The Remains of the Day

By

Publisher: Faber and Faber

4.1
(2904)

Language: English | Number of Pages: 352 | Format: eBook | In other languages: (other languages) Spanish , Japanese , Chi traditional , French , German , Italian , Catalan , Swedish , Latvian , Portuguese , Indonesian , Romanian

Isbn-10: 0571249353 | Isbn-13: 9780571249350 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , School & Library Binding , Others , Audio Cassette , Unbound , Mass Market Paperback , Audio CD

Category: Fiction & Literature , History , Travel

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Book Description
In the summer of 1956, Stevens, the ageing butler of Darlington Hall, embarks on a leisurely holiday that will take him deep into the countryside and into his past . . . A contemporary classic, The Remains of the Day is Kazuo Ishiguro's beautiful and haunting evocation of life between the wars in a Great English House, of lost causes and lost love. 'A remarkable, strange and moving book.' Independent 'A triumph ... This wholly convincing portrait of a human life unweaving before your eyes is inventive and absorbing, by turns funny, absurd, and ultimately very moving.' Sunday Times 'A dream of a book: a beguiling comedy of manners that evolves almost magically into a profound and heart-rending study of personality, class and culture.' New York Times Book Review
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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    我的餘生彷彿一片虛空,攤放在我的眼前

    「你幹嘛那樣自顧自地笑著啊,史帝文斯先生?」
    「哦⋯⋯恕我失態,班太太,我只是想起妳信裡寫到的某些事。一開始讀著信,我還真有點擔心,不過現在我明白沒甚麼理由讓我去多操心的。」
    「哦?你指的是什麼事,史帝文斯先生?」
    「哦,沒什麼特別的,班太太。」
    「哦,史帝文斯先生,你一定要告訴我。」
    「呃,好吧,比方說,班太太,」我笑著說,「妳信裡一度寫道——唔,讓我想想——『我的餘生彷彿一片虛空,攤放在我的眼 ...continue

