The Rotters' Club

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Publisher: Penguin Books Ltd

4.0
(5700)

Language: English | Number of Pages: 416 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , French , Finnish , Czech , Spanish

Isbn-10: 014029466X | Isbn-13: 9780140294668 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , eBook , Audio Cassette , Audio CD , Library Binding , Mass Market Paperback

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Book Description
Jonathan Coe's new novel is set in the 1970s against a distant backdrop of strikes, terrorist attacks and growing racial tension. A group of young friends inherit the editorship of their school magazine and begin to put their own distinctive spin on to events in the wider world. A zestful comedy of personal and social upheaval, The Rotters' Club captures a fateful moment in British politics - the collapse of 'Old Labour' - and imagines its impact on the topsy-turvy world of the bemused teenager: a world in which a lost pair of swimming trunks can be just as devastating as an IRA bomb.
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  • 4

    'sì, di giorni belli ce n'erano stati, e tanti e neanche troppo tempo prima, giorni in cui aveva creduto nella vittoria; e adesso gli anni settanta erano quasi finiti e lui era invecchiato con loro e ...continue

    'sì, di giorni belli ce n'erano stati, e tanti e neanche troppo tempo prima, giorni in cui aveva creduto nella vittoria; e adesso gli anni settanta erano quasi finiti e lui era invecchiato con loro e sapeva bene che quei giorni non sarebbero tornati mai più, proprio come non sarebbero tornati i giorni del piacere caldo e segreto che aveva goduto insieme a miriam newman, proprio come miriam newman non sarebbe mai più tornata dalla morte.'

    per metà libro ho creduto di avere per le mani un cinque stellette, un grande romanzo corale di formazione (che cosa difficile!) con quattro ragazzi diversi immersi nei seventies delle lotte sindacali, del punk, dell'ira e con i loro genitori piccolo borghesi alle prese con le loro miserie. poi coe spezzetta volutamente più volte la linea temporale e narrativa, ma soprattutto ne perde tre per strada per concentrarsi sul solo benjamin (perchè?) fino a giungere al suo pippotto finale di flusso di coscienza lungo trenta e rotte pagine. e lasciandomi interrogativo e irrisolto.

    said on 

  • 3

    PRIMA PARTE 3,5

    Bel romanzo, con personaggi ben costruiti e ambientazione interessante (anni '70 a Birmingham): Ira, lotta operai, amori, scuola. Si resta un po' sospesi nel finale, il romanzo successivo dovrebbe str ...continue

    Bel romanzo, con personaggi ben costruiti e ambientazione interessante (anni '70 a Birmingham): Ira, lotta operai, amori, scuola. Si resta un po' sospesi nel finale, il romanzo successivo dovrebbe stringere i fili della narrazione (Circolo Chiuso), prossimamente lo leggerò.

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  • 3

    Ingredienti: quattro teenager inglesi alle prese con scuola, musica e ragazze, inseriti in famiglie alle prese con lavoro, scioperi e scappatelle, inseriti in uno stato alle prese con crisi, attentati ...continue

    Ingredienti: quattro teenager inglesi alle prese con scuola, musica e ragazze, inseriti in famiglie alle prese con lavoro, scioperi e scappatelle, inseriti in uno stato alle prese con crisi, attentati e trasformazioni sociali.
    Consigliato: a chi vuol assaggiare atmosfere tipiche dell’età giovanile (paure, speranze, distrazioni e interessi), a chi vuol respirare suoni ed emozioni tipiche dell’Inghilterra anni ’70.

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  • 2

    Deludente

    Jonathan Coe è il primo scrittore inglese in cui m’imbatto assolutamente privo di senso dell’umorismo. Né si può dire che gli scappi un filo d’ironia neppure per sbaglio. La sua scrittura è peraltro a ...continue

    Jonathan Coe è il primo scrittore inglese in cui m’imbatto assolutamente privo di senso dell’umorismo. Né si può dire che gli scappi un filo d’ironia neppure per sbaglio. La sua scrittura è peraltro asciutta, piatta, non vi sono guizzi, zero originalità.
    La trama è pasticciata, tante le storie (fortunatamente i capitoli sono brevi), troppi i personaggi, descritti senza alcun tipo di approfondimento psicologico, per cui si fa fatica a immedesimarsi e a star dietro ai loro pensieri, obiettivi e azioni. Le uniche storie trattata in maniera lievemente più empatica e interessante sono quella della relazione tra Bill e Miriam e quella delle vacanze in Danimarca della famiglia Trotter. Interessanti gli intermezzi storico-politici inglesi degli anni Settanta, che s’intrecciano alle vite dei protagonisti (IRA, Thatcher, lotte sindacali). In generale, comunque, ho trovato questo libro di una noia mortale e ho fatto una gran fatica a terminarlo.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    La banda dei brocchi

    Non avevo mai letto niente di Jonathan Coe. A poche ore dal termine della lettura, devo assolutamente recitare il mea culpa: aver tralasciato per troppo tempo un autore così valido ed originale è sicu ...continue

