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The Shining

By

Publisher: Hodder Paperback

4.2
(6149)

Language:English | Number of Pages: 512 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Chi simplified , French , Italian , German , Chi traditional , Portuguese , Swedish , Dutch , Greek , Hungarian , Czech , Polish , Russian

Isbn-10: 0340920939 | Isbn-13: 9780340920930 | Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback , Hardcover , Audio CD , Audio Cassette , Library Binding , School & Library Binding , eBook

Category: Fiction & Literature , Horror , Mystery & Thrillers

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Book Description
Danny is only five years old, but he is a 'shiner', aglow with psychic voltage. When his father becomes caretaker of an old hotel, his visions grow out of control. Cut off by blizzards, the hotel seems to develop an evil force, and who are the mysterious guests in the supposedly empty hotel?
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  • 4

    Tante aspettative.. la resa è ottima ma non perfetta

    Ho fatto l'errore di leggere prima "Doctor Sleep" e poi "Shining" e parto subito col dire che quest'ultimo è un vero "romanzo da King" mentre il seguito sembra davvero una favola a confronto.

    Detto qu ...continue

    Ho fatto l'errore di leggere prima "Doctor Sleep" e poi "Shining" e parto subito col dire che quest'ultimo è un vero "romanzo da King" mentre il seguito sembra davvero una favola a confronto.

    Detto questo mi aspettavo di più conoscendo lo Stephen King degli esordi.. non nego che sia un gran bel romanzo che ti coinvolge pian piano per poi accompagnarti al finale con una tensione e un coinvolgimento che crescono sempre di più... Però la prima parte del romanzo è forse troppo lenta, troppo introspettiva.

    E' comunque un libro da leggere perchè King come sempre sa convolgere come pochi.

    said on 

  • 2

    Torna l'aventura - 03 mag 15

    Non avrei certo letto un altro libro di Stephen King, autore che confesso non mi piace affatto, se non spinto dalla libropeutica di Berthoud & Elderkin. E mentre rimando a quel filone di discussione l ...continue

