The Road

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Publisher: Knopf

4.2
(10342)

Language: English | Number of Pages: 256 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) German , Italian , Spanish , Portuguese , Dutch , French , Catalan , Japanese , Chi traditional , Swedish , Slovenian , Chi simplified , Croatian , Galego , Czech , Polish , Hungarian , Korean

Isbn-10: 0307265439 | Isbn-13: 9780307265432 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Audio CD , Mass Market Paperback , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Travel

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Book Description
A searing, postapocalyptic novel destined to become Cormac McCarthy’s masterpiece.A father and his son walk alone through burned America. Nothing moves in the ravaged landscape save the ash on the wind. It is cold enough to crack stones, and when the snow falls it is gray. They sky is dark. Their destination is the coast, although they don’t know what, if anything, awaits them there. They have nothing; just a pistol to defend themselves against the lawless bands that stalk the road, the clothes they are wearting, a cart of scavenged food?and each other.The Road is the profoundly moving story of a journey. It boldly imagines a future in which no hope remains, but in which the father and his son, “each the other’s world entire,” are sustained by love. Awesome in the totality of its vision, it is an unflinching meditation on the worst and the best that we are capable of: ultimate destructiveness, desperate tenacity, and the tenderness that keeps two people alive in the face of total devastation.
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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Empatia post-apocalittica

    In un mondo post-Apocalisse la terra è sterile, gli animali sono estinti e gli alberi solo scheletri senza vita. Gruppi sparuti di sopravvissuti combattono una lotta quotidiana fatta di stenti, furti ...continue

    In un mondo post-Apocalisse la terra è sterile, gli animali sono estinti e gli alberi solo scheletri senza vita. Gruppi sparuti di sopravvissuti combattono una lotta quotidiana fatta di stenti, furti e aggressioni. Tra questi un uomo, il padre, colui che conserva la memoria del prima, e un bambino, il figlio, cresciuto nella desolazione, la fame, la paura. A tenerli in vita una pistola e un legame fortissimo, nel susseguirsi di giornate riempite di gesti reiterati, veglie non sempre lucide e sonno discontinuo, dentro la fuga dall’inverno, in un esodo verso sud come unica ipotesi di futuro.

    Del mondo di prima rimangono i sogni del padre e una scarna archeologia della società dei consumi, materializzata in un carrello di supermercato e occasionali ritrovamenti di cibo in scatola, benzina e qualche attrezzo. Negli insegnamenti dell’uomo la separazione tra buoni e cattivi (quindi tra giusto e sbagliato), la diffidenza e la rabbia, la stanca evocazione di un Dio inghiottito dall’incendio del mondo.

    Nel figlio non solo la paura, del resto dettata da un naturale istinto di conservazione, ma un desiderio d’incontro, la necessità di un ponte, un dialogo con la sola realtà che gli è stato concesso di conoscere. La morte del padre gli consentirà il definitivo passaggio al tempo nuovo, oltre la più oscura delle linee d’ombra, incontro a uno spiraglio che si apre a una pur flebile speranza. Sarà proprio lui, infatti - che di quel che è stato non può aver rimpianto - a fidarsi e farsi accogliere finalmente in un gruppo più ampio.

    La scrittura asciutta, apparentemente distaccata e fredda di McCarthy si rivela fonte potente di empatia, offrendo una vicinanza, anche angosciosa e spiacevole, con i protagonisti. La ripetizione ossessiva degli stessi gesti, come una meccanica ostinazione a non mollare mai, insieme allo sguardo del narratore onnisciente, che con rari movimenti si solleva sul destino che lega e insieme annienta gli uomini, compongono un buon libro tra il post-apocalittico e la fantascienza. La riduzione ai bisogni fondamentali di una società minima, come quella tra un padre e un figlio, avrebbe però potuto sprigionare una simbologia ben più ampia e aprirsi a una riflessione sulla condizione umana tale da rendere questo libro un classico senza tempo. Pur tra suggestioni pregnanti, questo obiettivo, forse nemmeno ricercato dal suo autore, è di certo mancato, restituendo un romanzo di forte impatto cinematografico (come dimostra la riduzione in pellicola, nonché l’ambientazione e alcune scene riviste in The walking dead), dalla lettura coinvolgente ma dal respiro letterario purtroppo limitato.

