The Sound and the Fury

(Vintage International)

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Publisher: Vintage

4.2
(1752)

Language: English | Number of Pages: 336 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Chi traditional , Italian , French , German , Russian , Portuguese , Catalan , Farsi , Czech , Greek , Polish

Isbn-10: 0679732241 | Isbn-13: 9780679732242 | Publish date:  | Edition Reissue

Also available as: Hardcover , Library Binding , School & Library Binding , Audio Cassette , Audio CD , Mass Market Paperback , Others , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Book Description
First published in 1929, Faulkner created his "heart's darling," the beautiful and tragic Caddy Compson, whose story Faulkner told through separate monologues by her three brothers--the idiot Benjy, the neurotic suicidal Quentin and the monstrous Jason.
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  • 5

    Il tempo è incubo

    “Certe volte a furia di ripeterlo riuscivo a prendere sonno finché dopo che vi si mischiò il caprifoglio tutta la faccenda venne a simboleggiare la notte e l'inquietudine e mi pareva di stare là diste ...continue

    “Certe volte a furia di ripeterlo riuscivo a prendere sonno finché dopo che vi si mischiò il caprifoglio tutta la faccenda venne a simboleggiare la notte e l'inquietudine e mi pareva di stare là disteso senza dormire e senza essere sveglio guardando verso il fondo di un lungo corridoio di grigia penombra dove tutti gli oggetti concreti erano diventati vaghi e paradossali ombre tutto ciò che avevo fatto ombre tutto ciò che avevo provato e sofferto ombre che assumevano forme visibili grottesche e perverse beffarde irrilevanti coerenti esse stesse con la negazione del significato che avrebbero dovuto affermare pensando che ero non ero chi non era non era chi”.

    Ombra, shadow è la parola chiave di questo libro di Faulkner, che ho letto due volte di seguito, e rappresenta l'identità dei personaggi nell'evoluzione della narrazione. La loro identità è ansiosamente dubbia: come è stato scritto, i personaggi di questo romanzo non conoscono se stessi e non possono essere mai la stessa persona; per questo faticano a vivere integrati nel corpo sociale, eppure danno vita a un'epica di voci che si inseguono e si intrecciano, dove passato e presente, verità e menzogna, tragedia e commedia convivono. “Life's but a walking shadow”, dal Macbeth shakespeariano. Testo costruito sulla tecnica del flusso di coscienza, con debito joyciano, il romanzo racconta la storia della caduta di una famiglia della decadente aristocrazia del South americano, tra rovina finanziaria e dissoluzione morale, nella terra dei vinti dopo la guerra civile. La fede religiosa perde concretezza e i legami affettivi vengono travolti dalla disgrazia sociale. Il racconto espone gli eventi in modo non lineare, introducendo salti cronologici e cambiamenti improvvisi nel punto di vista. L'uso espressionistico del linguaggio e l'alternanza di registri narrativi sono caratteristici di una forma riconosciuta come appartenente al modernismo, la cui qualità fondamentale è la complessità, in una materia linguistica oscura, ricca e e abbondante, come ben scrive in prefazione Emilio Tadini, parlando della paura di non poter conoscere e non poter rappresentare. E di qui il movimento, l'esperimento, la nominazione, le corrispondenze, l'iperbole. Di quella complessità tecnica e oscurità non metaforica ne sono prova le parole poetiche e evocative di esplorazioni nell'interiorità, nei paesaggi dell'animo: ”Dove cadeva l'ombra del ponte potevo spingere lo sguardo molto in basso, ma non fino in fondo. Quando lasci una foglia nell'acqua per molto tempo dopo un po' il tessuto se ne va e restano le fibre delicate a ondeggiare con la stessa lentezza dei movimenti che si fanno nel sonno. Non si toccano, anche se prima formavano un groviglio, anche se prima erano state vicinissime alle nervature”. La storia di Candace osservata da ciascuno dei suoi tre fratelli mette in luce la natura enigmatica e molteplice della realtà umana. I fratelli Compson sono creature violente e complesse, contraddittorie e dinamiche, tra redenzione, compassione, colpa e castigo. La forma romanzo viene spinta oltre i suoi estremi confini, dentro i suoi stessi limiti, tra corpo ed eterno: è il percorso di individui che lottano in un destino tragico e inesorabile. Faulkner descrive e narra con potenza introspettiva il conflitto tra passione sconsiderata e spietato cinismo, tra vocazione alla armonia e inclinazione catastrofica: responsabili del peccato comune, uniti in un inferno che protegge, escludendo gli altri, nel cuore nero e maledetto del profondo e reazionario Sud, il Sud sconfitto e biblico, in crisi di identità. L'Urlo e il furore è una favola mitologica ambientata in una immaginaria contea di Yoknapatawpha, a Jefferson, nel Mississippi, dove una donna perduta e ripudiata definisce gli altri personaggi nella scelta quotidiana tra il dolore e il nulla, mentre le pulsioni negate del desiderio sono una condanna da scontare, una ferita originaria: il lato tragico dell'esistere denota la fiducia nel nucleo irriducibile di dignità e speranza umana, evidenziando il sacrificio e la resistenza necessarie a raggiungere profondità di visione e piena consapevolezza. I personaggi faulkneriani si chiedono perché sono al mondo e misteriosamente amano la morte, sprofondando così in un'esperienza di vita metafisica e ineffabile, al di là dei sentimenti. Sono personaggi irregolari, tormentati, irrimediabilmente dannati, con un disagio e una disperazione che li conducono al disastro, quando non possono evitarlo o mancarlo. Sono segnati nella carne e vivono la maledizione del sangue, convivono con malattia e follia ereditaria e con l'ossessione per la purezza e l'innocenza perdute; sconvolti dalla rottura della moralità e della tradizione etica, si scontrano nel fanatismo dell'onore e della vergogna, si respingono nell'inevitabile attrazione per l'origine, e si confrontano nel partecipare al tramonto di un mondo di valori superato e sconfitto, dove solo resta la pietas dei più deboli: dentro di essi sembra svanire anche la persona e la voce di Faulkner; in qualche modo sono essi stessi illusioni, proiezioni, allucinazioni, fantasmi o appunto ombre.

