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The School of Essential Ingredients

By

Publisher: Wheeler Publishing, Incorporated

3.6
(1045)

Language:English | Number of Pages: 273 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Italian

Isbn-10: 159722944X | Isbn-13: 9781597229449 | Publish date: 

Also available as: Paperback

Category: Cooking, Food & Wine , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
Sorting by
  • 4

    semplicemente meraviglioso

    scoperto e letto per caso, mi è proprio piaciuto e fatto venire voglia di partecipare a qualche corso di cucina ...magari tenuto da Lillian..

    said on 

  • 1

    Deludente

    Ho deciso di leggere questo libro per alcune recensioni (es. Los Angeles Times) relative al “debutto memorabile” di questa autrice.
    Beh, mi ha deluso parecchio.
    L’idea della cucina come fil rouge dell ...continue

    Ho deciso di leggere questo libro per alcune recensioni (es. Los Angeles Times) relative al “debutto memorabile” di questa autrice.
    Beh, mi ha deluso parecchio.
    L’idea della cucina come fil rouge della trama di un romanzo non è certo nuova e in diversi casi si è dimostrata vincente. Condizione indispensabile per scrivere un libro attorno all’arte di cucinare è però documentarsi sulla medesima, pena la credibilità dell’intero romanzo. Una scuola di cucina squinternata come quella del libro (sgusciare granchi vivi alla prima lezione e fare il sugo di pomodoro - col burro per giunta - alla quarta) non reggerebbe neppure la fine del primo corso. Un altro aspetto fondamentale che un autore o aspirante tale deve tenere in considerazione è la coerenza interna del libro, che dà verosimiglianza alla trama. Qui invece la trama scricchiola più della scuola di cucina.
    L'autrice ha il gusto di dilungarsi sulle sensazioni fisiche e spirituali provocate dal cibo e per farlo usa a profusione metafore e un linguaggio che vuol essere evocativo e suggestivo, ma che alla fine mi è risultato stucchevole e artificioso.
    La storia non è per niente originale e tutto viene banalizzato perché per ogni personaggio c'è un lieto fine troppo facile quanto improponibile.

    said on 

  • 3

    Carino, è scritto bene ed è una lettura piacevole e poco impegnativa. Anche se in generale è un libro banale di cui si capisce come andranno a finire le varie storie, ci sono alcuni pezzi davvero bell ...continue

    Carino, è scritto bene ed è una lettura piacevole e poco impegnativa. Anche se in generale è un libro banale di cui si capisce come andranno a finire le varie storie, ci sono alcuni pezzi davvero belli.

    said on 

  • 4

    dovrei dare 2 voti diversi . La trema era un pochino banale . Per un'amante del cibo ,come me , le descrizioni erano fantastiche . Comunque ,nell'insieme .un bel libro .....li consiglierei prevalentem ...continue

    dovrei dare 2 voti diversi . La trema era un pochino banale . Per un'amante del cibo ,come me , le descrizioni erano fantastiche . Comunque ,nell'insieme .un bel libro .....li consiglierei prevalentemete agli amanti del bbuon cibo

    said on 

  • 5

    Tante storie diverse che prima o poi sono destinate ad incrociarsi e queste storie si incrociano quando i protagonisti decidono di partecipare ad un corso di cucina, gli ingredienti sono semplici eppu ...continue

    Tante storie diverse che prima o poi sono destinate ad incrociarsi e queste storie si incrociano quando i protagonisti decidono di partecipare ad un corso di cucina, gli ingredienti sono semplici eppure sembrano magici visto gli effetti positivi che avranno sui partecipanti al corso. Da leggere perchè la scrittrice descrive così bene i particolari che più che un libro sembra un'esperienza extracorporea.

    said on 

  • 3

    Non da bocciare. Però:
    - Le storie dei protagonisti rimangono ancorate, statiche, come i cavalli di una giostrina per bambini. Manca la spinta che faccia girare la giostra.
    - Troppi aggettivi, rallent ...continue

    Non da bocciare. Però:
    - Le storie dei protagonisti rimangono ancorate, statiche, come i cavalli di una giostrina per bambini. Manca la spinta che faccia girare la giostra.
    - Troppi aggettivi, rallentano la lettura. Esistono romanzi colorati e profumati in cui gli aggettivi si amalgamano alla narrazione dandole sapore senza sprecarne le potenzialità. La letteratura sudamericana insegna: la Gabriella di Jorge Amado ne è un esempio, ricordo la percezione quasi fisica del profumo dei suoi piatti, della pelle, della sua terra.
    Un sei e mezzo,oltre non si va.

    said on 

  • 2

    e allora?

    Libro scorrevole, molto leggero, ma che lascia qualcosa in sospeso. Ogni singolo personaggio è toccato ma non approfondito...si va avanti nella lettura sperando che succeda qualcosa, si arriva alla fi ...continue

    Libro scorrevole, molto leggero, ma che lascia qualcosa in sospeso. Ogni singolo personaggio è toccato ma non approfondito...si va avanti nella lettura sperando che succeda qualcosa, si arriva alla fine e la domanda che ti poni "e allora?"

    said on 

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