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The Rain Before it Falls

By

Publisher: Penguin Books Ltd

3.6
(4023)

Language:English | Number of Pages: 288 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) French , Italian , Spanish , German , Portuguese

Isbn-10: 0141033215 | Isbn-13: 9780141033211 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , eBook , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Gay & Lesbian

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Book Description
The "Rain Before it Falls" - Jonathan Coe's heartbreaking novel of family secrets. Deeply moving and compelling, "The Rain Before it Falls" is the story of three generations of one family riven by tragedy. When Rosamund, a reluctant bearer of family secrets, dies suddenly, a mystery is left for her niece Gill to unravel. Some photograph albums and tapes point towards a blind girl named Imogen whom no one has seen in twenty years. The search for Imogen and the truth of her inheritance becomes a shocking story of mothers and daughters and of how sadness, like a musical refrain, may haunt us down the years. "Spectacular, heartbreaking, beautifully written. Rosamund's story is one of the most extraordinary and compelling you will ever read. Impossible to put down, I loved every minute of it". ("Sunday Express"). "A sad, often very moving story of mothers and daughters". ("Guardian"). "Entirely compelling...the plot will keep you rapt...reminiscent of Ian McEwan at his most effective". ("New Statesman"). Jonathan Coe's novels are filled with moving, astute observations of life and love, and are written with a revealing honesty that has captivated a generation of readers.
His other titles, "The Accidental Woman", "The Rotters' Club" (winner of the Everyman Wodehouse prize), "The Closed Circle", "The Dwarves of Death", "The Terrible Privacy of Maxwell Sim", "The House of Sleep" (winner of the 1998 Prix Medicis Etranger), "A Touch of Love", and "What a Carve Up!" (winner of the 1995 John Llewellyn Rhys Prize), are all available in Penguin paperback.
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  • 3

    remetto che, prima di questo, avevo letto un solo libro di Coe (La famiglia Winshaw) e non mi aveva fatto impazzire di gioia, quindi ero un pò prevenuta...
    Ma mi son ricreduta, l'ho letto in poco temp ...continue

    remetto che, prima di questo, avevo letto un solo libro di Coe (La famiglia Winshaw) e non mi aveva fatto impazzire di gioia, quindi ero un pò prevenuta...
    Ma mi son ricreduta, l'ho letto in poco tempo non solo perchè non lungo, ma anche perchè mi ha molto coinvolta!!!
    E questo da subito, sarà che mi piace molto la tecnica narrativa del "tornare indietro nel tempo" e qui la protagonista fa davvero un bel passo indietro nei ricordi, attraverso le fotografie.
    E' un percorso all'indietro che mi ha emozionata; mi piace il personaggio di Rosamond, Coe ce la presenta come una donna delicata, sensibile, attenta, desiderosa di instaurare rapporti veri ed intensi con chi la circonda, ma purtroppo le cose non le vanno mai bene, in questo senso, visto che c'è sempre qualcuno che le volta le spalle, finisce per ignorarla, per non dare al rapporto lo stesso valore che gli dava Ros: questo vale per Beatrix, per Rebecca, per Thea ...
    Devo dire che il finale mi ha lasciato un pò di amaro in bocca, lo stesso che mi lasciò l' altro libro di Coe ; c'è in questo, e nell'altro romanzo, molta malinconia, infelicità, la ricerca di trovare un senso a tutto senza però riuscire a "chiudere il cerchio"...
    Nel complesso, bello, una lettura piacevolissima!!!!

    said on 

  • 4

    Per me, una maestro

    Per me Coe rientra a pieno titolo tra gli scrittori maestri del nostro tempo. Sicuramente "La banda dei brocchi" rimane il migliore (mentre "la doppia vita di M Sim" è bruttino) ma questo è un piccolo ...continue

    Per me Coe rientra a pieno titolo tra gli scrittori maestri del nostro tempo. Sicuramente "La banda dei brocchi" rimane il migliore (mentre "la doppia vita di M Sim" è bruttino) ma questo è un piccolo perfetto quadro di famiglia, che ti prende e ti trascina in un mondo fatto di fortissimi legami, anche non voluti, che si trascinano nelle generazioni e non liberano le persone dalla loro forza.
    Sullo sfondo ci sono i soliti temi di Coe, questa volta meno pretestuosi e più asserviti alla storia, rispetto a Sim, o all'amore non guasta.

    said on 

  • 2

    Un romanzo che mi ha chiuso gli occhi. Nel senso di abbiocco.

