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The Road

By

Publisher: Vintage

4.3
(9423)

Language:English | Number of Pages: 304 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) German , Italian , Spanish , Portuguese , Dutch , French , Catalan , Japanese , Chi traditional , Swedish , Slovenian , Chi simplified , Croatian , Galego , Czech , Polish , Hungarian , Korean

Isbn-10: 0307472124 | Isbn-13: 9780307472120 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Paperback , Audio CD , Others , eBook , Library Binding

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Travel

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Book Description
A searing, postapocalyptic novel destined to become Cormac McCarthy’s masterpiece.

A father and his son walk alone through burned America. Nothing moves in the ravaged landscape save the ash on the wind. It is cold enough to crack stones, and when the snow falls it is gray. The sky is dark. Their destination is the coast, although they don’t know what, if anything, awaits them there. They have nothing; just a pistol to defend themselves against the lawless bands that stalk the road, the clothes they are wearing, a cart of scavenged food—and each other.

The Road is the profoundly moving story of a journey. It boldly imagines a future in which no hope remains, but in which the father and his son, “each the other’s world entire,” are sustained by love. Awesome in the totality of its vision, it is an unflinching meditation on the worst and the best that we are capable of: ultimate destructiveness, desperate tenacity, and the tenderness that keeps two people alive in the face of total devastation.
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  • 4

    Una scrittura minimalista, ma estremamente efficace nell'assorbire il lettore nell'atmosfera apocalittica del romanzo, tanto che in certi passaggi sentivo il bisogno di sospendere la lettura e cercare ...continue

    Una scrittura minimalista, ma estremamente efficace nell'assorbire il lettore nell'atmosfera apocalittica del romanzo, tanto che in certi passaggi sentivo il bisogno di sospendere la lettura e cercare un momento di sollievo. Ma la bellezza che riconosco al romanzo scaturisce soprattutto dai dialoghi, perfetti.
    Oggi ascoltavo Ghosttown alla radio e non ho potuto non pensare che Madonna si sia ispirata a La strada.

    said on 

  • 5

    Una novela atractiva aunque bastante corta. No es una historia dulce y tierna, es más una historia dura con bastante carga reflexiva. Una interesante narración post-apocalíptica de un hombre y su hijo ...continue

    Una novela atractiva aunque bastante corta. No es una historia dulce y tierna, es más una historia dura con bastante carga reflexiva. Una interesante narración post-apocalíptica de un hombre y su hijo en su afán de sobrevivir.
    Lo que más me impactó de esta novela no fueron sus diálogos que son bastante elementales, sino lo que transmite la historia en sí. Te hace pensar, reflexionar sobre la humanidad. ¿Cuáles son los límites en situaciones extremas? ¿Qué haría uno en un caso similar?. Me pareció una novela excelente. El personaje principal y su lucha por seguir conservando su humanidad. Cruda y dura, pero muy real.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Perché noi portiamo il fuoco

    http://sfogliandolibri.blogspot.it/2015/04/perche-noi-portiamo-il-fuoco.html

    La strada è un romanzo del sottogenere fantascienza post apocalittica, scritto nel 2006 dallo scrittore statunitense Cormac ...continue

    http://sfogliandolibri.blogspot.it/2015/04/perche-noi-portiamo-il-fuoco.html

    La strada è un romanzo del sottogenere fantascienza post apocalittica, scritto nel 2006 dallo scrittore statunitense Cormac McCarthy e vincitore del Premio Pulitzer del 2007.

    Sullo sfondo di questo romanzo crudeltà e freddo, che sono puramente taglienti e spietati, fanno da padroni per l’intero corso della narrazione. I protagonisti – un uomo e un bambino (padre e figlio) – che sono sopravvissuti a un mondo di cenere e inabitabile, iniziano un lungo viaggio la cui meta è il sud, l’oceano, perché l’obiettivo principale è arrivare al calore e al tepore che, ormai, sono estinti. Lungo la strada spingono un carrello che caricano di oggetti utili e cibo indispensabile trovati – per pura fortuna – lungo il viaggio. Crudo e freddo è l’ambiente, dove gli alberi sono punte annerite e i prati tappeti di cenere grezza. Sporchi, stanchi e desolati sono i personaggi – sia l’uomo che il bambino sono l’incarnazione di quel doveroso ritorno alla bestialità a cui si fa allusione nelle condizioni di estrema precarietà e in ogni ipotesi di apocalisse.

