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The Rotters' Club

By Jonathan Coe

(190)

| Paperback | 9780140294668

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Book Description

Jonathan Coe's new novel is set in the 1970s against a distant backdrop of strikes, terrorist attacks and growing racial tension. A group of young friends inherit the editorship of their school magazine and begin to put their own distinctive spin on Continue

Jonathan Coe's new novel is set in the 1970s against a distant backdrop of strikes, terrorist attacks and growing racial tension. A group of young friends inherit the editorship of their school magazine and begin to put their own distinctive spin on to events in the wider world. A zestful comedy of personal and social upheaval, The Rotters' Club captures a fateful moment in British politics - the collapse of 'Old Labour' - and imagines its impact on the topsy-turvy world of the bemused teenager: a world in which a lost pair of swimming trunks can be just as devastating as an IRA bomb.

604 Reviews

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  • 2 people find this helpful

    Pensaci. Un mondo senza i cellulari, MTV, la Playstation, nemmeno il fax! Un mondo che non ha mai sentito parlare della principessa Diana o di Tony Blair, non ha mai pensato neanche per un attimo di andare a combattere in Kosovo o in Iraq. A quei ...(continue)

    Pensaci. Un mondo senza i cellulari, MTV, la Playstation, nemmeno il fax! Un mondo che non ha mai sentito parlare della principessa Diana o di Tony Blair, non ha mai pensato neanche per un attimo di andare a combattere in Kosovo o in Iraq. A quei tempi in tv c’erano soltanto tre canali, Patrick. Tre! E i sindacati erano tanto potenti che se volevano potevano bloccarne uno per una serata intera. A volte la gente doveva anche fare a meno dell’elettricità. Immagina!

    Le premesse c'erano tutte affinchè questo libro mi piacesse ma qualcosa non è andato per il verso giusto, non so forse non era il momento, forse mi aspettavo troppo visto l'entusiasmo di chi lo ha già letto ma se è vero che in alcun passaggi mi è piaciuto, in alcuni mi ha toccato profondamente, in alcuni mi ha divertita, in altri (troppi) mi ha terribilmente annoiata. Il fatto che ci abbia messo così tanto a leggerlo è indicativo, è anche vero che ho avuto tante cose da fare e poco tempo libero ma se mi avesse preso quanto speravo avrei rubato il tempo ad altro o ore al sonno. Peccato.....

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    CriSting said on Oct 13, 2014 | 2 feedbacks

  • 6 people find this helpful

    Potrebbe persino sembrare, stando al titolo, un libro che parli dell'Inter di Mazzarri scesa in campo nelle ultime due giornate di campionato contro Cagliari e Fiorentina. Ma il calcio non c'entra neanche di striscio in questo libro di Jonathan "Entr ...(continue)

    Potrebbe persino sembrare, stando al titolo, un libro che parli dell'Inter di Mazzarri scesa in campo nelle ultime due giornate di campionato contro Cagliari e Fiorentina. Ma il calcio non c'entra neanche di striscio in questo libro di Jonathan "Entralacement" Coe. Lessi la prima volta "La banda" una decina d'anni fa'; e in quel frangente mi piacque abbastanza. 
    Riletto in modo del tutto fortuito in questo inizio ottobre (me lo sono ritrovato tra le mani mentre cercavo un altro libro, di Max Brooks) ha palesato tutti i suoi limiti. Se un classico, come diceva Calvino, è un libro di cui ogni rilettura è una lettura di scoperta come la prima, "La banda dei brocchi" non è un classico.
    È un libro carino che racconta in modo carino l'Inghilterra degli anni Settanta, intrecciando le storie di diversi personaggi secondo una tecnica narrativa che definirei "ariostesca": vale a dire l'entrelacement di cui sopra.
    Il punto è che, al di là del gradevole effetto prodotto dai cambi di prospettiva frequenti in tale tecnica, il romanzo carino di Coe, come tutte le cose solo carine, ha poco altro o nulla da offrire. 
    La cornice che apre e chiude il racconto è inutile e goffa. Il finale  più zuccheroso dei caffè che amava bere mio nonno (quattro cucchiaini pieni). La politica affrontata con una profondità degna di Leggo o Metro.
    Mi sono invece ri-piaciute le pagine dedicate ad Harding, i suoi anarchici ed estremi scherzi; la cura e la malinconia con cui Coe racconta l'avvento del punk a spese di altri generi musicali più sofisticati che andavano negli anni Settanta; la ricostruzione di qualche interno familiare, con tanto di cena inglese e tv inglese.
    All'epoca lessi pure il seguito di questo romanzo, "Circolo chiuso", che ho dimenticato completamente e che non ho la minima intenzione di rileggere: mi direi quasi disposto ad offrire un caffè a chi me ne indichi o faccia pervenire una sintetica trama, così da togliermi la (comunque assai contenuta) curiosità di sapere cosa ne è stato poi di Benjamin, di Doug, di Philip, di Harding e degli altri.

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    Io sono leggenda said on Oct 11, 2014 | 7 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    La Gran Bretagna degli anni '70, con le lotte operaie, i rigurgiti nazionalisti, il terrorismo dell'IRA, il progressive rock e gli albori del punk, narrata attraverso le vite degli alunnni di un prestigioso liceo di Birmingham e quelle dei loro famig ...(continue)

    La Gran Bretagna degli anni '70, con le lotte operaie, i rigurgiti nazionalisti, il terrorismo dell'IRA, il progressive rock e gli albori del punk, narrata attraverso le vite degli alunnni di un prestigioso liceo di Birmingham e quelle dei loro famigliari.
    Apprezzabile e ben delineato, sa coinvolgere e affezionare il lettore ai protagonisti, tantoché oggi ho comprato il libro che ne costituisce il seguito.

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    aisha said on Sep 23, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Sarà lui troppo dispersivo o io ad averlo affrontato distratta... ma proprio non mi prende. Mi avvalgo del diritto di abbandono.

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    Pollapollina said on Sep 21, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Nostalgico

    Bravo e ancora bravo mio caro Jonathan. Non è facile mettere mano agli anni '70 del proprio paese senza essere patetici o, peggio, nostalgici. Belle storie incrociate, sovrapposte, parallele...un'umanità che non sarà facile dimenticare. E ben venga p ...(continue)

    Bravo e ancora bravo mio caro Jonathan. Non è facile mettere mano agli anni '70 del proprio paese senza essere patetici o, peggio, nostalgici. Belle storie incrociate, sovrapposte, parallele...un'umanità che non sarà facile dimenticare. E ben venga pure il finale troncato anche se, amando i finali aperti, a quelli lasciati in sospeso non ero ancora preparato.

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    Pierlues said on Sep 8, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Evidentemente in questo periodo non sono predisposta a continuare letture che non mi convincano nelle prime 50 pagine, dato che mi trovo al quarto libro abbandonato nel giro di due giorni. Mi dispiace per Coe, Auster, Palahniuk e altri compagni sulla ...(continue)

    Evidentemente in questo periodo non sono predisposta a continuare letture che non mi convincano nelle prime 50 pagine, dato che mi trovo al quarto libro abbandonato nel giro di due giorni. Mi dispiace per Coe, Auster, Palahniuk e altri compagni sulla scrivania, ma ci sono momenti in cui si cerca godibilità e sostanza al primo sguardo, qualcosa che ci somiglia e ci ricorda chi siamo.

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    the Passenger said on Aug 27, 2014 | Add your feedback

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