    “Non te lo do perché tu possa ricordarti del tempo, ma perché ogni tanto tu possa dimenticarlo per un attimo e non sprecare tutto il tuo fiato nel tentativo di vincerlo. Perché, disse, le battaglie non si vincono mai. Non si combattono nemmeno. L'uomo scopre, sul campo, solo la sua follia e disperazione, e la vittoria è un'illusione dei filosofi e degli stolti”.

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  • 5

    Vale il sacrificio

    "Un libro arduo ma che vale ogni sacrificio" dice l'appendice.
    Il romanzo di una famiglia che altera tutti gli schemi: temporali, morali, sentimentali.
    Flussi di coscienza modello Joyce, il personaggi ...continue

    "Un libro arduo ma che vale ogni sacrificio" dice l'appendice.
    Il romanzo di una famiglia che altera tutti gli schemi: temporali, morali, sentimentali.
    Flussi di coscienza modello Joyce, il personaggio più meschino della letteratura (Jason: ricordatevi questo nome), un amore impossibile, tanti amori impossibili. E su tutti lei: la serva di colore Dilsey, il focolare della famiglia perduta, la pietra di scarto che diventa testata d'angolo, la "mami" di Via col vento.
    Vi innervosirete leggendo questo libro, spesso, ma non abbandonatelo. Vi perdereste qualcosa di speciale. Giuro.

