The Structure of Scientific Revolutions

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Publisher: The University of Chicago Press

4.3
(463)

Language: English | Number of Pages: 240 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) German , Spanish , Chi traditional , Chi simplified , French , Italian , Portuguese , Finnish , Catalan

Isbn-10: 0226458083 | Isbn-13: 9780226458083 | Publish date:  | Edition 3

Also available as: Hardcover , Others

Category: Philosophy , Science & Nature , Social Science

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Book Description
Thomas S. Kuhn's classic book is now available with a new index.

"A landmark in intellectual history which has attracted attention far beyond its own immediate field. . . . It is written with a combination of depth and clarity that make it an almost unbroken series of aphorisms. . . . Kuhn does not permit truth to be a criterion of scientific theories, he would presumably not claim his own theory to be true. But if causing a revolution is the hallmark of a superior paradigm, [this book] has been a resounding success". --Nicholas Wade, "Science"

"Perhaps the best explanation of [the] process of discovery". --William Erwin Thompson, "New York Times Book Review"

"Occasionally there emerges a book which has an influence far beyond its originally intended audience. . . . Thomas Kuhn's "The Structure of Scientific Revolutions" . . . has clearly emerged as just such a work". --Ron Johnston, "Times Higher Education Supplement"

"Among the most influential academic books in this century". -- "Choice"

--One of "The Hundred Most Influential Books Since the Second World War", "Times Literary Supplement"

Thomas S. Kuhn was the Laurence Rockefeller Professor Emeritus of linguistics and philosophy at the Massachusetts Institute of Technology. His books include "The Essential Tension; Black-Body Theory and the Quantum Discontinuity, 1894-1912; " and "The Copernican Revolution".

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  • 1

    I PARADIGMI DA SUPERARE

    Nell’estate del 2015, Mark Zuckerberg, il patrono di Facebook, aveva segnalato alcuni titoli per sue future letture. Alcuni sembravano interessanti è li ho messi in whishlist. In particolare ho già le ...continue

    Nell’estate del 2015, Mark Zuckerberg, il patrono di Facebook, aveva segnalato alcuni titoli per sue future letture. Alcuni sembravano interessanti è li ho messi in whishlist. In particolare ho già letto:
    - “Rational Ritual” di Michael Suk-Young Chwe;
    - “The Player of Games” (“L’impero di Azad”) di Iain M. Banks;
    e mi riprometto ancora di leggere “The Better Angels of Our Nature” (“Il declino della violenza”) di Steven Pinker, anche se “Rational Ritual” è stato una delusione e ho dovuto avere la forza di superare la prima metà de “L’Impero di Azad” per riuscire ad apprezzarlo.
    “La struttura delle rivoluzioni scientifiche” di Thomas S. Kuhn veniva così descritto nell’articolo in cui ne avevo letto la recensione: “è un celebre saggio di filosofia della scienza di Thomas Samuel Kuhn: l’opera del 1962 è una pietra miliare nel dibattito epistemologico moderno. Come già aveva fatto Galileo, Kuhn utilizza un linguaggio creativo, che tratta della scienza in maniera “qualitativa” attingendo dal vocabolario tipico di altri contesti. Questo stesso modus operandi è uno degli argomenti del saggio, che mostra come ogni rivoluzione scientifica sia stata contraddistinta anche da un nuovo linguaggio.” Sembrava interessante. Sembrava.
    Non avendolo trovato in italiano, l’ho letto in inglese.
    Thomas Samuel Kuhn (Cincinnati, 18 luglio 1922 – Cambridge, 17 giugno 1996) è stato uno storico e filosofo statunitense. Epistemologo, scrisse diversi saggi di storia della scienza, sviluppando alcune fondamentali nozioni di filosofia della scienza. Formulò un'epistemologia alternativa a quella del falsificazionismo di Karl Popper, suo principale bersaglio polemico.
    “The Structure of Scientific Revolutions” di Thomas S. Kuhn è un saggio che gira tutto intorno all’idea che nella scienza ci siano dei paradigmi, che a volte vanno in crisi, altre volte no, ma che comunque possono essere superati e sostituiti da nuovi paradigmi. Un altro concetto espresso mi pare sia che la scienza non è cumulativa ma procede per rivoluzioni indotte dalla percezione di anomalie inattese che talora conducono a una crisi.
    Scrivere un intero libro per dire una simile banalità mi è parso quanto meno eccessivo. Certo, la cosa viene spiegata con alcuni esempi (banalotti) che riempiono le pagine.
    L’ho letto in inglese (anzi ascoltato con il sintetizzatore vocale), per cui è possibile che mi sia sfuggito qualcosa, ma non mi ha davvero entusiasmato. Non mi ha lasciato nulla e mi ha solo dato la sensazione di perdere il mio tempo leggendolo. Ho così deciso di tralasciare l’ultima manciata di pagine. Dubito di essermi perso chissà quale rivelazione.
    Insomma, su tre libri consigliati da Zuckerberg, la media finora è davvero bassa. Credo che gli amici di anobii siano dei suggeritori di letture molto migliori del padroncino di Facebook, così come anobii è ben altra cosa rispetto a Facebook.

