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The Scarlet Letter

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Publisher: Penguin Classics

3.0
(1)

Language:English | Number of Pages: 224 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi traditional , Spanish , French , German , Italian , Korean , Chi simplified , Catalan , Danish , Slovenian , Norwegian , Polish

Isbn-10: 014062354X | Isbn-13: 9780140623543 | Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback , Others , Library Binding , Audio Cassette , Hardcover , Audio CD , School & Library Binding , Leather Bound , Unbound , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Book Description
Set in the harsh Puritan community of seventeenth-century Boston, this tale of an adulterous entanglement that results in an illegitimate birth reveals Nathaniel Hawthorne's concerns with the tension between the public and the private selves. Publicly disgraced and ostracized, Hester Prynne draws on her inner strength and certainty of spirit to emerge as the first true heroine of American fiction. Arthur Dimmesdale stands as a classic study of a seld divided; trapped by the rules of society, he suppresses his passion and disavows his lover, Hester, and their daughter, Pearl. As Nina Baym writes in her Introduction, The Scarlet Letter was not written as realistic, historical fiction, but as a "romance", a creation of the imagination that discloses the truth of the human heart.
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  • 5

    Un grande romanzo

    Pubblicato nel 1850, cioè nel cuore dell’età d’oro del romanzo, l’opera è un classico che porta benissimo il suo secolo e mezzo, anzi proprio la distanza temporale ce ne accresce le ...continue

    Pubblicato nel 1850, cioè nel cuore dell’età d’oro del romanzo, l’opera è un classico che porta benissimo il suo secolo e mezzo, anzi proprio la distanza temporale ce ne accresce le qualità: grandi personaggi, a cominciare dalla protagonista, Hesther Prynn, l’eroina che si trasforma nel corso della storia dalla donna esposta alla gogna in una metamorfosi che la vede giganteggiare per intensità e profondità di sentimenti. Ma tutta la vicenda si appoggia su un meccanismo tra i più forti dell’universo narrativo: il ribaltamento dei ruoli – l’adultera è innocente perché amava, mentre il marito paga alla fine con la morte solitaria una vita trascorsa nell’odio, nel desiderio di vendetta, nelle trame dell’ombra. Grande sequenza in apertura cui si contrappone il finale catartico, con la confessione pubblica ed espiatoria del pastore Dimmesdale, in una sorta di riconciliazione in articulo mortis con la donna che aveva pagato da sola la “colpa” dell’amore e con la figlia, la piccola Pearl che ne era stata la conseguenza. Chiaroscurale come ci si aspetta da un romanzo ottocentesco, il capolavoro di Hawthorne, senza esagerare nella cornice storica, ci lascia un ritratto della comunità puritana che ancora oggi ci intriga e ci inquieta – soprattutto perché ci fa meglio comprendere le origini profonde della società americana. Su tutto la genialità di quella grande lettera, la A, di volta in volta segno di infamia, ma alla fine segno del riscatto. Una lettura appassionante, una leggenda che dura ancora.

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