    Lungo il loro cammino silenzioso e faticoso incontrano svariati personaggi, più simili ad animali che a persone vere e proprie, tutti intenti a lottare per sopravvivere: c’è chi ruba e c’è chi ammazza. In un mondo anarchico, o meglio, nel quale non vi è più alcun senso di umanità, la legge del più forte detta il gioco della sopravvivenza. Egoismo? Non proprio. Ferocia? Probabilmente. Una ferocia indomabile, ingestibile e primitiva che si nasconde nelle unghie e inietta gli occhi di sangue. E allora la strada diventa sinonimo di solitudine, angoscia, lotta e anche di riflessione. Perché è successo tutto questo? Perché lei se n’è andata? E perché Dio non c’è?

    Ecco, io credo – per quanto sia scarno e irrilevante il mio giudizio – che questo sia il libro più pieno di Dio in assoluto. C’è Dio in ogni paragrafo, in ogni dialogo, in ogni speranza che si spegne e in ogni sfiducia che nasce. “Non c’è nessun Dio e noi siamo i suoi profeti”, dice l’uomo a un vecchio sul punto di morire e a cui ha donato una parte del suo cibo. Dio non permetterebbe tutto questo se volesse davvero bene ai suoi figli. E poi, anche se non avesse potuto evitare la catastrofe, con quale crudeltà, cinismo e coraggio rimane inerte a guardare i suoi figli soggiacere alla morte?

    La speranza langue. L’angoscia pullula da ogni dove. E mentre il terrore scava dentro, per formare buchi che fanno perdere il controllo, le energie e la speranza di tornare a vivere dignitosamente, ci si sente pian piano diventare bestie, bestie il cui unico scopo è riuscire a svegliarsi ancora vive la mattina dopo.

    “Qual è la cosa più coraggiosa che tu abbia mai fatto? L'uomo sputò un grumo di catarro e sangue sulla strada. Alzarmi stamattina, disse.”

    Ed ecco che allora il coraggio – dettato dall’istinto di sopravvivenza – diventa il carburante necessario per superare tutto. Anche una febbre a quaranta e una freccia conficcata nel polpaccio. Perché devi essere coraggioso davanti a tuo figlio, dal corpo emaciato e malato, che muore di fame e ha visto atrocità che lo tormenteranno per il resto della vita – ammesso che un futuro per lui ci sia. Per te, uomo, di certo non c’è.

    “[…] rimase lì in piedi e per un attimo vide l’assoluta verità del mondo. Il moto gelido e spietato della terra morta senza testamento. L’oscurità implacabile. I cani del sole nella loro corsa cieca. Il vuoto nero e schiacciante dell’universo. E da qualche parte due animali braccati che tremavano come volpacchiotti nella tana. Un tempo e un mondo presi in prestito e occhi presi in prestito con cui piangerli”.

    Dov’è la speranza? Quindi dov’è Dio? Dio è davvero speranza? La soluzione è continuare a spostarsi verso Sud, dove l’oceano è la risposta, dove forse c’è modo di vivere. Ma il momento in cui l’ultimo battito del cuore lascia spazio all’eterno silenzio arriva; perché è destinato ad arrivare.

    - Voglio restare con te.
    - Non puoi.
    - Ti prego.
    - Non puoi. Devi portare il fuoco.

    No, bambino, non puoi restare accanto alla morte perché poi porterà via anche te. Ti porterà in quel buco nero tanto odiato e che è sempre meglio rimandare. Bambino, continua ad andare verso sud perché devi portare il fuoco. Sì, il Fuoco. Quello lo hai sempre avuto, dentro di te, e solo i buoni lo possono vedere.

