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The Stranger

(11)

| Hardcover | 9780394533056

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Book Description

Since it was first published in English, in 1946, Albert Camus's extraordinary first novel, The Stranger (L'Etranger), has had a profound impact on millions of American readers. Through this story of an ordinary man who unwittingly gets drawn into a Continue

Since it was first published in English, in 1946, Albert Camus's extraordinary first novel, The Stranger (L'Etranger), has had a profound impact on millions of American readers. Through this story of an ordinary man who unwittingly gets drawn into a senseless murder on a sun-drenched Algerian beach, Camus was exploring what he termed "the nakedness of man faced with the absurd."

Now, in an illuminating new American translation (the only English version available for more than forty years was done by a British translator), the original intent of The Stranger is made more immediate, as Matthew Ward captures in exact and lucid language precisely what Camus said and how he said it, thus giving this haunting novel a new life for generations to come.

Albert Camus, son of a working-class family, was born in Algeria in 1913. He spent the early years of his life in North Africa, where he worked at Various jobs -- in the weather bureau, in an automobile-accessory firm, in a shipping company -- to help pay for his courses at the University of Algiers. He then turned to journalism as a career. His report on the unhappy state of the Muslims of the Kabylie region aroused the Algerian government to action and brought him public notice. From 1935 to 1938 he ran the Theatre de L'Equipe, a theatrical company that produced plays by Malraux, Gide, Synge, Dostoevski, and others. During World War II he was one of the leading writers of the French Resistance and editor of Combat, then an important underground newspaper. Camus was always very active in the theater, and several of his plays have been published and produced. His fiction, including The Stranger, The Plague, The Fall, and Exile and the Kingdom; his philosophical essays, The Myth of Sisyphus and The Rebel; and his plays have assured his preeminent position in modern French letters. In 1957 Camus was awarded the Nobel Prize for Literature. His sudden death on January 4, 1960, cut short the career of one of the most important literary figures of the Western world when he was at the very summit of his powers.

793 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Straordinario...

    Camus dà il meglio di sè in questo libro, che ti tiene legato fino all'ultima pagina. Sin da subito Camus riesce a intrappolare il lettore nella dimensione dello straniero: Aujourd'hui ma mère est mort ou peut-etre hier....

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    Vale 105 said on Sep 11, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Camus non delude mai

    Un classico senza tempo che da' innumerevoli spunti di riflessioni sull'apatia e sulla vita. Quante volte non ci si sofferma su ciò che proviamo e desideriamo? E' così che si finisce per diventare "stranieri" di noi stessi...

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    Emma said on Sep 10, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    conciso il giusto per raccontare i fatti e i pensieri del personaggio, magari di contorno ci stava bene una descrizione più puntuale della città ma nel complesso proprio bello, i periodi semplici e brevi lasciano un più ampio spazio per la riflession ...(continue)

    conciso il giusto per raccontare i fatti e i pensieri del personaggio, magari di contorno ci stava bene una descrizione più puntuale della città ma nel complesso proprio bello, i periodi semplici e brevi lasciano un più ampio spazio per la riflessione personale.

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    francesco moliterni said on Aug 15, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    L'outsider, lo straniero o meglio ancora l'estraneo. In un piccolo libro si narra di un aspetto della vita che ogni tanto tocca tutti noi. A volte capita di chiedersi perchè certi accadimenti che sconvolgono alcuni, emozionano altri, ci scivolino add ...(continue)

    L'outsider, lo straniero o meglio ancora l'estraneo. In un piccolo libro si narra di un aspetto della vita che ogni tanto tocca tutti noi. A volte capita di chiedersi perchè certi accadimenti che sconvolgono alcuni, emozionano altri, ci scivolino addosso. Restando impassibili come se nulla fosse accaduto. Qui, il nostro protagonista, continua a rispondere in modo sincero senza nascondersi dietro un facile alibi. Per questo motivo viene dipinto come un mostro. Lui, che semplicemente si adattava alla vita senza chiedere nulla di particolare. Libro dai risvolti notevoli, leggetelo.

