The Scarlet Letter

(Enriched Classics)

By

Publisher: Pocket

3.7
(6053)

Language: English | Number of Pages: 400 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) Chi traditional , Spanish , French , German , Italian , Korean , Chi simplified , Catalan , Danish , Slovenian , Norwegian , Polish

Isbn-10: 0743487567 | Isbn-13: 9780743487566 | Publish date: 

Also available as: Others , Library Binding , Audio Cassette , Paperback , Hardcover , Audio CD , School & Library Binding , Leather Bound , Unbound , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Book Description

ENDURING LITERATURE ILLUMINATED

BY PRACTICAL SCHOLARSHIP

Hawthorne's classic treatise on morality, judgment, and exile in Puritan America.

EACH ENRICHED CLASSIC EDITION INCLUDES:

• A concise introduction that gives readers important background information

• A chronology of the author's life and work

• A timeline of significant events that provides the book's historical context

• An outline of key themes and plot points to help readers form their own interpretations

• Detailed explanatory notes

• Critical analysis, including contemporary and modern perspectives on the work

• Discussion questions to promote lively classroom and book group interaction

• A list of recommended related books and films to broaden the reader's experience

Enriched Classics offer readers affordable editions of great works of literature enhanced by helpful notes and insightful commentary. The scholarship provided in Enriched Classics enables readers to appreciate, understand, and enjoy the world's finest books to their full potential.

SERIES EDITED BY CYNTHIA BRANTLEY JOHNSON

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  • 2

    Mi sono approcciata a questo classico perchè obiettivo di una challenge, altrimenti mai e poi mai l'avrei letto. E avrei fatto bene. Il libro è molto lento, la narrazione è fatta con un linguaggio arc ...continue

    Mi sono approcciata a questo classico perchè obiettivo di una challenge, altrimenti mai e poi mai l'avrei letto. E avrei fatto bene. Il libro è molto lento, la narrazione è fatta con un linguaggio arcaico difficile da seguire e soprattutto non coinvolge. I protagonisti sono essenzialmente quattro. Hester Prinne, l'adultera, che avrebbe dovuto essere la protagonista assoluta della vicenda e, invece, compare ben poco; Roger Chillingworth che avrebbe dovuto essere il personaggio cattivo, ma in realtà le sua azioni sono così "subdole" che non si intuisce affatto voglia fare del male. Terzo protagonista è il reverendo Arthur Dimmensdale. Costui è una figura patetica, timorosa, depressa e malata, che solo verso la fine del romanzo ricopre il ruolo che avrebbe dovuto avere sin dall'inizio. E infine Perla, la figlia del peccato; ragazzina strana e selvaggia, viziata e ribelle. La vicenda si svolge nel New England in una società bigotta e puritana. La cosa interessante del romanzo è infatti l'ambientazione storica, dove la società non ammette il peccato, e durante cui avrà inizio la caccia alle streghe.
    Hester, comunque, nonostante la società in cui vive, dimostra di essere una donna forte, capace di badare a se stessa e alla figlia, pur rimanendo ai margini della società, anzi facendosi da parte lei stessa, ma rendendosi praticamente essenziale per il suo villaggio. Avrei dato più risalto a questa figura di donna che invece viene messa in disparte dall'autore per dare spazio alla controparte maschile, non altrettanto forte, anzi personaggio che si sente schiacciato dai sensi di colpa, di una colpa che non riesce a confessare se non al termine del romanzo.
    E' stato faticoso, dunque, leggere questo romanzo soprattutto per la tipologia di linguaggio e per la trama che non mi ha coinvolto affatto.

