The Remains of the Day

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Publisher: Faber and Faber

4.1
(2896)

Language: English | Number of Pages: 272 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Japanese , Chi traditional , French , German , Italian , Catalan , Swedish , Latvian , Portuguese , Indonesian , Romanian

Isbn-10: 0571258247 | Isbn-13: 9780571258246 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , School & Library Binding , Others , Audio Cassette , Unbound , Mass Market Paperback , eBook , Audio CD

Category: Fiction & Literature , History , Travel

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Book Description
. .A contemporary classic, The Remains of the Day is Kazuo Ishiguro's beautiful andhaunting evocation of life between the wars in a Great English House, of ...
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  • 4

    Una storia di completa dedizione

    Dopo molti anni dedicati ininterrottamente alla propria professione di maggiordomo presso Darlington Hall, Mr. stevens intraprende un viaggio di piacere durante il quale ripercorre con la memoria i mo ...continue

    Dopo molti anni dedicati ininterrottamente alla propria professione di maggiordomo presso Darlington Hall, Mr. stevens intraprende un viaggio di piacere durante il quale ripercorre con la memoria i momenti salienti della propria vita.
    Tutta la narrazione avvienne in prima persona attraverso i ricordi ed il punto di vista del protagonista. Con questo stratagemma Kazuo ishiguro ci fornisce, direttamente o indirettamente, un racconto con spunti di riflessione ambivalenti sull'esitenza completamente dedicata alla realizzazione professionale di Mr. Stevens: da un lato l'orgoglio per aver raggiunto alti livelli di "dignità" nel ruolo di maggiordomo, dall'altro il rimpianto per essersi lasciato condurre passivamente nelle scelte decisive della propria vita, soprattutto in ambito sentimentale.
    Scritto con stile elegante. Sicuramnte un libro da conoscere, non a caso da esso è stato tratto un film di successo. Ne consiglio la lettura.

    said on 

  • 5

    Quel che resta

    E' una lettura intensa.
    La grande capacità dell'autore di trasmettere sentimenti forti attraverso la narrazione di eventi giornalieri, quasi monotoni è impressionante.
    Il finale è molto toccante, tocc ...continue

    E' una lettura intensa.
    La grande capacità dell'autore di trasmettere sentimenti forti attraverso la narrazione di eventi giornalieri, quasi monotoni è impressionante.
    Il finale è molto toccante, tocca e scrosta, a tratti, la patina che aveva ingrigito il grande maggiordomo.

    said on 

  • 4

    All'irreprensibile maggiordomo inglese Stevens viene concessa dal suo nuovo padrone, il ricco alto-borghese americano Mr Farraday, un'intera settimana di ferie, che Stevens utilizza per compiere un lu ...continue

    All'irreprensibile maggiordomo inglese Stevens viene concessa dal suo nuovo padrone, il ricco alto-borghese americano Mr Farraday, un'intera settimana di ferie, che Stevens utilizza per compiere un lungo viaggio in auto verso la Cornovaglia, per andare a trovare Miss Kenton, con cui aveva mantenuto negli anni una sorta di corrispondenza; ella era un tempo la governante della sua squadra quando Stevens era alle dipendenze di Lord Darlington, gentiluomo moralmente discutibile soprattutto per l'influenza politica che ebbe sul governo inglese durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale.

    Stevens ha vissuto l'intera sua esistenza seguendo un unico, aureo, ideale: essere all'altezza dei nobili cui prestava servizio attenendosi alla tradizione atavica della professione di maggiordomo che difendeva, a dispetto dell'avanzare dei tempi e dell'evolversi dei rapporti.
    Egli riteneva di doversi sempre tenere un passo indietro rispetto al proprio datore di lavoro, il cui operato o le cui scelte di vita non andavano mai discusse nel merito, tutto ciò di cui constava la sua professione era svolgere un servizio impeccabile, anticipare i desideri e le necessità del proprio datore di lavoro e svolgere ogni mansione nel più alto decoro e dignità possibili senza far interferire le proprie opinioni personali con il lavoro.
    Ed è così che si comportò alle dipendenze di Lord Darlington.

