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The Road

By

Publisher: Vintage

4.3
(9355)

Language:English | Number of Pages: 304 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) German , Italian , Spanish , Portuguese , Dutch , French , Catalan , Japanese , Chi traditional , Swedish , Slovenian , Chi simplified , Croatian , Galego , Czech , Polish , Hungarian , Korean

Isbn-10: 0307472124 | Isbn-13: 9780307472120 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Paperback , Audio CD , Others , eBook , Library Binding

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Travel

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Book Description
A searing, postapocalyptic novel destined to become Cormac McCarthy’s masterpiece.

A father and his son walk alone through burned America. Nothing moves in the ravaged landscape save the ash on the wind. It is cold enough to crack stones, and when the snow falls it is gray. The sky is dark. Their destination is the coast, although they don’t know what, if anything, awaits them there. They have nothing; just a pistol to defend themselves against the lawless bands that stalk the road, the clothes they are wearing, a cart of scavenged food—and each other.

The Road is the profoundly moving story of a journey. It boldly imagines a future in which no hope remains, but in which the father and his son, “each the other’s world entire,” are sustained by love. Awesome in the totality of its vision, it is an unflinching meditation on the worst and the best that we are capable of: ultimate destructiveness, desperate tenacity, and the tenderness that keeps two people alive in the face of total devastation.
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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Ritorno al passato.

    Crudità e freddo inesorabile fanno da sfondo a questo romanzo di McCarthy, tagliente e spietato. Un padre e un figlio - apparentemente gli unici abitanti di un pianeta incenerito e inospitale - inizia ...continue

    Crudità e freddo inesorabile fanno da sfondo a questo romanzo di McCarthy, tagliente e spietato. Un padre e un figlio - apparentemente gli unici abitanti di un pianeta incenerito e inospitale - iniziano un cammino, dalla durata indeterminata e dalla meta incerta, con l’obiettivo di trovare luoghi che ancora possano ospitarli e permettergli di vivere dignitosamente. Lungo la strada i due spingono un vecchio carrello, contenente coperte e qualche rimasuglio dei loro ultimi viveri. La sporcizia e la desolazione non soltanto circondano i due protagonisti: li possiedono.
    La strada si trasforma ben presto in una cupa metafora: è un ritorno, il ritorno alla bestialità, al primitivo. L’uomo e il bambino, inizialmente soli, si scontreranno, lungo il loro cammino semi-silenzioso, con altri personaggi - come animali che incontrano altri animali. È come se nel romanzo ci fossero una serie di branchi, di razze animalesche che lottano per la sopravvivenza (razziando, aggredendo, fin’anche arrivando al tentato omicidio): in un mondo che non ha più alcuna parvenza di umanità è la legge del più forte a dettare le regole del gioco per la salvaguardia del sé. E questa bestialità primitiva arriverà anche a colpire un insospettabile, “uno dei buoni”. Perché la strada non perdona; la strada è solitudine, è riflessione, è angoscia; la strada fa capire a chi la sta percorrendo la sua vera identità.

    said on 

  • 5

    Se solo il mio cuore fosse pietra

    Si svegliò prima dell'alba e guardò sorgere il giorno livido. Lento e quasi opaco. Alzò il viso verso il pallore del giorno.
    Ci sei? sussurrò. Riuscirò a vederti prima o poi? Ce l'hai un collo per pot
    ...continue

    Si svegliò prima dell'alba e guardò sorgere il giorno livido. Lento e quasi opaco. Alzò il viso verso il pallore del giorno.
    Ci sei? sussurrò. Riuscirò a vederti prima o poi? Ce l'hai un collo per poterti strangolare? Ce l'hai un cuore? Sii stramaledetto per l'eternità, ce l'hai un'anima? Oh Dio, sussurrò. Oh Dio.
    Rimase ad ascoltare lo sgocciolio dell'acqua nei boschi. Freddo e silenzio. Le ceneri del mondo defunto trasportate qua e là nel nulla da lugubri venti terreni. Trascinate, sparpagliate e trascinate di nuovo. Ogni cosa sganciata dal proprio ancoraggio. Sospesa nell'aria cinerea. Sostenuta da un respiro, breve e tremante.