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  • 2

    Mi sono approcciata a questo classico perchè obiettivo di una challenge, altrimenti mai e poi mai l'avrei letto. E avrei fatto bene. Il libro è molto lento, la narrazione è fatta con un linguaggio arc ...continue

    Mi sono approcciata a questo classico perchè obiettivo di una challenge, altrimenti mai e poi mai l'avrei letto. E avrei fatto bene. Il libro è molto lento, la narrazione è fatta con un linguaggio arcaico difficile da seguire e soprattutto non coinvolge. I protagonisti sono essenzialmente quattro. Hester Prinne, l'adultera, che avrebbe dovuto essere la protagonista assoluta della vicenda e, invece, compare ben poco; Roger Chillingworth che avrebbe dovuto essere il personaggio cattivo, ma in realtà le sua azioni sono così "subdole" che non si intuisce affatto voglia fare del male. Terzo protagonista è il reverendo Arthur Dimmensdale. Costui è una figura patetica, timorosa, depressa e malata, che solo verso la fine del romanzo ricopre il ruolo che avrebbe dovuto avere sin dall'inizio. E infine Perla, la figlia del peccato; ragazzina strana e selvaggia, viziata e ribelle. La vicenda si svolge nel New England in una società bigotta e puritana. La cosa interessante del romanzo è infatti l'ambientazione storica, dove la società non ammette il peccato, e durante cui avrà inizio la caccia alle streghe.
    Hester, comunque, nonostante la società in cui vive, dimostra di essere una donna forte, capace di badare a se stessa e alla figlia, pur rimanendo ai margini della società, anzi facendosi da parte lei stessa, ma rendendosi praticamente essenziale per il suo villaggio. Avrei dato più risalto a questa figura di donna che invece viene messa in disparte dall'autore per dare spazio alla controparte maschile, non altrettanto forte, anzi personaggio che si sente schiacciato dai sensi di colpa, di una colpa che non riesce a confessare se non al termine del romanzo.
    E' stato faticoso, dunque, leggere questo romanzo soprattutto per la tipologia di linguaggio e per la trama che non mi ha coinvolto affatto.

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  • 3

    In un quadrato buio illuminato debolmente dalla luce penetrante della luna, tra polvere e ragnatele, un uomo normale e solitario come se ne trovano ovunque siede comodamente dinanzi a una scrivania. N ...continue

