The Shallows

How the Internet Is Changing the Way We Think, Read and Remember

By

Publisher: Atlantic

4.1
(247)

Language: English | Number of Pages: 384 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi simplified , Italian , Spanish , Chi traditional

Isbn-10: 1848872267 | Isbn-13: 9781848872264 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Hardcover , eBook

Category: Computer & Technology , Non-fiction , Social Science

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Book Description
Is Google making us stupid? In this extraordinary new book, as incendiary as it's important, Nicholas Carr argues that the internet is changing dramatically how we think, remember and interact.

DescriptionThe Internet is eroding our capacity for concentration and contemplation, chipping away at our ability to read and think deeply.
In The Shallows, Nicholas Carr argues that every information technology, whether it's the alphabet or the map or the computer, carries an intellectual ethic - a set of assumptions about the nature of information and intelligence. The mechanical clock demanded that the world be understood in terms of divided and measurable time: it was the ethic of the scientist. The printing press tuned our minds to the supple, linear arguments of individual thinkers: it was the ethic of the writer. The Internet is entirely different. It encourages the rapid, nonlinear collection and processing of many small bits of information from many sources. Its ethic is the ethic of the industrialist, an ethic of speed and efficiency, of inputs and outputs, of optimised production and consumption.
Drawing on neuroscience, media theory, and economics, Nicholas Carr argues that our ever-growing dependence on the Internet is not only influencing our behaviour but is actually rewiring the neural circuitry of our brains. It's changing the way we think, perhaps even altering our conception of our selves. The Internet, like the popular information technologies that came before it, is remaking us in its own image. We are becoming ever more adept at surfing and skimming information, but what we are losing is our capacity for concentration, contemplation, and reflection. We are moving from the depths to the shallows.


About Nicholas Carr
Nicholas Carr is the author of The Big Switch: Rewiring the World, from Edison to Google. He contributes to the New York Times, Guardian, Financial Times and Wired. He was formerly the executive editor of the Harvard Business Review, where he specialised in editing and writing articles on business strategy, information technology, and the Internet.
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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    對於現代網路媒體的一記警鐘

    非常喜歡這本書

    書中以深入淺出的方式來剖析網路媒體帶給我們的影響
    不管媒體的內容是甚麼
    我們使用媒體的方式還有習慣已經會給我們腦神經帶來非常巨大的影響

    由書中引用的多個實驗可以發現,腦神經是一個對於外在變化極度敏感,且極具可塑性的。
    而網路媒體在商業的考量之下 (為了吸引點閱率,觀看率) 也在網路媒體上下了非常多的功夫來讓我們分心,大家應該都有這種經驗:「應該要上網查資料的,卻東點一下,西點一下, ...continue

    非常喜歡這本書

    書中以深入淺出的方式來剖析網路媒體帶給我們的影響
    不管媒體的內容是甚麼
    我們使用媒體的方式還有習慣已經會給我們腦神經帶來非常巨大的影響

    由書中引用的多個實驗可以發現,腦神經是一個對於外在變化極度敏感,且極具可塑性的。
    而網路媒體在商業的考量之下 (為了吸引點閱率,觀看率) 也在網路媒體上下了非常多的功夫來讓我們分心,大家應該都有這種經驗:「應該要上網查資料的,卻東點一下,西點一下,不知不覺時間就這樣過了。」網路設計就是為了讓我們分心,眾多的超連結和多工視窗都會讓我們腦袋的工作效能喪失 (因為你必須決定要不要點這個連結,或是要不要開這個新的視窗) 在這樣的影響下,我們頭腦變成了一個在混亂的資訊流中作決定的機器頭腦,以前的深度閱讀和思考,在現代人的身上已經很難看到。後半段更提到這種分心的狀態對於我們的心理狀態也都會有影響,可以說,人之所以為人,正是我們頭腦之間的神秘連結所促成,當我們把應該要由我們自己完成的事情外包給機器的同時,我們也正在一步一步失去我們的人性。

    書中有一章提到知識由口述變為印刷的階段,那個階段真的讓我看得很感動。
    我是個愛看書的人,書本帶給我的世界,每一本都是獨一無二,曾幾何時我們不再閱讀了?曾幾何時我們不再讓自己的想像力發揮,只任由眾多混亂的影音媒體攪亂了我們的腦袋?曾幾何時專注的作好一件事情已經不夠,我們還必須逼迫自己分心多工?