    「你幹嘛那樣自顧自地笑著啊,史帝文斯先生?」
    「哦⋯⋯恕我失態,班太太,我只是想起妳信裡寫到的某些事。一開始讀著信,我還真有點擔心,不過現在我明白沒甚麼理由讓我去多操心的。」
    「哦?你指的是什麼事,史帝文斯先生?」
    「哦,沒什麼特別的,班太太。」
    「哦,史帝文斯先生,你一定要告訴我。」
    「呃,好吧,比方說,班太太,」我笑著說,「妳信裡一度寫道——唔,讓我想想——『我的餘生彷彿一片虛空,攤放在我的眼前。』大意是這樣。」
    「真的,史帝文斯先生?」她也微笑著說。「我不可能寫過這種話吧。」
    「哦,我保證妳寫了,班太太。我記得非常清楚。」
    「哦,天啊。唔,或許有一陣子我確實那樣感覺。不過很快就過去。容我向你保證,我的人生並不虛空。一方面,我們正在期待外孫誕生於世。這是頭一個,或許還會有許多個呢。」
    「是呀,真的是這樣。你們必定會很快樂。」
    兩人在沈默中繼續行駛了一陣子。繼而肯頓小姐說:「你呢,史帝文斯先生?返回達林頓後有什麼樣的日子等著你呢?」
    「嗯,無論等著我的是怎樣的日子,班太太,我知道那都不會是虛空的。我倒還盼望能有些空閒就好。可是,不會!永遠都有工作,除了工作,還是工作。」
    說完我們都笑了。肯頓小姐指著道路前方隱約可見的一座設有遮棚的候車亭。汽車漸漸駛近時,她說:「你能陪我等車嗎,史帝文斯先生?不用幾分鐘,巴士就會來。」
    雨持續綿密地落下,我們走出車子,一起匆匆鑽入遮棚。候車亭是石砌的,上面附有瓦砌的頂棚——看起來相當牢靠,它也的卻得牢靠些,因為它的位置根本毫無遮蔽,背景就是一大片空曠的荒野。候車亭裡處處油漆斑駁,但還算乾淨。肯頓小姐在亭內的公用長椅坐下來,我則一直站在看得見巴士駛來的地方。路面另一側,極目所見只有綿延不盡的農畝;一排電線桿引導我的視線略過了成片田地,直直落向遠方。
    我們默默後車,過了幾分鐘,我才終於讓自己開口:
    「恕我失禮,班太太。但事實上我們可能很久都不會再見面。不知道你是否允許我詢問一件非常私人性質的事?這是已經困擾我好一段時間了。」
    「當然可以,史帝文斯先生。終歸,我們是老朋友了。」
    「是呀,像妳說的,我們是老朋友了。我是想問妳,班太太。如果妳覺得不必讓我知道,請不必作答。不過事情是這樣,多年來妳寄給我的信,尤其最近這封信,似乎顯示妳——話怎麼說呢?——很不快樂。我只是想,妳是否遭受某種惡劣的待遇。恕我失禮,不過就像我說的,這事讓我擔心好久。如果我大老遠跑來這兒見妳,卻連問都沒問出口,那我會覺得自己未免可笑。」
    「史帝文斯先生,你不必覺得這麼難為情。畢竟我們是老朋友了,不是嗎?其實你這麼關心我,我很感動。關於這點我願意說,你可以絕對放心。我丈夫從來沒用任何方式虐待過我。他絕對不是那種殘酷無情或脾氣暴烈的男人。」
    「必須說,班太太,妳這話讓我終於可以卸下心頭的重擔了。」
    我探身雨中,尋找巴士的蹤影。
    「我看得出來,你不是非常滿意,史帝文斯先生,」肯頓小姐說。「你是不是不相信我?」
    「哦,不是這樣,班太太,絕不是這樣。不過事實總是事實,這些年,妳好像過得並不快樂。我是說——妳好次都決定要離開妳丈夫。如果他並未錯待妳,那麼,唔⋯⋯這實在讓人想不透,是什麼原因令你這樣不快樂。」
    我再度望向亭外的綿綿細雨。最後,我聽見身後的肯頓小姐說:「史帝文斯先生,我該如何向你解釋呢?我真不知道自己為什麼會做出這些事。不過沒錯,我已離家出走三次。」她停頓片刻,其間,我始終眺望著路面另一側的農地。她接著說:「我想,史帝文斯先生,你想問的是,我是不是愛我丈夫。」
    「說真的,班太太,我絕不會以為⋯⋯」
    「我覺得我該回答你,史帝文斯先生。正如你說的,我們可能很多年都不會再見了。是的,我的確愛我的丈夫。起初我並不愛他。很長一段時間我都不愛他。好多年前,我離開達林頓邸,那時我根本沒有意識到自己真的離開了。我想,當時我只是把它當成另一個激怒你的計策,史帝文斯先生。來到這兒,發現自己已經結了婚,的卻讓我覺得很驚駭。很長一段時間我都非常不快樂,真的非常不快樂。但隨著日子一年一年過去,然後經歷了戰爭,凱薩琳也逐漸長大,就這樣,有一天我猛然發覺,我是愛著我丈夫的。人與人相處久了,就會發現自己漸漸習慣了對方。他是個善良又可靠的男人,所以沒錯,史帝文斯先生,後來我漸漸愛上了他。」
    肯頓小姐再度沈默了片刻。然後繼續說:
    「不過,那當然不表示自己不會偶爾——在極其無告的時候——對自己說:『我的人生犯了一個多麼嚴重的錯誤呀。』然後就會想到另一種生活,想到自己原本可能擁有更美好的人生。比方說,我會想到原本可能跟你共享的生活,史帝文斯先生。我猜,或許就是這樣時候,我會為了一些瑣事便負氣離家。但每次離家不久,我就明白——我的本分是跟著自己的丈夫。畢竟時光不能倒流。人不能總是沈湎在假設的情況裡。人該明白自己擁有的並不比其他人差,或許還更好些,該要心存感激才是。」
    我想我並未立即回應,因為我花了一點時間才完全領會肯頓小姐這番話。而且,各位或許能體會,這番話的涵義足以勾起我內心一定程度的悔憾。的確——我又何必不承認呢?——那一刻,我的心碎了。不過沒多久,我就轉過身來面對她,臉上掛著笑容說:
    「妳說得很對,班太太。如妳所言,現在已經來不及讓時光倒流,一切都太遲了。確實,若這些想法造成妳跟妳丈夫的不快,我是絕對沒辦法安心的。像妳說的,我們每個人都必須對我們真正擁有的一切心存感激。聽妳的話,班太太,我想妳有理由感到滿足。其實,容我斗膽多言,班先生即將退休,加上外孫就快要出世了,我敢說你們夫妻未來的日子一定十分幸福。千萬別再讓任何傻念頭妨礙妳應得的幸福。」
    「當然,你說的沒錯,史帝文斯先生。你真好心。」
    「啊,班太太,巴士好像來了。」
    我走到亭外招手攔巴士,肯頓小姐站起身,來到候車亭邊。等巴士靠站以後,我才在瞥了肯頓小姐一眼,發現她眼眶裡噙滿了眼淚。我微笑著說:
    「啊,班太太,一定要好好保重自己。很多人說,退休以後是夫妻生活最滿好的時光。妳一定要盡力讓你們夫妻倆快快樂樂地度過這一段日子。我想我們也許不會再見面了,班太太,請務必把我的話放在心上。」
    「我會,史帝文斯先生,謝謝你。也謝謝你送我這一程。你真好心。能再見妳實在太高興了。」
    「能再見到妳確實是莫大的快樂,班太太。」