    Non avrei certo letto un altro libro di Stephen King, autore che confesso non mi piace affatto, se non spinto dalla libropeutica di Berthoud & Elderkin. E mentre rimando a quel filone di discussione l’approfondimento su cosa possa curare omeopaticamente questo libro, per quanto riguardo il romanzo in sé, devo dire che mi sento di ripetere la risposta che Kubrick dette a King quando questi vide il film, e ne rimase contrariato, affermando che non era molto coerente con il suo romanzo. Per tutta risposta, Kubrick affermò che il libro «non era poi un gran capolavoro». Ed è proprio così. Non è un capolavoro. È un buon romanzo thriller, con un crescente di tensione, ma con una assoluta mancanza di spiegazioni, non dico razionali, ma convincenti su tutto quanto avviene nelle quasi 600 pagine del libro. Credo che la storia sia super-conosciuta, quindi ne parlo ma solo perché nel libro ci sono cose diverse dal film che tutti credo abbiano visto. La storia è la caduta verso la pazzia di Jack Torrence, trentenne scrittore fallito e alcolista non pentito. La storia è il rapporto tra Jack e sua moglie Wendy, dall’amore giovanile alle attuali paure. La storia è la vita di Danny, il figlio di Jack e Wendy, quello che ha dei poteri paranormali, che sente i pensieri, che, come dice il salvatore della patria Dick (poi vedremo perché e come), ha “l’aura” o meglio, in inglese “the shining”. Che il titolo (del libro e del film) è con l’articolo. E si riferisce al potere di Danny. Il libro poi è più complesso, che non parla solo dell’Overlook Hotel e delle vicende che vi avvengono quando Jack accetta il posto di guardiano invernale dell’albergo. Perché seguiamo i motivi che portano Jack ad accettare quel posto: il suo inizio come scrittore che vende alcuni racconti, ingaggiato come professore in una università privata, la difficoltà di scrivere una commedia, l’incontro con Al che lo porta ad amare la bottiglia ed il suo contenuto (soprattutto Martini Cocktail), l’incapacità di reagire alle sfortune, la violenza con il figlio di Danny (cui rompe un braccio in un accesso alcolico), il passaggio (misterioso, e non completamente spiegato) verso l’astinenza completa da alcolici, la rabbia che sale senza sfogo, il pestaggio che rivolge ad un suo studente con cui entra in conflitto, il licenziamento dall’università, e la necessità di trovare un lavoro. In parallelo, vediamo la crescita di Danny, che sente i pensieri, che ha un amico nascosto che gli dice cosa fare e cosa non fare, che si angoscia per il possibile divorzio dei genitori (contro di cui usa tutte le sue armi “paranormali”), la paura che gli prende quando si trova nell’albergo in montagna. Qui King usa tutte le sue armi, dopo aver fatto i suoi flashback per spiegarci (nelle prime 300 pagine) chi siano i nostri tre (anche se Wendy mi rimane sempre molto moscia). Si passa dall’inizio post-estivo dell’albergo che si svuota dei clienti prima dell’inverno, e le storie che il guardiano estivo Watson narra a Jack: le strane morti, i sucidi nella stanza 217, l’uccisione di un mafioso nell’appartamento presidenziale, sino alla strage effettuata dal precedente guardiano invernale verso la moglie e le due figlie gemelle. Vediamo il parco giochi. Vediamo le siepi a forma di animali (ed avranno un ruolo nell’angoscia di Jack, che sotto effetto dell’efedrina immagina questi animali muoversi per volerlo assalirlo), quelli che, erratamente, Kubrick trasforma nel famoso labirinto della morte. Vediamo il cuoco Dick, che ha un piccolo potere di “shine”, ma che lo riconosce in Danny e gli spiega come non averne paura. Poi si avvicina l’inverno. Poi comincia a nevicare, l’albergo viene ad isolarsi dal mondo, rimanendo l’unico compito di jack quello di controllare che la caldaia non si surriscaldi troppo, per evitare catastrofi. Da qui in poi, è un crescendo di non-spiegazioni. Jack, probabilmente, in astinenza da eccitanti, e non riuscendo a scrivere la sua commedia, quella che gli darà la fama e gli onori, comincia a cadere in paranoia, pensa che ci siano forze che gli vogliono tarpare le ali (scusa che estremizza l’incapacità di accettare la propria mediocrità). Ed ecco, le foto si animano, ci sono balli notturni di fantasmi, ci sono incontri con il guardiano assassino. Ed anche Danny è preso da questo vortice di anormalità, si aggira per posti incongrui, ed apre la famosa stanza 217 dove trova il cadavere di una donna (quella suicida) e dopo una fuga Wendy lo trova con dei segni sul collo. Danny dice che è stata la morta, Wendy pensa sia stato Jack ormai incontrollabile. Con un messaggio super-potente del suo shine, Danny chiama Dick che intanto sta al caldo in Florida (e ricordo che l’Overlook sta in Colorado…). Dick si precipita, ma intanto Jack è ormai al di là di ogni ritorno. Ed usando un mazzuolo da “roque” (gioco derivato dal croquet inglese, dove si usa una mazza con una superficie di gomma dura ed una di ferro) cerca di sterminare tutti quanti. Ferisce seriamente Wendy, stordisce quasi a morte l’arrivato Dick, ed insegue Danny in soffitta. Qui, con uno sforzo enorme, Danny fa tornare per un attimo Jack in sé, mentre lo sta quasi uccidendo. E Danny gli dice che la caldaia sta per scoppiare. Jack deve decidere se uccidere Danny e pensare alla caldaia o fare l’inverso. Ma Jack, nel fondo, ama il figlio, corre in cantina e, capendo che se si salva, poi, ucciderà Danny, invece di abbassare la caldaia, la alza al massimo e salta in aria con l’albergo. E tutto finisce con Wendy in ospedale, che riprenderà una vita quasi normale con il piccolo, ma quanto traumatizzato, Danny. Mi sono dilungato molto sul libro, più di quanto pensassi. Anche perché mi da modo di dare qualche tocco di confronto con il film (così faccio vedere quanto conosco il regista, come sa il mio amico Luciano). Intanto, nel film la stanza maledetta diventa la 237 (così l’albergo-modello non avrebbe avuto problemi per i suoi clienti). Poi, si salta molto su quanto succede prima dell’inverno, per cui nel film poco si capisce della pazzia di Jack. Ma si insiste molto sui poteri “assassini” dell’albergo, similmente al libro, ed in entrambi i casi non si capisce perché. Poi ci sono le siepi a forma di animali, che impauriscono prima Danny, poi Jack e che nel libro tentano di fermare la corsa verso il salvataggio di Dick. Nel film invece, molto simbolicamente, Kubrick mette un labirinto di una tipologia che però (questo l’errore) non poteva vivere ai 2000 metri di altitudine dell’albergo. Poi c’è la mazza da roque, che Kubrick sostituisce con la famosa accetta, quella che colpisce più e più volte la porta del bagno dove è nascosta Wendy. Accetta che nel film uccide Dick, e nel libro, mazza che invece lo stordisce soltanto. Infine, Jack non muore congelato nel labirinto, ingannato da Danny che, camminando sopra i passi, fa perdere l’orientamento al padre, ma salta in aria (volontariamente) come a volersi redimere in un ultimo barlume di coscienza. Quindi, mentre in Kubrick le “pazzie” sono accettate come simboliche rappresentazioni, nel libro molte cose vengono non dette e non spiegate, ed a me hanno lasciato un gusto poco partecipe. Non dico voglio capire tutto (in fondo sono molto limitato) ma gradirei che l’autore desse la sua spiegazione. Cui io posso aderire o meno. Mentre questo passaggio sotto silenzio mi lascia freddo verso l’autore. E precipita il libro verso i voti bassi. Colpa anche di una confezione poco accurata, di cui do solo due esempi. A pagina 149 troviamo la frase “una versione riveduta e corretta dell’interi maledetta commedia”. E, poco dopo, a pagina 171: “Nella luce della lampada … il taccino del piccolo appariva teso”. Le sottolineature sono mie: non è difficile fare una concordanza singolare femminile, o e neanche tanto immaginare che Danny abbia un “faccino” e non un “taccino”. Odio l’incuria! Ed alla fine, beh, se vi piace King, leggetelo, io ho fatto un po’ di fatica per le lunghe pagine un po’ prolisse e poco convincenti per i miei gusti.