    現在網路的蓬勃發展已經是一股太大的浪潮,我們誰都無法置身其外,很多人的工作就是要一直在網路上關注最新的時事 (各種粉絲頁的小編你們辛苦了) ,在這樣的時代,完全抽離網路已經是不可能的事情,不過我認為我們還是可以有意識地使用網路媒體,警慎地對待網路媒體。

    書中說到「人類與使用工具之間產生的密切連結,會讓人類和工具互受彼此影響。科技變成我們的延伸之時,我們也同時變成科技的延伸。」希望在未來,我們人類還能保有深度自我思考的能力,而不要成為一個在混亂資訊流當中不知所措的機械腦袋。

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  • 3

    Su un numero dell’Atlantic dell’estate di quasi dieci anni fa apparve un articolo di Nicholas Carr, Is Google making us a stupid?, destinato a ricoprire un posto centrale in qualsiasi discussione cont ...continue

    Su un numero dell’Atlantic dell’estate di quasi dieci anni fa apparve un articolo di Nicholas Carr, Is Google making us a stupid?, destinato a ricoprire un posto centrale in qualsiasi discussione contemporanea su ‘internet’, le cui idee sono state poi sviluppate dall’autore stesso nel più recente The shallows....

    Continua qua: https://cheremone.wordpress.com/2016/05/13/dummies-for-internet/

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  • 5

    Le cose stanno così: siamo giunti ad un punto di transizione tra due modalità di pensiero molto diverse; il pensiero lineare e quello reticolare. Come aveva già intuito pienamente Nietzsche, noi cambi ...continue

    Le cose stanno così: siamo giunti ad un punto di transizione tra due modalità di pensiero molto diverse; il pensiero lineare e quello reticolare. Come aveva già intuito pienamente Nietzsche, noi cambiamo con gli strumeti che utilizziamo.
    A proposito, la traduzione del titolo del libro non è impeccabile. Avrebbe dovuto essere qualcosa tipo “Internet cambia il nostro modo di pensare”. Nel titolo originale non c’è alcuna allusione negativa.
    Il radicale cambiamento apportato dallo strumento Internet al nostro atto cognitivo non è un fenomeno nuovo ed ha interessanti e altrettanto fondamentali precedenti nella storia. Per esempio, è accaduto una prima volta quando la scrittura ha soppiantato la cultura orale. E poi, quando la stampa ha portato la cultura fuori dei monasteri ed ha consentito l’avvio di un lungo cammino verso la progressiva diffusione della lettura. Cultura-scrittura-memoria. Poco meno di seicento anni dopo, siamo in mezzo ad un’altra travolgente rivoluzione, quella di Internet, un perfetto “ecosistema di tecnologie dell’interruzione”.
    E tornando al titolo mal tradotto e al pensionamento del processo lineare, ciò non significa che dobbiamo rattristarci. Dobbiamo quindi rallegrarci? Cosa abbiamo guadagnato è intuitivamente sotto gli occhi di tutti. Ma abbiamo davvero perso qualcosa?
    Il libro è splendido e illuminante, un affascinante viaggio nella storia della formazione culturale dell’umanità. Prendete, ad esempio, il capitolo nove sulla memoria, dove si arriva alla conclusione che Internet è ormai considerato come una sostituzione, e non semplice integrazione della nostra memoria personale. La conclusione in sé non è più una novità eclatante (anche se molti non ci pensano), ma quello che ho apprezzato è come Carr ci arriva a questa conclusione, il percorso che segue: parte dai timori di Socrate, passa per Isidoro di Siviglia,, si sofferma sugli appunti di Erasmo da Rotterdam, torna indietro a Seneca, giunge al concetto fondamentale che la memoria è un crogiuolo e non solo un contenitore, va a trovare Bacone, e poi piano piano giunge ai giorni nostri, alla memoria “fuoribordo” che ognuno di noi affida in outsourcing a Google. Viaggio stupendo.
    Ultima considerazione. Anche se il soggetto è Internet, in qualche modo, questo lavoro di Carr è una romanticissima storia del libro, custode e contenitore dell’insieme di simboli che formano le parole, mezzo attraverso cui si esprime al meglio il rapporto tra memoria e lettura (memoria del singolo lettore, memoria dell’umanità tutta). E penso al destino del libro, a quest’insieme di pagine legate assieme e racchiuso da due pagine più spesse delle altre. Probabilmente scomparirà. Dalle biblioteche di casa, dalle scuole, dagli usi e costumi. Non sarà più lo strumento propagatore della cultura popolare. Non ci sarà più un Tolstoj che scriverà una storia lunga mille pagine, e non ci saranno più lettori disposti a leggere mille pagine. E così mi estinguerò anch’io, lettore tipo con decine e decine di libri all’anno. Non ci sarò più.