    Cinquant’anni di vita di una famiglia racchiusa in venti fotografie, descritte in quattro cassette da novanta minuti ciascuna ad una ragazza cieca.
    Forse dovrei omologarmi a parecchi dei commenti vist ...continue

    Cinquant’anni di vita di una famiglia racchiusa in venti fotografie, descritte in quattro cassette da novanta minuti ciascuna ad una ragazza cieca.
    Forse dovrei omologarmi a parecchi dei commenti visti in rete e dire che m’è piaciuto tanto, che Jonathan Coe è un genio della scrittura, che sono pagine che m’hanno suscitato grandi emozioni e tanta commozione, che è impossibile dimenticarlo.
    Niente di tutto ciò.

    E’ il primo romanzo di questo scrittore che leggo, e non m’è piaciuto per niente.
    Ha un ritmo lentissimo, letargico, da passeggiata del nonno con la badante ucraina ai giardinetti. Ho faticato assai a finirlo, m’ha annoiato, mi veniva voglia di fare un pisolino. E quando m’annoio e ho sonno seguo la trama con gli occhi ma non con il cervello, così alla fine non ci capisco niente.
    Che senso ha tutta questa storia? Non l'ho afferrato.

    Avrei voluto vedere la pioggia prima che cada, sentirne il profumo. Invece mi sono impantanata di brutto dentro una pozzanghera. La pioggia era già caduta.

    ☆☆ .. che potrebbero anche non essere stelle ma palle

    said on 

  • 4

    Il libro è bello è particolare. Attraverso la descizione di immagini tratte da una vita, emerge, a poco a poco, la storia. Storia di amicizia, dolore, mancati chiarimenti.
    A me è piaciuto! ...continue

    Il libro è bello è particolare. Attraverso la descizione di immagini tratte da una vita, emerge, a poco a poco, la storia. Storia di amicizia, dolore, mancati chiarimenti.
    A me è piaciuto!

    said on 

  • 0

    Il romanzo, aproblematico, di facile lettura, anche per la quasi coincidenza tra “fabula” ed “intreccio”, è una saga familiare tutta al femminile, che si snoda – ora sfiorandole, ora tratteggiandole p ...continue

    Il romanzo, aproblematico, di facile lettura, anche per la quasi coincidenza tra “fabula” ed “intreccio”, è una saga familiare tutta al femminile, che si snoda – ora sfiorandole, ora tratteggiandole più particolareggiatamente – attraverso quattro generazioni.
    La trama trae abbrivio da venti fotografie, tradotte in voce, a rievocare scorci di vite vissute e talora bruciate.
    Ne consegue una narrazione alquanto monocorde, sostenuta, ma fragilmente, da un tenue alone di mistero (neppure tanto “misterioso”!), sfumato il quale, il romanzo finisce per avere ben poco da dire!
    Piuttosto piatto il lessico e, tolto qualche raro momento di suggestione, prosaiche le immagini.
    28 gennaio 2008

    said on 

  • 3

    Non posso dare un giudizio negativo, il libro ha alcuni pregi, ma mi ha lasciato con una gran sensazione di confusione, di disordine... Non c'è omogeneità nella narrazione, è come se ci fosse un nucle ...continue

    Non posso dare un giudizio negativo, il libro ha alcuni pregi, ma mi ha lasciato con una gran sensazione di confusione, di disordine... Non c'è omogeneità nella narrazione, è come se ci fosse un nucleo narrativo ben strutturato e risolto e altri pezzi appiccicati.

    said on 

  • 3

    scusate la pochezza

    Non sono in grado di mettere insieme un commento organico per questo romanzo.
    Per cui metto giù alcune note in forma di bullet point come piace a certi miei clienti, soprattutto alla gente di marketin ...continue

    Non sono in grado di mettere insieme un commento organico per questo romanzo.
    Per cui metto giù alcune note in forma di bullet point come piace a certi miei clienti, soprattutto alla gente di marketing.