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  • 4

    Una rilettura

    E’ la rappresentazione letteraria della disgregazione della famiglia borghese tramite il declino un’ipotetica famiglia: i Compson. Quattro parti scritte le prime tre in prima persona da ciascuno dei ...continue

    E’ la rappresentazione letteraria della disgregazione della famiglia borghese tramite il declino un’ipotetica famiglia: i Compson. Quattro parti scritte le prime tre in prima persona da ciascuno dei figli di questa famiglia mentre l’ultima parte è raccontata da un narratore onnisciente, il quale tuttavia opera insistentemente attraverso una focalizzazione sul personaggio di Dilsey, la governante nera della famiglia. E’ un romanzo volutamente frammentario e da subito colpisce la struttura dei personaggi e la loro caratterizzazione, Benjy e un’idiota ed è il primo protagonista narrante che caratterizza soprattutto la scrittura frammentaria e la mescolanza di sfere sensoriali con piani temporali diversi. Questa situazione provoca un senso di smarrimento in chi legge. Non è la sola provocazione che l’autore sperimenta. Nella seconda sezione narrata da Quentin si propone un passaggio a ritroso perché il protagonista è morto ben diciotto anni prima, mentre la terza è affidata a Jason, il più piccolo dei fratelli, in apparenza il più sano, ma con spiccata grettezza mentale e povero concettualmente e linguisticamente. Il caos, Faulkner lo crea ponendo al posto giusto l’ultima sezione. Ci si aspetta qualcosa di non sequenziale, invece il libro scorre come doveva essere fatto e immaginato, si esce completamente dai canoni iniziali per ridare, dall’esterno, un certo ordine al caos iniziale, è la stessa Dilsey che parla e pur non appartenendo alla famiglia è il personaggio che ha un forte senso di carità cristina e anche quello cui di fatto sarà affidato l’ultimo giudizio sulla vicenda dei Compson.

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  • 5

    Potente e devastante come una bomba ad orologeria.Più leggo Faulkner, più mi si rivelano piccini tanti altri autori americani contemporanei che tutto sommato mi erano piaciuti...

    “Parlavano tutti ins ...continue

    Potente e devastante come una bomba ad orologeria.Più leggo Faulkner, più mi si rivelano piccini tanti altri autori americani contemporanei che tutto sommato mi erano piaciuti...

    “Parlavano tutti insieme, con voci insistenti e impazienti, contraddittorie, trasformando una cosa irreale in una possibilità, poi in una probabilità, poi in un fatto incontrovertibile, come fa la gente quando i suoi desideri diventano parole.”

    Ecco.

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  • 5

    Appena terminato “ L’urlo e il furore” di William Faulkner.
    E’ un libro strano, non di facile comprensione sia per la struttura che per la scrittura. Particolare dover leggere fino all’ultimo per rico ...continue

    Appena terminato “ L’urlo e il furore” di William Faulkner.
    E’ un libro strano, non di facile comprensione sia per la struttura che per la scrittura. Particolare dover leggere fino all’ultimo per ricostruire tutta la storia, ma alla fine, nonostante la fatica , ci si sente appagati, grati a Faulkner per averci regalato questo romanzo.
    L’ambiente, il sud degli Stati Uniti, l’epoca, gli anni della Grande Depressione, e i personaggi della famiglia Compson sono angoscianti; la sensazione di andare incontro al proprio destino e di non poter far niente per cambiare il corso delle cose accompagna tutto il libro.
    Non ho visto ,in mezzo a tanti personaggi tormentati, un minimo di speranza, un pò d'amore per il prossimo o anche simpatia . Cattivi, freddi, gelosi, orgogliosi, egoisti! Negri e bianchi, tutti allo stesso modo pensano solo ai fatti loro e quel povero Benjy che urla tutto il suo dolore , tutta la disperante esistenza senza capire il senso di nulla. Bello sì, ma è una famiglia perduta, tarata, destinata a soffrire e a far soffrire. L'unica nota positiva Dilsey, la vecchia negra che si occupa di tutto e di tutti, è l’unico spiraglio di luce e di bontà.

