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The Spy Who Came in from the Cold

By John le Carré

(9)

| Paperback | 9780340937570

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Book Description

With this superb, now classic novel of suspense, le Carre changed the rules of the game. His story is of one last breathlessly perilous assignment for the agent who wants desperately to end his career of espionage - to come in from the cold. 'Superb Continue

With this superb, now classic novel of suspense, le Carre changed the rules of the game. His story is of one last breathlessly perilous assignment for the agent who wants desperately to end his career of espionage - to come in from the cold. 'Superbly constructed, with an atmosphere of chilly hell' J.B. Priestley

93 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    4 stelle e mezzo

    http://sparklefrombooks.blogspot.it/2014/09/recensione-… Adoro le storie di spionaggio, non per nulla, da piccola, il mio grande sogno nella vita era di fare l’agente segreto. Sì sì, lo so, ho visto troppi film, ma c ...(continue)

    http://sparklefrombooks.blogspot.it/2014/09/recensione-… Adoro le storie di spionaggio, non per nulla, da piccola, il mio grande sogno nella vita era di fare l’agente segreto. Sì sì, lo so, ho visto troppi film, ma cosa ci volete fare?! Sono sempre stata più la tipa che si salva da sola invece che quella che aspetta, con le mani in mano, l’arrivo del principe azzurro a salvarla. Ma torniamo a noi..nonostante la forte attrazione che la trama esercitava su di me, questo libro è rimasto a vegetare nella mia libreria per anni. Vuoi per una cosa, vuoi per un’altra, ne ho sempre rimandato la lettura. Alla fine però sono riuscita a dedicargli un po’ di tempo e sono davvero felice di averlo fatto perché le mie aspettative non sono state deluse.
    Il racconto è ambientato tra l’Inghilterra e la Germania degli anni sessanta, in piena guerra fredda. Il protagonista è Alec Leamas, un agente dei servizi segreti inglesi, la cui carriera, dopo anni trascorsi a lavorare in prima linea nella zona di Berlino, sembra volgere al termine. Intelligente, sagace, perspicace, ma anche un uomo che è giunto al punto di vedere la vita con distacco e un certo grado di disillusione. La sua stessa vita è stata plasmata dalla sua professione. Le circostanze e l’istinto di sopravvivenza hanno sempre, e sempre avranno, un peso immane in tutto ciò che lo riguarda, inclusa la sua stessa sfera personale. Sono rimasta particolarmente affascinata da questo personaggio, dal suo modo di vedere le cose e da come gli strati che ricoprono accuratamente la sua personalità e il suo stesso essere si rivelino poco a poco.
    Quello che più ho apprezzato però è stato la costruzione stessa della storia. Inizialmente tutto, gli intrecci, le trame, le strategie, sono nascoste, celate ai nostri occhi. Non vi è un narratore onnisciente che ci spiega i retroscena o le cause che hanno condotto un personaggio a quel dato punto. Abbiamo solo un narratore esterno che ci riporta i fatti così come sono, descrivendo solo ciò che vede e mostrandoci, a volte, il punto di vista e i pensieri di un dato personaggio. Questo mi ha permesso di scoprire, passo dopo passo, la reale portata di un disegno più grande presente alla base di tutto. Non posso che ammirare la grande abilità di Le Carré di incastrare insieme minuscoli tasselli, apparentemente disgiunti o privi valore, al fine di fornire al lettore, solo negli ultimi capitoli, un quadro d’insieme perfettamente logico.
    Purtroppo ciò che mi impedisce di assegnare un voto pieno al romanzo è il modo in cui l’autore dà voce al narratore esterno. Spesso mi è capitato di leggere la stessa frase più di un volta perché non riuscivo a capire chi ne fosse il soggetto. I “lui” e i “lei” generici, i cambi improvvisi di punto di vista e il repentino passaggio dell’analisi dei pensieri di un personaggio o di un altro, mi hanno spesso mandata in confusione. La comprensione e il senso generale della frase c’è, non lo posso negare, però mi è mancata la possibilità di cogliere in qualsiasi momento la sottigliezza e le varie sfumature di ogni più piccolo avvenimento e, cosa ancora più importante, la narrazione ne risente perdendo in fluidità e scorrevolezza. La cosa positiva è che questo particolare non è presente sempre. Soprattutto non nelle ultime 60 pagine circa, o forse in questo caso sono solo io che, trasportata dal vortice degli eventi, non l’ho colto.
    La spia che venne dal freddo è un libro che ci offre uno spaccato sui (possibili) retroscena del periodo susseguitosi alla seconda guerra mondiale. Quel periodo buio, carico di tensione nervosa, in cui ideologie contrapposte non facevano che fronteggiarsi e scontrarsi tra loro. È un libro che, secondo me, mette in evidenza come il confine tra giusto e sbagliato sia labile, facile preda delle interpretazioni e della soggettività. Tutto ruota intorno alla lotta per il predominio di un’idea, di un’ideologia, di un credo, e sulla convinzione di entrambe le parti di agire per l’ottenimento di un bene superiore. Bene che comporta il sacrificio, il pagamento di un prezzo. Si è disposti a rischiare tutto pur di raggiungere quello scopo. Obiettivo che nella sua grandezza oblitera qualsiasi altra cosa. Il grande a discapito del piccolo. Mondo questo, in cui il valore delle piccole cose è andato completamente perso. Un cambiamento, un punto di svolta, potrà avvenire solo nel momento in cui il protagonista compirà una scelta: rimanere ancorato e invischiato in questo circolo vizioso o aprire gli occhi e imparare così a riconoscere ed apprezzare la bellezza e l’importanza delle piccole cose della vita?