    “Tu sei il migliore fra i buoni. Lo sei sempre stato. Quando non ci sarò più potrai comunque parlarmi. Potrai parlare con me e io ti risponderò. Vedrai”.

    Il bambino. Il bambino è la speranza, perché il bambino condivide quel poco di cibo che ha con altri affamati quanto lui. Perché il bambino non vuole abbandonare chi è stato già abbandonato. Perché il bambino non può lasciare suo padre, l’unica persona al mondo che ha saputo amarlo e proteggerlo, e con il quale ha condiviso un cammino che deve ancora terminare.

    Il bambino porta il fuoco, il fuoco della speranza, della bontà, della tenacia, della forza. Il fuoco dell’umanità. Il fuoco che spazza l’angoscia e trascina sul palco la fede. Il mondo può risorgere, sì; dalla cenere nasce il germoglio che colora la terra bruna e il bambino – puro e buono – raccoglie il frutto che ha curato. E così, il mondo che ha sempre sognato, forse può avere lo spazio per respirare.

    McCarthy, grazie per avermi fatto ricordare che siamo vivi perché portiamo il fuoco.

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  • 5

    -Ti posso chiedere una cosa?- -Sì, certo.- -Noi moriremo?- -Prima o poi sì.Ma non adesso.- -E stiamo sempre andando a sud?- -Sì.- -Per stare più caldi.- -Sì.- -Ok.- -Ok cosa?- - Niente. Così.- -Adesso ...continue

    -Ti posso chiedere una cosa?- -Sì, certo.- -Noi moriremo?- -Prima o poi sì.Ma non adesso.- -E stiamo sempre andando a sud?- -Sì.- -Per stare più caldi.- -Sì.- -Ok.- -Ok cosa?- - Niente. Così.- -Adesso dormi.- -Ok.- -Ora spengo la lampada.Va bene?- -Sì.Va bene.- Un padre e un figlio, un bambino. I due viaggiano in un mondo che è ridotto in cenere, alla ricerca dell'oceano, alla ricerca di un calore e di un tepore ormai scomparsi. Sulla strada buoni, pochi, e cattivi, tanti. Un viaggio sicuramente angosciante, ma descritto con maestria e pregno di sentimento. Nessuna valigia, un carrello del supermercato per sistemare le poche cose a disposizione, una ricerca costante di cibo e di utensili utili per la sopravvivenza. Sconsigliato ai pessimisti.

    said on 

  • 5

    Da classico stelle e strisce a classico universale

    Cormac McCarthy è un classico della letteratura Americana ed uno dei più grandi scrittori viventi. In America è considerato patrimonio nazionale perché nella maggior parte della sua produzione non ci ...continue

    Cormac McCarthy è un classico della letteratura Americana ed uno dei più grandi scrittori viventi. In America è considerato patrimonio nazionale perché nella maggior parte della sua produzione non ci sono né giacche, né cravatte, ma vestiti stracciati; non mette in scena la metropoli, bensì il confine, il deserto, la polvere, l’arido. È questo che gli Americani amano di lui: mostra il cuore della sua patria, la parte non globalizzata, custodita gelosamente solo da chi sente il suolo degli States la propria nazione. Spesso infatti rimpiango di non essere Americano solo perché vorrei apprezzare fino in fondo sfumature a me sconosciute, ma con “La Strada” ho potuto farlo. Il contesto post apocalittico del libro rende quell’ambientazione non una periferia degli USA, ma un periferia del mondo intero, o meglio, il mondo è diventato una totale, ostile, periferia grigia e polverosa. Ecco allora che con “The Street” , premio Pulitzer 2007, McCarthy ha universalizzato la sua marca stilistica. Il resto poi, neanche a dirlo, è una storia che ti entra dentro come un proiettile. Un padre, un bambino, pochissime parole; il freddo, la sporcizia, le malattie, gli sciacalli, la fame, la sete, la paura ma sempre mano per la mano, il padre e suo figlio, fino alla fine. “La Strada” è il libro chiave di Cormac McCarthy; una volta letto, potrete apprezzare e valutare ancor meglio tutto ciò che ha scritto questo pregevole autore.
    Luca Montesi

