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The Reversal

By

Publisher: Orion Publishing Co

3.7
(345)

Language:English | Number of Pages: 448 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Dutch , French , German , Italian , Portuguese , Spanish

Isbn-10: 1409118290 | Isbn-13: 9781409118299 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Softcover and Stapled , Others , Audio CD , eBook

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
When Mickey Haller is invited by the Los Angeles County District Attorney to prosecute a case for him, he knows something strange is going on. Mickey's a defence lawyer, one of the best in the business, and to switch sides like this would be akin to asking a fox to guard the hen-house. But the high-profile case of Jason Jessup, a convicted child-killer who spent almost 25 years on death row before DNA evidence freed him, is an intriguing one...Eager for the publicity and drawn to the challenge, Mickey takes the case, with Detective Harry Bosch on board as his lead investigator. But as a new trial date is set, it starts to look like he's been set up. Mickey and Harry are going to have to dig deep into the past and find the truth about what really happened to the victim all those years ago.
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  • 3

    I romanzi in serie di Connelly non lasciano spazio a grandi riflessioni: basta trovarsi un luogo appartato dove sedersene tranquilli e leggere la storia di turno.
    Qui c'è pochissima azione, a parte i ...continue

    I romanzi in serie di Connelly non lasciano spazio a grandi riflessioni: basta trovarsi un luogo appartato dove sedersene tranquilli e leggere la storia di turno.
    Qui c'è pochissima azione, a parte i pedinamenti del SIS, e per lo più è un lungo processo giudiziario a un assassino seriale recidivo.
    Trovo il finale col botto alquanto divertente.

    said on 

  • 3

    Un libro che lascia un po interdetti: molto interessante la narrazione (anzi la spiegazione direi) delle varie fasi di un processo penale, buona anche l'interazione tra i vari personaggi però...... pe ...continue

    Un libro che lascia un po interdetti: molto interessante la narrazione (anzi la spiegazione direi) delle varie fasi di un processo penale, buona anche l'interazione tra i vari personaggi però...... però ho avuto l'impressione che l'autore sia entrato un po in crisi alla fine del romanzo, la conclusione sembra tirata per i capelli ed è alquanto slegata dal resto del libro. Direi 3 stelle e mezzo, comunque la lettura è piacevole.

    said on 

  • 3

    Langdon, Haller o Bosch? - 22 mar 15

    Solita, periodica, operazione furbetta di un maestro delle vendite, anche se non un maestro della scrittura. Dopo la costruzione, lunga e mediaticamente ben riuscita, del “Codice Da Vinci”, e dopo alc ...continue