    長日將盡p.305-311

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  • 4

    Una storia di completa dedizione

    Dopo molti anni dedicati ininterrottamente alla propria professione di maggiordomo presso Darlington Hall, Mr. stevens intraprende un viaggio di piacere durante il quale ripercorre con la memoria i mo ...continue

    Dopo molti anni dedicati ininterrottamente alla propria professione di maggiordomo presso Darlington Hall, Mr. stevens intraprende un viaggio di piacere durante il quale ripercorre con la memoria i momenti salienti della propria vita.
    Tutta la narrazione avvienne in prima persona attraverso i ricordi ed il punto di vista del protagonista. Con questo stratagemma Kazuo ishiguro ci fornisce, direttamente o indirettamente, un racconto con spunti di riflessione ambivalenti sull'esitenza completamente dedicata alla realizzazione professionale di Mr. Stevens: da un lato l'orgoglio per aver raggiunto alti livelli di "dignità" nel ruolo di maggiordomo, dall'altro il rimpianto per essersi lasciato condurre passivamente nelle scelte decisive della propria vita, soprattutto in ambito sentimentale.
    Scritto con stile elegante. Sicuramnte un libro da conoscere, non a caso da esso è stato tratto un film di successo. Ne consiglio la lettura.

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  • 5

    Quel che resta

    E' una lettura intensa.
    La grande capacità dell'autore di trasmettere sentimenti forti attraverso la narrazione di eventi giornalieri, quasi monotoni è impressionante.
    Il finale è molto toccante, tocc ...continue

    E' una lettura intensa.
    La grande capacità dell'autore di trasmettere sentimenti forti attraverso la narrazione di eventi giornalieri, quasi monotoni è impressionante.
    Il finale è molto toccante, tocca e scrosta, a tratti, la patina che aveva ingrigito il grande maggiordomo.

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  • 4

    All'irreprensibile maggiordomo inglese Stevens viene concessa dal suo nuovo padrone, il ricco alto-borghese americano Mr Farraday, un'intera settimana di ferie, che Stevens utilizza per compiere un lu ...continue

    All'irreprensibile maggiordomo inglese Stevens viene concessa dal suo nuovo padrone, il ricco alto-borghese americano Mr Farraday, un'intera settimana di ferie, che Stevens utilizza per compiere un lungo viaggio in auto verso la Cornovaglia, per andare a trovare Miss Kenton, con cui aveva mantenuto negli anni una sorta di corrispondenza; ella era un tempo la governante della sua squadra quando Stevens era alle dipendenze di Lord Darlington, gentiluomo moralmente discutibile soprattutto per l'influenza politica che ebbe sul governo inglese durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale.

    Stevens ha vissuto l'intera sua esistenza seguendo un unico, aureo, ideale: essere all'altezza dei nobili cui prestava servizio attenendosi alla tradizione atavica della professione di maggiordomo che difendeva, a dispetto dell'avanzare dei tempi e dell'evolversi dei rapporti.
    Egli riteneva di doversi sempre tenere un passo indietro rispetto al proprio datore di lavoro, il cui operato o le cui scelte di vita non andavano mai discusse nel merito, tutto ciò di cui constava la sua professione era svolgere un servizio impeccabile, anticipare i desideri e le necessità del proprio datore di lavoro e svolgere ogni mansione nel più alto decoro e dignità possibili senza far interferire le proprie opinioni personali con il lavoro.
    Ed è così che si comportò alle dipendenze di Lord Darlington.

