The Story of the Lost Child

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Publisher: Europa

4.0
(2086)

Language: English | Number of Pages: 473 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish

Isbn-10: 1609452860 | Isbn-13: 9781609452865 | Publish date:  | Edition 1

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Book Description
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  • 4

    Storia della bambina perduta

    ….. “Solo nei romanzi brutti la gente pensa la cosa giusta, dice sempre la cosa giusta, ogni effetto ha la sua causa, ci sono quelli simpatici e quelli antipatici, quelli buoni e quelli cattivi, tutto ...continue

    ….. “Solo nei romanzi brutti la gente pensa la cosa giusta, dice sempre la cosa giusta, ogni effetto ha la sua causa, ci sono quelli simpatici e quelli antipatici, quelli buoni e quelli cattivi, tutto alla fine ti consola…..” (Lila, p. 429).
    Se è così, beh allora questo è un gran bel romanzo!
    Un’amicizia al femminile che è confronto serrato e doloroso; Elena e Lila che entrambe sono specchio delle proprie personali insicurezze, perché intorno a loro (che sia Napoli o un’altra città italiana), tutto è in movimento e quando qualcosa si stabilizza è ambigua e pericolosa e comunque da contestare.
    “L’amica geniale” ti costringe a pensare quanto ognuna di noi ha di Elena o di Lila, ma soprattutto quanto avrebbe voluto avere di entrambe…..
    Sotto certi punti di vista, una storia “eccessiva”, ma non è forse questa la caratteristica di molti grandi romanzi?

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  • 3

    Più che un romanzo una soap opera. Decisamente troppo didascalico. Qui il mestiere prevale ancora di più che negli altri tre volumi. E il libro sembra scritto per essere già pronto per la sua trasposi ...continue

    Più che un romanzo una soap opera. Decisamente troppo didascalico. Qui il mestiere prevale ancora di più che negli altri tre volumi. E il libro sembra scritto per essere già pronto per la sua trasposizione in film per la tv.

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  • 4

    Mi mancheranno Lila e Lenù

    Dopo una partenza poco appassionata (il 1° libro non mi aveva fatta impazzire), questa quadrilogia mi ha davvero conquistata. Mi sono sdegnata, arrabbiata, ho gioito con i personaggi... e questo quart ...continue

    Dopo una partenza poco appassionata (il 1° libro non mi aveva fatta impazzire), questa quadrilogia mi ha davvero conquistata. Mi sono sdegnata, arrabbiata, ho gioito con i personaggi... e questo quarto libro mi ha letteralmente assorbita: l'ho divorato in meno di 48 ore.
    Ancora una volta ho apprezzato l'introspezione e il continuo interrogarsi e mettersi in dubbio della protagonista, l'evolversi così vero del rapporto con l'amica, ma anche lo stile scorrevole e al contempo ricco e la narrazione con gli immancabili i colpi di scena

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  • 4

    storia della lettura fiita

    Libro direi quasi verista.
    I personaggi sono veri, con le loro luci e ombre come un quadro di caravaggio. Che l'italia abbia epsortato queste letture è un bel segnale

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  • 5

    Letto in due giorni, anzi divorato. Due giorni trascorsi in quasi completa solitudine se escludiamo i personaggi che letteralmente sbucavano fuori dal libro e richiamavano attenzione.
    "Ci sono moment ...continue

    Letto in due giorni, anzi divorato. Due giorni trascorsi in quasi completa solitudine se escludiamo i personaggi che letteralmente sbucavano fuori dal libro e richiamavano attenzione.
    "Ci sono momenti in cui ciò che si colloca ai lati della nostra vita e che pare le farà da sfondo in eterno - un impero, un partito politico, una fede, un monumento, ma anche semplicemente le persone che fanno parte della nostra quotidianità - viene giù in modo del tutto inaspettato, e proprio mentre mille altre cose c'incalzano"

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  • 5

    Vero.

    Finalmente una storia di amicizia senza le schifezze di affetto, amore, fedeltà eterna e assoluta, come se il vincolo dell'amicizia non possa dissolversi mai. Finalmente un'amicizia vera, vera perché ...continue

    Finalmente una storia di amicizia senza le schifezze di affetto, amore, fedeltà eterna e assoluta, come se il vincolo dell'amicizia non possa dissolversi mai. Finalmente un'amicizia vera, vera perché a volte ci si odia. Vera perché a volte la persona che credevi essere in un certo modo in realtà ti spiazza ed è completamente diversa. Questa è la vita. Era l'ora che qualcuno si decidesse a parlarne, invece di continuare a esaltare il sentimento dell'amicizia come qualcosa di perfetto. L'amicizia non è perfetta. L'amicizia a volte ferisce, l'amicizia a volte è invidia, a volte è rubarsi l'uomo, cercare di schiacciare l'altro. Lila ed Elena sono vere. Sono state sempre amiche, certo, ma si sono anche urlate addosso, si sono scontrate, si sono ferite. Mi ritrovo in tutto questo. Grazie Elena Ferrante, che mi hai fatto capire che l'amicizia può essere così, può essere "oggi non ti sopporto proprio".
    Grande romanzo (sebbene quattro, alla fine è un unico grande romanzo), vero fino in fondo, vero nella descrizione dell'insicurezza e del sentimento di subordinazione che Elena ha sempre provato nei confronti di Lila.
    Grazie, Elena Ferrante

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  • 5

    Ho capito che la Ferrante si leggerà per decenni!

    Finale di questa saga emozionante, pieno di creatività e di ottima scrittura. Un Romanzo con la "R" maiuscola.
    Ok, forse una quarantina di pagine si potevano evitare, ma la Ferrante ci sa fare, è maes ...continue

    Finale di questa saga emozionante, pieno di creatività e di ottima scrittura. Un Romanzo con la "R" maiuscola.
    Ok, forse una quarantina di pagine si potevano evitare, ma la Ferrante ci sa fare, è maestra nel raccontare.
    Mi spiace che sia finito con questo quarto volume, spero continui a scrivere nuovi libri negli anni a venire.

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  • 1

    Quadrilogia l'amica geniale

    Finalmente mi sono liberata, cioè ho finito, questo pedante, noioso, banale nella storia e nell'invenzione e povero nel lessico ultraripetitivo, lunghissimo polpettone, figlio di una sottocultura e po ...continue

    Finalmente mi sono liberata, cioè ho finito, questo pedante, noioso, banale nella storia e nell'invenzione e povero nel lessico ultraripetitivo, lunghissimo polpettone, figlio di una sottocultura e portatore di valori mostruosamente maschilisti e violenti, da cui non riesce a prendere le distanze.
    Davvero non capisco l'entusiasmo che circonda quest'opera della Ferrante... che forse non vuole rivelare la propria identità semplicemente perché si vergogna ...

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