Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
Create your own shelf sign up
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

The Reluctant Fundamentalist

By Mohsin Hamid

(80)

| Paperback | 9780141029542

Like The Reluctant Fundamentalist ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

Book Description

"The Reluctant Fundamentalist" is Mohsin Hamid's thrillingly provocative international bestseller. It is shortlisted for the Man Booker prize in 2007. Now a major film directed by Mira Nair and starring Kate Hudson and Kiefer Sutherland. 'Excuse me, Continue

"The Reluctant Fundamentalist" is Mohsin Hamid's thrillingly provocative international bestseller. It is shortlisted for the Man Booker prize in 2007. Now a major film directed by Mira Nair and starring Kate Hudson and Kiefer Sutherland. 'Excuse me, sir, but may I be of assistance? Ah, I see I have alarmed you. Do not be frightened by my beard. I am a lover of America...' So speaks the mysterious stranger at a Lahore cafe as dusk settles. Invited to join him for tea, you learn his name and what led this speaker of immaculate English to seek you out. For he is more worldy than you might expect; better travelled and better educated. He knows the West better than you do. And as he tells you his story, of how he embraced the Western dream - and a Western woman - and how both betrayed him, so the night darkens. Then the true reason for your meeting becomes abundantly clear...Challenging, mysterious and thrillingly tense, Mohsin Hamid's masterly "The Reluctant Fundamentalist" is a vital read teeming with questions and ideas about some of the most pressing issues of today's globalised, fractured world. "Masterful...A multi-layered and thoroughly gripping book, which works as a poignant love story, a powerful dissection of how US imperialist machinations have turned so many people against the world's superpower - and as a thriller that subtly ratchets up the nerve-jangling tension towards an explosive ending".
("Metro"). "Beautifully written ...more exciting than any thriller I've read for a long time". (Philip Pullman). "A brilliant book". (Kiran Desai). "Admirably spare and amazingly exciting". (Rachel Cooke, "New Statesman"). Mohsin Hamid is the author of "The Reluctant Fundamentalist", "Moth Smoke" and "How to Get Filthy Rich in Rising Asia". His fiction has been translated into over 30 languages, received numerous awards, and been shortlisted for the Man Booker Prize. He has contributed essays and short stories to publications such as the "Guardian", "The New York Times", "Financial Times", "Granta", and "Paris Review". Born and mostly raised in Lahore, he spent part of his childhood in California, studied at Princeton University and Harvard Law School, and has since lived between Lahore, London, and New York.

197 Reviews

Login or Sign Up to write a review
  • 1 person finds this helpful

    Libro molto particolare, un punto di vista singolare sull’essere “un uomo che è nato e cresciuto in medio oriente” e che si trova a New York nel settembre 2001.
    A nulla servono lo status sociale, i successi universitari o l’integrazione razziale. I d ...(continue)

    Libro molto particolare, un punto di vista singolare sull’essere “un uomo che è nato e cresciuto in medio oriente” e che si trova a New York nel settembre 2001.
    A nulla servono lo status sociale, i successi universitari o l’integrazione razziale. I due mondi rimangono distinti, lontani, separati e sempre più incapaci di comunicare. Devo ammettere che alcuni pensieri del protagonista sono stati anche i miei, nel lontano 11 settembre. Come il protagonista mi sono vergognato dal punto di vista umano, non tanto dal punto di vista politico. Forse mi sento più vicino a quel sentire “levantino”, arabo, piuttosto che al sentire occidentale-statunitense. Ma è una questione di punti di vista. E forse, siamo tutti (occidentali e orientali) fondamentalisti riluttanti (da noi si dice “campanilisti”, non è così?)

    Is this helpful?

    Maxx said on Sep 30, 2014 | Add your feedback

  • 13 people find this helpful

    Tu sei me, io sono te... io sono le tue paure, tu sei le mie... chi meglio di noi le conosce? Un'intelligente ribaltamento dei punti di vista ci porta a capire meglio la nostra società e quelle che si sembrano totalmente opposte alla nostra. Siamo si ...(continue)

    Tu sei me, io sono te... io sono le tue paure, tu sei le mie... chi meglio di noi le conosce? Un'intelligente ribaltamento dei punti di vista ci porta a capire meglio la nostra società e quelle che si sembrano totalmente opposte alla nostra. Siamo sicuri che ci sia la ragione e la giusta interpretazione sempre e per forza da una parte?
    Chi sono i veri estremisti?
    Tu sei me, io sono te... armato chi lo è?
    Ironico e illuminante.

    Ps. Se mi capita di incrociare in viaggio un logorroico come la voce narrante di questo libro...non voglio immaginare il finale.