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  • 4

    DANNATE ASPETTATIVE!

    Eh già.....come da titolo forse avevo troppe aspettative,non dico che è brutto,anzi è molto bello,ma forse mi aspettavo il romanzo horror perfetto da quanto me lo hanno pompato! Lo consiglio.Rientra c ...continue

    Eh già.....come da titolo forse avevo troppe aspettative,non dico che è brutto,anzi è molto bello,ma forse mi aspettavo il romanzo horror perfetto da quanto me lo hanno pompato! Lo consiglio.Rientra comunque tra i migliori di King.

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  • 3

    Troppe aspettative fanno male

    Forse ho letto questo libro con troppe aspettative, non fraintendetemi è un bel libro che ti regala parecchi brividi ma l'ho trovato comunque un pò piatto, mi aspettavo qualche evento inaspettato, il ...continue

    Forse ho letto questo libro con troppe aspettative, non fraintendetemi è un bel libro che ti regala parecchi brividi ma l'ho trovato comunque un pò piatto, mi aspettavo qualche evento inaspettato, il finale ad esempio è intuibile già nel momento del loro arrivo all' Overlook. SPOILER: Ho notato che nel momento in cui Wendy ha veramente paura di Jack ci sia proprio un cambio netto, nella pagina prima era abbastanza tranquilla e poi dopo la scena dell'ascensore con il "malfunzionamento" dormiva con il coltello sotto al cuscino, non so mi ha fatto storcere il naso.

    said on 

  • 5

    Il libro è un capolavoro del genere, ma questo è noto anche ai bambini dell’asilo, ed è difficile dirne qualcosa di nuovo per cui è bene a limitarsi ad un paio di osservazioni.
    La prima: King cerca sp ...continue

