The Road

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Publisher: Vintage Books USA

4.3
(9994)

Language: English | Number of Pages: 304 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) German , Italian , Spanish , Portuguese , Dutch , French , Catalan , Japanese , Chi traditional , Swedish , Slovenian , Chi simplified , Croatian , Galego , Czech , Polish , Hungarian , Korean

Isbn-10: 0307476308 | Isbn-13: 9780307476302 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Audio CD , Mass Market Paperback , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Travel

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Book Description
... The Christian Science Monitor, The Denver Post, The Kansas City Star, Los
Angeles Times, New York, People, Rocky Mountain News, Time, The Village Voice,
...
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  • 5

    Stupendo.
    "La Strada" è interamente incentrato sul rapporto tra un padre ed un figlio: il rapporto si staglia in uno scenario apocalittico ed è descritto nella sua essenzialità e primordialità, spogli ...continue

    Stupendo.
    "La Strada" è interamente incentrato sul rapporto tra un padre ed un figlio: il rapporto si staglia in uno scenario apocalittico ed è descritto nella sua essenzialità e primordialità, spoglio di qualunque orpello legato alla gestione del quotidiano e saldato dall'elementare necessità di sopravvivenza. L'uomo e il bambino, che non hanno nome, sono privi di qualunque caratterizzazione: sono personaggi senza personaggio, attori del tutto impersonali. L'uomo è ogni padre ed il bambino è ogni figlio: a fare da protagonista è il legame che li segna, atavico e immortale, sullo sfondo di un mondo giunto alla sua fine.

    said on 

  • 4

    La strada o "come Cormac McCarthy ha portato il freddo nell'afoso Luglio della periferia romana"

    "Li aveva guardati aprire il terreno roccioso della collina a colpi di zappa e piccozza e portare alla luce un grosso bolo di serpenti, forse un centinaio. Avviluppati così per tenersi caldo a vicenda ...continue

    "Li aveva guardati aprire il terreno roccioso della collina a colpi di zappa e piccozza e portare alla luce un grosso bolo di serpenti, forse un centinaio. Avviluppati così per tenersi caldo a vicenda [...]
    Gli uomini ci avevano versato sopra della benzina e li avevano bruciati vivi, non avendo alcun rimedio per il male ma solo per ciò che identificavano come l'immagine del male. I serpenti in fiamme si contorcevano in maniera raccapricciante e alcuni strisciarono divampando dentro la grotta, illuminandone i recessi più oscuri. Poiché erano muti non si sentivano grida di dolore, e gli uomini li avevano guardati bruciare e torcersi e affumicarsi ugualmente in silenzio, e in silenzio si erano dispersi nel crepuscolo invernale, ciascuno coi propri pensieri, diretti a casa per cena".

    Quello che McCarthy ha realizzato è un grande romanzo sull'umanità e sull'uomo, paradossalmente dipinto nel momento stesso in cui l'identità pare essergli negata. La più vecchia delle storie - quella di un padre e del proprio figlio in viaggio - diventa l'esperienza paradigmatica della ricerca della vita stessa, dell'esperienza umana di perdita della fede e della speranza. Eppure, padre e figlio, senza nome, silenziosi ma affatto vuoti, dicono di "portare il fuoco", così che in loro brucia il colore - capace d'oscurare i vortici di una cenere innaturale, frutto di un'eterna eppure celata eruzione, o il grigiore dell'asfalto liquefattosi tra le macerie- e allora c'è vita, ancora, in un presente che è già futuro. Il "mondo dei padri" collassa su quello dei figli e non lascia spazio che alla desolazione, alla morte e all'avvento tragico - quanto grottesco - della natura umana bestiale e tremenda, in agguato. Ma c'è l'infanzia del bambino, ultima roccaforte della vita, in contrasto alla realtà delle cose: la sua purezza, la sua inesperienza, i suoi occhi delusi alla vista del mare - di un grigiore di morte -, il suo perdono.

    In tutto questo la prosa di McCarthy fonde i toni crudi quanto crudeli della tragedia dell'uomo alla dolcezza e alla semplicità dei dialoghi intimi tra un padre e un figlio, ricoperti di stracci e qualche frammento di speranza. C'è persino della poesia, da ravvisare in una scrittura tanto evocativa.

    E' un romanzo, "La strada", che lascia l'amaro in bocca pagina dopo pagina in un crescendo di desolazione e morte, eppure ancora permea chi sa leggerlo di interrogativi e, allora, può essere definito un'opera d'arte in piena regola.

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  • 1

    Probabilmente il giudizio è inficiato dal fatto che non è ASSOLUTAMENTE il mio genere di libro... ma, mi aspettavo un romanzo con maggior riferimenti introspettivi o con maggiori dettagli psico-sociol ...continue

    Probabilmente il giudizio è inficiato dal fatto che non è ASSOLUTAMENTE il mio genere di libro... ma, mi aspettavo un romanzo con maggior riferimenti introspettivi o con maggiori dettagli psico-sociologici piuttosto che un diario di bordo di due sopravvisuti in un mondo post apocalittico...A favore posso dire che si legge con estrema facilità. Non mi è piaciuto.

