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The "Rotters' Club"

By Jonathan Coe

(6)

| Paperback | 9780141020495

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Book Description

Against a distant backdrop of strikes, terrorist attacks and growing racial tension, a group of young friends inherit the editorship of their school magazine and begin to put their own distinctive spin onto events in the wider world. A zestful comedy Continue

Against a distant backdrop of strikes, terrorist attacks and growing racial tension, a group of young friends inherit the editorship of their school magazine and begin to put their own distinctive spin onto events in the wider world. A zestful comedy of personal and social upheaval, THE ROTTERS' CLUB captures a fateful moment in British politics - the collapse of 'Old Labour' - and imagines its impact on the topsy-turvy world of the bemused teenager: a world in which a lost pair of swimming trunks can be just as devastating as an IRA bomb.

602 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Evidentemente in questo periodo non sono predisposta a continuare letture che non mi convincano nelle prime 50 pagine, dato che mi trovo al quarto libro abbandonato nel giro di due giorni. Mi dispiace per Coe, Auster, Palahniuk e altri compagni sulla ...(continue)

    Evidentemente in questo periodo non sono predisposta a continuare letture che non mi convincano nelle prime 50 pagine, dato che mi trovo al quarto libro abbandonato nel giro di due giorni. Mi dispiace per Coe, Auster, Palahniuk e altri compagni sulla scrivania, ma ci sono momenti in cui si cerca godibilità e sostanza al primo sguardo, qualcosa che ci somiglia e ci ricorda chi siamo.

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    the Passenger said on Aug 27, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    "Il tempo presente e il tempo passato son forse presenti entrambi nel tempo futuro, e il tempo futuro è contenuto nel tempo passato"

    "Eppure ci sono momenti nella vita che varrebbe la pena spendere mondi interi per acquistarli, momenti così carichi, così densi di emozioni che in qualche modo diventano senza tempo..."
    Chi non ricorda in modo presente e forte quei "sei o sette" mome ...(continue)

    "Eppure ci sono momenti nella vita che varrebbe la pena spendere mondi interi per acquistarli, momenti così carichi, così densi di emozioni che in qualche modo diventano senza tempo..."
    Chi non ricorda in modo presente e forte quei "sei o sette" momenti nella vita (e a volte non sa nemmeno perchè) e non darebbe tutto per riviverli.

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    Zefiro said on Aug 23, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Come chiunque

    Primo romanzo che leggo di Coe, è riuscito a catturarmi senza adottare particolari tecniche di seduzione, lasciando fluire con naturalezza i protagonisti e le loro esperienze, dove la semplicità — grazie al cielo — ha regnato sovrana.
    Ragazzi come ta ...(continue)

    Primo romanzo che leggo di Coe, è riuscito a catturarmi senza adottare particolari tecniche di seduzione, lasciando fluire con naturalezza i protagonisti e le loro esperienze, dove la semplicità — grazie al cielo — ha regnato sovrana.
    Ragazzi come tanti (come chiunque di noi), con le loro speranze e incertezze, che tentano di dare un senso al futuro sapendo di arrancare ancora nel presente.

    La leggerezza usata dall’autore, anche negli squarci politici, riesce a rendere partecipi in modo vivo e si appropria di un appassionato distacco in grado di acquisire sostanza in ogni situazione.

    Il protagonista (Ben) della fine, quando si concede un soliloquio da primato per esprimere la gioia che prova, mi ha ricordato, nei modi, l’Holden di Salinger.
    Piaciuto.

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    byAx said on Aug 10, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    "Ma le storie non finiscono mai davvero, no? Non si può fare altro che scegliere un momento in cui farle finire. Uno fra tanti. E che bel momento hai trovato!"