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  • 4

    Libro che di mia spontanea volontà credo che non avrei mai acquistato, ma sotto consiglio di una famosa booktuber non ho voluto farmelo scappare. E di certo non me ne sono pentita!!
    Diciamo che ciò ch ...continue

    Libro che di mia spontanea volontà credo che non avrei mai acquistato, ma sotto consiglio di una famosa booktuber non ho voluto farmelo scappare. E di certo non me ne sono pentita!!
    Diciamo che ciò che mi lasciava perplessa inizialmente era il fatto che i dialoghi non fossero virgolettati, ma scritti normalmente senza punteggiatura, il che mi aveva lasciata molto amareggiata già quando avevo letto "Cecità" di José Saramago (un libro splendido che chiunque dovrebbe leggere).
    Superato questo "scoglio", mi sono accorta di avere fra le mani un libro fantastico! Come ho già sentito dire da altre ragazze che lo hanno letto, sicuramente sarà uno di quei libri che diventeranno classici e di cui in futuro tutti ne avranno almeno letto qualcosa (anche soltanto in classe).
    Assolutamente approvato! una delle migliori letture che abbia mai fatto!

    said on 

  • 5

    E in tutto questo delirio mi sono riletto La Strada. Questo romanzo è come una casa, una specie di modo per ritrovarsi dentro un posto sicuro, intimo. La vicinanza che sento per i due protagonisti è q ...continue

    E in tutto questo delirio mi sono riletto La Strada. Questo romanzo è come una casa, una specie di modo per ritrovarsi dentro un posto sicuro, intimo. La vicinanza che sento per i due protagonisti è quasi viscerale, in questo la scrittura esemplare di McCarthy che elimina la distanza tra il lettore e i suoi personaggi è più potente di uno spazzaneve che pulisce le strade innevate dopo una tormenta. L'angoscia che si prova leggendo di un mondo, il nostro, ridotto a cenere e sterpaglia con queste due lanterne chiare che vi camminano è un'esperienza che ti assorbe totalmente. Quello che rimane è un segnale di speranza forte tanto quanto le brutture che avvengo sulla strada, un monito universale a cui aggrapparsi, un grido disperato contro il buio che sembra piano piano stringesi intorno a noi.

    said on 

  • 4

    Parlando di La strada di Cormac McCarthy esibisco e confesso una difficoltà: non posso far finta che questo non sia il suo primo romanzo che leggo, mi manca quindi la dimensione comparata, il confront ...continue

    Parlando di La strada di Cormac McCarthy esibisco e confesso una difficoltà: non posso far finta che questo non sia il suo primo romanzo che leggo, mi manca quindi la dimensione comparata, il confronto, e questo su un libro che mi risulta atipico nella sua produzione, per il resto di taglio gotico/noir/western, volendo metterla sui generi e premettendo che mi è chiaro che un grande scrittore li supera e nei casi migliori li trasforma.

    La trama, le atmosfere sono celeberrime: un mondo devastato post-apocalisse, un padre e un figlio che cercano faticosamente di sopravvivere tra paesaggi esacerbati e orde di disperati (nel migliore dei casi) da cui guardarsi. In questo il libro - a sua volta influenzato credo da certa fantascienza prima di lui (Dick? Matheson?) - è stato seminale e con la sua indubbia suggestione ha sicuramente ispirato e creato epigoni negli anni successivi alla sua uscita, fino ai nostri tempi.

    Fin qui un tentativo di contestualizzazione. Ovviamente leggendo ci si trova davanti a una mano da grande scrittore, ipnotica e immaginifica, in grado di alternare lo scandito secco dei dialoghi (senza virgolette) tra padre e figlio e le aperture visionario-liriche nella descrizione di questo mondo desertificato, letteralmente incenerito, al suo stadio finale (si immagina). Al passivo una certa ripetitività della struttura (forse voluta) e degli stessi dialoghi sopra citati, chiaramente va sottolineato come il contesto stesso non permetta particolari variazioni.

    Visto il cuore della faccenda - il rapporto di amore tra padre e figlio e la loro lotta contro la morte - a volte la tensione emotiva si fa quasi insostenibile tanto che mi sono chiesto qua e là se si arrivasse addirittura al ricatto. Ma direi che l´insieme rimane potente e allo stesso tempo composto, l´emozione non nasce mi pare dal patetismo ma dalla constatazione della fragilità dell´uomo - diciamo una possible fragilità - di fronte alle conseguenze delle sue stesse azioni scellerate (non viene naturalmente svelato, ma si immagina che il declino della terra sia dovuto a una combinazione letale di spregio per l´ambiente e incombente avidità).

