' di parte. Un horror classico, ambientato nella Londra di metà '800.
    Per la prima metà molto molto classico, poi entrano in scena personaggi originali e il libro che era un po' lento prende quota. Il finale mi è piaciuto moltissimo. Se siete amanti dell'horror questo libro fa per voi

    ha scritto il 

  • 4

    Questo romanzo ha un grosso, enorme pregio che per quanto mi riguarda fa passare in secondo piano i difetti, che per inciso sono riassumibili in un: "qualche momento di stanca nella narrazione e qualc ...continua

    Questo romanzo ha un grosso, enorme pregio che per quanto mi riguarda fa passare in secondo piano i difetti, che per inciso sono riassumibili in un: "qualche momento di stanca nella narrazione e qualche lungaggine di troppo".
    Il pregio è che si legge come un gotico d'annata, come uno di quelli ottocenteschi per capirsi, anche se è un romanzo contemporaneo. E, credetemi, non è poco che un'autrice dei nostri tempi riesca a rendere in questo modo le atmosfere di un Dracula o di un Dorian Gray a caso.
    Se piace questo genere di letteratura, che poco ha a che fare con l'urban fantasy attuale, mi sento assolutamente di consigliare la lettura di "The Quick", perché ci si divertirà come se si stesse leggendo "Dracula", appunto. Che è poi il paragone più immediato che viene in mente, perché anche come struttura il romanzo lo ricorda molto.
    Si parla, come avrete capito, di vampiri e c'è da dire che l'autrice si è documentata; non sui vampiri soltanto, ma sul romanzo gotico in generale, sulla sua struttura, sui suoi topoi e sui suoi scopi, nonché sulla Belle Epoque londinese. Ho goduto per i riferimenti a Oscar Wilde, per niente casuali e non soltanto per quanto riguarda la questione omoerotica, presente nel libro anche se non centrale, nonché la ricostruzione della Londra vittoriana che è davvero uno dei punti forti di questa lettura.
    I personaggi hanno inoltre il grosso pregio di muoversi coerentemente col contesto in cui si trovano a vivere. Niente donne che fanno il passo più lungo della gamba, tranne forse Adeline ma quello è un discorso a parte, un rapporto omosessuale descritto con delicatezza e cognizione di causa riguardo ai dubbi e alla morale dell'epoca (giuro che stava venendo l'ansia anche a me), buona la resa dei vampiri come esseri "privi di anima", a differenza degli umani.
    Charlotte è un personaggio che può non piacere, molto passiva, ma io ho trovato credibile la sua caratterizzazione di ragazza perbene, cresciuta in un ambiente solitario e provinciale. L'ho trovata in linea coi luoghi e l'epoca in cui è cresciuta. Non ha niente della gran dama ed è giusto che non ce l'abbia, perché non lo è. Non sarà il personaggio meglio sviluppato del secolo, ma non l'ho trovata così da buttare. James strizza un po' l'occhio ai personaggi della Rice, a uno di essi in particolare ma non dico chi per non spoilerare.
    Il romanzo, inoltre, come ogni buon gotico che si rispetti, esplicita anche alcuni amori non canonici. Oltre a James mi vengono in mente Shadwell e Adeline, che - differenza di età a parte - scelgono un amore idealizzato e platonico, forse per paura di rompere il delicato equilibrio che hanno raggiunto. Gli amori, qui, non sono colpi di fulmine e non sono casuali: sono amori che nascono con la frequentazione, con la conoscenza intima dell'altro, con le esperienze condivise. Questo vale per James, per Adeline e per la stessa Charlotte. La differenza col gotico ottocentesco, e qui si vede la mano contemporanea, è che sono amori espliciti.
    Menzione d'onore per Adeline e Shadwell, cacciatori di vampiri che, se da un lato sono forse i personaggi più stereotipati del romanzo, dall'altro sono riusciti a straziarmi. A dimostrazione che uno stereotipo, quando è ben costruito, funziona e cattura comunque.
    Altra menzione d'onore per la punta di agrodolce finale, con un grosso MA relativo proprio alle ultimissime righe.
    Ecco, non è che non mi sia piaciuto il - diciamo - cliffhanger, perché comunque leggerei volentieri un seguito se ce ne fosse uno, anche per saperne di più su James.
    Solo che mi chiedo cos'è 'sta storia che un romanzo di vampiri non possa avere un principio, uno svolgimento e una fine.
    C'è davvero sempre bisogno di lasciarsi porte aperte?