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  • 5

    Su uno sfondo apocalittico il resoconto di un viaggio, l'ultimo viaggio di un padre e di un figlio alla ricerca della "terra promessa", il luogo "perfetto" in cui vivere senza più paure.
    Che cosa res ...continue

    Su uno sfondo apocalittico il resoconto di un viaggio, l'ultimo viaggio di un padre e di un figlio alla ricerca della "terra promessa", il luogo "perfetto" in cui vivere senza più paure.
    Che cosa resta quando non c'è più un dopo perchè il dopo è già qui?
    Ritirò lentamente una mano e si ritrovò a guardare una lattina di coca-cola. Papà cos'è?, E' un regalo x te. Ma che cos'è?su uno sfondo apocalittico il resoconto di un viaggio, l'ultimo viaggio di un padre e di un figlio alla ricerca della "terra promessa", il luogo "perfetto" in cui vivere ....Vieni, siediti.Il bambino prese la lattina. Fa le bollicine, disse. Forza. Guardò il padre poi inclinò la lattina e bevve. Rimase lì a pensarci per un attimo. E' proprio buona, disse. Bevine un pò anche tu. Solo un pò, l'uomo prese la lattina, bevve un sorso e gliela restituì. Bevila tu. Stiamocene seduti qui per un pò. E' perchè non ne potrò bere mai più, vero?
    Mai è un sacco di tempo.
    Ok, disse il bambino.
    Alcuni episodi tratti dal libro, descrizione.
    Un uomo e un bambino, padre e figlio, senza nome. Spingono un carrello, pieno del poco che è rimasto, lungo una strada americana. La fine del viaggio è invisibile. Circa dieci anni prima il mondo è stato distrutto da un'apocalisse nucleare che lo ha trasformato in un luogo buio, freddo, senza vita, abitato da bande di disperati e predoni. Non c'è storia e non c'è futuro. Mentre i due cercano invano più calore spostandosi verso sud, il padre racconta la propria vita al figlio. Ricorda la moglie (che decise di suicidarsi piuttosto che cadere vittima degli orrori successivi all'olocausto nucleare) e la nascita del bambino, avvenuta proprio durante la guerra. Tutti i loro averi sono nel carrello, il cibo è poco e devono periodicamente avventurarsi tra le macerie a cercare qualcosa da mangiare. Visitano la casa d'infanzia del padre ed esplorano un supermarket abbandonato in cui il figlio beve per la prima volta un lattina di cola. Quando incrociano una carovana di predoni l'uomo è costretto a ucciderne uno che aveva attentato alla vita del bambino. Dopo molte tribolazioni arrivano al mare; ma è ormai una distesa d'acqua grigia, senza neppure l'odore salmastro, e la temperatura non è affatto più mite. Raccolgono qualche oggetto da una nave abbandonata e continuano il viaggio verso sud, verso una salvezza possibile... ......struggente e bellissimo.

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  • 3

    Troppo poco, troppo tardi.

    Ho letto il libro in qualche giorno, senza troppa fatica ma senza neppure troppo entusiasmo. Della trama conoscevo soltanto ciò che, appena un po' più articolatamente, recita il retro della copertina: ...continue

    Ho letto il libro in qualche giorno, senza troppa fatica ma senza neppure troppo entusiasmo. Della trama conoscevo soltanto ciò che, appena un po' più articolatamente, recita il retro della copertina: un padre e il suo bambino viaggiano attraverso le rovine di un mondo devastato alla ricerca di un po' di calore e di vita. Quello che non sapevo era che questa descrizione esaurisce in effetti l'intera narrazione. Certo, è pieno di libri in cui il viaggio costituisce esso stesso la storia, quel perno attorno a cui ruotano tutti gli accadimenti e le riflessioni da essi suscitate, e ciò basta a rendere la narrazione interessante. Certo. Soltanto che questo non è uno di quei libri. Gli accadimenti si contano sulle dita di una mano e per di più, con una o due eccezioni, sono abbastanza prevedibili. Le riflessioni poche e marginali (e non ho apprezzato per niente gli accenni misticheggianti, che mi sono sembrati pretenziosi). Insomma, come si sarà capito il libro non mi è piaciuto un granché. Però devo subito aggiungere che, in qualche modo, non mi è nemmeno dispiaciuto. Perché? Perché ripensandoci su ho avuto la sensazione che il piattume e l'assenza di capovolgimenti, così come di aspettative del lettore e dei personaggi per essi, lungi dall'essere il risultato di una narrazione mal congegnata, fossero esattamente la cifra di ciò che l'autore voleva raccontare. La storia, in altre parole, mi è sembrata essere soltanto un espediente per raccontare una certa atmosfera, la quale costituisce il vero fulcro del libro. A rafforzare questo sospetto contribuisce lo stile di scrittura crudo, così come i dialoghi scarni e ripetitivi, e inoltre i personaggi appena abbozzati (davvero, non hanno nemmeno un nome, come hanno fatto ad affezionarcisi tanti di quelli che hanno scritto qui recensendo il libro?). Ed effettivamente il lettore, come in un esperimento mentale, viene immerso nell'ipotesi di questo mondo spoglio e terribile, ed è così naturalmente portato a interrogarsi su alcune questioni, e prima fra tutte: la vita ha davvero valore in sé? Avrebbe senso continuare a lottare per vivere in un mondo simile? Ciò che mi ha fatto parzialmente rivalutare il libro sono appunto le riflessioni personali che, nel mio piccolo, mi ha suscitato. Ma per un libro di narrativa questo non è sufficiente (e forse neppure necessario) per farne veramente un buon libro.

