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The Road

By

Publisher: Vintage Books USA

4.3
(9220)

Language:English | Number of Pages: 304 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) German , Italian , Spanish , Portuguese , Dutch , French , Catalan , Japanese , Chi traditional , Swedish , Slovenian , Chi simplified , Croatian , Galego , Czech , Polish , Hungarian , Korean

Isbn-10: 0307476308 | Isbn-13: 9780307476302 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Audio CD , Mass Market Paperback , Others , eBook , Library Binding

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Travel

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Book Description
... The Christian Science Monitor, The Denver Post, The Kansas City Star, Los Angeles Times, New York, People, Rocky Mountain News, Time, The Village Voice, ...
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  • 5

    Bellissimo libro, estremamente tragico e angosciante che ti tiene attaccato fino all'ultima pagina con la speranza che qualcosa possa cambiare... e poi ti resta addosso quella sensazione di umidità e angoscia per giorni

    said on 

  • 5

    La lacrimuccia alla fine c'è stata. Questo libro è potente, riesce a trasmetterti angoscia e smarrimento già dalle prime righe. Se gli devo trovare un difetto, ma proprio se devo, mi hanno un po' infastidita i tremila "Ok" e "Non lo so"; ma i dialoghi così scarni sono giustificati dalla situazion ...continue

    La lacrimuccia alla fine c'è stata. Questo libro è potente, riesce a trasmetterti angoscia e smarrimento già dalle prime righe. Se gli devo trovare un difetto, ma proprio se devo, mi hanno un po' infastidita i tremila "Ok" e "Non lo so"; ma i dialoghi così scarni sono giustificati dalla situazione in cui si trovano i due protagonisti. Voto massimo per questo libro!

    said on 

  • 5

    angosciantemente bello!!

    tremendo e inesorabile nella sua descrizione di una umanità annientata da se stessa.
    abbastanza realistico nell'ipotetico svolgersi degli eventi e particolareggiato nelle descrizioni.
    superbo nella caratterizzazione del padre e del bambino, i cui dialoghi riescono ad esprimere meravigliosamente b ...continue

    tremendo e inesorabile nella sua descrizione di una umanità annientata da se stessa. abbastanza realistico nell'ipotetico svolgersi degli eventi e particolareggiato nelle descrizioni. superbo nella caratterizzazione del padre e del bambino, i cui dialoghi riescono ad esprimere meravigliosamente bene i sentimenti e le emozioni. nella disperazione di una vita che non è più vita, l'amore ( fra padre e figlio ) e la dignità di essere umano riscatta la immensa tristezza del romanzo e vince la scommessa col futuro. c'è ancora qualcosa da salvare, sembra dire. " noi portiamo il fuoco". assolutamente da leggere.

    said on 

  • 5

    Se la bravura di un narratore si misura nella capacità di farti vivere le scene che racconta allora McCarthy è un maestro. Ci si stacca a fatica da questo libro, ti avvince totalmente, fino a farti vibrare di terrore, perché pur non essendoci mostri, per quanto la sopravvivenza porti a tirare fuo ...continue

    Se la bravura di un narratore si misura nella capacità di farti vivere le scene che racconta allora McCarthy è un maestro. Ci si stacca a fatica da questo libro, ti avvince totalmente, fino a farti vibrare di terrore, perché pur non essendoci mostri, per quanto la sopravvivenza porti a tirare fuori la parte più crudele degli esseri umani, la vita dei due protagonisti è sempre appesa ad un filo sottilissimo. In un mondo post-apocalittico un padre e un figlio percorrono "la strada" con un carrello, dove accumulano tutto quello che riescono a trovare e che gli può tornare utile. Non si fermano mai troppo in un posto, accendono il fuoco solo dove non li possono vedere. I sensi sempre all'erta, non prestano fede a nessuno ed evitano il poco che resta del genere umano. Fanno i conti con le loro coscienze, con l'orrore del sopravvivere ad ogni costo, con quegli esseri scarnificati che arrivano a mangiarsi l'un l'altro; ed è nel loro rapporto e nella tenerezza che si mostrano, che trovano la forza di andare avanti, il calore per scaldarsi nell'inverno costante che li avvolge. A poco serve che si dirigano verso sud, il gelo non passa mai. E' un libro che fa riflettere e che ti fa immedesimare, chi leggendolo non ha pensato a se stesso e alla persona più cara che ha?

    said on 

  • 4

    La cenere del Paradiso

    Devi avere un talento immenso per far funzionare un libro in cui, diciamolo, non succede quasi nulla. E devi, soprattutto, avere un senso interiore, una vera bussola sentimentale, per descrivere la solennità delle cose nel loro esistere quotidiano senza lasciarti incastrare nella trappola ambigua ...continue