    Il libro è un capolavoro del genere, ma questo è noto anche ai bambini dell’asilo, ed è difficile dirne qualcosa di nuovo per cui è bene a limitarsi ad un paio di osservazioni.
    La prima: King cerca spesso il male fuori dall’uomo mentre è chiaro, basta guardare e/o sentire un notiziario, per capire che invece il male non deriva da un metafisico "oltre" ma dal ben più banale encefalo umano.
    La seconda: sono veramente interessanti le differenze tra il libro e il film che ne ha tratto Kubrick. Il regista ha alcune invenzioni geniali che non si trovano nel libro (le pagine del dattiloscritto di Jack che ripetono ossessivamente la stessa frase, il triciclo di Danny per i corridoi “deserti” dell’albergo, lo sgorgare di sangue dall’ascensore, le gemelline alla Arbus e così via). Risulta invece più banale, almeno a mio parere, la scena della morte di Jack, in cui si perde la sottile lotta interiore.
    Comunque, se non siete troppo impressionabili, il consiglio è: leggetelo. Se non vi fa paura nemmeno questo provate “Il canto di Kalì” di Dan Simmons.

    Citazione: "I tre si accinsero alla solita trafila delle prime ore della sera, simili a microbi intrappolati nell'intestino di un mostro".

    said on 

  • 5

    Dà i brividi!

    È uno dei romanzi di King che mi ha tanto emozionato. In questo romanzo ha saputo veramente portare il terrore al limite. Mentre lo leggevo, quando c'erano le scene di terrore, sentivo la paura che st ...continue

    È uno dei romanzi di King che mi ha tanto emozionato. In questo romanzo ha saputo veramente portare il terrore al limite. Mentre lo leggevo, quando c'erano le scene di terrore, sentivo la paura che strisciava sulla mia schiena come piccole zampette di ragno. Inoltre King ha saputo tenermi sulle spine fino alla fine del romanzo. Narra le vicende in un modo limpidissimo e descrive facendo vivere le sue storie davanti ai nostri occhi.
    È un romanzo che vede Jack,un padre alcolizzato, espulso dalla scuola in cui insegnava, che accetta di fare il guardiano in un albergo in montagna per tutto l'inverno, mentre questo è chiuso. All'apparenza è un albergo come tutti gli altri, ma nulla è come appare. Jack, insieme al figlio Danny e alla moglie Wendy, accetta l'incarico senza neanche immaginare cosa lo aspetta. Qual'è la maledizione che incombe sul Overlock?

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  • 5

    Meraviglioso

    Pur essendo alquanto diverso dal film e pur considerando entrambi due capolavori devo dire che S. King mi ha veramente sorpreso in positivo. Non sono amante del genere di libri che scrive ma adoro il ...continue

    Pur essendo alquanto diverso dal film e pur considerando entrambi due capolavori devo dire che S. King mi ha veramente sorpreso in positivo. Non sono amante del genere di libri che scrive ma adoro il modo in cui scrive, la strepitosa creatività con cui riesce a creare personaggi e situazioni verosimili in contesti un po' fuori dalla realtà. Il modo in cui riesce a fare della mente umana l'anello che collega realtà e fantasia è unico nel suo genere ed il fatto che riesce a trasportare il lettore nel vivo di quelle situazioni è una dote innata in lui. Ho praticamente divorato questo libro e naturalmente ne ho comprato un altro perché amo questo scrittore che credo che sia veramente un talento fuori dal comune.

    said on 

  • 4

    Clasicazo.

    Gran novela de SK con todos los ingredientes que lo hacen grande. Por cierto, imposible no leerla sin imaginarte a Jack Torrance como Jack Nicholson...

    said on 

  • 0

    Dopo non essere riuscita a finire nemmeno uno dei tanti romanzi iniziati negli ultimi quattro mesi - quattro mesi, cazzo! - ovviamente in prossimità del mio primo esame del 2015 non riesco a interromp ...continue

    Dopo non essere riuscita a finire nemmeno uno dei tanti romanzi iniziati negli ultimi quattro mesi - quattro mesi, cazzo! - ovviamente in prossimità del mio primo esame del 2015 non riesco a interrompere la lettura di "Shining". Incredibile, ma giusto.

    said on 

  • 5

    Già dalle prime pagine si preannuncia che qualcosa di orribile dovrà accadere e il senso di angoscia aumenta di pagina in pagina. Splendido e di una forza spaventosa come ogni opera di Stephen King. ...continue

    Già dalle prime pagine si preannuncia che qualcosa di orribile dovrà accadere e il senso di angoscia aumenta di pagina in pagina. Splendido e di una forza spaventosa come ogni opera di Stephen King.

    said on 

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