    - È uno dei libri che vedevo apparire spesso nella mia home page anni fa, all'epoca dei miei primi passi in Anobi. Andava di moda come asdesso va di moda “Sottomissione”. Ma minchia, ma che c'ha sto libro che lo state leggendo tutti? (negativo)

    - Il titolo è bellissimo (molto positivo)

    - È una storia che non mi aspettavo. (positivo)

    - L'espediente narrativo è originale (molto positivo)

    - L'autore, Jonhatan Coe si taglia i capelli da solo (vedete la foto che ho caricato e giudicate voi)

    - L'autore è biologicamente uomo, ma sembra proprio una donna (positivo)

    - L'autore è biologicamente uomo, ma scrive come una donna (negativo)

    - La maggior parte del libro è narrato in prima persona, in forma di monologo e funziona molto bene.

    - L'altra parte è in terza persona e lascia a desiderare.

    - Non c'è una grande tensione narrativa, ma ti tira fino alla fine (abbastanza positivo)

    - Alla fine non si capisce più una fava (negativo).

    - Stelle: 3 o forse 4. Vedrò nei prossimi giorni, appena il cielo si libererà dalle nuvole.

    said on 

  • 4

    Emozionante, coinvolgente e soprattutto originale. Le descrizioni di Coe sono pennellate di colore, i luoghi e le persone acquistano spessore e diventano vivi grazie all'abilità dell'autore riconosciu ...continue

    Emozionante, coinvolgente e soprattutto originale. Le descrizioni di Coe sono pennellate di colore, i luoghi e le persone acquistano spessore e diventano vivi grazie all'abilità dell'autore riconosciuta all'unanimità da tutto il Gruppo di lettura. Non ci limitiamo quindi ad assistere allo svolgersi delle vicende famigliari di Rosamund, ma siamo sopraffatti dai sentimenti che muovono quelle vicende. A molti è sembrato di vedere ogni singolo fotogramma di quello che potrebbe essere un film, per la ricchezza di immagini che restano impresse nel lettore.

    said on 

  • 3

    Le prime pagine di questo romanzo non mi hanno entusiasmata, il mio interesse si è risvegliato al momento del “racconto di famiglia” per mezzo di venti fotografie, scelte per raccontare tutta un’esist ...continue

    Le prime pagine di questo romanzo non mi hanno entusiasmata, il mio interesse si è risvegliato al momento del “racconto di famiglia” per mezzo di venti fotografie, scelte per raccontare tutta un’esistenza (sicuramente quella della narratrice, la zia Rosamond) o forse più di una.

    Il racconto sembra dispiegarsi allo stesso modo in cui si diffondono le note di Bailerò, una delle Canzoni dell'Alvernia, “una splendida canzone d'amore, molto lenta e molto triste”.
    Anche il racconto di Rosamond, partendo con la descrizione delle foto, sembra iniziare “con i fiati che intonano frasi così sonore e potenti, mentre i violini suonano lunghi, incantevoli accordi tremolanti”. “Poi la voce del soprano (e di Rosamond) entra così inaspettata, così drammatica, cantando questa canzone straordinariamente malinconica..” e piena di ricordi dolorosi, perché, sebbene il libro sembri parlare dell’amore di Rosamond per una nipote, a me è sembrato che il tema di fondo del romanzo fosse descrivere le tristi conseguenze di una vita cui viene negato l’amore. Tutti i legami raccontati in questo romanzo sembrano caratterizzati da una qualche forma di assenza di amore (materno, familiare, coniugale) e dalle sue dolorose e malinconiche conseguenze.
    La cosa più triste è che non ho capito il finale.

    https://www.youtube.com/watch?v=JxspdNcRuWk

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  • 0

    il mio terzo libro di Coe....forse quello che sento più mio perché ne ho condiviso i rumori, gli odori, i sapori e tutte, proprio tutte le sensazioni....

    said on 

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