    In un quadrato buio illuminato debolmente dalla luce penetrante della luna, tra polvere e ragnatele, un uomo normale e solitario come se ne trovano ovunque siede comodamente dinanzi a una scrivania. Non ho idea di quali pensieri gli passino per la testa, fatto sta che dopo aver posato carta e penna fissa intensamente un punto dinanzi a lui. A un lettore curioso, un'immagine di questo tipo, non può non di certo esercitare un fascino misterioso su questa figura imperscrutabile, fantasma della mente e dell'immaginazione che l'accompagna ovunque e in ogni ora, e soprattutto fra le ombre della notte, quando il chiarore freddo e luminoso di un astro, riflesso in una stanza familiare o rimandato da uno specchio sembra conferire una dimensione sconosciuta romanticamente romanzesca. Lo spettatore sconosciuto lo guarda con trepidante attesa per scorgerne le aspettative. Una mente talmente intorpidita dalla pesantezza di una storia realistica è confluita su pagine bianche che hanno brillato in variopinte descrizioni. Una lettera rossa, abbandonata elegantemente sul petto di una giovane donna, costituisce l'attrattiva principale. Indelebile, dai risvolti dorati, che ha marchiato Ester come peccatrice di una colpa che realmente non può così definirsi. Una meteora apparsa in un momento, ardendo fosca attraverso un banco di nubi.
    Una parabola morale che imprime nei suoi ammiratori la dolorosa e potente lezione che, davanti alla purezza infinita, siamo tutti peccatori. Il simbolo di qualcosa su cui piangere, qualcosa da guardare con inquietudine ma anche con rispetto è rinchiusa la linfa vitale di La lettera scarlatta. Racconto di umana fragilità e dolore, frutto di un arte e di una fantasia così fertile e sontuosa la cui protagonista ha un cuore talmente grande che ha racchiuso molti ospiti, ma dimora solitaria e gelida senza un focolare domestico. Con conseguenza che il mondo risulta oscurato dalla sua bellezza e più perduto ancora per la creatura generata; la figlia illegittima e violata che è stata messa al mondo.
    Se dovessi riassumere la storia di questo romanzo penso sarebbe doveroso distaccarsi prima dalla massa e poter calarsi nei panni di una giovane combattente che, accusata di oscenità a causa dei vasti riferimenti espliciti di carattere morale e religioso e alla descrizione di una relazione illecita fra una contadina e un uomo dell'alta società, mi ha condotta in un piccolo angolo del suo inferno, facendomi così acquisire senza alcuna eccezione un nuovo tenore di vita.
    Col tempo che sembrava trascorrere con la lentezza di un sogno, una famigliare e volgare atmosfera dei giorni nostri, ristrettezze e costrizioni che prevedono non solo una mancata libertà d'azione ma anche di parola in cui l'adulterio è visto come una sorta di regressione primitiva e ignobile, e, in parte, una delusione. Il conflitto tragico, la colpa, il destino, coincidono con questa. Gli uomini divengono così padroni di se stessi e, camuffati sotto una scorza dura e impenetrabile, nel profondo di se stessi appaiono privi di speranza. Piuttosto taciturni, macchiati di colpe sconosciute e ignobili, bramosi dell'affermazione di se stessi e del successo.
    Ho avvertito un'angoscia interiore, un vuoto, che ho scorto pian piano nell'anima dei personaggi - avvertita da quest'ultimi in una bellissima ostentazione del nulla - con una capacità d'osservazione non sempre chiara e diretta.
    Un monito verso la chiesa e la libertà d'espressione in cui i protagonisti avvertono l'esigenza di essere confortati, consolati e che percepiscono la presenza di una realtà che li avrebbe presto resi partecipi. Una realtà che li ha visti infrangere le regole e le convenzioni del secolo, inducendoli così ad desiderare quello per cui è più giusto lottare: la libertà, l'indipendenza. Una dinastia destinata al baratro in cui non si riesce a scorgere nemmeno il fondo, con la perenne speranza di poter un giorno scorgere la luce, nel pozzo oscuro e profondo in cui sono precipitate l'anima di chiunque abbia deciso d'imbarcarsi in questa storia.
    La percezione dell'aver perso tutto, il distacco dal mondo, infondono una certa irrequietezza. Vuoto su vuoto, come battere la testa contro un muro. E in questo silenzio, in un mondo orrendo, folle, smanioso di potere e privo di amore, si riesce a cogliere qualcosa di significativo. Un vasto assortimento di citazioni filosofiche e riferimenti dettagliati sulla vita, in cui Ester sperimenta le gioie dell’amore carnale attraverso un lento processo di scoperta della propria condizione di penitente. Tutti incarnati in un unico volto, in quello della sua amata Perle, del piccolo demonio mandato dall'inferno e, naturalmente, della sua creatura.
    Una storia in cui prevale una generale malinconia che, alla fine, guarisce tutti. I problemi che affliggevano la povera Ester e tormentavano senza posa la nostra anima sono finiti. Ci si convince di aver preso in mano la vita di un altro, e che questo alla fine ha trovato la sua strada e che da peccatore aveva espugnato le sue colpe.

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  • 2

    Pessimo

    Il libro è molto lento,tanto da averlo avuto tra le mani per molti mesi,la storia in sé per sé non è neanche brutta,anche perché dovrebbe essere realmente accaduta.Ma la scrittura e la narrazione non ...continue

    Il libro è molto lento,tanto da averlo avuto tra le mani per molti mesi,la storia in sé per sé non è neanche brutta,anche perché dovrebbe essere realmente accaduta.Ma la scrittura e la narrazione non prendono abbastanza da coinvolgerti.I protagonisti sono quattro:Hester Prynne la vera protagonista,che però io ho sentito davvero poco nella storia,anche se tutto girava intorno a lei,non risaltava quanto meritava;Roger Chillingworth che dovrebbe essere il cattivo della situazione,ma anche in questo caso non è che le sue azioni abbiano dimostrato chissà quali malvagità;Il reverendo Arthur Dimmesdale,colui che ha peccato,che ha ceduto alla carne,che ha voluto sentirsi uomo...in realtà in tutto il libro quest'uomo mi ha fatto pena,mi sembrava una povera vittima di abusi sessuali,depresso e malato con i sensi di colpa;ed infine la piccola Pearl,che anche da piccola,quando dovrebbe fare tenerezza,viene descritta come un essere demoniaco e con atteggiamenti strani.Quindi concludo dicendo che di questo libro non mi è piaciuto niente,dalla trama,ai personaggi,all'ambientazione.

