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The Sun Also Rises

By

Publisher: Perfection Learning

3.9
(3731)

Language:English | Number of Pages: 251 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) French , German , Italian , Spanish , Swedish , Portuguese , Danish

Isbn-10: 0756977975 | Isbn-13: 9780756977979 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Audio Cassette , School & Library Binding , Library Binding , Unbound , Audio CD , Mass Market Paperback , eBook , Others

Category: Biography , Fiction & Literature , Travel

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Book Description
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  • 5

    È incredibilmente difficile recensire Hemingway.
    Fiesta è uno dei quattro lavori di Hemingway, compresi in un compendio dell'Utet nella collana dedicata ai premi Nobel (regalatami dai miei fantastici ...continue

    È incredibilmente difficile recensire Hemingway.
    Fiesta è uno dei quattro lavori di Hemingway, compresi in un compendio dell'Utet nella collana dedicata ai premi Nobel (regalatami dai miei fantastici genitori, quando ero ancora piccola e che ora apprezzo enormemente).
    Una interessante introduzione di Agostino Lombardo illumina sui reali fondamenti della produzione di Hemingway, mettendone in luce le novità del suo stile, fraseologicamente semplice ma non per questo improvvisato o banale, e il legame culturale e tematico con altri scrittori statunitensi. Lombardo riporta in auge l'Hemingway scrittore, messo in ombra dal mito dell'Hemingway uomo.
    Fiesta ha un insieme di tratti stilistici che ho trovato originali e nuovi rispetto ad autori contemporanei ad Hemingway: la scrittura è asciutta e precisa, descrittiva quanto basta senza tediare, la narrazione scorre veloce senza stancare il lettore, i personaggi sembrano delineati in modo superficiale ma in realtà sono descritti perfettamente come figli apparentemente avidi di vita ma perduti, figli della prima grande guerra mondiale. La tristezza, il disincanto e la sconfitta si affacciano frequentemente in pagine che scorrono con una freschezza linguistica, presente anche nei dialoghi. Eccezionale la descrizione della Fiesta di San Firmino a Pamplona in ogni dettaglio, sebbene io non apprezzi le corride (e che mi ha ricordato il mio viaggio in Spagna e la visita a Ronda, una delle città fondamentali per la tradizione della corrida e dove visitai l'arena, il museo dedicato alla corrida e mi introdussero ai particolari di questo vero e proprio fenomeno culturale e folkloristico spagnolo).
    Continuerò la mia full immersion in Hemingway con la lettura di Addio alle armi. Fiesta lo consiglio.

    said on 

  • 0

    Reading this book…. ah, it was a damned fine fiesta….!
    Paris, Pamplona, and then a couple of days in Madrid, having lunch in one of the best restaurants in the world (according to “Jack” Hemingway; bu ...continue

    Reading this book…. ah, it was a damned fine fiesta….!
    Paris, Pamplona, and then a couple of days in Madrid, having lunch in one of the best restaurants in the world (according to “Jack” Hemingway; but I tried Botin one month ago: it is NOT on of the best place in the world to taste roast young pig…).
    Post Scriptum: The Sun also Rises has been released in 1927. The Magic Mountain by Thomas Mann has been published in 1924. Ernest Hemingway was really setting a new standard in modern literature.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Buona la prima Hem!

    Mi sono avvicinata a questo autore con una certa diffidenza, ammetto di aver scelto questo libro all'inizio più per la brevità che per altro. Poi è successa una cosa strana: questo libro è lontano a ...continue

