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The Shape of Water

By

Publisher: Pan Macmillan

4.0
(4315)

Language:English | Number of Pages: 256 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , French , German , Spanish , Portuguese

Isbn-10: 0330492861 | Isbn-13: 9780330492867 | Publish date:  | Edition New Ed

Translator: Stephen Sartarelli

Also available as: Hardcover , Audio CD , Mass Market Paperback , Audio Cassette , eBook

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
The goats of Vigata once grazed on the trash-strewn site still known as the Pasture. Now local enterprise of a different sort flourishes: drug dealers and prostitutes of every flavour. But their discreet trade is upset when two employees of the Splendour Refuse Collection Company discover the body of engineer Silvio Luparello, one of the local movers and shakers, apparently deceased in flagrante at the Pasture. The coroner's verdict is death from natural causes - refreshingly unusual for Sicily. But Inspector Salvo Montalbano, as honest as he is streetwise and as scathing to fools and villains as he is compassionate to their victims, is not ready to close the case - even though he's being pressured by Vigata's police chief, judge, and bishop. Picking his way through a labyrinth of high-comedy corruption, delicious meals, vendetta firepower, and carefully planted false clues, Montalbano can be relied on, whatever the cost, to get to the heart of the matter.
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  • 4

    “Qual è la forma dell’acqua? – “Ma l’acqua non ha forma. Piglia la forma che le viene data”.


    Camilleri introduce il lettore in un’articolata fisionomia di Vigàta e in pagine dove per la prima volta compare Salvo Montalbano: il commissario di polizia che, nell’ottica della comprensione de ...continue

    “Qual è la forma dell’acqua? – “Ma l’acqua non ha forma. Piglia la forma che le viene data”.

    Camilleri introduce il lettore in un’articolata fisionomia di Vigàta e in pagine dove per la prima volta compare Salvo Montalbano: il commissario di polizia che, nell’ottica della comprensione della condizione umana, agisce secondo valori conoscitivi e sociali per smascherare delitti non sempre pilotati dalla mafia. Che però Vigàta sia un paese corrotto risulta subito chiaro.
    Due dipendenti della “Splendor” sono arrestati per tentata rapina a mano armata in un supermercato e l’onorevole Cusumano dispone, in loro sostituzione, l’immediata assunzione di altri due operatori ecologici, giovani geometri disoccupati che l’avevano sostenuto nella campagna elettorale. Anche la presenza di un piccolo spacciatore di droga leggera, il quale aveva ottenuto il permesso da chi di dovere di rendere operativa la sua attività in una località indisturbata, è uno tra i tanti segnali che in merito non lasciano alcun dubbio. E’ in questa zona, chiamata “mànnara” (recinto per le pecore), che il ritrovamento di un cadavere “eccellente” fa scattare le indagini da parte di Montalbano. Egli è siciliano di Catania perciò, rispetto al tenente dei carabinieri che proveniva da Milano, quando voleva capire una cosa, la capiva. Nella determinazione ad affrontare il problema consiste il tratto più qualificante della sua personalità che non cede dinanzi alle pressioni del potere costituito. "Morte per cause naturali dovute ad un malore" era stato il responso dell’autopsia. Da qui due posizioni: il proposito delle autorità giudiziarie, politiche, ed ecclesiastiche riguardante l’archiviazione del caso e la volontà del commissario nel proseguire le indagini. Tra i giornalisti, Nicolò Zito, opinionista di “Retelibera” della provincia di Montelusa ed estraneo ad ogni sorta di compromesso, rappresenta la voce di un’opposizione trasparente. Di estrazione culturale diversa, invece, lo speaker di Televigàta, manifestamente al servizio dell’apparato clientelare. L’incontro tra Zito e Montalbano, due amici che per diverse vie cercano la verità, dà luogo ad un dialogo nel corso del quale l’opinionista spiega la sua teoria sugli scandali:
    “Se tu vuoi fare scordare alla lesta uno scandalo, non devi fare altro che parlarne più che puoi, alla televisione, sui giornali. Dai e ridai, pesta e ripesta; dopo un poco la gente comincia a rompersi le palle (…). Tempo quindici giorni, quest’effetto di saturazione fa sì che nessuno voglia sentire parlare di quello scandalo. Capito? Credo di sì. Se invece metti tutto in silenzio, il silenzio comincia a parlare, moltiplica le voci incontrollate, non la finisce più di farle crescere…”.
    Il titolo del libro nasce dal colloquio tra la moglie dell’ucciso e Montalbano, in cui la signora conclude la conversazione in modo allusivo. Un giorno, gli riferisce, un amico intento ad osservare dei contenitori colmi d’acqua le chiese quale fosse la forma dell’acqua.
    “Ma l’acqua non ha forma!", disse lei ridendo: “Piglia la forma che le viene data”.
    Come a dire che è l’uomo ad attribuire alle cose i significati che vuole. Tuttavia, anche se nel corso degli accertamenti ogni indizio si ribalta nel suo contrario, la verità sull’inchiesta, che in modo del tutto inaspettato si risolve senza imputati, riesce ad imporsi su ogni sorta di soggettività.