    Il vecchio carrello cigolante di un supermercato per trasportare pochi averi, un telo di plastica per ripararsi dalla pioggia che cade quasi incessantemente, un uomo, un bambino.
    Non hanno un nome, in questo gelido mondo in rovina non è più necessario. Occasionalmente incontrano altri buoni che vivono nascosti cercando di sopravvivere con le sempre più scarse provviste scampate alla catastrofe, e i cattivi, che si nutrono di carne umana.
    E’ il racconto di un angosciante cammino senza sosta nel freddo, nella paura, negli stenti, in un orrido mondo ricoperto di cenere grigia. Non si sa quali sono le cause che hanno portato al disastro, da dove sono arrivati, dove stanno andando.
    Rari personaggi, poca azione. Eppure è un romanzo bellissimo.

    Dopo un po' il bambino disse:Di uccelli non ce ne sono più. Vero?
    No. Solo nei libri.
    Sí. Solo nei libri. L'avevo immaginato.

    Mi è successo, tempo fa, di andare in un fitto bosco e sentire che qualcosa stonava; poi, dopo un po’, mi sono resa conto della mancanza assoluta dei richiami e cinguettii degli uccelli. Sono spariti, partiti per andare chissà dove, forse non torneranno mai. Al posto loro è rimasta una scatola con dei pulsanti e delle foto di uccelli, attaccata ad un albero. Leggi la didascalia e se premi il pulsante corrispondente senti il verso dell'uccello che stai guardando sulla foto. Una cosa triste.
    La sensazione che ho avuto in quel bosco troppo silenzioso è stata di profondo disagio e quasi paura, nonostante tutto intorno la natura fosse splendida. Non so immaginare la disperazione che proverei nel trovarmi in un mondo distrutto e deserto, senza sole, suoni, colori.
    Deve essere terribile.

    ☆☆☆☆☆ che ammassano provviste in silenzio

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  • 0

    Un libro che tutti dovrebbero leggere per capire a fondo uno scenario plausibile e che che in certi contesti e situazioni, anche se differenti, è stato vissuto da persone coinvolte in disastri, guerre ...continue

    Un libro che tutti dovrebbero leggere per capire a fondo uno scenario plausibile e che che in certi contesti e situazioni, anche se differenti, è stato vissuto da persone coinvolte in disastri, guerre e scenari quasi post apocalittici; un romanzo che getta sconforto pagina dopo pagina, niente scene pompose, trame intricate o colpi di scena, solo una realtà agghiacciante, un padre, un figlio e pochi altri personaggi, una strada e la vita come non immaginiamo mai possa essere un giorno dopo l'altro.
    Per chi è interessato c'è anche un film tratto dal romanzo.

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  • 4

    Notti più buie del buio e giorni uno più grigio di quello appena passato. Come l'inizio di un freddo glaucoma che offuscava il mondo.

    Su questa strada restano esseri umani condannati alla sopravvivenza, la loro quotidiana ordalia per soddisfare bisogni insopprimibili e cancellare gli altri, la furia dell'umanità tradita e i residui ...continue

    Su questa strada restano esseri umani condannati alla sopravvivenza, la loro quotidiana ordalia per soddisfare bisogni insopprimibili e cancellare gli altri, la furia dell'umanità tradita e i residui ,impagabili scampoli di piacere dell'essere vivi
    Restano i cristalli purissimi del sentimento che lega padre e figlio e delle relazioni che i due intessono fra loro e con gli altri, ridotte all'estrema essenza,
    nella ferocia come nella tenerezza.
    Restano delle parole, splendide, precise ,molto più numerose ormai delle cose che servono a designare

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  • 4

    La strada è un libro crudo, scomodo, angosciante e con un ritmo totalmente incalzante e soffocante e la prospettiva di un futuro terribile, contrapposto solo dalla dedizione assoluta e dall’ amore vis ...continue

    La strada è un libro crudo, scomodo, angosciante e con un ritmo totalmente incalzante e soffocante e la prospettiva di un futuro terribile, contrapposto solo dalla dedizione assoluta e dall’ amore viscerale fra un padre e un figlio, dovrebbe far riflettere qualsiasi lettore e fargli apprezzare ancor di più le piccole cose del quotidiano ma soprattutto provare a rispettare una volta per tutte questo benedetto pianeta che non possediamo ma che occupiamo soltanto.

    said on 

  • 5

    Ho tanta paura, papà.

