Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Search Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

The Reluctant Fundamentalist

By

Publisher: Penguin Books Ltd

3.9
(869)

Language:English | Number of Pages: 224 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Dutch

Isbn-10: 0141029544 | Isbn-13: 9780141029542 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , eBook , Audio CD

Category: Fiction & Literature , History , Political

Do you like The Reluctant Fundamentalist ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
At a café table in Lahore, a Pakistani man converses with a stranger. As dusk deepens to dark, he begins the tale that has brought him to this fateful meeting... Among the brightest and best of his graduating class at Princeton, Changez is snapped up by an elite firm and thrives on New York and the intensity of his work. And his infatuation with fragile Erica promises entree into Manhattan society on the exalted footing his own family once held back in Lahore. For a time, it seems as though nothing will stand in the way of Changez's meteoric rise to personal and professional success: the fulfilment of the immigrant's dream. But in the wake of September 11, he finds his position in the city he loves suddenly overturned, and his budding relationship with Erica eclipsed by the reawakened ghosts of her past. And Changez's own identity is in seismic shift as well, unearthing allegiances more fundamental than money, power, and perhaps even love.
Sorting by
  • 4

    Siamo in un bar in Lahore (Pakistan), dove un uomo del posto attacca bottone con un turista Americano e comincia a raccontargli la sua storia.


    Scopriremo che lui stesso ha vissuto in America e che ha dovuto affrontare le conseguenze dell’essere un musulmano durante l’attacco dell’11 Settem ...continue

    Siamo in un bar in Lahore (Pakistan), dove un uomo del posto attacca bottone con un turista Americano e comincia a raccontargli la sua storia.

    Scopriremo che lui stesso ha vissuto in America e che ha dovuto affrontare le conseguenze dell’essere un musulmano durante l’attacco dell’11 Settembre.

    Il libro è scritto in una maniera molto particolare, è una sorta di lungo monologo, ma, anche se la voce del turista non viene mai sentita, dal dialogo è possibile capirne le idee, le reazioni e persino le espressioni facciali.

    Un dialogo immaginario che probabilmente ogni Americano vorrebbe avere con un musulmano, e che quasi sicuramente ogni musulmano vorrebbe avere con un Americano.
    Sullo sfondo, una storia d’amore che fa da specchio alla crescita personale del protagonista.

    Un libro molto particolare che vi consiglio vivamente.

    http://jaahbabainrabbithole.blogspot.fr/2014/10/the-reluctant-fundamentalist-by-mohsin.html

    said on 

  • 4

    Libro molto particolare, un punto di vista singolare sull’essere “un uomo che è nato e cresciuto in medio oriente” e che si trova a New York nel settembre 2001.
    A nulla servono lo status sociale, i successi universitari o l’integrazione razziale. I due mondi rimangono distinti, lontani, sep ...continue

    Libro molto particolare, un punto di vista singolare sull’essere “un uomo che è nato e cresciuto in medio oriente” e che si trova a New York nel settembre 2001.
    A nulla servono lo status sociale, i successi universitari o l’integrazione razziale. I due mondi rimangono distinti, lontani, separati e sempre più incapaci di comunicare. Devo ammettere che alcuni pensieri del protagonista sono stati anche i miei, nel lontano 11 settembre. Come il protagonista mi sono vergognato dal punto di vista umano, non tanto dal punto di vista politico. Forse mi sento più vicino a quel sentire “levantino”, arabo, piuttosto che al sentire occidentale-statunitense. Ma è una questione di punti di vista. E forse, siamo tutti (occidentali e orientali) fondamentalisti riluttanti (da noi si dice “campanilisti”, non è così?)

    said on 

  • 4

    Tu sei me, io sono te... io sono le tue paure, tu sei le mie... chi meglio di noi le conosce? Un'intelligente ribaltamento dei punti di vista ci porta a capire meglio la nostra società e quelle che si sembrano totalmente opposte alla nostra. Siamo sicuri che ci sia la ragione e la giusta interpre ...continue

    Tu sei me, io sono te... io sono le tue paure, tu sei le mie... chi meglio di noi le conosce? Un'intelligente ribaltamento dei punti di vista ci porta a capire meglio la nostra società e quelle che si sembrano totalmente opposte alla nostra. Siamo sicuri che ci sia la ragione e la giusta interpretazione sempre e per forza da una parte?
    Chi sono i veri estremisti?
    Tu sei me, io sono te... armato chi lo è?
    Ironico e illuminante.

    Ps. Se mi capita di incrociare in viaggio un logorroico come la voce narrante di questo libro...non voglio immaginare il finale.

    said on 

  • 0

    It happens sometimes, and probably more often than we can imagine, to become someone else’s janissary; a modern-day devoted janissary, a loyal and stern servant adopted by a foreign and powerful empire.

    said on 

  • 4

    Sempre più spesso si tende a bollare come fondamentalista una presa di posizione, un rito, un pensiero con il quale non riusciamo ad entrare in sintonia, che non ci appartiene, che non riteniamo opportuno, che è lontano dalle nostre abitudini consolidate. Per molti il fondamentalismo è ciò che no ...continue

