The Second Coming

By

Publisher: William Heinemann

3.8
(2035)

Language: English | Number of Pages: 304 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , German , Italian

Isbn-10: 0434019569 | Isbn-13: 9780434019564 | Publish date: 

Also available as: eBook

Category: Fiction & Literature , Humor , Religion & Spirituality

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Book Description
'God's coming - look busy!' God really is coming, and he is going to be pissed. Having left his son in charge, God treated himself to a well-earned break around the height of the Renaissance. A good time to go fishing. He returns in 2011 to find things on Earth haven't gone quite to plan...The world has been rendered a human toilet: genocide; starvation; people obsessed with vacuous celebrity culture, 'and', God points out, 'there are fucking Christians everywhere'. God hates Christians. There's only one thing for it. They're sending the kid back. JC, reborn, is a struggling musician in New York City, helping people as best he can and trying to teach the one true commandment: Be Nice! Gathering disciples along the way - a motley collection of basket cases, stoners and alcoholics - he realises his best chance to win hearts and minds may lie in a TV talent contest. "American Pop Star" is the number one show in America, the unholy creation of English record executive Steven Stelfox...a man who's more than a match for the Son of God.
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  • 4

    Cose che non mi sono piaciute di questo romanzo:
    - l'assenza totale e ingiustificata della Madonna.
    Chissene se era vergine, non lo era, è salita al cielo da viva, non è mai morta, è un angelo, è una ...continue

    Cose che non mi sono piaciute di questo romanzo:
    - l'assenza totale e ingiustificata della Madonna.
    Chissene se era vergine, non lo era, è salita al cielo da viva, non è mai morta, è un angelo, è una santa... quelle son le varie fazioni che si scannano sulle piccolezze. Ma in un modo o nell'altro in Paradiso ci sarà andata pure lei, no? Ci sta pure John Belushi!
    No. Gesù parla con papà, s'abbraccia con papà, scherza con papà, parla di musica con papà, beve con papà, si fa le canne con papà, finché è giù ha una visione di papà, quando torna su papà lo acchiappa al volo, tutto papà. E mamma? Mamma niente, non pervenuta.
    Non è fisicamente presente né in cielo né in terra, Gesù non la include mai nei suoi ricordi della prima vita e non la nomina MAI.
    Mi dispiace per Niven, perché dietro ci deve essere qualcosa che non va con la sua.

    - la discrepanza tra copertina e personaggio.
    Il ragazzo in copertina è una buona via di mezzo tra l'immagine classica che abbiamo di Gesù e quello che in teoria sarebbe stato Gesù in realtà: capello scuretto, barba, occhio chiaro che ci può anche stare. È chiaramente occidentale, ma almeno non è un biondone zazzerone.
    Invece il Gesù nel libro è biondo, con i capelli lunghi lunghi, e ha gli occhi azzurri azzurri azzurri.
    E qui le cose sono due: o spieghi a Niven come la pittura nei secoli ha decretato l'immagine del figliolo di Dio e quindi lo convinci a farlo più realistico, ovvero castano, abbronzato, tendente al palestinese. O metti in copertina un biondo con gli occhi azzurri. Non ci vuole la laurea!

    - una mezza dozzina di virgole tra soggetto e verbo.
    Hey, sei Einaudi, non la casa editrice Spendiamo La Pensione In Modo Creativo di Pinco DePallo.
    Hai licenziato tutti i revisori per far fronte alla crisi?

    - altre peculiarità grafiche che un tempo non mi risultava avesse anche Einaudi, ma che ormai hanno preso piede come la gramigna.
    Ovvero gli accenti che non servono a una mazza (“sono creaturine che si dànno da fare”) [segnalo per pura soddisfazione personale che il correttore automatico di Office me lo sta indicando come errore] e le virgole dopo una battuta a cui non seguono altre battute. Tipo:
    – Quasi tutti credono che il papa sia il Suo rappresentante sulla Terra...
    – Col cazzo, – risponde Dio.

    Quella virgola lì, dentro i trattini, non si capisce bene a cosa serva. Ma adesso la mettono tutti.