    said on 

  • 5

    Ironia e sarcasmo la fanno da padrona. Le similitudini abbondano, arrichendo la narrazione con un sapore pungente, ma gradito. Già dalle prime pagine il tono di Camilleri conquista, nonostante idiomi e vocaboli tipicamente siciliani che, da forestiera quale sono, sono un po’ oscuri (ma il signifi ...continue

    Ironia e sarcasmo la fanno da padrona. Le similitudini abbondano, arrichendo la narrazione con un sapore pungente, ma gradito. Già dalle prime pagine il tono di Camilleri conquista, nonostante idiomi e vocaboli tipicamente siciliani che, da forestiera quale sono, sono un po’ oscuri (ma il significato è intuibile dal contensto, perciò niente panico). Com’è possibile, mi chiedo, non averlo scoperto prima?
    Per quanto riguarda questa avventura in particolare, il momento che spiega il titolo del libro è molto poetico, oserei dire. Vale la pena di leggerlo. Controindicazioni: innamoramento di Montalbano e non poter smettere di leggere le sue avventure.

    said on 

  • 5

    Mi sono spinto a leggerlo non perché fosse un giallo o perché ha ispirato la serie televisiva che apprezzo tanto, ma solo perché scritto da Camilleri e con quegli intermezzi e quello stile tipo Siciliano. Grandissimo.

    said on 

  • 4

    In ordine temporale il primo Montalbano, dà ancora di più quel piacere di leggere già sapendo, di leggere per il gusto di ritrovare i personaggi e di vedere come sono stati introdotti. E soprattutto quel piacere di assaporare la prosa di Camilleri, sempre così acuta in modi e contenuti.

    said on 

  • 4

    Tarda scoperta

    Lo so arrivo in ritardo, come sempre.
    La bellezza del Montalbano di Camilleri probabilmente la conoscete tutti anche grazie alla tv.
    Per me che è stata una scoperta tarda, con circa vent'anni di ritardo dalla creazione di questo personaggio, mi ha divertito paragonare la mia di lentez ...continue

    Lo so arrivo in ritardo, come sempre.
    La bellezza del Montalbano di Camilleri probabilmente la conoscete tutti anche grazie alla tv.
    Per me che è stata una scoperta tarda, con circa vent'anni di ritardo dalla creazione di questo personaggio, mi ha divertito paragonare la mia di lentezza a quella tipica di quelle terre meravigliose che porto nel cuore.
    La Sicilia e le sue regole e i suoi personaggi.
    A tratti spaventosa, resta una terra che puoi solo amare.
    Lo consiglio a chi come me ha da sempre un pezzetto di cuore oltre lo stretto.

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  • 5

    Avevo provato anni fa ad avvicinarmi ai testi di Camilleri ma mi aveva bloccato il "vigatese".
    Ormai pienamente innamorato del "Salvo" televisivo ho riprovato partendo questa volta dall'inizio cronologico!
    Come speravo si ritrova tutta la bellezza che permea la fiction oltre ad un mon ...continue

    Avevo provato anni fa ad avvicinarmi ai testi di Camilleri ma mi aveva bloccato il "vigatese".
    Ormai pienamente innamorato del "Salvo" televisivo ho riprovato partendo questa volta dall'inizio cronologico!
    Come speravo si ritrova tutta la bellezza che permea la fiction oltre ad un mondo vasto ed intrigante che si può vivere solo leggendo ed immaginando. Dopo centinaia di puntate televisive, il "vigatese" non mi spaventa più come una volta e ne capisco filamente il senso e la sua bellezza.

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  • 4

    Ottimo romanzo.
    Conoscevo Montalbano dalla serie televisiva, ma l'originale cartaceo l'ho trovato ovviamente più profondo forse grazie alle forme dialettali più marcate.
    Penso che la storia in se stessa (come al solito stravolta dal riassunto in copertina) passi in secondo piano rispe ...continue

    Ottimo romanzo.
    Conoscevo Montalbano dalla serie televisiva, ma l'originale cartaceo l'ho trovato ovviamente più profondo forse grazie alle forme dialettali più marcate.
    Penso che la storia in se stessa (come al solito stravolta dal riassunto in copertina) passi in secondo piano rispetto alla caratterizzazione dei personaggi e all'ambientazione.
    Consigliato.

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