    Sempre più spesso si tende a bollare come fondamentalista una presa di posizione, un rito, un pensiero con il quale non riusciamo ad entrare in sintonia, che non ci appartiene, che non riteniamo opportuno, che è lontano dalle nostre abitudini consolidate. Per molti il fondamentalismo è ciò che non si comprende perché figlio di una cultura diversa, di un organizzazione sociale che non risponde alle nostre regole, è come se fossimo figli di una contrapposizione perenne dove esistiamo noi e il nostro stile di vita e poi tutti gli altri, figli di un Dio minore perché diverso dal nostro. Questo libro è interessante perché ci ricorda come il senso delle cose può essere diverso cambiando il proprio stato d’animo. New York è la Mecca delle opportunità ma anche un enorme e tetro castello circondato da torri altissime da cui avanza un esercito potentissimo che in nome del progresso è pronto a spazzare via chiunque non la pensi come il Re. Hamid rappresenta la reciproca diffidenza tra Occidente e Oriente utilizzando una forma narrativa fortemente simbolica: due persone sono sedute al tavolo di un bar di Lahore, un giovane pakistano e un non meglio identificato statunitense. Il primo racconta al secondo la propria storia, l’infanzia pakistana, gli studi americani, il primo incarico come analista finanziario, le soddisfazioni lavorative in un mondo dove è il merito ad avere la meglio sulla provenienza. Poi arriva l’11 Settembre e il punto di vista cambia radicalmente, da una parte c’è una comunità ferita che rispolvera l’orgoglio dell’appartenenza chiedendo ad alta voce l’arcaica legge del taglione e dall’altra c’è lo spaesamento di questo uomo che perde le proprie certezze di cittadino del mondo e decide di tornare nella propria terra scossa da integralismi religiosi e possibili invasioni militari. Non si tratta di un dialogo ma di un monologo, il giovane pakistano racconta e l’altro ascolta in silenzio, nessuna condivisione né vicinanza. In questo modo così singolare Hamid rappresenta la storia di questi anni, fatta di certezze costruite in casa e mai condivise, lo scontro tra civiltà che non hanno tempo e voglia di parlarsi preferendo brandire le armi piuttosto che il dialogo. La caduta delle torri rappresenta uno spartiacque della nostra epoca, prima c’erano gli anni ’90 con il loro sogno globale di un mondo fatto di opportunità da cogliere, oggi invece viviamo l’epoca dei blocchi contrapposti, il silenzio di una Babele che non ha più voglia di costruire un linguaggio comune e che in questo modo sembra destinata alla distruzione più che all’evoluzione. Tutto questo (e molto altro ancora) è scritto in maniera garbata, con molto discrezione ed equilibrio, lasciando al lettore l’opportunità di riflettere in maniera personale su un argomento di estrema attualità.

    said on 

  • 4

    Con una voce interna semplice e composta, un monologo diretto ad un silente e misterioso interlocutore, l'autore racconta la rapida fine del sogno americano di Changez di integrazione e successo, la fascinazione e il successivo inevitabile disinnamoramento per l'America, constatando l'impossibi ...continue

    Con una voce interna semplice e composta, un monologo diretto ad un silente e misterioso interlocutore, l'autore racconta la rapida fine del sogno americano di Changez di integrazione e successo, la fascinazione e il successivo inevitabile disinnamoramento per l'America, constatando l'impossibilità di un sereno confronto culturale tra Oriente e Occidente. Un tema estremamente attuale e complesso, calato nel punto di vista di un personaggio che, esperto nel valutare i fondamenti delle imprese, finisce per analizzare l'america stessa che scopre simile alla bellissima Erica, attraente e seduttiva ma malata e autodistruttiva.

    said on 

  • 3

    Fa riflettere sulla nostra società, sul pregiudizio, sui giochi di potere attuati al di sopra delle nostre teste. E sulla necessità di restare fedeli a se stessi rispettando le proprie origini e la propria natura.

    said on 

  • 0

    Scorrevole e gustoso diario di un moderno giannizzero pentito. Considerazioni sociopolitiche e morali forse un po’ scontate per farne un capolavoro di letteratura. Sullo sfondo domina il contrasto tra Occidente e Oriente che ha caratterizzato l’inizio di questo secolo. La storia si fa sempre meno ...continue

    Scorrevole e gustoso diario di un moderno giannizzero pentito. Considerazioni sociopolitiche e morali forse un po’ scontate per farne un capolavoro di letteratura. Sullo sfondo domina il contrasto tra Occidente e Oriente che ha caratterizzato l’inizio di questo secolo. La storia si fa sempre meno in Europa. Le cose accadono altrove.
    Buon ritmo. Piacevole.

    said on 

  • 0

    Il fondamentalista riluttante, di Mohsin Hamid

    http://www.meloleggo.it/recensione-il-fondamentalista-riluttante-di-mohsin-hamid_786/


    “Il fondamentalista riluttante” (Einaudi, 2007, con traduzione di Norman Gobetti) è il secondo libro di Mohsin Hamid, scrittore pakistano che ha vissuto una parte della sua vita negli USA. Dal libro è sta ...continue

    http://www.meloleggo.it/recensione-il-fondamentalista-riluttante-di-mohsin-hamid_786/

    “Il fondamentalista riluttante” (Einaudi, 2007, con traduzione di Norman Gobetti) è il secondo libro di Mohsin Hamid, scrittore pakistano che ha vissuto una parte della sua vita negli USA. Dal libro è stato anche tratto l’omonimo film, diretto da Mira Nair.

    Il protagonista è Changez, la cui vita e pensieri sono divisi tra il Paese natio, il Pakistan, e il Paese d’adozione, gli USA. Quest’ultimo è per lui il luogo delle promesse, dove conosce l’amore, i soldi e il prestigio. Dopo gli studi a Princeton viene assunto dalla Underwood Samson, famosa ditta newyorchese specializzata in consulenze aziendali. Vede da qui l’America meritocratica, che permette anche allo straniero che lavora sodo di poter ambire a un’ottima carriera.

    Nel frattempo cresce in lui l’amore per Erica, ricca e bella, con la passione per la s... [continua a leggere su www.MeLoLeggo.it]

    said on 

Sorting by