    Devi avere un talento immenso per far funzionare un libro in cui, diciamolo, non succede quasi nulla. E devi, soprattutto, avere un senso interiore, una vera bussola sentimentale, per descrivere la solennità delle cose nel loro esistere quotidiano senza lasciarti incastrare nella trappola ambigua dei simboli. McCarthy è essenziale come una roccia lavata, forse perché è consapevole che la Vita basta a se stessa: basta volerla guardarla in faccia. La Strada non indugia sulle ragioni della Catastrofe, perché non è l'Apocalisse, coi suoi effettacci speciali, la protagonista del libro. Le cause del disastro non contano:la FINE non è qui ed ora, ma nella stessa natura umana, posto che è l'uomo stesso a decidere se farsi Prometeo o Cannibale dell'anima. Si chiama libero arbitrio, e nasce dalla cenere del Paradiso che non è più. Attraverso una descrizione essenziale, senza indugi voyeuristici o splatter, dei guasti della fame, dell'abbandono e della malattia, la Strada si snoda, senza riposo, sotto i piedi di un uomo e del suo bambino. Il resto, prima e dopo, è il Tempo che torna ad avvolgersi su se stesso, come un tradimento oppure, una nuova Speranza.

    said on 

  • 5

    Più che un romanzo questo è un'esperienza da non perdere. Non riesco a racchiudere in una definizione la particolarità della storia e del modo in cui è narrata, ma posso dire che l'autore riesce a rendere alla perfezione ciò che vuole rendere, e il risultato è potente.

    said on 

  • 5

    Ho esitato a lungo, quando la mia libreria virtuale mi ha chiesto dove volessi inserire questo romanzo. La Strada di Cormac Mc Carthy infatti, si inserirebbe perfettamente nella fantascienza post apocalittica ma ho preferito definirlo un libro di narrativa, in quanto ciò che mi ha maggiormente co ...continue

    Ho esitato a lungo, quando la mia libreria virtuale mi ha chiesto dove volessi inserire questo romanzo. La Strada di Cormac Mc Carthy infatti, si inserirebbe perfettamente nella fantascienza post apocalittica ma ho preferito definirlo un libro di narrativa, in quanto ciò che mi ha maggiormente colpita è la metafora che ne ho letto. Un padre e un figlio viaggiano verso sud, verso un oceano, che forse solo può ancora dare ciò che la terra non è più in grado di offrire dopo un disastro definitivo che ha estinto ogni cosa. I due devono difendersi dagli altri, rari ma pericolosi superstiti, che la catastrofe ha degenerato fino al rendere cannibali ma il vero nemico è la natura che offesa e oltraggiata si vendica senza fare distinzione. La fame, la vulnerabilità di fronte agli elementi, il freddo, la stanchezza, la perdita dell’energia. Ho voluto leggere questa catastrofe come quella non dissimile, della caduta dei valori etici e morali, in cui molti genitori (non tutti) si trovano a combattere per far sì che i propri figli non li perdano, in un mondo che non li ha più. La Strada è un bellissimo esempio di come dovrebbe essere un vero rapporto padre figlio ( lo consiglio ad ogni padre). L’adulto della storia, (devo chiamarlo così perché Mc C. non fornisce nomi) non insegna, non giudica. Ascolta, non umilia quando il figlio sbaglia in condizioni che potrebbero risultare fatali, condivide, cura, rassicura, non racconta: (…) Le storie che raccontava erano sospette. Non poteva ricostruire il mondo perduto per compiacerlo senza trasmettergli anche il dolore della perdita, (…) Risponde, si confronta, ma soprattutto accoglie e stringe a sé il figlio per riscaldarlo e farlo addormentare. Quando finalmente si addormenta, Il padre guarda il figlio che dorme e teneramente gli parla: (…) "se non sei tu il verbo di Dio allora Dio non ha mai parlato".(…) . Questo padre Ama. (…)Hai tutto il mio cuore. Da sempre. Tu sei il migliore fra i buoni. (…) L’amore ricevuto, è l’educazione, l’insegnamento che il figlio riceve, perché nonostante la situazione non lo consenta, il bambino sviluppa la sola capacità che per il padre abbia un senso: in un mondo disumano non perdere l’umanità e conserva il fuoco. (…)Devi portare il fuoco. Non so come si fa. Sì che lo sai(…) E dove sta? Io non lo so dove sta. Sì che lo sai. E’ dentro di te. Da sempre. Io lo vedo. (…) Della scrittura di MC Carthy che posso dire? Dura, essenziale, maschia, contundente. Arriva come un fendente dove vuole arrivare, alla pancia o al cuore e quando non lacera rimane comunque addosso. Mc C. chiama il lettore a completare le frasi che non scrive e la magia avviene perché si vedono i tremiti della voce, il respiro affannoso, il volto affranto, i luccichii deli sguardi e i battiti del cuore. King avrebbe sviluppato questo romanzo con almeno 1000 pagine, a Mc Carthy. ne sono state sufficienti 200. Non descrive, non ci spiega cosa abbia scatenato la catastrofe, ce ne dà appena un cenno in un flesh back di poche righe, non ci spiega il quando e il perché , i dialoghi sono secchi, privi di avverbi ed aggettivazioni, eppure contengono tutto, ma proprio tutto ciò che serve a scavare l’anima.

    La Strada di Cormac Mc Carthy

    said on 

  • 3

    tre stelline e mezzo

    È sicuramente un bel libro ma tutto quel grigio, quel senso di perdita e quella distruzione, mi hanno rattristata moltissimo facendomi provare molta pena per i protagonisti.

    said on 

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