    ha scritto il 

  • 3

    Ero indecisa tra le 3 stelle e le tre e mezzo... cmq è un buon libro, forse è vero che alcuni passaggi risultano poco narrativi e di stanca, ma nel complesso riesce a miscelare diversi generi in modo ...continua

    Ero indecisa tra le 3 stelle e le tre e mezzo... cmq è un buon libro, forse è vero che alcuni passaggi risultano poco narrativi e di stanca, ma nel complesso riesce a miscelare diversi generi in modo omogeneo.
    Se vi va di leggere qualcosa in più, ne ho scritto qui: https://perseinunbuonlibro.wordpress.com/2017/01/16/letturadelmese-the-quick/

    Buona lettura :)

    ha scritto il 

  • 3

    Troppo lento, troppo descrittivo, poteva essere molto più dinamico!

    Il modo in cui l’autrice descrive Londra è sensazionale. Crea quel velo di mistero ed aspettativa veramente speciali, trascina il lettore, in una città quasi sinistra, misteriosa, piena di segreti. Du ...continua

    Il modo in cui l’autrice descrive Londra è sensazionale. Crea quel velo di mistero ed aspettativa veramente speciali, trascina il lettore, in una città quasi sinistra, misteriosa, piena di segreti. Durante la lettura era come se mi trovassi lì, accanto a James, in mezzo a strade e vicoli, dentro dei club esclusivi e sinistri.
    Eppure questo libro è pesante e lento. In alcuni punti veramente troppo descrittivo, si arriva a metà e ancora la storia non è decollata.
    Se James è un personaggio a tutto tondo, sua sorella Charlotte avrebbe dovuto essere eliminata dalla prima pagina, è si mossa da buone intenzioni, ma ogni sua decisione si ripercuote poi, direttamente o indirettamente, sul fratello e non sempre in maniera positiva.
    Quello che mi ha convinto di meno è però, soprattutto il fatto che per entrare nel vivo della storia e iniziare a capirci qualcosa bisogna arrivare a più di metà libro. Va bene essere precisi e mantenere una certa suspense, ma qui si sono sprecate troppe pagine in una narrazione che poteva essere benissimo snellita.
    Il finale sensazionale e apertissimo, ha salvato questo libro dalla bocciatura perché mi ha lasciato completamente spiazzata!
    Arrivata alla fine volevo sapere molto di più!

    ha scritto il 

  • 4

    Appena ho letto in giro di questo libro ho deciso che lo avrei letto. E ne sono rimasta proprio soddisfatta. Finalmente un libro che parli dei vampiri delle origini, quelli che ricordano Dracula di B ...continua

    Appena ho letto in giro di questo libro ho deciso che lo avrei letto. E ne sono rimasta proprio soddisfatta. Finalmente un libro che parli dei vampiri delle origini, quelli che ricordano Dracula di Bram Stocker, con un tocco di gotico reso perfettamente da una fumosa Londra nell’epoca vittoriana e molto molto tè. Però non è bello definirli vampiri, loro preferiscono essere chiamati Spenti, mentre i vivi sono denominati Animati.
    La Owen ci spiega che a Londra esiste un club privato e molto esclusivo, l’Ægolius club dove possono essere ammessi solo gli Spenti, rigorosamente uomini e in limitato numero, ma ovviamente esistono anche Spenti che non fanno parte del club e che tendono a vivere tutti vicini in Salmon Street, questi sono detti Alia. Attorno al club e ai suoi membri ruotano personaggi come Augustus Mould di cui leggeremo stralci e appunti del suo diario di ricerche, conosceremo i fratelli James e Charlotte e il loro destino, scopriremo che esistono libri sui vampiri negli scaffali di Mr. Shadwell e Miss Swift.
    [...]
    recensione completa qui http://ennesimobookblog.blogspot.it/2016/10/the-quick-lauren-owen.html

    ha scritto il 

  • 3

    "The Quick" segna l'esordio di Lauren Owen, giovane scrittrice americana, che ha deciso di puntare su di un racconto horror-gotico vecchio stile ambientato in un contesto vittoriano.
    Le premesse per u ...continua