    - le frasi in maiuscolo con l'apostrofo in mezzo (!).
    Cioè non in alto, nella parte alta della riga, sul bordino superiore delle lettere, come succede se scrivo UN'ASSURDITÀ, che l'apostrofo sta lì su e non cala. No. In mezzo, all'altezza della stanghetta orizzontale della A.
    Basisco.
    Che poi non dovrei basire, visto che nelle liste che usano di solito i correttori di bozze quello è uno degli errori previsti. Se qualcuno ha pensato di inventare un segnetto grafico che lo indichi nella pagina vuol dire che 'sta cosa esiste, e io dovevo saperlo che esiste. Ma in quei fogli sono presenti anche le lettere stampate al contrario, per capirci. Un po' come i bugiardini delle medicine, che tra gli effetti collaterali ti mettono anche la morte, perché non si sa mai, bisogna essere preparati a tutto.
    E io per anni mi sono chiesta come cazzarola dovrebbe fare una persona a stampare una lettera a rovescio. Potrei forse capire se uno battesse a macchina e per qualche motivo il piroletto della lettera gli si incriccasse, ma scrivendo sul pc o, odio dirlo ma ormai avviene, sul telefono come fai a mettere una lettera storta? Ti devi proprio ingegnare, sbatterti, aprirti la tabella dei caratteri speciali e cercarti la ƨ storta o la Ɉ sottosopra.
    Ho sempre pensato che non avrei mai davvero visto uno scritto con dentro lettere storte o apostrofi abbassati a metà riga.
    E invece.
    Einaudi, tu mi hai aperto nuovi mondi.

    Cose che mi sono piaciute di questo romanzo:
    tutto il resto, dalla prima frase all'ultima. Letteralmente.
    Inizia con una citazione di Hicks. E un libro che inizia con una citazione di Hicks (e poi lo riprende pure in una battuta, verso metà) ha già la mia stima incondizionata.
    Finisce con una buona parola nei confronti della letteratura. E un libro che annovera la letteratura tra i motivi per cui Dio non ci stermina ha tutto il mio affetto, anche se un po' condizionato dal fatto che le 380 pagine precedenti mi hanno fatto ridere, piangere, incazzare, riflettere.
    E sognare.
    Giuro, una notte intera mi son sognata che andavo con 'sto Gesù qui (non quello canonico, questo del libro) in giro per l'Africa ad aiutare bambini e poveracci vari. Sarà stato il fumo passivo.

    Ecco, una cosa che mi fa veramente tristezza è che questo genere di romanzi (per ora nella categoria “questo genere di romanzi” posso mettere solo L'orribile attesa del giudizio universale, ma mi auguro ce ne siano molti altri e conto di scovarli tutti!) non viene letto dalle persone che più avrebbero bisogno di leggerlo: tutti quelli infognati nel “il mio Dio ce l'ha più lungo del tuo”; tutti quelli rintronati da migliaia di preti, cardinali, vescovi, papi, ognuno con la sua personale e umanissima interpretazione del mondo; tutti quelli che combattono fieramente certe categorie di persone perché ritengono che con i loro comportamenti stiano offendendo Dio; tutti quelli che disprezzano profondamente certe altre persone perché da qualche parte è scritto che agli occhi di Dio sono inferiori; tutti quelli che vietano e si vietano le cose più disparate perché è scritto – sotto forma di aneddoto bellico o di metafora da interpretare, nella maggior parte dei casi – nell'Antico Testamento, dimenticando che se ci si chiama cristiani significa che si segue Cristo e che Cristo ha detto, più o meno, “lasciate stare quel vecchiume, io vi porto le nuove regole”.
    Sono tutte persone che, di fronte a Gesù così come è descritto in “questo genere di romanzi”, dovrebbero sentirsi riempire di un amore smisurato e indiscriminato, così potente da fargli fare subito un salto di mille punti nella raccolta di bollini-Paradiso.
    Son libri che fanno venire addirittura a me la voglia di credere in questo simpatico ragazzotto, così posso mettere in pratica i suoi insegnamenti. A me! No, dico, a me!
    E invece tutti quelli che dovrebbero aprire la mente e leggersi queste storie che farebbero aprire il loro cuore... niente. Blasfemia, eresia, sacrilegio, ridicolizza Dio, come osa, vergogna.

    Vabbè, lasciamoli al loro Dio livoroso e guardone, non sanno cosa si perdono.
    Come dice questo Gesù qui, i “timorati di Dio” fanno molto bene a temere Dio.
    La speranza che ci sia davvero un Paradiso dove è sempre venerdì pomeriggio, si ride tantissimo, si fuma erba buonissima ed è pieno di froci (“Dio ama i froci!”) non se la meritano.

    Uh, a proposito di “froci”, “sballo”, “tipo”, “incartati”, parolacce a iosa, giochi di parole, citazioni musicali... oh, io non ho idea di come sia la versione originale, prima o poi me la procurerò, ma questa è tradotta DA DIO! Grande Rossari!