    Solita, periodica, operazione furbetta di un maestro delle vendite, anche se non un maestro della scrittura. Dopo la costruzione, lunga e mediaticamente ben riuscita, del “Codice Da Vinci”, e dopo alcuni episodi in minore, una lunga gestazione porta Dan Brown a prodursi in una nuova opera pseudo-storica, dove, fortunatamente, il nostro buon Dante è usato come chiave senza farlo intervenire in vicende che poco hanno a vedere con il maestro fiorentino. Ritorna, come protagonista e motore della vicenda, Robert Langdon, lo storico dell’arte esperto “un po’ di tutto”. In questo caso, è diventato anche un grande conoscitore di Dante, di cui sa quasi “a memoria” molta parte della Commedia. Sarebbe interessante, per uno studioso più fine di me, leggere il libro in inglese, così da vedere come e qualmente vengono tradotte le terzine dante-sche. Ma come detto, Dante diventa un accidente della storia, un elemento utilizzato per due motivi: l’uso delle terzine come metafora di una caccia al tesoro e la rappresentazione che Bot-ticelli dette delle Commedia nel suo bellissimo dipinto “Mappa dell’inferno”. Qui, ovviamente, si esplicano le maggiori capacità di Langdon, che, da storico dell’arte, conosce a menadito non solo il dipinto, ma tutte le sue sfaccettature. Comunque ci si torna tra poco. Che la storia è invece imperniata su di un dilemma scientifico di stampo malthusiano: la terra si va sovrappopolando (e questo lo sanno anche i sassi), e le curve di accrescimento sono tali che le risorse terrestri stanno andando in rapido esaurimento. Come fare per fermare tutto ciò? Evitando di ritornare alla proposta di Jonathan Swift (quello di Gulliver, per intenderci) che suggeriva di mangiare i bambini, così da sfamare la popolazione e fermare l’elevato tasso di natalità, la proposta più sensata sarebbe quella dell’OMS (l’organizzazione della sanità) verso l’uso massiccio di metodi contraccettivi. Tuttavia, ostacolati da destra e da sinistra per motivi religiosi. Ecco allora che esce fuori uno scienziato non pazzo, ma un po’ fuori di testa, che percorre una via nuova. Pieno di soldi, si fa aiutare da una banda di ricchi “fuorilegge” per sparire dalla circolazione e mettersi a studiare il problema. Di cui trova una soluzione, aiutato da una bella ragazza, Sienna, dall’alto Q.I., che, una volta saputo lo scopo finale del tipo, si mette paura e comincia a remare contro. Nasce quindi una lotta di tutti contro tutti, perché il nostro scienziato pensa bene di uccidersi poco prima dell’inizio dell’evento fatale. E di lasciare una serie di indizi che portano tutti a pensare che la sua idea sia quella di scatenare un’epidemia, tipo la Peste Nera medioevale. Un’epidemia capace di distruggere un terzo della popolazione, numeri che porterebbero ad un riequilibrio della popolazione. La lotta di tutti contro tutti deriva dal fatto che i fuorilegge tentano di onorare il contratto che avevano con lo scienziato (fino però ad accorgersi che sarebbero finiti male e quindi allearsi, almeno formalmente, ai “buoni”). L’OMS ingaggia Langdon per decifrare i misteri dello scienziato, a cominciare dal una pseudo-riproduzione del dipinto botticelliano. Langdon si accorge subito della presenza di lettere non comprese nell’originale, e con una sciarada di facile soluzione (forse in italiano è più semplice dell’inglese), ricostruisce la parola. Che lo porta alla stessa frase contenuta in un dipinto del Vasari di Palazzo Vecchio. Dove è anche contenuta la maschera mortuaria di Dante. Con una serie di peripezie, riesce a ritrovarla dopo che questa è stata sequestrata e nascosta nel bellissimo Battistero di San Giovanni. E dietro la maschera una nuova sciarada, che, per qualsiasi persona normale, unita ad un video dello scienziato, avrebbe portato a collocare il centro del misfatto nella Basilica Cisterna di Istanbul. Invece, Brown porta Langdon su false piste. Prima a Venezia, in un inutile giro per San Marco. Poi alla ricerca della tomba del doge Dandolo, che tutti sanno (o almeno lo so io, che l’ho visitata varie volte) si trova in Santa Sofia ad Istanbul. Dove finalmente arrivano, ma dove l’epidemia è stata già scatenata. Il tutto condito dall’aiuto non-aiuto che a Langdon viene dato da Sienna, che gli si mette alle ruote, non si capisce se appunto per stare con i buoni o con il cattivo. Alla fine, Sienna è l’unica che avrà la chiave, forse, per capire se e come debellare la pandemia. Ma qui il libro finisce, sull’interrogativo velato che pone Brown rispetto all’uso della scienza e delle tecnologie. Bisogna utilizzare le scoperte come avanguardie rivoluzionarie che decidono in nome delle masse? Oppure cercare di trovare un modo per coinvolgere una più ampia platea nei possibili benefici di un uso non distorto della scienza stessa? La bravura di Brown sta ovviamente nel sorreggere la trama per 700 pagine, e tutto per uno svolgimento di un paio di giorni (più ovviamente i soliti flashback). E la capacità di creare percorsi da “caccia al tesoro” utilizzando strumenti molto letterari. Poco convincente il dibattito sull’uso della tecnologia. Ed assolutamente carente la parte su Istanbul, che sembra scritta da una persona che poco conosca la città. Infine un po’ smaccato il finale aperto che lascia intravedere possibili nuove puntate delle avventure di Langdon. Onesto, ma non coinvolgente, con alcune notazioni finali. Condivido la citazione compiaciuta alla cantante Loreena McKermitt, un’icona della musica celtica. Sottolineo il cenno al libro “La fuga di Logan” che penso di essere uno dei pochi ad avere letto. Ed infine, pur convergendo sulla citazione di Marx fatta da Langdon in piazza Taksim (piazza bellissima tra l’altro), l’avrei completata per sottolineare meglio l’intento. Marx diceva “la storia si ripete sempre due volte, la prima volta come tragedia, la seconda come farsa”. Brown ne cita solo la prima parte. Perché? Dimenticanza voluta o sottile intento ironico? Ai postumi l’ardua sentenza.

