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The Road

By Cormac McCarthy

(93)

| Paperback | 9780307476302

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Book Description

... The Christian Science Monitor, The Denver Post, The Kansas City Star, Los
Angeles Times, New York, People, Rocky Mountain News, Time, The Village Voice,
...

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  • 1 person finds this helpful

    Più che un romanzo questo è un'esperienza da non perdere. Non riesco a racchiudere in una definizione la particolarità della storia e del modo in cui è narrata, ma posso dire che l'autore riesce a rendere alla perfezione ciò che vuole rendere, e il r ...(continue)

    Più che un romanzo questo è un'esperienza da non perdere. Non riesco a racchiudere in una definizione la particolarità della storia e del modo in cui è narrata, ma posso dire che l'autore riesce a rendere alla perfezione ciò che vuole rendere, e il risultato è potente.

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    Graziagiro said on Sep 29, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ho esitato a lungo, quando la mia libreria virtuale mi ha chiesto dove volessi inserire questo romanzo. La Strada di Cormac Mc Carthy infatti, si inserirebbe perfettamente nella fantascienza post apocalittica ma ho preferito definirlo un libro di nar ...(continue)

    Ho esitato a lungo, quando la mia libreria virtuale mi ha chiesto dove volessi inserire questo romanzo. La Strada di Cormac Mc Carthy infatti, si inserirebbe perfettamente nella fantascienza post apocalittica ma ho preferito definirlo un libro di narrativa, in quanto ciò che mi ha maggiormente colpita è la metafora che ne ho letto. Un padre e un figlio viaggiano verso sud, verso un oceano, che forse solo può ancora dare ciò che la terra non è più in grado di offrire dopo un disastro definitivo che ha estinto ogni cosa. I due devono difendersi dagli altri, rari ma pericolosi superstiti, che la catastrofe ha degenerato fino al rendere cannibali ma il vero nemico è la natura che offesa e oltraggiata si vendica senza fare distinzione. La fame, la vulnerabilità di fronte agli elementi, il freddo, la stanchezza, la perdita dell’energia.
    Ho voluto leggere questa catastrofe come quella non dissimile, della caduta dei valori etici e morali, in cui molti genitori (non tutti) si trovano a combattere per far sì che i propri figli non li perdano, in un mondo che non li ha più.
    La Strada è un bellissimo esempio di come dovrebbe essere un vero rapporto padre figlio ( lo consiglio ad ogni padre).
    L’adulto della storia, (devo chiamarlo così perché Mc C. non fornisce nomi) non insegna, non giudica. Ascolta, non umilia quando il figlio sbaglia in condizioni che potrebbero risultare fatali, condivide, cura, rassicura, non racconta: (…) Le storie che raccontava erano sospette. Non poteva ricostruire il mondo perduto per compiacerlo senza trasmettergli anche il dolore della perdita, (…)
    Risponde, si confronta, ma soprattutto accoglie e stringe a sé il figlio per riscaldarlo e farlo addormentare. Quando finalmente si addormenta, Il padre guarda il figlio che dorme e teneramente gli parla: (…) "se non sei tu il verbo di Dio allora Dio non ha mai parlato".(…) . Questo padre Ama.
    (…)Hai tutto il mio cuore. Da sempre. Tu sei il migliore fra i buoni. (…)
    L’amore ricevuto, è l’educazione, l’insegnamento che il figlio riceve, perché nonostante la situazione non lo consenta, il bambino sviluppa la sola capacità che per il padre abbia un senso: in un mondo disumano non perdere l’umanità e conserva il fuoco.
    (…)Devi portare il fuoco. Non so come si fa. Sì che lo sai(…) E dove sta? Io non lo so dove sta. Sì che lo sai. E’ dentro di te. Da sempre. Io lo vedo. (…)
    Della scrittura di MC Carthy che posso dire? Dura, essenziale, maschia, contundente. Arriva come un fendente dove vuole arrivare, alla pancia o al cuore e quando non lacera rimane comunque addosso. Mc C. chiama il lettore a completare le frasi che non scrive e la magia avviene perché si vedono i tremiti della voce, il respiro affannoso, il volto affranto, i luccichii deli sguardi e i battiti del cuore.
    King avrebbe sviluppato questo romanzo con almeno 1000 pagine, a Mc Carthy. ne sono state sufficienti 200.
    Non descrive, non ci spiega cosa abbia scatenato la catastrofe, ce ne dà appena un cenno in un flesh back di poche righe, non ci spiega il quando e il perché , i dialoghi sono secchi, privi di avverbi ed aggettivazioni, eppure contengono tutto, ma proprio tutto ciò che serve a scavare l’anima.