    E sempre a proposito di traduzioni... ma è legale 'sta cosa del titolo? Non è che King o quelli della Sperling si risentono?
    No, perché se è tutto lecito, allora io il mio primo romanzo lo intitolerei “L'amico geniale” e camperei di rendita.

    said on 

  • 4

    Divertentissimo

    Uno di quei libri che tutti, prima o poi, dovrebbero leggere. Apre gli occhi sulla realtà mentre ti fa piegare in due dal ridere.

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  • 4

    Dissacrante...

    Sono una lettrice abbastanza versatile. Avevo iniziato a leggere questo libro con un certo scetticismo. E invece mi è piaciuto molto. Lo consiglio!

    said on 

  • 2

    Irriverente, divertente, scorrevole
    e
    ho apprezzato la critica alla società contemporanea
    (che certe persone e situazioni, a volte, mi fanno pensare che un altro diluvio universale non sarebbe poi una ...continue

    Irriverente, divertente, scorrevole
    e
    ho apprezzato la critica alla società contemporanea
    (che certe persone e situazioni, a volte, mi fanno pensare che un altro diluvio universale non sarebbe poi una cattiva idea...)

    non ho mai pensato di essere una persona particolarmente bigotta (non so se a torto o a ragione)
    ma
    Dio che parla come uno scaricatore di porto (con tutto il rispetto per gli scaricatori)...
    Gesù, sempre fumato, violentato in una squallida prigione newyorkese...
    sono un po' troppo per me.

    Lettura scorrevole per la prima metà, deludente la seconda e il finale.

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  • 5

    Fantastico. Un Dio decisamente incazzato nero e un Gesù così Rock 'n Roll che non amarlo sarebbe impossibile. Romanzo divertente davvero.

    said on 

  • 5

    FOLGORANTE

    Folgorante nella sua genialità, a tratti blasfemo ma esilarante nella narrativa. E' la storia di un moderno Gesù che viene rimandato sulla terra per redimere gli esseri umani e ricondurli sulla retta ...continue

    Folgorante nella sua genialità, a tratti blasfemo ma esilarante nella narrativa. E' la storia di un moderno Gesù che viene rimandato sulla terra per redimere gli esseri umani e ricondurli sulla retta via al comando di un unico comandamento "fate i bravi". Un romanzo che strappandoti ghignate e risate (irresistibili i dialoghi tra Dio e Satana) quà e l,à fa riflettere sul senso della vita, il significato del perdono e l'amore verso il prossimo

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  • 3

    Ho letto questo libro perché ne avevo sentito parlare e mi aveva incuriosito il tema della storia, che effettivamente è molto originale.
    Libro molto ironico e dissacrante, secondo me letto da una pers ...continue

    Ho letto questo libro perché ne avevo sentito parlare e mi aveva incuriosito il tema della storia, che effettivamente è molto originale.
    Libro molto ironico e dissacrante, secondo me letto da una persona particolarmente credente potrebbe risultare al limite dell’offensivo; per quanto mi riguarda, ho trovato alcune considerazioni di Dio/Gesù molto divertenti e interessanti.
    Il libro in sè secondo me è molto altalenante, ci sono parti in cui il racconto è coinvolgente e la lettura scorre veloce e altre che invece ho trovato veramente noiose da seguire.
    Arrivata alla fine posso dire, libro simpatico ma nel complesso non credo sia una lettura che resta impressa.
    Molto interessanti però le analogie e similitudini tra la storia di Dio/Gesù raccontata dalle sacre scritture e la "seconda venuta" descritta dal libro.

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  • 2

    Letto in fretta perché non mi ha entusiasmato. Questo Gesù che lascia un Paradiso di feste, droghe e alcool per ritornare sulla Terra (Stati Uniti) per cercare di cambiar qualcosa serve all'autore com ...continue

    Letto in fretta perché non mi ha entusiasmato. Questo Gesù che lascia un Paradiso di feste, droghe e alcool per ritornare sulla Terra (Stati Uniti) per cercare di cambiar qualcosa serve all'autore come pretesto per descrivere le derive di una società sempre più catastrofica e le idiosincrasie fra il dire e il fare.

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  • 4

    Spassoso

    Molto divertente e scorrevole, pecca un po' nella parte centrale (dove vi e' un salto temporale che mi ha lasciato un po' cosi') ma assolutamente consigliato!

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  • 5

    Probabilmente il libro più geniale che abbia mai letto, consigliato sia per i credenti (se di mentalità aperta) sia per gli agnostici, molto divertente e con enormi spunti di riflessione.

    said on 

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