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  • 5

    Internet ci rende stupidi? Sì, ma questo non è una sorpresa, è ovvio a chiunque abbia un briciolo di autocoscienza e abbia vissuto un'infanzia analogia prima di passare a un'adolescenza virtuale. La c ...continue

    Internet ci rende stupidi? Sì, ma questo non è una sorpresa, è ovvio a chiunque abbia un briciolo di autocoscienza e abbia vissuto un'infanzia analogia prima di passare a un'adolescenza virtuale. La cosa interessante del libro è che ci spiega perché internet ci rende stupidi, quali meccanismi biologici scattano nel nostro cervello quando interagiamo con la tecnologia.

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  • 4

    Stiamo facendo entrare la frenesia nella nostra anima

    Ovvero: la Rete come tecnologia della distrazione e della dimenticanza.

    Nel nostro cervello esiste una parte che si chiama ippocampo, la quale ha varie funzioni: una delle più rilevanti sta nel portar ...continue

    Ovvero: la Rete come tecnologia della distrazione e della dimenticanza.

    Nel nostro cervello esiste una parte che si chiama ippocampo, la quale ha varie funzioni: una delle più rilevanti sta nel portare a consolidamento la memoria, ovvero nel traferire i ricordi a breve termine (o "memoria di lavoro") nella memoria a lungo termine, creando nelle diverse aree del cervello nuovi percorsi neurali e nuove connessioni.
    Questo processo di consolidamento dei ricordi operato dall'ippocampo funziona bene solo a determinate condizioni: poiché la memoria di lavoro - a differenza della memoria a lungo - ha dei limiti quantitativi piuttosto stringenti, occorre che durante questo trasferimento gli stimoli esterni si riducano al minimo. In altre parole: concentrazione, attenzione, profondità, tempo. Se, al contrario - come sovente accade con le odierne tecnologie web -, siamo continuamente invasi da nuovi stimoli (sms, email, in generale tonnellate di informazioni distraenti) -, l'ippocampo, con i limiti intrinseci alla memoria di lavoro, riuscirà a consolidare sempre meno ricordi. Il risultato è non solo quello di esternalizzare sempre di più una quantità crescente di memoria, ma è pure quello di disapprendere, quasi senza accorgersene, in questo mare ricchissimo e vastissimo che è la Rete, le facoltà mentali che per secoli hanno fatto grande la cultura umana.

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  • 3

    1.把過多的網站分頁關掉
    2.停掉手機網路
    3.每天睡前一小時不看電視不上網
    4.看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書 ...continue

    1.把過多的網站分頁關掉
    2.停掉手機網路
    3.每天睡前一小時不看電視不上網
    4.看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書看書

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  • 4

    Ovviamente. Scherzi a parte, ho trovato questo saggio di Carr agghiacciante per la sua attualità e per la sua attinenza con le mie esperienze personali (e meno male che il social più social che uso è ...continue

    Ovviamente. Scherzi a parte, ho trovato questo saggio di Carr agghiacciante per la sua attualità e per la sua attinenza con le mie esperienze personali (e meno male che il social più social che uso è aNobii). Drogati di Internet lo siamo un po' tutti, ma vedere analizzati gli effetti della propria dipendenza è tutta un'altra cosa. Istruttivo e distruttivo.

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  • 5

    電子產品與網路全面地滲透到我們的生活。有時候的確會懷疑,數位化的學習比傳統的如何?拿起iPad與拿起實體書閱讀時,大腦思考的情形是不是不一樣?本書嘗試科學化地討論這個議題,整理一些實驗與數據,也點出一些心態與做法。我個人是認為,大腦學習能力很強,適應後應該可以克服專注力的問題。事實上,我認為數位化在所難免,所以如何保持眼睛的健康更為實際。

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  • 0

    如果我們的生活方式對建構大腦有顯著的影響,那所謂的「自由意志」存在的範圍又更少了。為了建立獨特的自我,人必須花更多的精神才不會被資訊洪流所淹沒。

    said on 

  • 4

    Un gran llibre que alerta dels efectes perniciosos del gran buffet d'estimuls que és internet en el nostre cervell.
    Noteu que no us podeu concentrar en res més de 5 minuts? Aquí sabreu per què. ...continue

    Un gran llibre que alerta dels efectes perniciosos del gran buffet d'estimuls que és internet en el nostre cervell.
    Noteu que no us podeu concentrar en res més de 5 minuts? Aquí sabreu per què.

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