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  • 3

    3 stelline e mezzo.
    A me "La lettera scarlatta", tutto sommato, è piaciuto.
    Il libro si apre con un capitolo alquanto insolito, una sorta di introduzione, chiamiamola così, scritta dallo stesso autore ...continue

    3 stelline e mezzo.
    A me "La lettera scarlatta", tutto sommato, è piaciuto.
    Il libro si apre con un capitolo alquanto insolito, una sorta di introduzione, chiamiamola così, scritta dallo stesso autore, in cui viene spiegato il contesto storico e sociale che spinge Hawthorne a raccontare questa storia. Quello che colpisce è sicuramente l'estrema sincerità e la frustrazione con cui Hawthorne si mette a nudo.
    Ma veniamo al romanzo, Ester Prynne (ho una versione abbastanza vecchiotta dove i nomi immagino siano stati italianizzati) è una donna fuori dagli schemi dell'epoca (ci troviamo in America, appena colonizzata dagli europei) condannata ad esporre sul suo petto il simbolo della sua vergogna poiché si abbandonò a quello che all'epoca veniva considerato "peccato", cioè all'adulterio. Nella storia subentrano da subito altri personaggi come il marito vendicativo, la figlioletta vivace ed, infine, l'amante un po' pavido.
    La storia, contestualizzata nell'epoca elisabettiana, è molto credibile e, al contrario di alcuni lettori che hanno trovato nel romanzo contenuti maschilisti, io ho apprezzato tantissimo la descrizione e la considerazione delle donne da parte dell'autore (che non va confusa con la considerazione di quel periodo storico che viene descritta), secondo Hawthorne, invece, solo una donna è in grado di sopportare un tale fardello. Consigliato.

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  • 3

    Non mi sono mai reputata un amante dei libri classici per il semplice fatto che ho sempre trovato troppo difficile il linguaggio usato ovviamente ai tempi della pubblicazione ma devo dire che, tralasc ...continue

    Non mi sono mai reputata un amante dei libri classici per il semplice fatto che ho sempre trovato troppo difficile il linguaggio usato ovviamente ai tempi della pubblicazione ma devo dire che, tralasciando questa mia difficoltà, sono libri che meritano di essere letti e una volta fatto capisci perchè si leggono ancora a distanza di quasi 200 anni. Quella de "La lettera scarlatta" è una storia affascinante sopratutto per lo scandalo che si era creato in un'epoca così puritana. Molto coraggiosa Ester ma ho trovato più affascinante la fragilità del reverendo Dimmesdale, epica poi la famosissima frase finale "La legge che spezzammo, il peccato che fu rivelato soltanto oggi...." degno finale. Forse la parte più noiosa è proprio "La dogana" il primo capitolo, per il resto scorre velocemente e se lo dico io potete fidarvi. Ripeto, libro molto bello, va letto ma per i criteri di Anobii non me la sento di dare più di 3 stelline

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  • 3

    Ovvero: quando l'introduzione sembra più interessante dell'introdotto...

    http://labbaziaditheleme.blogspot.it/2016/08/la-lettera-scarlatta.html

    said on 

  • 4

    Hester non ha permesso alle prove di demolirla, ma ha reagito in modo tale che potessero raffinarla nonostante la sofferenza.
    Dimmesdale è l'esempio di come tutti, ma proprio tutti possono sbagliare a ...continue

    Hester non ha permesso alle prove di demolirla, ma ha reagito in modo tale che potessero raffinarla nonostante la sofferenza.
    Dimmesdale è l'esempio di come tutti, ma proprio tutti possono sbagliare anche gravemente.
    Chillingworth è la prova che perseguire l'odio e la vendetta avvelenano la vita.

    said on 

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