    Ho comprato questo libro temendo che non l'avrei mai letto. Non so perché ma avevo la sensazione che potesse risultarmi pesante. L'ho appena finito e vorrei non averlo letto per poterlo rifare! Coe mi ha stregata. Spero non sia un caso, spero che anc ...(continue)

    Ho comprato questo libro temendo che non l'avrei mai letto. Non so perché ma avevo la sensazione che potesse risultarmi pesante. L'ho appena finito e vorrei non averlo letto per poterlo rifare! Coe mi ha stregata. Spero non sia un caso, spero che anche gli altri suoi libri siano così belli e scritti così bene perché allora potrò dire di adorarlo.
    Sa scrivere di cose importanti, di momenti cruciali della storia inglese e lo sa fare con un'ironia che ha dello spettacolare. Con la scusa di raccontarci la storia di un gruppo di adolescenti ricostruisce senza cadere nella pesantezza gli avvenimenti britannici più importanti degli anni 70: le lotte di classe, la musica punk, gli scioperi sindacali, gli attentati dell'Ira, l'ascesa della Thatcher. Lo fa a grandi linee certo, non ha pretese storiche, però lo sa fare, mi ha trascinata dentro le storie che racconta, mi ha coinvolto ed emozionato. Ora devo assolutamente procurarmi Circolo chiuso!

    "- Allora vieni con me, Patrick. Torniamo indietro. Indietro nel tempo, sino in fondo, sino all’inizio. Torniamo in un paese che forse non riconosceremo. L’Inghilterra del 1973.
    - Secondo te era proprio così diversa?
    - Completamente diversa, pensaci. Un mondo senza cellulari, MTV, la Playstation, nemmeno il fax! Un mondo che non ha mai sentito parlare della principessa Diana o di Tony Blair, non ha mai pensato neanche per una attimo di andare a combattere i Kosovo o in Iraq. A quei tempi in tv c’erano soltanto tre canali, Patrick. Tre! E i sindacati erano tanto potenti che se volevano potevano bloccarne uno per una serata intera. A volte la gente doveva anche fare a meno dell’elettricità. Immagina!"

    Eppure ci sono momenti nella vita che varrebbe la pena spendere mondi interi per acquistarli, momenti così carichi, così densi di emozioni che in qualche modo diventano senza tempo.

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    Mari said on Jul 24, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Forse non dovrei commentare un libro di quasi 400 pagine avendone lette solo 70. Ma devo dirlo: illeggibile. Troppi personaggi nelle prime pagine, flashback strani. Davvero duro da seguire... E per niente interessante, tutto sommato. L'unica cosa che ...(continue)

    Forse non dovrei commentare un libro di quasi 400 pagine avendone lette solo 70. Ma devo dirlo: illeggibile. Troppi personaggi nelle prime pagine, flashback strani. Davvero duro da seguire... E per niente interessante, tutto sommato. L'unica cosa che ho capito è la storia clandestina tra due personaggi. Per il resto un'accozzaglia di nomi, cognomi e band mai sentite

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    Ctrn said on Jul 3, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Apologia di Birmingham e degli anni ’70 nel Regno Unito? Erano gli anni delle bombe dell’IRA messe nei pub, e la gente moriva. Erano gli anni delle lotte sindacali che bloccavano l’Inghilterra, e la gente moriva … di fame. Erano gli anni dell’ascesa ...(continue)

    Apologia di Birmingham e degli anni ’70 nel Regno Unito? Erano gli anni delle bombe dell’IRA messe nei pub, e la gente moriva. Erano gli anni delle lotte sindacali che bloccavano l’Inghilterra, e la gente moriva … di fame. Erano gli anni dell’ascesa al potere di Margaret Thatcher, la Iron Maiden, e del conseguente pugno di ferro utilizzato su tutto e contro tutti (Isole Falkland, minatori Gallesi, sindacalisti inglesi) tranne che con i suoi cari amici (Pinochet).
    Allora, visto che il passato non è bello, il presente neanche, e il futuro è grigio, mi piace pensare a Benjamin Trotter e al suo sarcastico amico Doug Anderton, ormai quarantenni ed ex figli della working class (oggi no working class), disillusi e arrabbiati, disoccupati e annoiati, che assomigliano a questi due loschi figuri ( http://www.youtube.com/watch?v=-Njw0gYyVFQ ), anche pronti alla rissa, se serve, e che scrivono un disco punk, pur non essendo mai stati punk, insultando tutto e tutti.

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    Maxx said on Jun 16, 2014 | 2 feedbacks

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