    Ma il lungo viaggio in macchina, messa a disposizione, per l'occasione, da Mr. Farraday, diviene la scusa per ripensare a quella vita vissuta come obbediente soldato non pensante, e tornano alla memoria episodi dimenticati e ricordi dolorosi, sia personali sia legati alla vita di Lord Darlington.
    Si rende conto di non essere mai stato autentico, di non aver mai detto ciò che pensava, di non aver mai agito istintivamente, ma solo in maniera controllata, impersonando un ruolo studiato nei minimi dettagli, obbedendo a un senso del dovere astratto, che non gli permetteva di essere stesso.
    E ora, vissuta una buona parte della sua vita, cosa resta del giorno?

    Costruito con l'artificio del flash back, la scrittura è pulita, leggera, quasi lirica, come leggera e invisibile vuole essere la figura del maggiordomo. Lo stile narrativo rispecchia a pieno la personalità del protagonista, che parla in prima persona e questo espediente fa risultare il lungo racconto infinitamente verosimile.

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  • 3

    Piccolo capolavoro da leggere e consigliare. Affascinante e tragica la figura di questo maggiordomo e la sua abnegazione nei confronti del suo signore tale da soffocare per una vita intera profondi se ...continue

    Piccolo capolavoro da leggere e consigliare. Affascinante e tragica la figura di questo maggiordomo e la sua abnegazione nei confronti del suo signore tale da soffocare per una vita intera profondi sentimenti.

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  • 4

    Storia di un'esistenza dignitosa

    Ogni volta che mi sono soffermata a pensarci, ho avuto la sensazione che gran parte delle cose in cui credo possano essere riassunte dicendo che credo nel destino, un credere dettato in primo luogo da ...continue

    Ogni volta che mi sono soffermata a pensarci, ho avuto la sensazione che gran parte delle cose in cui credo possano essere riassunte dicendo che credo nel destino, un credere dettato in primo luogo da alcune grandi esperienze vissute in prima persona e in secondo luogo per tutti quei fatti piccoli e meno piccoli che non riesco a considerare come frutto di semplici coincidenze. Uno di questi, è senz'altro l'incappare in determinati libri in specifici periodi della vita, come a me capitò di leggere Norwegian Wood di Murakami in un momento di profonda solitudine o Un giorno questo dolore ti sarà utile in giorni che sembravano fatti apposta per recepire ogni parola contenuta in quello spettacolo di romanzo. Se queste circostanze non sono architettate dal Destino, che magari si adopera solo per questioni di maggior portata, allora devo necessariamente credere che ogni vero buon Lettore sia guidato da un suo personalissimo Spirito Guida, che lo orienta verso il libro a lui al momento più congeniale. Ovviamente più il Lettore legge e più lo Spirito affina il suo fiuto, fino a diventare praticamente infallibile. Il mio, bisogna dirlo, deve essere abbastanza in forma, perché nell'ultimo anno non ho letto neanche un libro che posso definire brutto o che non mi sia affatto piaciuto.

    Quel che resta del giorno di Kazuo Ishiguro, classe 1954, nato a Nagasaki ma trapiantato a Londra a soli cinque anni, ultima lettura del 2015 e prima recensione del 2016. Il preambolo che ho fatto e che potrebbe sembrare totalmente inutile, nasce dall'evidenza che in altri periodi avrei potuto trovare questo romanzo un po' noioso o poco coinvolgente, ma dopo la scorpacciata di Downton Abbey su Netflix non sarebbe mai potuta andare così: quella serie tv ha alimentato la mia curiosità per quelle che potremmo dire figure marginali, quelle presenze di cui potremmo a stento accorgerci e che invece palpitano di vita quanto – o forse di più – coloro che per un motivo o l'altro vivono sotto i riflettori. I domestici rientrano più che mai in questa categoria, occupando con la massima discrezione il loro posto ma essendo a tutti gli effetti i silenziosi e attenti testimoni degli eventi che si susseguono nelle grandi case in cui prestano servizio. E' un mestiere a cui oggi senz'altro non capita di pensare spesso perché ormai a stento esiste, ma si tratta di un mestiere che richiedeva – se lo si voleva svolgere ad alti livelli, e cioè presso famiglie altolocate – estremo sacrificio. Orario di lavoro praticamente continuato, poche ore di riposo e, soprattutto, scarse possibilità di crearsi una vita propria al di fuori delle mura entro le quali si svolgeva la propria carica professionale. Penso in questo a Mr Carson e Miss Hughes di Downton Abbey, il maggiordomo e la governante, che con la dovuta discrezione inglese hanno accennato al rimorso di non essersi in passato costruiti una famiglia. Affatto lontano da loro è Mr Stevens, il protagonista di Quel che resta del giorno.