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    Ingredienti: la strada contorta che porta al progresso, la mappa continuamente aggiornata che guida scienziati e ricercatori, un viaggio tra diverse discipline accomunate da principi comuni, le tappe ...continue

    Ingredienti: la strada contorta che porta al progresso, la mappa continuamente aggiornata che guida scienziati e ricercatori, un viaggio tra diverse discipline accomunate da principi comuni, le tappe sbagliate della ricerca cancellate dai nuovi rivoluzionari.
    Consigliato: ai cercatori di nuove rotte scientifiche su terreni oscuri o accidentati, agli esploratori più coraggiosi dell’ostico mondo della filosofia scientifica.

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  • 2

    Un cocktail poco bevibile di "acqua calda" e "aria fritta" shackerati bene con una spruzzata di "cenni storici".
    Le stelle giuste sarebbero state UNA ne metto due perchè questo libro mi ha aiutato a c ...continue

    Un cocktail poco bevibile di "acqua calda" e "aria fritta" shackerati bene con una spruzzata di "cenni storici".
    Le stelle giuste sarebbero state UNA ne metto due perchè questo libro mi ha aiutato a capire due cose: l'intelletto di Marcello Pera, "nomen omen" (riferito alla mitica pera cotta), e il perchè il 70% (settanta) dei laureati in filosofia non ha superato il banale primo test del concorsone per docenti del 2012.
    Ogni altra parola su questo "fondamentale saggio" sarebbe sprecata.

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    [...] una volta raggiunto lo status di paradigma, una teoria scientifica è dichiarata invalida soltanto se esiste un'alternativa disponibile per prenderne il posto. Nessun processo messo in luce finor ...continue

    [...] una volta raggiunto lo status di paradigma, una teoria scientifica è dichiarata invalida soltanto se esiste un'alternativa disponibile per prenderne il posto. Nessun processo messo in luce finora dallo studio storico dello sviluppo scientifico assomiglia minimamente allo stereotipo metodologico della invalidazione di una teoria mediante un suo confronto diretto con la natura. Questa osservazione non significa che gli scienziati non abbandonino le teorie scientifiche, o che l'esperienza e l'esperimento non siano essenziali quando ciò avviene. Significa soltanto [...] che il giudizio in base al quale gli scienziati decidono di respingere una teoria precedentemente accettata si basa sempre su qualcosa di più di un semplice confronto di quella teoria col mondo. La decisione di abbandonare un paradigma è sempre al tempo stesso la decisione di accettarne un altro, ed il giudizio che porta a quella decisione implica un confronto sia dei paradigmi con la natura, sia di un paradigma con l'altro.
    [...]
    Essi [gli scienziati] escogiteranno numerose articolazioni e modificazioni ad hoc della loro teoria allo scopo di eliminare ogni conflitto manifesto.
    [...]
    [...] gli scienziati non riescono ad abbandonare i paradigmi quando si trovano di fronte ad anomalie o a controfatti. Essi non potrebbero far ciò e insieme continuare ad essere scienziati.
    Sebbene è improbabile che la storia ne registri i nomi, alcuni sono stati senza dubbio spinti ad abbandonare la scienza a causa della loro incapacità di tollerare una crisi.
    [...]
    Ma tale abbandono della scienza a favore di un'altra occupazione è, penso, l'unico genere di abbandono di paradigma cui possano portare i controfatti considerati in se stessi. Una volta che si sia trovato un primo paradigma attraverso il quale considerare la natura, non ha più senso parlare di scienza indipendente da qualsiasi paradigma. Abbandonare un paradigma senza al tempo stesso sostituirgliene un altro equivale ad abbandonare la scienza stessa. Se uno scienziato sceglie questa via, la sua azione si riflette non sul paradigma ma su lui stesso.
    [...]
    L'insuccesso nel raggiungere una soluzione getta discredito soltanto sullo scienziato e non sulla teoria.
    [...]
    [...] gli studenti accettano la teoria sulla base dell'autorità degli insegnanti e dei testi, non a causa della loro evidenza.

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    Forse perché un po’ queste cose le ho studiate, forse perché ho letto qualche libro di fisica, fatto sta che la tesi principale del libro (la scienza non è cumulativa ma procede per rivoluzioni indott ...continue

    Forse perché un po’ queste cose le ho studiate, forse perché ho letto qualche libro di fisica, fatto sta che la tesi principale del libro (la scienza non è cumulativa ma procede per rivoluzioni indotte dalla percezione di anomalie inattese che conducono a una crisi) mi è sembrata relativamente naturale. Molto interessanti invece le considerazioni riguardanti i linguaggi e le diverse gestalt, le opere manualistiche e la loro fuorviante forma pedagogica.