    "The Quick" segna l'esordio di Lauren Owen, giovane scrittrice americana, che ha deciso di puntare su di un racconto horror-gotico vecchio stile ambientato in un contesto vittoriano.
    Le premesse per un bellissimo romanzo gotico ( e per "bellissimo" intendo come i gotici vecchio stile, tipo Il monaco di Lewis, per capirci) c'erano tutte, le premesse per qualcosa di originale e di diverso dal solito anche.
    Or dunque, vi starete chiedendo, cos'è che è andato storto? Perché non l'ho apprezzato del tutto?
    Voglio puntualizzare che, pur discostandomi dai commenti entusiastici presenti sul retro della mia copia Fazi ( egregiamente confezionata, tra le altre cose...) non mi sento di dire di aver letto un romanzo brutto o poco piacevole.
    Il difetto maggiore che trovo al racconto è una certa discontinuità data da un alternarsi troppo repentino di parti interessanti e altre francamente inutili che, al contrario di quanto scrive the Economist nella sua recensione, appesantiscono il racconto costringendo il lettore a prendersi una pausa ( che, in effetti, potrebbe essere anche di riflessione. Nel senso che vi verrà da pensare "ma questa cosa era proprio essenziale saperla?").
    Più nello specifico, potremmo dire che il romanzo presenta una divisione netta all'interno della propria struttura: una prima parte davvero piacevole ed accattivante, in cui la storia sembra una di quelle in cui può accadere qualcosa di inaspettato da un momento all'altro, una di quelle che lascia aperte le sue porte a qualsiasi possibilità.
    In questa prima parte viviamo piccoli stralci dell'infanzia dei protagonisti, Charlotte e James Norbury, due fratelli molto affiatati che sono costretti a separarsi nel momento in cui James decide di trasferirsi a Londra per completare la propria educazione e cercare di sfondare nel mondo letterario (dominato, al tempo, da un certo Oscar Wilde...vi dice niente questo nome?) con commedie teatrali e poesie.
    Se la vita londinese di James è caratterizzata da una gran quantità di incontri e di relazioni ( una delle quali sarà il vero e proprio colpo di scena del libro...ma non dico troppo!), la vita di Charlotte, almeno in questa prima parte, viene appena accennata, facendo tendere il lettore ad empatizzare maggiormente con "l'uomo di casa": effettivamente, anche se ciò ha un suo specifico significato all'interno del racconto ed è congeniale all'economia dello stesso, finisce per relegare Charlotte allo status di personaggio "incolore" e "insapore"; si avverte che la giovane donna non è più la bambina che abbiamo conosciuto nel prologo ma è un avvertire negativo.
    Cosa significa? Semplicemente che la Charlotte adulta sembra aver fagocitato e represso tutta la spontaneità della fanciullezza. Ora, mi direte che è normale dato che il contesto vittoriano non era esattamente women-friendly e cose così...giustissimo! Ma perché appare mutato anche il rapporto tra i due fratelli?
    Questo aspetto, devo ammetterlo, è uno di quelli che mi è piaciuto di meno e che di meno mi ha convinta.
    Dalla seconda parte in poi entra in scena quello che potrebbe essere definito come il "perno" del romanzo( ma francamente poco affascinante): il misterioso circolo Aegolius, presentatoci come uno dei più misteriosi ed esclusivi di Londra.
    Non vi dico come ma il nostro James entrerà a far parte del circolo e, da allora, l'allontanamento da sua sorella sarà decisivo e netto.
    La seconda parte enfatizza questo straniamento tra i due protagonisti ( anche se Charlotte rimane insipida e l'autrice, probabilmente sapendolo, cercherà di surrogarla affiancandole di volta in volta una serie di personaggi/ comparse più o meno riusciti).
    Dalla seconda parte in poi gli spunti aumentano, decisamente e viene messa moltissima carne al fuoco senza che questo, tuttavia, riesca a rendere l'intreccio realmente avvincente. Colpa forse di troppi personaggi poco approfonditi, di vicende un po' noiose e attaccate alla bene e meglio con una serie di avvenimenti un po' casuali, di antagonisti poco antagonisti ed incisivi.
    Anche James che, come vi ho scritto, all'inizio era interessante, con il passaggio dalla prima parte alla seconda perde molto del suo interesse e si perde nel senso letterale del termine, dato che lo vediamo per pochissimo.
    La parte finale è probabilmente la più carina, assieme al prologo: vi si respira nuovamente un clima di malinconia struggente e lo stato delle cose è decisamente più interessante.
    Ah! Ultima cosa, io per tutta la recensione ho evitato di dirlo ma questo è un libro che parla di vampiri...provate a costruire una vostra trama partendo da questo mio parere, sono certa che non vi sbaglierete poi di tanto: prevedibile è la parola che meglio si adatta a questo lavoro della Owen...ma c'è tempo per migliorare.
    Ho saputo che il libro avrà quasi sicuramente un seguito ma credo che non lo leggerò dato che i personaggi, mi dispiace ribadirlo, non mi hanno presa e che di più della metà di loro non ricordo nemmeno il nome.