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  • 3

    Cinque stellette per lo stile, la scrittura, la tecnica narrativa: magistrali e perfetti.
    Una stellina sola per il soggetto: storia e situazione del tutto inverosimili e assurdi, scritti e descritti u ...continue

    Cinque stellette per lo stile, la scrittura, la tecnica narrativa: magistrali e perfetti.
    Una stellina sola per il soggetto: storia e situazione del tutto inverosimili e assurdi, scritti e descritti unicamente per l’ossessione sempre più profonda e maniacale di McCarthy per il Male, la Violenza, la Sofferenza: il gusto e la sfida di spingersi sempre più lontano nell’orrore e nel terrore, nel macabro, nel miserabile, nel raccapricciante. Ma, al di là delle atmosfere mistiche, profetiche, apocalittiche, che la rivestono con suggestiva eleganza, questa vicenda significa qualcosa? Qualcuno se l’è chiesto? Forse l’idea era quella di chiedersi fino a che punto la vita è vita. Certamente quella rappresentata qui non è vita; e non c’è uomo, per quanto padre, per quanto credente, che accetterebbe di portarne l’insensato fardello. Ma temo che questo soggetto, da parte di McCarthy, sia pura e semplice provocazione: forse l’idea era semplicemente quella di chiedersi fino a che punto di orrore avrebbe potuto spingersi ottenendo il gradimento dei lettori. E poiché sembra che ai lettori l’orrore non basti mai, McCarthy dovrà inventarsi qualcosa di ancora più atroce.

    said on 

  • 2

    Suggerimenti

    https://fbcdn-sphotos-c-a.akamaihd.net/hphotos-ak-xfa1/v/t1.0-9/p600x600/22703_10206711561093361_7318442583613830505_n.jpg?oh=79b1178bb9e5f3fd93f88ee5c9eaf9b2&oe=55A27071&__gda__=1438367519_2d8de11cba ...continue

    https://fbcdn-sphotos-c-a.akamaihd.net/hphotos-ak-xfa1/v/t1.0-9/p600x600/22703_10206711561093361_7318442583613830505_n.jpg?oh=79b1178bb9e5f3fd93f88ee5c9eaf9b2&oe=55A27071&__gda__=1438367519_2d8de11cba37a4257b8e087204cb8344

    "Affoghiamo La Strada nei fiori!"
    (cit.)
    p.s.
    L'immagine è presente anche nella sezione "immagini"

    said on 

  • 4

    Premetto che non so se mi è piaciuto il finale, forse lo saprò più avanti.
    Comunque è un gran bel libro, di uno scrittore che purtroppo scopro solo ora.
    C'è qualcosa di solenne che accompagna il letto ...continue

    Premetto che non so se mi è piaciuto il finale, forse lo saprò più avanti.
    Comunque è un gran bel libro, di uno scrittore che purtroppo scopro solo ora.
    C'è qualcosa di solenne che accompagna il lettore dall'inizio alla fine.
    Angoscia a catinelle.
    Uno stile efficace con punti a profusione.

    said on 

  • 4

    Mi trovo sempre in difficoltà quando devo commentare un libro di McCarthy perché i suoi romanzi sono talmente potenti da lasciarmi con mille sensazioni ma pochissime parole per descriverle. La strada ...continue

    Mi trovo sempre in difficoltà quando devo commentare un libro di McCarthy perché i suoi romanzi sono talmente potenti da lasciarmi con mille sensazioni ma pochissime parole per descriverle. La strada è sicuramente un romanzo angosciante e desolante, ma in un modo così poetico e intenso da rimanere indimenticabile.

    said on 

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