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    Valy P. said on Sep 10, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Appassionante

    Le Carré ti coinvolge e ti stuzzica pagina dopo pagina. Sa come attirare l'attenzione del lettore senza mai annoiare. Lo stile di scrittura è fluido, semplice e caratteristico. Ti fa immergere in ogni singola descrizione, evento, fino a non farti sta ...(continue)

    Le Carré ti coinvolge e ti stuzzica pagina dopo pagina. Sa come attirare l'attenzione del lettore senza mai annoiare. Lo stile di scrittura è fluido, semplice e caratteristico. Ti fa immergere in ogni singola descrizione, evento, fino a non farti staccare gli occhi dal romanzo. Ha tutte le caratteristiche che un giallo dovrebbe avere. 5 stelle!

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    davide said on Apr 13, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Rispetta tutti i punti classici del genere.
    Leamas è l'anti-Bond, le atmosfere di Berlino, Londra, Olanda sono splendide, la figura di Mundt misteriosa il giusto.

    Il finale è magistrale, sono curioso di vedere il film.

    Nota a parte: leggendo questo ...(continue)

    Rispetta tutti i punti classici del genere.
    Leamas è l'anti-Bond, le atmosfere di Berlino, Londra, Olanda sono splendide, la figura di Mundt misteriosa il giusto.

    Il finale è magistrale, sono curioso di vedere il film.

    Nota a parte: leggendo questo libro apprezzo ancora di più il lavoro fatto da Tomason nel film " La Talpa".

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    Ggala said on Mar 24, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La spia che venne dal freddo racconta l'ultima missione di Alec Leamas, spia britannica che la lunga carriera "al freddo", tra i pericoli della Cortina di ferro, ha reso stanco e disilluso. Tutti i suoi migliori agenti sono stati scoperti e uccisi. E ...(continue)

    La spia che venne dal freddo racconta l'ultima missione di Alec Leamas, spia britannica che la lunga carriera "al freddo", tra i pericoli della Cortina di ferro, ha reso stanco e disilluso. Tutti i suoi migliori agenti sono stati scoperti e uccisi. Esiste un solo modo per chiudere la partita: partecipare all'operazione che gli propone Controllo, il suo capo. Leamas dovrà infiltrarsi nella Stasi e, tramite un raffinato gioco di controinformazioni, eliminare il pericoloso Mundt. Troppo tardi si accorgerà di essere stato, insieme alla donna che ama, la pedina di un gioco più grande di lui... Dalla formidabile penna di John le Carré, una spy story di ineguagliabile finezza psicologica ambientata nella Berlino della Guerra Fredda; un romanzo che al suo apparire, nel 1963, ottenne un successo clamoroso. Quel particolare momento nella vicenda di le Carré, funzionario dell'Intelligence e romanziere, e lo statuto del suo libro, opera di fiction o messaggio proveniente dall'altra parte della barricata, viene rievocato dall'autore nella nuova, appassionata prefazione Cinquant'anni dopo.

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    Jack9 said on Mar 5, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un clásico sobrevalorado

    Llevaba tiempo sin leer ningún thriler policiaco y me dicidí por un clasico como este para ir sobre seguro. Me ha parecido un libro correcto pero algo sobrevalorado. De alguna forma me esperaba algo más de la opera prima de un autor consagrado como e ...(continue)

    Llevaba tiempo sin leer ningún thriler policiaco y me dicidí por un clasico como este para ir sobre seguro. Me ha parecido un libro correcto pero algo sobrevalorado. De alguna forma me esperaba algo más de la opera prima de un autor consagrado como es Le Carre.

    En cuanto a la narración, he de decir que me ha resultado algo tediosa al inicio para, según avanza, mejorar en ritmo y acción. Los personajes no están excesivamente trabajados, pero dada la longitud de la novela, tampoco hace demasiada falta.

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    Huinen said on Feb 13, 2014 | Add your feedback

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