    Non avevo mai letto niente di Jonathan Coe. A poche ore dal termine della lettura, devo assolutamente recitare il mea culpa: aver tralasciato per troppo tempo un autore così valido ed originale è sicuramente una mia gravissima mancanza.
    “La banda dei brocchi” è un libro davvero notevole, destinato a rimanere nella memoria. Le vicende Benjamin Trotter e del suo nutrito gruppo di amici, che trascorrono il periodo dell’adolescenza nel liceo King William di Birmingham, vengono narrate con uno stile meraviglioso, in cui ironia e nostalgia si fondono alla perfezione.
    Siamo negli anni settanta e la Storia (con la S maiuscola), che emerge prepotentemente sullo sfondo, contamina e condiziona ad ogni singolo passo le vicende dei protagonisti, segnando profondamente le loro esistenze. Gli attentati dinamitardi dell'IRA, le aspre e sanguinose lotte sindacali, l’azione dei governi laburisti che hanno preceduto la “lady di ferro” Margaret Thatcher e la musica, contraddistinta dall’avvento del punk, formano la cornice entro cui Trotter ed i suoi amici Chase, Anderton e Harding si muovono con cadenza a volte decisa, a volte titubante.
    L’ambientazione e la contestualizzazione storica delle vicende è davvero ben riuscita. I personaggi sono numerosi, ma non è per niente difficile ricordarli tutti visto che Coe li suddivide per nuclei familiari, dei quali è abilissimo a tratteggiare ed approfondire sentimenti e abitudini, con una ricorrente e piacevole nota humor.
    Coe non cerca “il colpo ad effetto”, tutt’altro. Predilige senz’altro la riflessione, concentrandosi sulla descrizione di una realtà quotidiana, tranquilla ed ordinaria, ma segnata da eventi che possono ricorrere in ogni personale esperienza.
    La nostalgia, alla fine, sembra prevalere su qualsiasi intento critico, lasciandoci un romanzo godibile e sincero, che rappresenta un vero e proprio spaccato della Gran Bretagna degli anni settanta.
    Le vicende di Benjiamin & C. proseguono in “Circolo chiuso”.

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  • 4

    Imperdibile

    Senza perdersi in inutili parole... dico solo che è imperdibile. molto bello. da leggere poi subito (o quasi) il seguito: Il circolo chiuso

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  • 3

    Troppe porte aperte

    Il libro narra le vicende di quattro amici del liceo nell’Inghilterra degli anni ‘70. Le vicende liceali dei primi amori e dello studio si intrecciano con le storie degli adulti, tra attentati dell’IR ...continue

    Il libro narra le vicende di quattro amici del liceo nell’Inghilterra degli anni ‘70. Le vicende liceali dei primi amori e dello studio si intrecciano con le storie degli adulti, tra attentati dell’IRA, sofferte vicende sindacali e altrettanto sofferti amori proibiti.
    Il libro è scritto bene, si legge senza troppe difficoltà, ma… ma manca qualcosa, forse un po’ di humor in più non sarebbe guastato (una stellina in meno). La seconda stellina in meno è perché lascia aperte troppe storie: il libro è il primo di una serie, e i serial mi danno un certo fastidio.

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  • 5

    l'Inghilterra degli anni Settanta

    Alcuni giovani amici, che frequentano la stessa scuola, attraversano, pieni di grandi speranze, gli anni Settanta. Amore, musica, cultura, studio, amicizia, e soprattutto speranze: la vita. Ma negli a ...continue

    Alcuni giovani amici, che frequentano la stessa scuola, attraversano, pieni di grandi speranze, gli anni Settanta. Amore, musica, cultura, studio, amicizia, e soprattutto speranze: la vita. Ma negli anni Ottanta, quando gli amici affrontano il futuro, ciascuno per proprio conto, al governo sale la Tatcher, e tutti i sogni degli anni Settanta si infrangono contro la logica del potere. Arrivano i durissimi anni Ottanta, per i quali si deve rimandare alla Famiglia Winshaw. Il libro è molto bello. Non c'è un racconto unico. Le vicende sono tante e si intrecciano fra loro. Ma il modo di raccontare è formidabile e fa sentire e vivere il lettore in quelle realtà ricche di speranze.

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  • 3

    La banda dei brocchi

    Il mio primo libro di Jonathan Coe, il primo ma non ultimo. Ammetto che l'ho iniziato in maniera prevenuta perché ho letto alcuni commenti non molto soddisfatti, poi mi sono ricreduta e ritengo che s ...continue

    Il mio primo libro di Jonathan Coe, il primo ma non ultimo. Ammetto che l'ho iniziato in maniera prevenuta perché ho letto alcuni commenti non molto soddisfatti, poi mi sono ricreduta e ritengo che sia una lettura piacevole con un tocco di divertimento grazie alle goliardiche imprese di Harding. Leggerò anche il seguito perché sono curiosa di conoscere l'evoluzione dei personaggi nell'età adulta.

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