    Recensione completa qui
    http://tantononimporta.blogspot.it/2016/01/libero-chi-legge-5-quel-che-resta-del.html

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  • 4

    我的餘生彷彿一片虛空,攤放在我的眼前。

     事情發生在某日上午的晨膳時間,法拉迪先生本人──或許是他宅心仁厚,或許因為他是美國人,所以他並未發現這個瑕疵有多麼嚴重──自始至終沒對我多抱怨一句。他一坐下,拿起餐叉檢查了一下,只是用指尖碰了碰叉尖,注意力又回到早報標題。他的這些動作看起來都像漫不經心,當然,我一發現他這樣的動作,立刻上前取走那件礙眼的東西。可能是我心裡不安,動作稍微快了點,因此法拉迪先生有些吃驚,咕噥了一聲:「哦,史帝文斯。」 ...continue

     事情發生在某日上午的晨膳時間,法拉迪先生本人──或許是他宅心仁厚,或許因為他是美國人,所以他並未發現這個瑕疵有多麼嚴重──自始至終沒對我多抱怨一句。他一坐下,拿起餐叉檢查了一下,只是用指尖碰了碰叉尖,注意力又回到早報標題。他的這些動作看起來都像漫不經心,當然,我一發現他這樣的動作,立刻上前取走那件礙眼的東西。可能是我心裡不安,動作稍微快了點,因此法拉迪先生有些吃驚,咕噥了一聲:「哦,史帝文斯。」
     我取走餐叉,快步走出房間,沒有耽擱便立刻取回一支令人滿意的餐叉。再度走向餐桌──法拉迪先生這時顯然正在專心讀報──我想,不如悄悄將叉子擺回桌布上,別打擾主人。然而我又想到,或許法拉迪先生只是為了不讓我難堪才佯作不在意,如果我鬼鬼祟祟地送上新餐叉,恐怕被誤解成我對自己的疏失蠻不在乎──或者更糟,是我企圖粉飾太平。所以我決定,恰如其分的做法是以強調的動作將叉子放回桌面,結果此舉卻再度驚擾了主人,他只抬起頭,再一次咕噥著:「哦,史帝文斯。」\頁一八八。

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  • 5

    Uno non può che togliersi il cappello.

    Uno non può che togliersi il cappello davanti all'abilità di Ishiguro. Il libro è breve e molto denso. Ogni dettaglio ha il suo peso, a partire dal modo di esprimersi del protagonista: un maggiordomo ...continue

    Uno non può che togliersi il cappello davanti all'abilità di Ishiguro. Il libro è breve e molto denso. Ogni dettaglio ha il suo peso, a partire dal modo di esprimersi del protagonista: un maggiordomo inglese. Ishiguro rende magistralmente il registro linguistico di un perfetto maggiordomo; la cosa appare evidente quando il maggiordomo parla con dei contadini, tuttavia è impressionante come riesca a rendere anche le differenze -molto più sottili- tra il maggiordomo e la governante. Il maggiordomo, ad esempio, usa spesso espressioni come quella da me usata all'inizio del commento: "uno non può che...". Mi sono chiesto: perché Stevens usa così di frequente espressioni come "uno non può che..."? La risposta è venuta curiosamente guardando "L'uomo bicentenario" di Spielberg, tratto da un romanzo di Asimov (purtroppo non ho trovato il riferimento in Asimov, quindi può darsi che si tratti di un'invenzione dello sceneggiatore). Andrew, il maggiordomo robotico, dice spesso "uno è felice di poter servire", poi quando si affranca, dice " io sono felice di poter servire" per la prima volta, e il vecchio padrone glielo fa notare: "Andrew, ti rendi conto che è la prima volta che ti riferisci a te stesso dicendo 'io'?". Allora realizzo che l'intera vita di Stevens, il maggiordomo di Ishiguro, è votata alla soppressione della propria individualità, cosa che si manifesta in ogni gesto, opinione, scelta. Stevens ricerca programmaticamente questa soppressione mentre Andrew, l'ex maggiordomo robotico, fa l'opposto, ricercando programmaticamente la propria umana individualità.
    Comunque, sorprendente: in poche pagine un personaggio così iperrealistico, per di più reso tra le righe del diario reticente di un personaggio reticente. Più la governante, più il contesto storico.