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    Zabo2 said on Aug 12, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    "c'était à cause du soleil"

    "L'étranger", pubblicato da Gallimard nel 1942, fu la prima opera del premio Nobel(1957) Albert Camus .
    Questo testo va considerato a mio avviso, un capolavoro nella misura in cui lo si consideri come emblematico della filosofia esistenzialista.
    E' ...(continue)

    "L'étranger", pubblicato da Gallimard nel 1942, fu la prima opera del premio Nobel(1957) Albert Camus .
    Questo testo va considerato a mio avviso, un capolavoro nella misura in cui lo si consideri come emblematico della filosofia esistenzialista.
    E' difficile parlarne senza entrare nei dettagli anche perchè è al tempo stesso un'opera semplice e complessa.
    Semplice per quanto riguarda la storia.
    Vi sono due parti. Una prima dove il protagonista Mersault -semplice impiegato residente ad Algeri- si reca a Marengo dove ci sarà il funerale della madre morta in ospizio. Al suo ritorno intraprenderà una relazione sentimentale con Marie, ex-collega e approfondirà l'amicizia con un vicino di casa. Nell'innocuo svolgersi dei fatti si arriverà ad una tragedia. Mersault, infatti, compirà un omicidio.
    La seconda parte del romanzo è, dunque costituita dalla fase istruttoria e dal dibattimento del processo stesso oltre che dall'esperienza della prigione.
    Questa in breve e senza troppe anticipazioni la scarna sinossi.
    In realtà, il romanzo ha una architettura talmente ben congegnata da offrire interpretazioni di maggior spessore.
    Innanzitutto, occorre dire che non viene offerta nessuna occasione per cui il lettore possa simpatizzare con il protagonista.
    Mersault: il fatto stesso che non venga mai chiamato con il nome proprio ci avverte di mantenere le distanze; allontana ogni possibilità di intimità. Egli, inoltre è un uomo che sorprende per la sua freddezza ("Aujourd'hui maman est morte. Ou peut-être hier, je ne sai pas"). E' un uomo sopraffatto dalla sua fisicità: fame, sete, caldo, sonno, desiderio sessuale hanno il sopravvento su ogni emozione.
    Non si può dunque amare ma lo si deve interpretare come degno rappresentante di quello che la filosofia esistenzialista sosteneva.
    La vita ha un trascorrere inevitabile. Si fanno delle scelte: giuste o sbagliate che siano ci portano su un sentiero tracciato ed il caso (hasard) vuole che non ci siano più biforcazioni; bisogna solo andare avanti ed accettare ciò che troveremo al varco. A tutto ci si abitua!
    Mersault, dunque, rifiuta di essere attore di un cambiamento della propria vita perchè non servirebbe a nulla di fronte ad un destino ineluttabile. La sua partecipazione è, invece, attiva nell'osservare. Si mette sul balcone e guarda la gente passare; ne osserva e descrive i volti, deduce scene di vita quotidiana. Un'attenzione particolare, poi, la pone alla natura ed in particolare ci sono continue annotazioni in merito al cielo, ai passaggi giorno/notte. Il sole è un elemento ricorrente: fa sudare, fa confondere la vista e fa perdere il senno come accadrà nel tragico svolgimento del dramma.
    Nella sua complessità trovo che il romanzo sia congegnato in base ad una climax che lo attraversa in un crescendo lieve ma continuo.
    Da un linguaggio semplice che elenca azioni della quotidianità si passa poi alla seconda parte dove il registro linguistico si innalza e al contempo il protagonista riflette sulla sua personalità e sulla sua esistenza fino ad arrivare ad uno scoppio di rabbia. L'emergere improvviso di un' emozione così forte colpisce ed è il manifesto finale del romanzo:tutta la sua vita è stata condotta nella ragione. Una vita assurda dove, senza che se ne accorgesse, un alito scuro lo avvolgeva e preparava negli anni questo epilogo. Assurdo ma ineluttabile.

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    Dagio Maya (scambio solo ebook!) said on Aug 7, 2014 | Add your feedback

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