    Freddo. Freddo e buio.
    Grigio. Grigio e desolazione. Nessuna forma di vita.
    E se toccasse a voi proteggere un figlio in un mondo che non offre più nulla, senza alcun futuro, senza un domani. Giorni fr ...continue

    Freddo. Freddo e buio.
    Grigio. Grigio e desolazione. Nessuna forma di vita.
    E se toccasse a voi proteggere un figlio in un mondo che non offre più nulla, senza alcun futuro, senza un domani. Giorni freddi e vuoti in cerca di una minima fonte di alimentazione, con una coperta ed un telo di plastica per proteggersi dalla pioggia e dal freddo. Quel freddo che ti entra nelle ossa e ti fa tremare.
    Poi la paura. Paura di non arrivare al domani, anche se il domani non ha più senso di esistere.
    Poi c’è la strada, quella principale, dove puoi incontrare i cattivi che senza pietà sarebbero disposti a tutto pur di prendere ciò che hai.
    Poi c’è tuo figlio, unica ragione di sopravvivenza. Unica fonte di luce. Unico amico.
    Non puoi lasciarlo solo in questo mondo abbandonato da Dio.

    McCarthy riesce a trasmetterci tutta la paura e la disperazione di un genitore che combatte da ormai 10 anni in un mondo che non c’è più. Deve proteggere a tutti i costi suo figlio, raccontandogli qualcosa del passato e nascondendo il futuro che ormai non c’è più.
    Diventeremo loro amici, condividendo le stesse paure, gli stessi pensieri e gli stessi dolori. Insieme sulla strada verso sud, circondata da un paesaggio grigio e morto, ricoperto di cenere, immondizia, cadaveri bruciati e case deformi.
    Troveremo del cibo ed un posto “sicuro”, ma bisogna proseguire il cammino verso quel mare caldo e blu come lo ricordavamo.

    E’ un libro che potrebbe non piacere, ma indubbiamente ti rimane dentro, ti tocca l’anima e ti gela il cuore.

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  • 3

    Trama cupa ma tanto amore tra un padre e un figlio.

    Lo scrittore riesce a calare il lettore perfettamente dentro ad un mondo colpito dalla catastrofe dove tutto e triste, nero e senza via d'uscita. Ma la tristezza assoluta è data da questo padre che no ...continue

    Lo scrittore riesce a calare il lettore perfettamente dentro ad un mondo colpito dalla catastrofe dove tutto e triste, nero e senza via d'uscita. Ma la tristezza assoluta è data da questo padre che non riesce a lasciarsi andare, non riesce per amore della sua creatura. Arrancando per la strada, tra sofferenze indicibili, l'uomo continua a sperare di trovare qualcosa che possa cambiare il destino nefasto del bimbo e gli infonde coraggio. L'uomo alla fine non riuscirà a sopravvivere lasciando in vita il figlio. Questo è forse il passaggio del libro che mi ha lasciato una certa inquietudine. Lasciare il proprio bimbo solo in un mondo di terrore per troppo amore, non so bene definire. Comunque il bambino troverà, alla morte del padre, una famiglia di sopravvissuti che lo terrà con se. Il libro fornisce un insegnamento ad amare la vita, a non arrendersi alle delusioni e a valorizzare quello che si ha. Facendo trovare una famiglia al bambino, l'autore regala la speranza vera di un cambiamento positivo. Il bambino, la sua vita sono ancora testimonianza dell'esistenza di qualcosa di misterioso, dell'esistenza di un dio.

    said on 

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