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  • 4

    Un classico della filosofia della scienza che andava letto. Qui la scheda su Wikipedia La struttura delle rivoluzioni scientifiche che sintetizza gli argomenti che Kuhn mette su piatto.
    In particolare ...continue

    Un classico della filosofia della scienza che andava letto. Qui la scheda su Wikipedia La struttura delle rivoluzioni scientifiche che sintetizza gli argomenti che Kuhn mette su piatto.
    In particolare il concetto di "paradigma" che, non sempre chiarissimo e spesso ripreso nei diversi capitoli, vuole indicare un nuovo modo di considerare sia la visione, sia il linguaggio che le varie scienze adottano quando ci si trova di fronte alle scoperte scientifiche "speciali", quelle delle grandi intuizioni che, spesso, sono precedute da momenti di crisi più o meno latenti. I nomi che ricorrono più speso sono: Copernico, Newton, Darwin, Einstein.
    Particolare attenzione si dà alla scienza "normale" che è quella che si sviluppa nel consolidamento di un paradigma che, però, nella sua struttura lascerebbe spazio alla gestione delle anomalie ed anche a piccole nuove intuizioni (aggiungo: anche per serendipity), che rientrerebbero nella scienza "speciale". (I confini sono spesso sfumati).

    Il problema dell'accettazione si sposta sulle comunità scientifiche che, nel dibattito se accettare o meno nuovi paradigmi, cerca soluzioni per validare, confutare, falsificare le nuove teorie, processo che dipende, non solo dall'analisi razionale dei risultati, ma anche da visioni tradizionaliste vs visioni innovative, queste ultime hanno bisogno di tempo per trovare consenso allargato presso la comunità scientifica stessa. A tale proposito riporto una citazione di Plank che avevo già avuto modo di leggere e che mi sembra realistica: “Una nuova verità scientifica non trionfa convincendo i suoi oppositori e facendo loro vedere la luce, ma piuttosto perché i suoi oppositori alla fine muoiono, e cresce una nuova generazione che è abituata ad essa.”.

    C'è un appunto sulla didattica delle scienze in cui si contestano i testi in adozione, in cui prevale la visione della scienza come processo cumulativo, tipico della scienza "normale". L'autore invita, invece, a leggere direttamente i testi dei grandi scienziati, quelli che hanno cambiato il paradigma, per stimolare nei giovani ricercatori altrettante visioni alternative e non fossilizzarsi sui vecchi modelli che, sì fanno progredire la ricerca, ma non permetterebbero la nascita di nuovi paradigmi.

    Credo che la ricerca scientifica sia molto cambiata dagli anni '60 quando è stato scritto questo libro che ha, sì il pregio di analizzare storicamente i processi che portano a nuove conoscenze, ma il difetto di semplificare le metodologie che, all'atto pratico, non sono sempre così nettamente definite. Sulla scienza "speciale" credo che le grandi intuizioni siano stati di grazia geniali e che appartengano più ai "cigni neri": capita che qualcuno abbia queste forti intuizioni visionarie e che spenda la vita a dimostrarne la validità. Non credo nemmeno che sia più possibile, al giorno d'oggi, che questi processi possano essere sostenuti da una sola persona. Inoltre, come scrive Popper, dobbiamo anche rassegnarci all'impossibilità di conoscere tutto, perché ci sono impedimenti sensibili, strumentali che non ci permettono di andare oltre una certa verità.

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    孔恩的「革命」對於有心要閱讀法國哲學的人或許也是不得不讀的巨作。
    裡頭可想見的是對於邏輯實證論深刻的批判,我們將以第三者的角度來閱讀這個茶壺內的風暴。

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  • *** This comment contains spoilers! ***

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    Premetto che ho dovuto leggere questo libro per obbligo a scuola (il mio professore di filosofia è un po' sui generis, per non dire qualcos'altro visto che sono su un sito pubblico e non a casa mia)qu ...continue

    Premetto che ho dovuto leggere questo libro per obbligo a scuola (il mio professore di filosofia è un po' sui generis, per non dire qualcos'altro visto che sono su un sito pubblico e non a casa mia)quindi già questa magica parola l'avrebbe reso noiso. Aggiungiamoci pure il fatto che doveva essere materia di un compito in classe per renderlo ulteriormente odioso. Morale della favola: me lo figuravo come un vero supplizio. Invece mi sono ricreduta. Il libro si articola su pochi concetti fondamentali: la scienza ha uno sviluppo ateleologico, contrariamente a quello che possiamo pensare. Quando si sviluppa un nuovo paradigma questo provoca un po' di disagio nella comunità scientifica: alcuni accetteranno subito il paradigma, altri non l'accetteranno mai. Dopo l'accettazione del paradigma si sviluppa il periodo di scienza normale che consiste nel miglioramento dello stesso. Quando il paradigma comincia a mostrare delle anomalie entriamo nel periodo di crisi del paradigma. Questo periodo termina con una nuova rivoluzione scientifica e qui il giro ricomincia. L'unica difficoltà del testo sono gli esempi: troppi, confusi e che disorientano il lettore. Comunque difficoltà di letture a parte mi ha fruttato un bel dieci al compito: questo mi basta per perdonare Kuhn di tutte le sue stranezze!

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