    Ma il lungo viaggio in macchina, messa a disposizione, per l'occasione, da Mr. Farraday, diviene la scusa per ripensare a quella vita vissuta come obbediente soldato non pensante, e tornano alla memoria episodi dimenticati e ricordi dolorosi, sia personali sia legati alla vita di Lord Darlington.
    Si rende conto di non essere mai stato autentico, di non aver mai detto ciò che pensava, di non aver mai agito istintivamente, ma solo in maniera controllata, impersonando un ruolo studiato nei minimi dettagli, obbedendo a un senso del dovere astratto, che non gli permetteva di essere stesso.
    E ora, vissuta una buona parte della sua vita, cosa resta del giorno?

    Costruito con l'artificio del flash back, la scrittura è pulita, leggera, quasi lirica, come leggera e invisibile vuole essere la figura del maggiordomo. Lo stile narrativo rispecchia a pieno la personalità del protagonista, che parla in prima persona e questo espediente fa risultare il lungo racconto infinitamente verosimile.

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  • 3

    Piccolo capolavoro da leggere e consigliare. Affascinante e tragica la figura di questo maggiordomo e la sua abnegazione nei confronti del suo signore tale da soffocare per una vita intera profondi se ...continue

    Piccolo capolavoro da leggere e consigliare. Affascinante e tragica la figura di questo maggiordomo e la sua abnegazione nei confronti del suo signore tale da soffocare per una vita intera profondi sentimenti.

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  • 4

    Storia di un'esistenza dignitosa

    Ogni volta che mi sono soffermata a pensarci, ho avuto la sensazione che gran parte delle cose in cui credo possano essere riassunte dicendo che credo nel destino, un credere dettato in primo luogo da ...continue

    Ogni volta che mi sono soffermata a pensarci, ho avuto la sensazione che gran parte delle cose in cui credo possano essere riassunte dicendo che credo nel destino, un credere dettato in primo luogo da alcune grandi esperienze vissute in prima persona e in secondo luogo per tutti quei fatti piccoli e meno piccoli che non riesco a considerare come frutto di semplici coincidenze. Uno di questi, è senz'altro l'incappare in determinati libri in specifici periodi della vita, come a me capitò di leggere Norwegian Wood di Murakami in un momento di profonda solitudine o Un giorno questo dolore ti sarà utile in giorni che sembravano fatti apposta per recepire ogni parola contenuta in quello spettacolo di romanzo. Se queste circostanze non sono architettate dal Destino, che magari si adopera solo per questioni di maggior portata, allora devo necessariamente credere che ogni vero buon Lettore sia guidato da un suo personalissimo Spirito Guida, che lo orienta verso il libro a lui al momento più congeniale. Ovviamente più il Lettore legge e più lo Spirito affina il suo fiuto, fino a diventare praticamente infallibile. Il mio, bisogna dirlo, deve essere abbastanza in forma, perché nell'ultimo anno non ho letto neanche un libro che posso definire brutto o che non mi sia affatto piaciuto.

    Quel che resta del giorno di Kazuo Ishiguro, classe 1954, nato a Nagasaki ma trapiantato a Londra a soli cinque anni, ultima lettura del 2015 e prima recensione del 2016. Il preambolo che ho fatto e che potrebbe sembrare totalmente inutile, nasce dall'evidenza che in altri periodi avrei potuto trovare questo romanzo un po' noioso o poco coinvolgente, ma dopo la scorpacciata di Downton Abbey su Netflix non sarebbe mai potuta andare così: quella serie tv ha alimentato la mia curiosità per quelle che potremmo dire figure marginali, quelle presenze di cui potremmo a stento accorgerci e che invece palpitano di vita quanto – o forse di più – coloro che per un motivo o l'altro vivono sotto i riflettori. I domestici rientrano più che mai in questa categoria, occupando con la massima discrezione il loro posto ma essendo a tutti gli effetti i silenziosi e attenti testimoni degli eventi che si susseguono nelle grandi case in cui prestano servizio. E' un mestiere a cui oggi senz'altro non capita di pensare spesso perché ormai a stento esiste, ma si tratta di un mestiere che richiedeva – se lo si voleva svolgere ad alti livelli, e cioè presso famiglie altolocate – estremo sacrificio. Orario di lavoro praticamente continuato, poche ore di riposo e, soprattutto, scarse possibilità di crearsi una vita propria al di fuori delle mura entro le quali si svolgeva la propria carica professionale. Penso in questo a Mr Carson e Miss Hughes di Downton Abbey, il maggiordomo e la governante, che con la dovuta discrezione inglese hanno accennato al rimorso di non essersi in passato costruiti una famiglia. Affatto lontano da loro è Mr Stevens, il protagonista di Quel che resta del giorno.