    Mi sono avvicinata a questo autore con una certa diffidenza, ammetto di aver scelto questo libro all'inizio più per la brevità che per altro. Poi è successa una cosa strana: questo libro è lontano anni luce dai miei "canoni di lettura", non ha una trama avvincente e i personaggi non lasciano il segno per personalità incisive (in positivo e in negativo) e mentre lo leggevo mi dicevo "Non dovrebbe piacerti" eppure mi piaceva, mi piaceva tanto, sin dall'inizio il buon Ernst mi ha catturata con le atmosfere fumose dei caffé parigini, con il tormento di Jake che è costretto a vedere la donna che ama (Brett) passare da un uomo all'altro e, quel che è peggio per lui, è che lei lo ricambia, anzi forse è l'unico uomo per cui lei sente qualcosa che va oltre l'attrazione fisica (con gli altri è sesso e basta) e paradossalmente i due non potranno mai portare a compimento a causa di una ferita di guerra di lui.
    Il succo del libro è proprio questo secondo me: la rincorsa spasmodica verso qualcosa che non potremo mai avere e forse il tentativo continuo di fuggire dalla noia, il non fermarsi mai per evitare di riflettere sul vuoto dell'esistenza, allora prendono una sbronza dopo l'altra, passano da un locale all'altro e alla fine si ritrovano in Spagna a Pamplona nel bel mezzo della Fiesta per eccellenza, San Firmin, un'orgia di caos, colori, fuochi artificiali, alcol, corride, sangue e morte (per i poveri tori). Il problema è che alla fine la Fiesta finisce sempre e ci si ritrova sempre soli con se stessi e tutti i fantasmi ritornano a tormentarli.
    Le descrizioni dei paesaggi e dei personaggi sono brevi, nette e senza fronzoli ma ugualmente bellissime, la parte del viaggio in autobus da Biarriz a Pamplona con i compagni di viaggio spagnoli che bevono tutti dallo stesso otre è qualcosa di poetico, così pure la descrizione del paesaggio in cui Jake e Bill vanno a pescare le trote. Persino la parte della corrida, che era quella che temevo di più perché provo un fastidio tremendo per quel genere di spettacolo mi ha, sì, disgustata ma in mezzo al disgusto c'era una sorta di "attrazione" che mi ha impedito di schifarla del tutto.
    Insomma il mio primo incontro con Ernst è stato senza dubbio positivo, il nostro rapporto proseguirà sicuramente in futuro.

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  • 3

    Bello, per carità, scritto molto bene, e la descrizione del toreare nell'arena di Pamplona è realmente vivida, sanguinaria, si sente l'aficion dell'autore. Il perchè di solo 3 stelle (che, per me che ...continue

    Bello, per carità, scritto molto bene, e la descrizione del toreare nell'arena di Pamplona è realmente vivida, sanguinaria, si sente l'aficion dell'autore. Il perchè di solo 3 stelle (che, per me che son rimasto alla vecchia scala, significa così così)?
    Perchè l'autore, anche se bravo a scrivere, quei posti non li ha vissuti, non li ha capiti veramente. Ha sempre l'aria dell'americano spocchioso, che può permettersi di condurre una vita dissipata nell'Europa devastata dalla Grande Guerra solo grazie ai dollari americani. E non dimentichiamoci che lui, come dice all'inizio, di dollari sul conto prima della partenza per Pamplona ne aveva ben 2400.
    Ben altro modo di vivere rispetto a Miller, lui sì emigrato sul serio (e non turista a lungo termine), costretto a mendicare agli amici qualche franco ogni giorno, con il conto in banca (ma ce l'aveva un conto in banca?) perennemente in rosso, ma che Parigi l'ha vissuta sul serio, sputando sangue insieme a lei, prostituendosi insieme a lei (Opus Pistorum non è forse stato scritto per sbarcare il lunario? E i Mezzotints?), bevendo insieme a lei.

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  • 0

    Ernest Hemingway, Fiesta

    Pubblicato nel 1926, è il primo romanzo dello scrittore americano. Vi si narrano le vicende stravaganti e a volte drammatiche di un gruppo di amici durante un viaggio da Parigi e Pamplona (città nella ...continue

    Pubblicato nel 1926, è il primo romanzo dello scrittore americano. Vi si narrano le vicende stravaganti e a volte drammatiche di un gruppo di amici durante un viaggio da Parigi e Pamplona (città nella quale vogliono assistere alla tradizionale corsa dei tori e alla Fiesta di San Firmin).
    Pur non essendo il miglior Hemingway, lo scrittore fa trapelare in questo romanzo quelle che saranno le tematiche poi sviluppate in altre opere mature: l'amore, l'avventura, la morte, il rapporto uomo-natura

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  • 2

    Povero: l'aggettivo che più gli si confà. Povero di avvenimenti degni di essere ricordati, povero di personaggi forti, povero di desideri. Non riesce a penetrare nella profondità.
    Mi è venuto naturale ...continue

    Povero: l'aggettivo che più gli si confà. Povero di avvenimenti degni di essere ricordati, povero di personaggi forti, povero di desideri. Non riesce a penetrare nella profondità.
    Mi è venuto naturale paragonarlo ai libri di Fitzgerald: mentre questi, sebbene rappresentino persone di ceto sociale elevato e il loro declino, ci mettono profondamente in contatto con la loro psicologia e i loro pensieri, Fiesta non arriva mai nell'intimo, resta sempre in superficie, e parlando degli anni '20 non si tratta di una superficie estremamente nobile.