    La Strada di Cormac Mc Carthy

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    Wonderely said on Sep 26, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    tre stelline e mezzo

    È sicuramente un bel libro ma tutto quel grigio, quel senso di perdita e quella distruzione, mi hanno rattristata moltissimo facendomi provare molta pena per i protagonisti.

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    Peste Noire said on Sep 24, 2014 | Add your feedback

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    Quei libri che...

    Emozionano.
    Ti fanno chiedere come ha fatto a scriverlo.
    Ti fanno invidiare visceralmente chi scrive per quanto è bravo e preoccupare per la profonda tristezza che tira fuori.
    Ti impediscono di fare qualsiasi altra cosa finché non te li sei bevuti fi ...(continue)

    Emozionano.
    Ti fanno chiedere come ha fatto a scriverlo.
    Ti fanno invidiare visceralmente chi scrive per quanto è bravo e preoccupare per la profonda tristezza che tira fuori.
    Ti impediscono di fare qualsiasi altra cosa finché non te li sei bevuti fino all'ultima goccia.

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    Danilibera said on Sep 21, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Apocalittico, nero, ma forse l'umanità non arriverà a vedere un mondo di cenere, forse rinsavirà prima.

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    Trenette65 said on Sep 20, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    generatore di emozioni

    Ho finito di leggere questo libro da più di un mese, ma finora non ero riuscita a mettere giù le solite 4 righe di recensioni perché l'"ho ancora in pancia". Non è un libro facile: io poi mi ci sono avventurata senza precauzioni, non avevo letto la t ...(continue)

    Ho finito di leggere questo libro da più di un mese, ma finora non ero riuscita a mettere giù le solite 4 righe di recensioni perché l'"ho ancora in pancia". Non è un libro facile: io poi mi ci sono avventurata senza precauzioni, non avevo letto la trama o altre recensioni per cui non sapevo cosa aspettarmi e l'approccio iniziale è stato del tipo "ma che me sto a leggere?". Già categorizzare il romanzo è complicato: non è nè un romanzo di fantascienza, nè di fantasia, lo si può definire "distopico" ma per me è una definizione che gli sta molto stretta.
    Effettivamente la domanda "ma che me sto a leggere?" l'ho portata fino alla fine del libro, ma sempre con più consapevolezza di trovarmi tra le mani un piccolo capolavoro: un 200 pagine che generano le più diverse emozioni. Angoscia, tristezza, speranza, forza di vivere, coraggio, disperazione... Ogni pagina, ogni passo dell'Uomo lascia il segno perché mentre lo leggi senti gli odori, vedi ciò che vede il protagonista, provi la paura, l'angoscia, il terrore di un padre e un figlio dispersi in un mondo ostile, apocalittico e violento.

    Ho letto questo romanzo prima e nel mentre di qualche giorno di vacanza e mi sono portata dietro/dentro il grigio, il freddo, quel "gelido e sterile deserto" mentre ero in montagna per una passeggiata nel verde e davanti al frusciare del mare della Puglia, blu e pieno di pesciolini sotto il sole "rovente" di agosto. Oltre a questo io vivo in Umbria in una zona in cui si è immersi nel verde della natura e probabilmente per questo l'ho vissuto in maniera forte perché pensare di essere privati dei colori, degli odori e del calore proprio del "mondo" (della natura) fa veramente paura.

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    StellaCara said on Sep 7, 2014 | Add your feedback

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