    Is this helpful?

    Chiara White said on Sep 23, 2014 | 5 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    It happens sometimes, and probably more often than we can imagine, to become someone else’s janissary; a modern-day devoted janissary, a loyal and stern servant adopted by a foreign and powerful empire.

    Is this helpful?

    Albe said on Sep 7, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Sempre più spesso si tende a bollare come fondamentalista una presa di posizione, un rito, un pensiero con il quale non riusciamo ad entrare in sintonia, che non ci appartiene, che non riteniamo opportuno, che è lontano dalle nostre abitudini consoli ...(continue)

    Sempre più spesso si tende a bollare come fondamentalista una presa di posizione, un rito, un pensiero con il quale non riusciamo ad entrare in sintonia, che non ci appartiene, che non riteniamo opportuno, che è lontano dalle nostre abitudini consolidate. Per molti il fondamentalismo è ciò che non si comprende perché figlio di una cultura diversa, di un organizzazione sociale che non risponde alle nostre regole, è come se fossimo figli di una contrapposizione perenne dove esistiamo noi e il nostro stile di vita e poi tutti gli altri, figli di un Dio minore perché diverso dal nostro. Questo libro è interessante perché ci ricorda come il senso delle cose può essere diverso cambiando il proprio stato d’animo. New York è la Mecca delle opportunità ma anche un enorme e tetro castello circondato da torri altissime da cui avanza un esercito potentissimo che in nome del progresso è pronto a spazzare via chiunque non la pensi come il Re. Hamid rappresenta la reciproca diffidenza tra Occidente e Oriente utilizzando una forma narrativa fortemente simbolica: due persone sono sedute al tavolo di un bar di Lahore, un giovane pakistano e un non meglio identificato statunitense. Il primo racconta al secondo la propria storia, l’infanzia pakistana, gli studi americani, il primo incarico come analista finanziario, le soddisfazioni lavorative in un mondo dove è il merito ad avere la meglio sulla provenienza. Poi arriva l’11 Settembre e il punto di vista cambia radicalmente, da una parte c’è una comunità ferita che rispolvera l’orgoglio dell’appartenenza chiedendo ad alta voce l’arcaica legge del taglione e dall’altra c’è lo spaesamento di questo uomo che perde le proprie certezze di cittadino del mondo e decide di tornare nella propria terra scossa da integralismi religiosi e possibili invasioni militari. Non si tratta di un dialogo ma di un monologo, il giovane pakistano racconta e l’altro ascolta in silenzio, nessuna condivisione né vicinanza. In questo modo così singolare Hamid rappresenta la storia di questi anni, fatta di certezze costruite in casa e mai condivise, lo scontro tra civiltà che non hanno tempo e voglia di parlarsi preferendo brandire le armi piuttosto che il dialogo. La caduta delle torri rappresenta uno spartiacque della nostra epoca, prima c’erano gli anni ’90 con il loro sogno globale di un mondo fatto di opportunità da cogliere, oggi invece viviamo l’epoca dei blocchi contrapposti, il silenzio di una Babele che non ha più voglia di costruire un linguaggio comune e che in questo modo sembra destinata alla distruzione più che all’evoluzione. Tutto questo (e molto altro ancora) è scritto in maniera garbata, con molto discrezione ed equilibrio, lasciando al lettore l’opportunità di riflettere in maniera personale su un argomento di estrema attualità.

    Is this helpful?

    Cartesiante said on Sep 2, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Con una voce interna semplice e composta, un monologo diretto ad un silente e misterioso interlocutore, l'autore racconta la rapida fine del sogno americano di Changez di integrazione e successo, la fascinazione e il successivo inevitabile disinnamo ...(continue)

    Con una voce interna semplice e composta, un monologo diretto ad un silente e misterioso interlocutore, l'autore racconta la rapida fine del sogno americano di Changez di integrazione e successo, la fascinazione e il successivo inevitabile disinnamoramento per l'America, constatando l'impossibilità di un sereno confronto culturale tra Oriente e Occidente. Un tema estremamente attuale e complesso, calato nel punto di vista di un personaggio che, esperto nel valutare i fondamenti delle imprese, finisce per analizzare l'america stessa che scopre simile alla bellissima Erica, attraente e seduttiva ma malata e autodistruttiva.

    Is this helpful?

    lauralibri said on Jul 20, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Fa riflettere sulla nostra società, sul pregiudizio, sui giochi di potere attuati al di sopra delle nostre teste. E sulla necessità di restare fedeli a se stessi rispettando le proprie origini e la propria natura.

    Is this helpful?

    mic said on Jul 12, 2014 | Add your feedback

Book Details

Improve_data of this book