    ha scritto il 

  • 3

    → Recensione completa su THE BOOKISH TEAPOT: http://thebookishteapot.blogspot.de/2016/11/recensione-quick-misteri-vampiri-e-sale.html

    Chi mi conosce, dovrebbe sapere che i romanzi ambientati in epoca ...continua

    → Recensione completa su THE BOOKISH TEAPOT: http://thebookishteapot.blogspot.de/2016/11/recensione-quick-misteri-vampiri-e-sale.html

    Chi mi conosce, dovrebbe sapere che i romanzi ambientati in epoca vittoriana o post-vittoriana sono i miei prediletti. Credo di averlo già affermato milioni di volte ormai!
    E' per questo che, venuta a conoscenza di questa nuova uscita, non ho potuto farmela di certo scappare.

    Gli elementi per una perfetta ricostruzione dell'epoca ci sono tutti. Nonostante questo sia il primo libro scritto dalla Owen, il suo lavoro è stato encomiabile.
    L'autrice, con le sue accurate descrizioni ambientali, ci proietta nella Londra di fine Ottocento in un modo che soltanto Michel Faber col suo "Il petalo cremisi e il bianco" ha saputo fare (escludendo naturalmente i classici alla stregua di Dickens che sono un argomento a parte. Qui alludo soltanto ai contemporanei).

    In questo libro c'è un po' di tutto ciò che caratterizza il romanzo vittoriano: la brughiera inglese con i suoi spazi a perdita d'occhio e le nebbie; i club segreti e i salotti dell'aristocrazia londinese nei quali siamo a cospetto di dame con ventaglio e signori con pipa; e poi c'è quella parte oscura della Londra povera e malfamata nella quale un tozzo di pane o un cartoccio di patate calde vale come una cena di lusso.
    Insomma, in questo libro c'è ciò con cui un amante dell'epoca ci si potrebbe leccare i baffi. [...]

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Buon esordio di Lauren Owen sebbene non perfetto.
    Mi è piaciuta molto l'ambientazione descritta alla perfezione, lo stile di scrittura pulito e scorrevole, la rappresentazione dei sentimenti dei vari ...continua

    Buon esordio di Lauren Owen sebbene non perfetto.
    Mi è piaciuta molto l'ambientazione descritta alla perfezione, lo stile di scrittura pulito e scorrevole, la rappresentazione dei sentimenti dei vari personaggi (di Charlotte nei confronti di James e di Arthur, di James nei confronti della sorella e di Christopher) contrapposta alla totale mancanza di umanità dei vampiri.
    Dall'altra parte ho trovato un po' sbrigativa la soluzione narrativa che riguarda proprio i cattivi del romanzo, chiaramente i vampiri: che fine fanno?Sappiamo solo del destino di Liza, presumo che i sopravvissuti si siano dispersi però chissà...ho avuto l'impressione che la scrittrice abbia volutamente lasciato perdere ogni approfondimento per non complicare e allungare ulteriormente il romanzo.
    Comunque nel complesso il mio giudizio è abbastanza positivo.

    ha scritto il 

  • 4

    "The Quick" è stato l'esordio folgorante di una giovane autrice, Lauren Owen. Questa ragazza, poco più che trentenne, è riuscita ad imbastire una storia di vampiri "vecchio stile" che cattura fin dall ...continua

