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The Rotter's Club

By Jonathan Coe

(3)

| Audio Cassette | 9780754097211

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599 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Forse non dovrei commentare un libro di quasi 400 pagine avendone lette solo 70. Ma devo dirlo: illeggibile. Troppi personaggi nelle prime pagine, flashback strani. Davvero duro da seguire... E per niente interessante, tutto sommato. L'unica cosa che ...(continue)

    Forse non dovrei commentare un libro di quasi 400 pagine avendone lette solo 70. Ma devo dirlo: illeggibile. Troppi personaggi nelle prime pagine, flashback strani. Davvero duro da seguire... E per niente interessante, tutto sommato. L'unica cosa che ho capito è la storia clandestina tra due personaggi. Per il resto un'accozzaglia di nomi, cognomi e band mai sentite

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    Ctrn said on Jul 3, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Apologia di Birmingham e degli anni ’70 nel Regno Unito? Erano gli anni delle bombe dell’IRA messe nei pub, e la gente moriva. Erano gli anni delle lotte sindacali che bloccavano l’Inghilterra, e la gente moriva … di fame. Erano gli anni dell’ascesa ...(continue)

    Apologia di Birmingham e degli anni ’70 nel Regno Unito? Erano gli anni delle bombe dell’IRA messe nei pub, e la gente moriva. Erano gli anni delle lotte sindacali che bloccavano l’Inghilterra, e la gente moriva … di fame. Erano gli anni dell’ascesa al potere di Margaret Thatcher, la Iron Maiden, e del conseguente pugno di ferro utilizzato su tutto e contro tutti (Isole Falkland, minatori Gallesi, sindacalisti inglesi) tranne che con i suoi cari amici (Pinochet).
    Allora, visto che il passato non è bello, il presente neanche, e il futuro è grigio, mi piace pensare a Benjamin Trotter e al suo sarcastico amico Doug Anderton, ormai quarantenni ed ex figli della working class (oggi no working class), disillusi e arrabbiati, disoccupati e annoiati, che assomigliano a questi due loschi figuri ( http://www.youtube.com/watch?v=-Njw0gYyVFQ ), anche pronti alla rissa, se serve, e che scrivono un disco punk, pur non essendo mai stati punk, insultando tutto e tutti.

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    Maxx said on Jun 16, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Me ne avevano parlato bene ma ho fatto una gran fatica a finirlo.

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    Bugurù said on May 26, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    e 1/2

    Non mi ha entusiasmato. L'ho trovato frammentario e discontinuo ed anche un po' datato. Sarà che mi sento lontanissimo dagli anni '70 e questo libro non ha contribuito a ...riportarmi indietro, nonostante molti riferimenti musicali siano gli stessi, ...(continue)

    Non mi ha entusiasmato. L'ho trovato frammentario e discontinuo ed anche un po' datato. Sarà che mi sento lontanissimo dagli anni '70 e questo libro non ha contribuito a ...riportarmi indietro, nonostante molti riferimenti musicali siano gli stessi, anche se io e i protagonisti del libro abbiamo vissuto in mondi diversi e lontanissimi. E poi, in questo periodo, non sono ben disposto verso gli adolescenti: ma davvero è un'età così orribile?
    http://youtu.be/1KsAVZF8H2o

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    Mr.Gray-Bear said on May 21, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Di Coe avevo letto la famiglia Winshaw, capolavoro inarrivabile. Nella seconda di copertina viene proposta una proporzione secondo cui quel libro sta agli anni 80 come la banda dei brocchi sta agli anni 70. Non mi trovo per niente d'accordo, questo l ...(continue)

    Di Coe avevo letto la famiglia Winshaw, capolavoro inarrivabile. Nella seconda di copertina viene proposta una proporzione secondo cui quel libro sta agli anni 80 come la banda dei brocchi sta agli anni 70. Non mi trovo per niente d'accordo, questo libro è senza tempo e continua a rimanere di assoluta attualità. Coe riesce ad unire poesia e romanticismo a crudeltà e violenza (che nel romanzo si esplica in molti modi dal razzismo alla violenza fisica, verbale e comportamentale). Insomma ancora una volta una narrazione ispirata che merita di essere letta.

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    ignazio blanco said on May 6, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Caro vecchio Coe...

    si legge in un battibaleno (l'ho finito in tre giorni) perché è molto scorrevole, ed è divertentissimo (Dio quanto ho riso durante la descrizione della cena a casa del preside a cui Benjamin, nominato prefetto, partecipa!). Non è solo un libro umoris ...(continue)

    si legge in un battibaleno (l'ho finito in tre giorni) perché è molto scorrevole, ed è divertentissimo (Dio quanto ho riso durante la descrizione della cena a casa del preside a cui Benjamin, nominato prefetto, partecipa!). Non è solo un libro umoristico però, perché alle vicende scolastiche dei tre (quattro, se contiamo anche Harding di cui però si sa pochissimo) si aggiungono i "drammi" familiari e la Storia, quella vera, che coinvolge a diverso titolo i ragazzi (le bombe dell'Ira, le rivendicazioni sindacali e gli scioperi ad oltranza, il punk e le nuove tendenze musicali degli anni '70...).
    Pur mettendo tanta carne al fuoco però, le vicende storiche non sono molto approfondite (ne "La famiglia Winshaw" le digressioni erano molto più dettagliate), alcuni aspetti della narrazione non sono esplorati (che fine ha fatto Miriam?) e si ha la sensazione di avere tra le mani qualcosa di bello ma incompiuto. Forse perché il libro non vuole fare la cronostoria ma parla di adolescenti, quindi il focus deve rimanere su di loro, oppure perché, come dice Coe nei ringraziamenti, "La banda dei brocchi" ha un seguito (Coe quindi semina ora per raccogliere con il romanzo successivo).

    Il vero difetto che ho trovato però è nello schema narrativo, che riprende molto quello de "La famiglia Winshaw". Certo che se tutti i libri di Coe sono così, sono anche da scompisciarsi, ma un po' troppo simili tra loro....un po' di improvvisazione non guasterebbe!

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    zia Bibi said on Apr 28, 2014 | Add your feedback

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