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  • 5

    Il viaggio dentro di sé

    Un capolavoro di stile, narrazione e delineamento psicologico. Hemingway, già nel suo primo romanzo, si distingue per il maestro che era, riuscendo a tratteggiare un'intera generazione, persa tra i fu ...continue

    Un capolavoro di stile, narrazione e delineamento psicologico. Hemingway, già nel suo primo romanzo, si distingue per il maestro che era, riuscendo a tratteggiare un'intera generazione, persa tra i fumi dell'alcool, la gioia di vivere e l'incapacità di amare. Il viaggio compiuto dai protagonisti in Spagna, a Pamplona, per assistere alla "Fiesta" e alla corrida, è un viaggio alla scoperta di sé, un tuffo in una realtà parallela, specchio della vita reale. Come i tori, che muoiono e uccidono a seconda delle circostanze, così la vita premia o danneggia gli uomini e le donne a seconda degli atteggiamenti. Bellissimo.

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  • 5

    Un incubo meraviglioso

    Parigi è la città di incontri piacevoli e irritanti, inseguiti ed evitati. È un luogo dove i personaggi cozzano tra di loro rivelando colpe e desideri, difetti e ambizioni abbandonate. Quando la ripet ...continue

    Parigi è la città di incontri piacevoli e irritanti, inseguiti ed evitati. È un luogo dove i personaggi cozzano tra di loro rivelando colpe e desideri, difetti e ambizioni abbandonate. Quando la ripetitività di cene e balli, ubriacature e incompiute attrazioni sembra aver esaurito la propria forza, ecco che allora Pamplona diventa lo scenario di un “incubo meraviglioso”, di un continuo alternarsi di tori e spettatori, matadores e camerieri. Ma la vera “Fiesta” non è nell’arena e neppure ai tavoli dei bar, poiché non potrebbe forse esserci alcun posto dove decidere di restare e fermarsi, quando costruire qualcosa sembra impossibile e perdersi è ciò da cui si vorrebbe sfuggire ma che poi si finisce irrimediabilmente per scegliere. E se in Francia è più facile vivere, perché per piacere alla gente basta solo spendere un po’ più di soldi, ben venga tornare, seppur soltanto per vivere quello che non potrebbe mai realizzarsi.

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  • 4

    " La fiesta era cominciata sul serio. Sarebbe durata notte e giorno per sette giorni, e con essa i balli, il bere e il rumore. Le cose che accaddero sarebbero potute accadere solo in una fiesta. Tutto ...continue

    " La fiesta era cominciata sul serio. Sarebbe durata notte e giorno per sette giorni, e con essa i balli, il bere e il rumore. Le cose che accaddero sarebbero potute accadere solo in una fiesta. Tutto finiva con l'apparire irreale, e pareva che nulla avrebbe potuto avere conseguenze."

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  • 0

    La fiesta esplose a mezzogiorno di domenica 6 Luglio. Non c’è molto alto da descrivere di ciò che avvenne. Era tutto il giorno che arrivava gente dalla campagna, ma si mimetizzavano nella città e non ...continue

    La fiesta esplose a mezzogiorno di domenica 6 Luglio. Non c’è molto alto da descrivere di ciò che avvenne. Era tutto il giorno che arrivava gente dalla campagna, ma si mimetizzavano nella città e non li notavi. Sotto il sole cocente, la piazza era tranquilla come in qualsiasi altro giorno. I contadini erano nelle osterie fuori mano, a bere e a prepararsi alla fiesta. Erano arrivati da poco dalle piane e dalle colline e avevano bisogno di compiere a poco a poco I loro spostamenti di valori. Non potevano cominciare pagando I prezzi dei caffè. Trovavano di che spendere bene I propri soldi nelle osterie. I soldi avevano ancora un valore preciso, in ore di lavoro e staia di grano venduto. Col procedere delle fiesta, non avrebbe più avuto importanza quanto pagavano né dove compravano.

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