    "The Quick" è stato l'esordio folgorante di una giovane autrice, Lauren Owen. Questa ragazza, poco più che trentenne, è riuscita ad imbastire una storia di vampiri "vecchio stile" che cattura fin dalle prime righe, trasportando il lettore in un mondo antico ed arcaico, in cui la fantasia domina la realtà rendendo molto difficile distinguere ciò che è leggenda da ciò che è storia. I vampiri, figure mitologiche le cui origini si perdono nella notte dei tempi, non smetteranno mai di affascinare i lettori di ogni generazione e di essere la fonte principale di ispirazione per chi di mestiere scrive storie da brivido: a cominciare da Bram Stoker, capostipite del genere e creatore di Dracula, fino a Stephen King, che ci ha condotto per mano lungo le stradine buie di Jerusalem's Lot facendoci tremare le viscere. Nella tranquilla cittadina del Maine, il risvolto psicologico dei protagonisti si mescola a paletti di frassino e teste d'aglio, creando un amalgama perfetto, da non dormirci la notte.
    Le saghe più recenti (Twilght in testa) hanno rivisitato la figura dei Vampiri giocando molto sul loro aspetto fascinoso, umanizzandoli a tal punto da instillare in loro il sentimento per antonomasia: l'amore. Per me si tratta di blasfemia e su questa considerazione mi fermo, perché non voglio infierire su ciò che è già triste di suo. I vampiri hanno una loro dignità, ed una storia millenaria che li ha sempre resi i protagonisti indiscussi delle nostre paure: Loren Owen restituisce un'immagine di spietatezza a queste creature, e di questo le sono davvero grata. I vampiri bellocci che si innamorano di adolescenti non fanno proprio per me.
    Lo sfondo in cui l'autrice colloca i suoi protagonisti è la Londra vittoriana di fine ottocento, un'ambientazione molto suggestiva che aiuta il lettore a calarsi perfettamente nella storia. La capitale inglese alla fine del XIX secolo rappresentava uno dei maggiori fulcri di stabilità e di benessere economico: rivuluzione industriale, espansione coloniale, assenza di guerre. Ma questa nuova ricchezza portò con se anche molti aspetti negativi, creando lacerazioni profonde nel tessuto sociale.
    I risvolti delle nuove politiche economiche furono devastanti: il davario tra nuova borghesia e nuovi poveri non fu mai così ampio come ai tempi della Regina Vittoria. I contrasti interni erano stridenti, il tasso di delinquenza elevatissimo, i sobborghi erano fogne a cielo aperto impestate di malattie e di prostituzione. L'epoca vittoriana diventò tristemente nota per la diffusione del lavoro minorile ed il conseguente analfabetismo. I nobili ed i banchieri arricchiti si trinceravano nei loro club esclusivi a parlare di affari e a sorseggiare tè con superficiale ottimismo, forti di una condizione non sarebbe mai mutata, mentre a due passi dalla City la fame mieteva vittime e cresceva orfani. Questo aspetto storico è una parte fondamentale del libro, perché anche i Vampiri, conformati alla società del tempo, seguono l'ombra delle vite che hanno strappato rimanendo legati loro malgrado al susseguirsi degli eventi. Sono creature che si adattano ai tempi in cui vivono perché ne sono la macabra prosecuzione, ma disprezzano profondamente l'essere umano e rifuggono il contatto con essi. Li considerano esseri inutili, inferiori. Sentono il loro tanfo a diversi passi di distanza e ne sono infastiditi, i loro luoghi di aggregazione li inorridiscono. L'unico istinto che li guida verso l'uomo è il bisogno di sangue, di cui non possono fare a meno. L'uomo comune, stolto e pusillanime, è solo un enorme sacca da cui trarre alimento e nient'altro. Nessuna emozione potrà mai guidarli verso altre strade.
    La nostra storia inizia in una decadente dimora della campagna inglese, in cui vivono due ragazzini: Charlotte e James. I due fratelli dopo la morte della madre crescono molto uniti ma terribilmente soli, con un padre quasi sempre assente per lavoro e l'anziana governante. Il padre in realtà tornerà da loro, ma solo perché la sua salute non gli consente più alcun tipo di spostamento: morirà poco dopo. L'ambiente isolato ed i pochissimi contatti umani alimentano nei due giovani un forte desiderio di evasione, attratti dalla vitalità e dal fermento culturale di Londra : James si sente particolarmente portato per la scrittura, e decide così di approfittare della rendita paterna per recarsi a studiare nella grande città. A questo punto le vite dei due protagonisti si dividono: lasciamo da parte Charlotte, ancora immersa nei doveri verso la famiglia, per avventurarci insieme a James nella sua nuova esistenza. I primi giorni a Londra sono molto confusi per lui, ingenuo ragazzo di campagna, fino a quando incontrerà