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The State of the Art

By

Publisher: Firebird Distributing

3.7
(65)

Language:English | Number of Pages: 224 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian

Isbn-10: 1857230302 | Isbn-13: 9781857230307 | Publish date:  | Edition New Ed

Also available as: Hardcover , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
The first ever collection of Iain Banks's short fiction, this volume includes the acclaimed novella, The State of the Art. This is a striking addition to the growing body of Culture lore, and adds definition and scale to the previous works by using the Earth of 1977 as contrast. The other stories in the collection range from science fiction to horror, dark-coated fantasy to morality tale. All bear the indefinable stamp of Iain Banks's staggering talent.
Sorting by
  • 5

    Chi ha pane non ha denti...

    Un breve romanzo che può essere letto da due punti di vista. Nel primo caso stiamo leggendo un saggio sull'umanita e sulla dualità bene\male che completa la nostra esistenza e ci fa sentire vivi, rispetto alla Cultura in cui questa dualità non ha necessità di esistere.
    Il secondo è una lett ...continue

    Un breve romanzo che può essere letto da due punti di vista. Nel primo caso stiamo leggendo un saggio sull'umanita e sulla dualità bene\male che completa la nostra esistenza e ci fa sentire vivi, rispetto alla Cultura in cui questa dualità non ha necessità di esistere.
    Il secondo è una lettura prettamente fantascientifica in cui si ritrovano Sma Diziet e il "pazzo" Amtiskaw alle prese con il recupero di un inviato del Contatto sulla Terra (si, la nostra Terra!) che non vuole tornare nella Cultura.
    C'è poi questa strizzatina d'occhio del buon Banks che ci mette come terza entità passiva, nel tentativo di Dizzy di convincere Linter a tornare sulla UGC. La questione è semplice a prima vista e io mi sono posto dalla parte di Diziet... in fondo c'è il famoso detto "...e chi ha denti non ha pane".
    Voglio vivere nella Cultura!

    Un dono dalla cultura
    Il racconto è molto simile al romanzo breve precedente ma in questo caso il protaginista (altro reietto della Cultra) si impiglia nella rete di una cellula terroristica che lo costringerà ad agire contro la Cultura stessa.
    Quello che lascia perplesso è che alla fine succede l'impensabile. Nessuno della cultura interviene. Nessuna macchinazione precostituita dalle menti. Quindi, anche la Cultura è vulnerabile?

    said on 

  • 4

    Punti di vista

    http://massimomatteuzzi.blogspot.it/2013/07/letture-gli-ultimi-tasselli-della.html

    "Lo stato dell'arte" contiene un romanzo breve ambientato nella Cultura, e altri racconti.
    Questo romanzo, o meglio, racconto lungo, narra di un episodio che riguarda una "vecchia" conoscenza di Circos ...continue

    http://massimomatteuzzi.blogspot.it/2013/07/letture-gli-ultimi-tasselli-della.html

    "Lo stato dell'arte" contiene un romanzo breve ambientato nella Cultura, e altri racconti.
    Questo romanzo, o meglio, racconto lungo, narra di un episodio che riguarda una "vecchia" conoscenza di Circostanze Speciali: Sma Diziet.
    E dove si trova in missione questa volta? Sulla nostra Terra, negli anni 70.
    Banks riesce a sottolineare pregi e difetti della società terrestre dell'epoca, tramite i molteplici punti di vista dei personaggi coinvolti, non ultimo quello dell'UGC (Unità Generale di Contatto) Arbitraria.
    Nonostante la trama non sia particolarmente articolata, si è profondamente coinvolti nella vicenda e ci si immedesima inevitabilmente nella protagonista.
    In tutto il raccontone si respira il solito "senso del meraviglioso" che così bene Banks riesce a infondere in tutti i suoi scritti appartenenti a questo ciclo.
    Non aspettatevi viaggi pazzeschi, guerre, ecc... Qui tutto è giocato sui personaggi, sulle diverse opinioni e punti di vista, con piccole pennellate che alla fine completano il quadro.

    said on 

  • 2

    Questo piccolo racconto, inserito nel Ciclo della Cultura, è a mio avviso da considerarsi un po' atipico. Sembra infatti uno spin off di Sma Diziet in una particolare missione di contatto con la Terra. Ancora una volta Banks riesce a giocare utilizzando vari punti di vista per elogiare, criticare ...continue

    Questo piccolo racconto, inserito nel Ciclo della Cultura, è a mio avviso da considerarsi un po' atipico. Sembra infatti uno spin off di Sma Diziet in una particolare missione di contatto con la Terra. Ancora una volta Banks riesce a giocare utilizzando vari punti di vista per elogiare, criticare e confrontare l'organizzazione anarco utopistica della Cultura. Senza mezzi termini in questo racconto lo fa andando ad analizzare il mondo occidentale terrestre. Purtroppo rispetto agli altri libri, il sistema peripatetico utilizzato, non risulta molto interessante. Anzi, poteva benissimo essere molto più salubre e breve, magari inseriti all'interno di altri romanzi. Ancora una volta, ma qui non in maniera piacevole, vediamo le contraddizioni ed i differenti metri di misura che la Cultura adotta nei confronti delle specie aliene (in questo caso gli umani della Terra). Qui abbiamo solo una mera osservazione accademica, quando altrove conduce guerre, genocizza, crea trame, porta aiuti, suggerisce diplomaticamente... Sulla Terra niente. O al massimo l'avrebbero distrutta creando un buco nero al centro del pianeta. Deboluccio come racconto.

    said on 

  • 2

    a tiny bit of Culture enjoyment

    Of the 8 stories that make this book, I really liked only one, "Descent". It is worth reading just for this and for "The state of the art" just for those that want to read every piece Banks wrote on the Culture, but frankly, if you don't, I don't blame you, this book will not change your life or ...continue

    Of the 8 stories that make this book, I really liked only one, "Descent". It is worth reading just for this and for "The state of the art" just for those that want to read every piece Banks wrote on the Culture, but frankly, if you don't, I don't blame you, this book will not change your life or make you love and admire Banks like his novels do.

    said on 

  • 3

    Short story collection loosely set in the Culture. The one longer story bearing the same title is vaguely worth the effort, the rest best skipped.

    said on 

  • 4

    Letto e apprezzato.
    Non è all'altezza de La fabbrica degli orrori, ma è comunque un libro che si legge volentieri.

    Su tutti il racconto che più mi ha impressionato è Pezzo (lucidamente agghiacciante...), ma anche l'ultimo - Graffio - non scherza, e complimenti ad Anna Feruglio Dal Dan ...continue

    Letto e apprezzato.
    Non è all'altezza de La fabbrica degli orrori, ma è comunque un libro che si legge volentieri.

    Su tutti il racconto che più mi ha impressionato è Pezzo (lucidamente agghiacciante...), ma anche l'ultimo - Graffio - non scherza, e complimenti ad Anna Feruglio Dal Dan per l'improbo sforzo traduttorio.

    Un discorso a parte per i racconti della Cultura. Io non ho ancora letto i romanzi (speriamo che Fanucci li riproponga al più presto) però una cosa mi è sembrata chiara: Banks non perdona chi abbandona la Cultura per simpatia rispetto ai nativi. E Il motivo è ovvio: non rendersi conto della fortuna di cui si gode è il più grosso peccato (non so se l'autore approverebbe l'uso del termine, forse spreco sarebbe più appropriato) che un abitante della Cultura possa commettere. E così o muore di una fine propriamente terrestre o si macchia di un crimine indegno...
    (2001)

    said on