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  • 4

    troppo legal, risulta incompleto, peccato, mi piaceva

    Odio, e ripeto : ODIO, quando un libro accenna a fatti (il più delle volte a relazioni tra personaggi) che poi vengono lasciati lì, senza un loro perchè.
    E qui ce ne sono a valanga, e le occasioni c'e ...continue

    Odio, e ripeto : ODIO, quando un libro accenna a fatti (il più delle volte a relazioni tra personaggi) che poi vengono lasciati lì, senza un loro perchè.
    E qui ce ne sono a valanga, e le occasioni c'erano tutte, e avrebbe dato quel piccante in più ad un bel libro che però risulta uno studio di diritto penale americano e regole processuali,per di più concluso a causa di un fatto del tutto casuale e (lasciatemo dire) assurdo.

    Mi ripeto, il libro è accattivante, interessante in molti punti e le 5 stelle erano lì che lo aspettavano , e invece ....

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  • 4

    Un processo che si conclude fuori dal tribunale

    Il caso di Jason Jessup, accusato del rapimento e dell'omicidio di una dodicenne, viene riaperto dopo più di ventanni che l'uomo ha trascorso in carcere perché ora la scienza può analizzare il DNA di ...continue

    Il caso di Jason Jessup, accusato del rapimento e dell'omicidio di una dodicenne, viene riaperto dopo più di ventanni che l'uomo ha trascorso in carcere perché ora la scienza può analizzare il DNA di un residuo organico sugli indumenti della vittima e il risultato sembra scagionare Jessup. Intorno alla vicenda ci sono gli interessi politici del procuratore distrettuale e aleggia lo spettro di un ingente risarcimento economico. Per questo motivo il procuratore affida l'accusa a Mickey Haller, un noto avvocato della difesa che lavorerà da indipendente, per fare in modo che Jessup venga incriminato di nuovo o faccia un accordo conveniente. Haller chiede il sostegno di Maggie McPherson, la sua ex-moglie che lavora già per il pubblico ministero, e del fratellastro Harry Bosch, che lavora per il distretto di polizia. Mentre Bosch indaga sui testimoni e il passato di Jessup, Haller e Maggie costruiscono l'impianto accusatorio.
    La storia è incentrata per lo più sul nuovo processo e sulle testimonianze che la difesa vuole stravolgere per discolpare Jessup, può sembrare un semplice processo dove le emozioni vengono tralasciate, in realtà si caricano in un crescendo che esplode con la deposizione della sorella della vittima, testimone oculare del rapimento, e dello smascheramento di una deposizione falsa montata dalla difesa.
    Connelly incanta con astuzie legali e l'azione sul campo di Bosch, ma sorprende nel finale, dimostrando che non tutto può essere regolato attraverso obiezioni e controinterrogatori, portando quindi l'emotività umana all'estremo, fuori dal tribunale.
    In complesso il libro è molto gradevole, l'unica pecca è il cambio di punto di vista alternato fra la prima persona di Haller e la terza persona dei paragrafi in cui l'avvocato non è partecipe, ma ci si abitua senza confusione.

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  • 4

    E' sempre un piacere leggere Connelly, anche quando, come in questo caso, il finale è un gradino al di sotto del (solito) eccellente intreccio e dell'intenso ritmo narrativo

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  • 4

    il finale è un pò deludente, ma le 4 stelle sono meritate per il buon ritmo.
    Non è il suo miglior libro, ma leggere Connelly è sempre un piacere per me: anche questo divorato come tutti gli altri! ...continue

    il finale è un pò deludente, ma le 4 stelle sono meritate per il buon ritmo.
    Non è il suo miglior libro, ma leggere Connelly è sempre un piacere per me: anche questo divorato come tutti gli altri!

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  • 4

    una svolta con dentro tutti

    Un vecchio caso porta Heller a passare dalla parte dell'accusa e a lavorare con Harry Bosch e l'ex moglie.
    “Tenere le cose in movimento” è questa la raccomandazione che Heller fa a se stesso per tutto ...continue

    Un vecchio caso porta Heller a passare dalla parte dell'accusa e a lavorare con Harry Bosch e l'ex moglie.
    “Tenere le cose in movimento” è questa la raccomandazione che Heller fa a se stesso per tutto il romanzo e Connelly sembra ripeterselo forse consapevole che un libro su un processo non è facile da rendere tensivo. Beh ci riesce e in più entra nel merito delle strategie processuali meglio di un Grisham devo dire. Si capisce come ordire le varie mosse in un processo americano. Contenuto informativo dunque ricco.
    L’idea di affiancare Heller e Bosh in una medesima indagine ci fa smarrire il blues che connota i romanzi con protagonista uno degli Harry più riusciti del quarto di secolo. Il finale aperto fa subodorare il sequel. Insomma l’operazione tattica prefigura davvero una svolta nella gestione del marchio Connelly per emanciparlo dal personaggio di Harry Bosch, ma noi lettori non lo permetteremo.

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