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  • 5

    Un capolavoro

    "Perché noi portiamo il fuoco". Che libro potente! Uno dei vantaggi del leggere e-book: un software geniale che ti consente di contare le parole presenti in un libro. E scopri che il sostantivo piu' f ...continue

    "Perché noi portiamo il fuoco". Che libro potente! Uno dei vantaggi del leggere e-book: un software geniale che ti consente di contare le parole presenti in un libro. E scopri che il sostantivo piu' frequente in questo libro è "bambino" (617 volte), il vero protagonista di questa storia.
    Più dell'uomo (395), piu' della strada (285), piu' del fuoco (140), del nulla e del niente (154), piu' del buio, del nero, del grigio (77, 73, 74), piu' della cenere (71), del vento (70), della neve (51), della paura (solo 45 volte), piu' dei morti e della morte (68 volte) .
    La maestria di McCarthy ti fa vivere dentro quel buio, quel grigio, quel nulla, quel freddo. Ti fa percorrere quella strada, ti fa sentire quel fuoco e quell'assenza di fuoco, di luce, di vita. E quel bambino è la focalizzazione di tutto il romanzo, l'essenza, l'obiettivo, la ragione.
    Ho cercato e installato questo software apposta per questo libro. Affascinata dal fatto che mai, dico mai ho sentito ripetitività , nonostante poi alla fine i paesaggi siano sempre uguali, il freddo sempre freddo, il buio sempre buio. E nonostante l'asciuttezza e la crudezza del lessico e della costruzione sintattica. Trovo che questo scrittore sia veramente fantastico!!

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  • 5

    : Molti dicono che la vita sia un viaggio…e ogni tanto capita qualcosa di brutto che questo viaggio viene stravolto. In questo libro l’autore ci racconta appunto di un viaggio, un padre e un figlio al ...continue

    : Molti dicono che la vita sia un viaggio…e ogni tanto capita qualcosa di brutto che questo viaggio viene stravolto. In questo libro l’autore ci racconta appunto di un viaggio, un padre e un figlio alla ricerca della salvezza. Un mondo distrutto, le vite spezzate. Un mondo triste, grigio, desolato, in cui la vita non ha valore e sono le piccole cose di tutti i giorni che ci rendono umani e vivi. Un bambino che vive in un mondo a lui sconosciuto che gli viene raccontato dal padre che il bello del mondo lo aveva visto. Il rapporto padre e figlio è qualcosa descritto in maniera meravigliosa. I luoghi e i personaggi sono cosi reali così veri… un libro che ho amato dall’inizio alla fine.

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  • 5

    Excelente novela. Invierno post-nuclear (o cualquier otra catástrofe). Paisaje gris cubierto de ceniza, frío.. El viaje hacia al sur con las pocas pertenencias que caben en un carrito de un padre y su ...continue

    Excelente novela. Invierno post-nuclear (o cualquier otra catástrofe). Paisaje gris cubierto de ceniza, frío.. El viaje hacia al sur con las pocas pertenencias que caben en un carrito de un padre y su hijo pequeño para sobrevivir y encontrar un futuro mejor. Enfrentados a la desesperanza y la degeneración de la especie humana.
    La verdad es que hay pasajes del libro que dan mucho miedo.

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  • 5

    l'amore vero!

    Struggente!
    Un libro crudo e una scrittura diretta come d'abitudine del buon Cormac.
    L'autore porta all'esasperazione ogni concetto per dare risalto alla vera essenza della storia.
    L'amore vero ed inc ...continue

    Struggente!
    Un libro crudo e una scrittura diretta come d'abitudine del buon Cormac.
    L'autore porta all'esasperazione ogni concetto per dare risalto alla vera essenza della storia.
    L'amore vero ed incodizionato è il protagonista;
    il resto, seppur attuale anche se difficile da immaginare, diventa semplicemente il giusto sfondo ad una storia che potrebbe sembrare unica ma che credo sia vissuta e perpretrata da molti di coloro che vivono situazioni difficili al giorno d'oggi.

    said on 

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