    Recensione completa qui
    http://tantononimporta.blogspot.it/2016/01/libero-chi-legge-5-quel-che-resta-del.html

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  • 4

    我的餘生彷彿一片虛空,攤放在我的眼前。

     事情發生在某日上午的晨膳時間,法拉迪先生本人──或許是他宅心仁厚,或許因為他是美國人,所以他並未發現這個瑕疵有多麼嚴重──自始至終沒對我多抱怨一句。他一坐下,拿起餐叉檢查了一下,只是用指尖碰了碰叉尖,注意力又回到早報標題。他的這些動作看起來都像漫不經心,當然,我一發現他這樣的動作,立刻上前取走那件礙眼的東西。可能是我心裡不安,動作稍微快了點,因此法拉迪先生有些吃驚,咕噥了一聲:「哦,史帝文斯。」 ...continue

     事情發生在某日上午的晨膳時間,法拉迪先生本人──或許是他宅心仁厚,或許因為他是美國人,所以他並未發現這個瑕疵有多麼嚴重──自始至終沒對我多抱怨一句。他一坐下,拿起餐叉檢查了一下,只是用指尖碰了碰叉尖,注意力又回到早報標題。他的這些動作看起來都像漫不經心,當然,我一發現他這樣的動作,立刻上前取走那件礙眼的東西。可能是我心裡不安,動作稍微快了點,因此法拉迪先生有些吃驚,咕噥了一聲:「哦,史帝文斯。」
     我取走餐叉,快步走出房間,沒有耽擱便立刻取回一支令人滿意的餐叉。再度走向餐桌──法拉迪先生這時顯然正在專心讀報──我想,不如悄悄將叉子擺回桌布上,別打擾主人。然而我又想到,或許法拉迪先生只是為了不讓我難堪才佯作不在意,如果我鬼鬼祟祟地送上新餐叉,恐怕被誤解成我對自己的疏失蠻不在乎──或者更糟,是我企圖粉飾太平。所以我決定,恰如其分的做法是以強調的動作將叉子放回桌面,結果此舉卻再度驚擾了主人,他只抬起頭,再一次咕噥著:「哦,史帝文斯。」\頁一八八。

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  • 5

    Uno non può che togliersi il cappello.

    Uno non può che togliersi il cappello davanti all'abilità di Ishiguro. Il libro è breve e molto denso. Ogni dettaglio ha il suo peso, a partire dal modo di esprimersi del protagonista: un maggiordomo ...continue

    Uno non può che togliersi il cappello davanti all'abilità di Ishiguro. Il libro è breve e molto denso. Ogni dettaglio ha il suo peso, a partire dal modo di esprimersi del protagonista: un maggiordomo inglese. Ishiguro rende magistralmente il registro linguistico di un perfetto maggiordomo; la cosa appare evidente quando il maggiordomo parla con dei contadini, tuttavia è impressionante come riesca a rendere anche le differenze -molto più sottili- tra il maggiordomo e la governante. Il maggiordomo, ad esempio, usa spesso espressioni come quella da me usata all'inizio del commento: "uno non può che...". Mi sono chiesto: perché Stevens usa così di frequente espressioni come "uno non può che..."? La risposta è venuta curiosamente guardando "L'uomo bicentenario" di Spielberg, tratto da un romanzo di Asimov (purtroppo non ho trovato il riferimento in Asimov, quindi può darsi che si tratti di un'invenzione dello sceneggiatore). Andrew, il maggiordomo robotico, dice spesso "uno è felice di poter servire", poi quando si affranca, dice " io sono felice di poter servire" per la prima volta, e il vecchio padrone glielo fa notare: "Andrew, ti rendi conto che è la prima volta che ti riferisci a te stesso dicendo 'io'?". Allora realizzo che l'intera vita di Stevens, il maggiordomo di Ishiguro, è votata alla soppressione della propria individualità, cosa che si manifesta in ogni gesto, opinione, scelta. Stevens ricerca programmaticamente questa soppressione mentre Andrew, l'ex maggiordomo robotico, fa l'opposto, ricercando programmaticamente la propria umana individualità.
    Comunque, sorprendente: in poche pagine un personaggio così iperrealistico, per di più reso tra le righe del diario reticente di un personaggio reticente. Più la governante, più il contesto storico.