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  • 5

    Nel caso che

    Non ce la farò mai è troppo difficile perché mi sono fatta convincere ancora una volta a comprare un libro chi m’impone di finirlo Prese il libro puzzava ancora del latte macchiato che quella mattina ...continue

    Non ce la farò mai è troppo difficile perché mi sono fatta convincere ancora una volta a comprare un libro chi m’impone di finirlo Prese il libro puzzava ancora del latte macchiato che quella mattina ci aveva rovesciato sopra per forza è un mistero capire sondare il disfacimento un dolore un dolore qualcosa si faceva strada la disgregazione di una famiglia ecco perché devo finirlo lo finirò E’ un dramma familiare , le avevano detto, il migliore mai descritto perché dovrei improvvisi bagliori e poi è tutto chiaro si sale si sale non vedo la fine chissà se ci sarà una fine e quanto dolore perché tutto questo dolore e tormento Mise da parte il libro lo chiuse adagio rimase a fissare il vuoto sono devastata da tutto questo dolore e anche arrabbiata eppure so che tornerei a leggerlo d’un fiato Scrisse con mano decisa leggetelo leggetelo leggetelo dovete leggerlo

    credo di provare solo per altri quattro scrittori l'amore immenso che ho per Faulkner, la gratitudine e quel punto di non ritorno che è l'orgasmo del leggere ed esserci, anche. Cinque scrittori stanno nelle dita di un mano e una mano è sufficiente a sollevare mondi. Altro squarcio di cielo in un cuore sfatto.

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  • 5

    Riletto a distanza di anni e di altre letture, non ha perso un colpo.

    Riuscire a sbrogliare la sua complessità mi sembra anche un ottimo test, oggi, per capire fino a che livello ci abbia rincoglionit ...continue

    Riletto a distanza di anni e di altre letture, non ha perso un colpo.

    Riuscire a sbrogliare la sua complessità mi sembra anche un ottimo test, oggi, per capire fino a che livello ci abbia rincoglionito la superficialità dei vari instagram, facebook e compagnia.

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  • 5

    Fondamentale

    Barocco non so se sia il temine giusto, io l'ho trovato potente e fondamentale, questo romanzo. Viscerale, vorticoso, sorprendente a partire dalla scelta stilistica dei tre narratori in prima persona, ...continue

    Barocco non so se sia il temine giusto, io l'ho trovato potente e fondamentale, questo romanzo. Viscerale, vorticoso, sorprendente a partire dalla scelta stilistica dei tre narratori in prima persona, tra cui il fratello demente, più il narratore onnisciente che sviluppa, con grande sapienza, la trama che è tutto sommato semplice, ma che si arricchisce nella prospettiva e nel punto di vista di ciascuno. Sì perché ciascuno ha la sua visione ed è differente da quella degli altri a volte contrapposta per volontà, prospettive, relazioni e così, avanti e indietro, girando attorno, si ricrea il mondo, riordinandolo, rimettendo a posto le tessere. Gli ingredienti sono: una famiglia decadente, un incesto (vero o presunto), un'estorsione, una fuga, l'inganno, il suicidio, i legami famigliari che si sfrangiano nell'egoismo di ciascuno, dove tutti sono molto cattivi, ma forse la peggiore cattiveria è quella più subdola, più calcolata, quella a opera del fratello considerato, forse a torto, "normale", in un gioco di specchi in cui, a tratti, si riconosce pure il lettore stesso.

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  • 3

    Romanzo complesso soprattutto nello stile. I 4 capitoli da cui è composto sono affidati ciascuno ad una voce diversa con uno stile chiaramente distinto dagli altri. Il primo viene raccontato attravers ...continue

    Romanzo complesso soprattutto nello stile. I 4 capitoli da cui è composto sono affidati ciascuno ad una voce diversa con uno stile chiaramente distinto dagli altri. Il primo viene raccontato attraverso gli occhi del figlio disabile della famiglia Compson: questo comporta continui passaggi da una situazione all'altra, dal passato al presente e viceversa. Il secondo è narrato da Quentin ed è il più complesso: fatto di lunghi brani di flusso di coscienza e di digressioni il cui significato, nell'economia del libro, mi risultano un po' oscure. Meglio decisamente gli ultimi due capitoli raccontati uno dal subdolo Jason e l'altro da un narratore onniscente vicino alla famiglia di servitori di colore dei Compson. Entrambi sono di più facile lettura per quanto duri nei temi. Insomma è un romanzo complesso, sfaccettato, di cui non saprei dire con certezza se mi è piaciuto o no. È un'esperienza.

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