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The Road

By Cormac McCarthy

(92)

| Paperback | 9780307476302

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Book Description

... The Christian Science Monitor, The Denver Post, The Kansas City Star, Los
Angeles Times, New York, People, Rocky Mountain News, Time, The Village Voice,
...

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  • 1 person finds this helpful

    "Ci dimentichiamo le cose che vorremmo ricordare e ricordiamo quelle che vorremmo dimenticare"

    "L'ultimo esemplare di una data cosa si porta con sè la categoria. Spegne la luce e scompare. Guardati intorno. Mai è un sacco di tempo. Ma il bambino ...(continue)

    "Ci dimentichiamo le cose che vorremmo ricordare e ricordiamo quelle che vorremmo dimenticare"

    "L'ultimo esemplare di una data cosa si porta con sè la categoria. Spegne la luce e scompare. Guardati intorno. Mai è un sacco di tempo. Ma il bambino la sapeva lunga e sapeva che mai è l'assenza di qualsiasi tempo"

    "Nessuna lista di cose da fare. Ogni giornata sufficiente a se stessa. Ogni ora. Non c'è un dopo. Il dopo è già qui. Tutte le cose pieni di grazia e bellezza che ci portiamo nel cuore hanno un'origine comune nel dolore. Nascono dal cordoglio e dalle ceneri. Ecco, sussurrò al bambino addormentato. Io ho te."

    "Tutto questo come un rituale antico. Così sia. Evoca le forme. Quando non ti resta nient'altro imbastisci cerimoniali sul nulla e soffiaci sopra."

    "Ciò che si altera ricordando ha comunque una sua realtà, che la si conosca o meno"

    "La gente si prepara sempre al domani. A me sembrava assurdo. Il domani non si stava certo preparando per loro. Non sapeva neppure che esistessero"

    "-Ma chi lo troverà se si è perso? Chi lo troverà quel bambino?
    -Lo troverà la bontà. E' sempre stato così. E lo sarà ancora."

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    Babydreams said on Jul 20, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Asciutto. Il freddo dei paesaggi desolati entra nelle ossa, la suggestione scaraventa nel buio più totale.
    Sotto una coltre di angoscia e morte, scorre un fiume di emozioni riconoscibili che travolgono come un fiume in piena.
    Molto bello.

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    Maliviò said on Jul 18, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    We're the good guys. Yes. And we're carrying the fire

    Portare il fuoco, una speranza di vita migliore è la sfida che quotidianamente un padre e un figlio bambino, ma cresciuto
    rapidamente, combattono in un mondo devastato e desertificato da un non specificato cataclisma, che l'autore evita di
    spiegare ...(continue)

    Portare il fuoco, una speranza di vita migliore è la sfida che quotidianamente un padre e un figlio bambino, ma cresciuto
    rapidamente, combattono in un mondo devastato e desertificato da un non specificato cataclisma, che l'autore evita di
    spiegare, lasciandoci vagare insieme ai protagonisti nelle infinite possibili devastazioni del nostro pianeta.
    I due sanno che la scelta di continuare a essere "i buoni", non abbandonarsi al cannibalismo e alla rapina del prossimo, è
    la più dura da compiere, perchè li espone ad ogni privazione e alla scelta di non regredire in maniera definitiva e
    irreparabile.
    L'autore sa trasmettere attraverso una narrativa veloce e accattivamente tutta l'angoscia per il continuo rischio che i
    due corrono, la malinconia per una serenità passata e ormai intrappolata nei flashback del padre, l'affetto con cui i due
    cercano di mantenere la speranza per un luogo migliore dove ritrovare una comunità umana con cui ricominciare a vivere.

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    Giovanni Pie said on Jul 15, 2014 | Add your feedback

  • 10 people find this helpful


    Se vuoi bene a una persona hai anche paura di perderla. Più forte è l'amore che provi, maggiore è il terrore che venga a mancarti. Sono due sentimenti che vanno di pari passo.

    L'amore per suo figlio ha spinto McCarthy a immaginare una situazione at ...(continue)


    Se vuoi bene a una persona hai anche paura di perderla. Più forte è l'amore che provi, maggiore è il terrore che venga a mancarti. Sono due sentimenti che vanno di pari passo.

    L'amore per suo figlio ha spinto McCarthy a immaginare una situazione atroce, di un padre che sopravvive per difendere il figlio dalla minaccia di morte.

    La strada su cui avanzano è il percorso che li separa dalla fine, è la vita che attraversiamo tutti ma che qui è ridotta all'osso, anzi è quasi diafana, se è l'inferno quello che a volte si vede in trasparenza.

    Anche il libro è ridotto all'essenziale. Dialoghi e paesaggio. Non c'è nient'altro, niente storia, né antefatto, né località, niente date, nessun riferimento concreto. Solo scarne conversazioni - domande dirette e risposte prevedibili -

    Tu cosa faresti se io morissi?
    Se tu morissi vorrei morire anch'io.
    Per poter stare con me?
    Sì. Per poter stare con te.
    Ok.

    e una strada desolata, che attraversa una natura moribonda sotto un cielo livido.

    Dal libro è nato un film, che in Italia ha faticato a trovare un distributore perché giudicato “deprimente”. E io non posso certo negare che l'argomento lo sia, però McCarthy non è andato fino in fondo, si è fatto e ha voluto farci coraggio, perché anche in mezzo a tutto quello squallore, non si può non notare il cuore enorme di quel bambino, la sua fiduciosa ostinata e rassicurante ricerca dei buoni.

    Una versione più attendibile dell'esistenza sarebbe stata più o meno così:

    Labirinto (Jorge Luis Borges)

    Mai ci sarà una porta. Tu sei dentro
    e la fortezza è pari all’universo
    dove non è diritto né rovescio
    né muro esterno né segreto centro.
    Non sperare che l’aspro tuo cammino
    che ciecamente si biforca in due,
    che ciecamente si biforca in due,
    abbia fine. È di ferro il tuo destino,
    così il giudice. Non attender l’urto
    del toro umano la cui strana forma
    plurima colma d’orrore il groviglio
    dell’infinita pietra che s’intreccia.
    Non esiste. Non aspettarti nulla.
    Neanche nel nero annottare la fiera.

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    Melinda said on Jul 6, 2014 | 6 feedbacks

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