    - Update 17/12/2015 -
    A scanso di equivoci: il maggiordomo è un personaggo snervante: niente meno che un'allegoria vivente dell'ufficiale nazista Adolf Eichmann come descritto da Hannah Arendt in "La banalità del male". Per lui la professionalità è più importante della propria individualità e questo implica giustificare il suo employer ogni qual volta mostri tendenze antidemocratiche e antisemite. Il personaggio è spregevole ma l'indulgenza non è dell'autore: il libro è un diario in prima persona, è lo stesso maggiordomo che assolve il suo employer e si autoassolve. In questo modo Ishiguro rende il maggiordomo ancora più drammaticamente alienato, nel suo votarsi ciecamente alle aspettative del suo employer, fino alla fine, letteralmente fino all'ultima parola del libro.

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  • 5

    Es complicado tratar de sintetizar en una opinión breve todos los méritos de esta novela.

    Por un lado, el mensaje: volcarnos demasiado en vivir según un ideal nos puede anular y, de hecho, nos lleva a ...continue

    Es complicado tratar de sintetizar en una opinión breve todos los méritos de esta novela.

    Por un lado, el mensaje: volcarnos demasiado en vivir según un ideal nos puede anular y, de hecho, nos lleva a no vivir, a no elegir, a situarnos ante nuestra vida en un puesto de mero espectador.

    A lo largo de la novela se nos va desplegando el personaje del protagonista, al que vamos conociendo a través de sus narraciones sobre sus propios recuerdos del pasado. Así, nos vamos dando cuenta que tiene serias dificultados para mostrar sus emociones, y que a menudo se refugia en su profesión y su perfeccionamiento para no afrontarlos. Pero, y ésta es una de las mayores grandezas del libro, también vamos viendo, poco a poco, que el protagonista tiene zonas de sombra. Aspectos de su personalidad, o episodios de su vida, que no acaban de satisfacerle. Pero, como es él mismo quien nos está contando todos esos recuerdos, asistimos ante una serie de justificaciones, justificaciones que se da a sí mismo más que al lector a quien habla, y que le permiten vivir en una cierta paz mental consigo. Todo muy sutil.

    Construir esto de esta forma es realmente bello.

    Así mismo, esta forma narrativa permite tratar también el tema de los recuerdos. De cómo construimos la memoria. De cómo mezclamos escenas de unas experiencias, ubicándolas en momentos que no les corresponden. De cómo al echar la vista atrás, y sólo de esta manera, podemos identificar los momentos cruciales de nuestra vida, porque en el instante de vivir esos momentos no nos parecen trascendentes, y pensamos que las oportunidades futuras de remendarlos serán infinitas.

    Y me dejo muchas otras virtudes que tiene el libro: su sentido del humor, la capacidad de reproducción de toda una vida a base de escenas, la construcción de personajes desde el punto de vista de un observador externo, y la contraposición de ese personaje ya construido con otros observadores...

    No sabría dónde parar.

    Un libro que divierte, que al terminarlo deja una sensación de profunda melancolía, pero también optimismo. Absolutamente recomendable.

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  • 3

    Il giorno di Mr Stevens

    Sono contenta di averlo finito. A mio avviso, avrei gradito di più questo romanzo se non fosse stato scritto in prima persona. Apprezzo il fatto di aver voluto mostrare la vita di Mr Stevens dal suo p ...continue

    Sono contenta di averlo finito. A mio avviso, avrei gradito di più questo romanzo se non fosse stato scritto in prima persona. Apprezzo il fatto di aver voluto mostrare la vita di Mr Stevens dal suo punto di vista, ma il suo robotico modo di pensare devo dire che mi ha annoiato e quasi infastidito. Avrei voluto sentire qualche altra "voce", ad esempio quella di Miss Kenton. Descrizioni paesaggistiche alquanto suggestive.

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