    Detto questo, avrei identificato altri due livelli, uno direi messianico/religioso - mi paiono evidente i riferimenti biblici e la stessa natura del "figlio" che può essere interpretata come salvifica - ma anche una certa insistenza sui gerghi tecnici: è evidente l´attenzione, la cura con cui McCarthy descrive le azioni del padre nel tentativo di procurarsi qualcosa di utile montando e smontando, riciclando, pulendo, tornendo con strumenti improvvisati, affilando e sterilizzando e ancora il particolare rapporto col cibo, in particolare con frutta e verdura miracolosamente scampate alla distruzione e al decadimento. Questo mi sembra alludere (e direi che è l´altro cuore del libro) a una possibile via di salvezza che si affianca all´amore, ovvero il gusto per le vecchie cose artigianali, in termini più generali per il lavoro manuale e le cose fatte bene, o addirittura a un messaggio ecologista. Che per fortuna non assume mai le dimensioni del grettamente ideologico.

    Come vedete, ho provato a riscattare la mia relativa ignoranza Mc-Carthiana con un tentativo di andare in profondità. In estrema sintesi si potrebbe comunque semplicemente dire che è un libro breve, potente, incisivo, forse non perfetto ma che certamente si fa riconoscere come opera di un grande scrittore, di cui (ovvio) leggerò altro.

    http://www.recensireilmondo.com/

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  • 4

    Ho voluto leggere questo libro incuriosito da un paragone trovato tra le recensioni di "L'uomo verticale" di Longo.
    Facile intuire (a posteriori) il motivo di questo confronto, entrambi i libri sono a ...continue

    Ho voluto leggere questo libro incuriosito da un paragone trovato tra le recensioni di "L'uomo verticale" di Longo.
    Facile intuire (a posteriori) il motivo di questo confronto, entrambi i libri sono ambientati in un tempo non meglio precisato ma sicuramente successivo ad una qualche apocalisse (politica/sociale/nucleare). Non so dire quale dei due mi sia piaciuto di più, ma sicuramente ne consiglio la lettura di entrambi.

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  • 5

    Scenari possibili ed inquietanti come una cappa o una mannaia pronti ad abbattersi sull'umanità... ritorno ad una sorta di età preistorica dove sopravvive il più forte eppure mccarthy lascia una flebi ...continue

    Scenari possibili ed inquietanti come una cappa o una mannaia pronti ad abbattersi sull'umanità... ritorno ad una sorta di età preistorica dove sopravvive il più forte eppure mccarthy lascia una flebile speranza come un lumicino nel vento. Romanzo grandioso, letterario!!

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  • 3

    Da Pulitzer

    Ambientato in un'America post-apocalittica nella quale non vi è che un residuo dell'umanità. Un padre e un figlio lottano per la sopravvivenza http://tim.social/pap

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  • 4

    Apocalittico, senza speranza per la terra in un futuro senza più risorse. Commovente l'affetto tra padre e figlio, che malgrado le terribili difficoltà di sopravvivenza riecono a comunicare e a manten ...continue

    Apocalittico, senza speranza per la terra in un futuro senza più risorse. Commovente l'affetto tra padre e figlio, che malgrado le terribili difficoltà di sopravvivenza riecono a comunicare e a mantenenere viva il valore dell'umanità, ed è questa che rimane al ragazzo per continuare a vivere.

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  • 3

    Ingredienti: un padre e un figlio in un viaggio solitario, un mondo sterile coperto di cenere dopo una catastrofe imprecisata, un’umanità brutale dedita alla sopravvivenza e al saccheggio, una via da ...continue

    Ingredienti: un padre e un figlio in un viaggio solitario, un mondo sterile coperto di cenere dopo una catastrofe imprecisata, un’umanità brutale dedita alla sopravvivenza e al saccheggio, una via da percorrere come ultima speranza di vita.
    Consigliato: ai pessimisti che prevedono imminenti apocalissi, agli ottimisti convinti che solo i bambini potranno salvare il mondo.

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