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The Shadow-Line

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Publisher: Giunti

3.9
(4251)

Language:English | Number of Pages: 128 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Italian , German , Portuguese , Greek , Catalan

Isbn-10: 8809020766 | Isbn-13: 9788809020764 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Library Binding , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Travel

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Book Description
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  • 4

    Un bellissimo racconto di Conrad, scritto in tarda età, rievocando la sua esperienza da capitano al timone dell'Otago nei mari d'Oriente. Una scontentezza ribelle, un malessere chiamato libertà, la vo ...continue

    Un bellissimo racconto di Conrad, scritto in tarda età, rievocando la sua esperienza da capitano al timone dell'Otago nei mari d'Oriente. Una scontentezza ribelle, un malessere chiamato libertà, la voglia e la paura di oltrepassare quella linea d'ombra, nostalgia e allo stesso tempo sfinimento per quella prima giovinezza dove anche "le ombre rilucono di promesse". Ho letto di fila le prime cento pagine, dove Conrad racconta l'abbandono del suo porto sicuro, l'apatia di quel momento di transizione in cui l'ultimo orizzonte conosciuto è lontano e il prossimo ancora non s'intravede. "Tutto l'insieme rafforzava in me l'oscura sensazione che la vita non fosse altro che uno sciupio di giorni, sensazione che in parte inconsapevolmente mi aveva fatto abbandonare un comodo imbarco, allontanato da uomini che mi piacevano per sottrarmi alla minaccia del vuoto... per poi ritrovare la vacuità alla prima svolta".

    Poi la notizia della nomina a capitano, avvenuta per caso, per una fortunata serie di coincidenze, l'entusiasmo, l'euforia, lo sguardo del futuro capitano che cinge la sua nave dall'alto. Infine, l'inizio dell'avventura, quando la linea d'ombra si lascia alle spalle, il rendersi conto che forse la felicità è finita l'attimo primo che cominciasse l'incarico, il pensiero costante di non essere all'altezza, quasi un'amara metafora di molte vicissitudini umane.

    Ho trovato l'ultima parte meno eccitante e più lenta, ma è qui che compare quello che, secondo me, vince per ora il premio per il miglior personaggio non protagonista della letteratura anglofona, Ransome, il cuoco della nave, integro, appoggiato all'albero maestro, vigile e sereno.

    said on 

  • 5

    Ho trovato magistrale la costruzione dei personaggi, a partire dalla prima persona dell'io narrante al primo comando (non a caso avrebbe dovuto essere questo il titolo dell'opera), con le sue incertez ...continue

    Ho trovato magistrale la costruzione dei personaggi, a partire dalla prima persona dell'io narrante al primo comando (non a caso avrebbe dovuto essere questo il titolo dell'opera), con le sue incertezze e la volontà messa a dura prova dalle circostanze ma che non cede alle superstizioni, incarnate dalle fosche tinte del secondo ufficiale Burns. Di grande spessore il personaggio del cambusiere Ransome, malato di cuore, che instaura con il protagonista un rapporto di stima reciproca. Ho trovato commovente il loro ultimo dialogo, in cui lui prova a trattenere Ransome a bordo ma il cambusiere, pover'uomo, che tanto ha dato nelle peripezie del viaggio, è stremato e ben conscio che nelle sue condizioni questa scelta gli potrebbe essere fatale.
    È la breve storia di un'avventura, della bonaccia di un oceano esterno contrapposta alla tempesta dell'interiorità alle prese con un evento in cui è forte la paura di non riuscire a superare quella linea d'ombra che gli permetterà di acquisire esperienza e maturità. Il che significa, a quanto pare, per Conrad, la coscienza dei propri limiti, la consapevolezza di poter incontrare delle avversità improvvise e non calcolate: emblematico anche qui il dialogo con il cambusiere, simbolo di quel maturo senso di sé a cui il protagonista approda dopo la sua avventura per mare.

    said on 

  • 1

    Mamma mia che delusione. La prima facciata, con la riflessione sulla giovinezza, mi aveva fatto ben sperare.
    Che brutto libro. Che noia. Senza storia, senza approfondimento, senza avventura, senza nie ...continue

    Mamma mia che delusione. La prima facciata, con la riflessione sulla giovinezza, mi aveva fatto ben sperare.
    Che brutto libro. Che noia. Senza storia, senza approfondimento, senza avventura, senza niente.
    Dubito che persino a chi interessino le storie di mare possa piacere. Figuriamoci a me. Non accade nulla, non ci sono descrizioni mirabili, non c'è sentimento, non c'è emozione... sembra forse che possa esserci un qualche mistero , ed invece si risolve tutto in nulla.
    Terribile.
    Conrad non fa decisamente per me.

    said on 

  • 4

    Una spossante bonaccia, il tumulto nell'animo del giovane capitano, e misteriosi segnali tutto intorno (le stelle che si smorzano; il buio materico, soprannaturale; i personaggi emblematici).

    said on 

  • 3

    Un libro che ha richiesto poche ore di lettura. Spalmate in mesi. Piuttosto interessante quando mi decidevo ad aprirlo, facile da dimenticare quando non lo avevo sotto mano.
    Un po' deludente.

    Voto: 6/ ...continue

    Un libro che ha richiesto poche ore di lettura. Spalmate in mesi. Piuttosto interessante quando mi decidevo ad aprirlo, facile da dimenticare quando non lo avevo sotto mano.
    Un po' deludente.

    Voto: 6/10

    said on 

  • 4

    Storia di un giovane marinaio che, assegnato al comando di una nave in difficoltà, si ritrova a lottare contro la sua cattiva sorte, i propri errori, la propria coscienza, superando definitivamente qu ...continue

    Storia di un giovane marinaio che, assegnato al comando di una nave in difficoltà, si ritrova a lottare contro la sua cattiva sorte, i propri errori, la propria coscienza, superando definitivamente quella linea d'ombra che lo separava dall'età adulta.
    Un breve e piacevole romanzo.

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