    - Update 17/12/2015 -
    A scanso di equivoci: il maggiordomo è un personaggo snervante: niente meno che un'allegoria vivente dell'ufficiale nazista Adolf Eichmann come descritto da Hannah Arendt in "La banalità del male". Per lui la professionalità è più importante della propria individualità e questo implica giustificare il suo employer ogni qual volta mostri tendenze antidemocratiche e antisemite. Il personaggio è spregevole ma l'indulgenza non è dell'autore: il libro è un diario in prima persona, è lo stesso maggiordomo che assolve il suo employer e si autoassolve. In questo modo Ishiguro rende il maggiordomo ancora più drammaticamente alienato, nel suo votarsi ciecamente alle aspettative del suo employer, fino alla fine, letteralmente fino all'ultima parola del libro.

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  • 5

    Es complicado tratar de sintetizar en una opinión breve todos los méritos de esta novela.

    Por un lado, el mensaje: volcarnos demasiado en vivir según un ideal nos puede anular y, de hecho, nos lleva a ...continue

    Es complicado tratar de sintetizar en una opinión breve todos los méritos de esta novela.

    Por un lado, el mensaje: volcarnos demasiado en vivir según un ideal nos puede anular y, de hecho, nos lleva a no vivir, a no elegir, a situarnos ante nuestra vida en un puesto de mero espectador.

    A lo largo de la novela se nos va desplegando el personaje del protagonista, al que vamos conociendo a través de sus narraciones sobre sus propios recuerdos del pasado. Así, nos vamos dando cuenta que tiene serias dificultados para mostrar sus emociones, y que a menudo se refugia en su profesión y su perfeccionamiento para no afrontarlos. Pero, y ésta es una de las mayores grandezas del libro, también vamos viendo, poco a poco, que el protagonista tiene zonas de sombra. Aspectos de su personalidad, o episodios de su vida, que no acaban de satisfacerle. Pero, como es él mismo quien nos está contando todos esos recuerdos, asistimos ante una serie de justificaciones, justificaciones que se da a sí mismo más que al lector a quien habla, y que le permiten vivir en una cierta paz mental consigo. Todo muy sutil.

    Construir esto de esta forma es realmente bello.

    Así mismo, esta forma narrativa permite tratar también el tema de los recuerdos. De cómo construimos la memoria. De cómo mezclamos escenas de unas experiencias, ubicándolas en momentos que no les corresponden. De cómo al echar la vista atrás, y sólo de esta manera, podemos identificar los momentos cruciales de nuestra vida, porque en el instante de vivir esos momentos no nos parecen trascendentes, y pensamos que las oportunidades futuras de remendarlos serán infinitas.

    Y me dejo muchas otras virtudes que tiene el libro: su sentido del humor, la capacidad de reproducción de toda una vida a base de escenas, la construcción de personajes desde el punto de vista de un observador externo, y la contraposición de ese personaje ya construido con otros observadores...

    No sabría dónde parar.

    Un libro que divierte, que al terminarlo deja una sensación de profunda melancolía, pero también optimismo. Absolutamente recomendable.

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  • 3

    Il giorno di Mr Stevens

    Sono contenta di averlo finito. A mio avviso, avrei gradito di più questo romanzo se non fosse stato scritto in prima persona. Apprezzo il fatto di aver voluto mostrare la vita di Mr Stevens dal suo p ...continue

    Sono contenta di averlo finito. A mio avviso, avrei gradito di più questo romanzo se non fosse stato scritto in prima persona. Apprezzo il fatto di aver voluto mostrare la vita di Mr Stevens dal suo punto di vista, ma il suo robotico modo di pensare devo dire che mi ha annoiato e quasi infastidito. Avrei voluto sentire qualche altra "voce", ad esempio quella di Miss Kenton. Descrizioni paesaggistiche alquanto suggestive.

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  • 3

    " it is sometimes said that butlers only truly exist in england. other countries, whatever title is actually used, have only manservants. i tend to believe this is true. "

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