Christopher Paige. Christopher, un dandy affascinante dedito un po' troppo all'alcol e ad altri vizi, appartiene ad una ricca famiglia della città e stringerà con James una forte amicizia. Andranno a vivere insieme da un'affittuaria e sarà proprio Christopher ad introdurre James nel cuore della vita mondana londinese. Cene eleganti, teatri, club esclusivi... James viene iniziato ai piaceri della vita cittadina e la sua carriera come commediografo stenta sempre di più a decollare. Sono due gli avvenimenti che segneranno inesorabilmente il suo destino: l'incontro con il presidente dell'esclusivo club "AEgolius" e la scoperta dell'amore, laddove non l'avrebbe mai cercato. Dopo poco, James scompare. Charlotte è molto preoccupata perché suo fratello non risponde più da mesi alle sue lettere e così, finalmente libera da impegni domestici, decide di partire alla volta di Londra per cercare di capire cosa sta succedendo a James.
    Charlotte scoprirà come tra le vie di Londra si annidi un sottobosco di creature ibride, chiamate gli "Spenti", in contrapposizione con gli "Animati", appartenenti invece al genere umano. Dal momento che i vampiri sono costretti a seguire l'evoluzione umana, la stratificazione sociale della Londra vittoriana si rifletterà anche nel loro mondo e darà vita a feroci lotte tra i vari clan presenti nel territorio urbano. Gli esponenti della nobiltà in decadenza e i nuovi ricchi fanno tutti capo al misterioso AEgolius, di cui James ha già scoperto l'esistenza. Il loro scopo, oltre a quello banale della mera sopravvivenza, è attirare nelle proprie fila i personaggi più in vista della città e giovani promettenti con determinate qualità intellettuali: vogliono cambiare le cose per sempre, instaurando una vera e propria egemonia di Spenti. Questo nuovo ordine avrebbe dominato da principio l'intera Londra, per poi espandersi ovunque. La loro sete di potere, unita al desiderio di mantenere intatti i privilegi di cui godono, guida il loro implacabile istinto sanguinario. Dall'altra parte del Tamigi, tra i fumi delle industrie e la puzza di marcio delle vie suburbane, vivono gli Alia. Gli Alia sono i miserabili, i pezzenti, sono rozzi succhiasangue privi di qualsiasi regola morale. I loro capo è una donna, che offre loro riparo e mezzi di sostentamento in cambio di totale abnegazione. Fra gli Alia vi sono molti bambini, un tempo orfani, dimenticati o creduti morti dai loro genitori. Scorazzano per la città in cerca di sangue fresco e obbediscono agli ordini della loro padrona, sono privi di qualsiasi tenerezza infantile e giocano tra gli Animati sperando di riuscire ad addentarli quando la fame si fa sentire. Perché non è così facile distinguere gli Spenti dagli Animati. Si confondono perfettamente nella folla, ma la loro velocità di spostamento è sovrumana. Hanno ferite impercettibili sul corpo, segno delle loro appartenenza, ed occhi immobili in cui galleggia il vuoto. Hanno fame, e spesso questo li tradisce, ma per il resto sono perfettamente integrati nella società. E soprattutto nessuno di loro accetta di essere chiamato per quello che è veramente: un vampiro.
    Chi ha rapito James? Perché i membri dell'AEgolius si avvalgono di uno studioso che usa alcuni di loro come cavie? Cosa hanno scoperto sui vampiri moderni? Cos'è lo "scambio" e perché è una regola così pericolosa da contravvenire?
    Charlotte si ritroverà suo malgrado coinvolta in queste lotte di classe per salvare se stessa e suo fratello da un terribile destino, e nel farlo verrà aiutata da una strana coppia di cacciatori di vampiri e da un sopravvissuto al piano dell' AEgolius.
    C'è forse un sovraccarico di misteri e di inversioni di rotta in questo romanzo, ma il tutto è ampiamente compensato da una scrittura fluida, perfetta, pulita. Ogni descrizione, da quelle della malinconica e dolce campagna inglese fino a quelle della cupa e fumosa Londra di fine ottocento, ci fanno immergere completamente nelle atmosfere gotiche di questa storia. I vampiri sono un tema ampiamente sfruttato dalla letteratura di tutti i tempi, eppure in questo romanzo non vi stancherete mai di sentir parlare di loro, anzi: ne vorrete sapere sempre di più, incollati a pagine che sfoglierete avidi una dopo l'altra. Troverete comunque qualcosa di nuovo, di appetitoso, di stuzzicante e al tempo stesso di terrificante. Sentirete sempre un sottile senso di angoscia strisciare tra le mura di casa vostra. Scapperete anche voi tra i vicoli fuligginosi di Londra in cerca di un nascondiglio, perché il buio non riuscirà ad offrirvi abbastanza riparo; e quando leggendo dei bambini vampiri passerete aldilà del Tamigi, sentirete uno sbuffo gelido alitarvi sul collo.

    ha scritto il