The Tempest

Arden Shakespeare

By

Publisher: Arden

4.1
(2991)

Language: English | Number of Pages: 366 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi traditional , German , Italian , French , Japanese , Spanish , Catalan , Czech

Isbn-10: 1903436087 | Isbn-13: 9781903436080 | Publish date:  | Edition 3

Curator: Alden T. Vaughan , Virginia Mason Vaughan

Also available as: Mass Market Paperback , Library Binding , Audio Cassette , Hardcover , Others , Audio CD , Softcover and Stapled , School & Library Binding , eBook

Category: Fiction & Literature , Foreign Language Study , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
This joyous play, the last comedy of Shakespeare's career, sums up his stagecraft with a display of seemingly effortless skill. Prospero, exiled Duke of Milan, living on an enchanted island, has the opportunity to punish and forgive his enemies when he raises a tempest that drives them ashore--as well as to forestall a rebellion, to arrange the meeting of his daughter, Miranda, with an eminently suitable young prince, and, more important, to relinquish his magic powers in recognition of his advancing age. Richly filled with music and magic, romance and comedy, the play's theme of love and reconciliation offers a splendid feast for the senses and the heart.
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    Forse il primo precursore letterario del colonialismo britannico: Prospero il colonizzatore, Calibano il colonizzato. Certo, "La Tempesta" è molto di più, come dimostrano molte critiche, ma sarebbe sb ...continue

    Forse il primo precursore letterario del colonialismo britannico: Prospero il colonizzatore, Calibano il colonizzato. Certo, "La Tempesta" è molto di più, come dimostrano molte critiche, ma sarebbe sbagliato escludere che sia anche questo.

    CALIBAN:
    "Ti amavo, allora, e ti mostravo i pregi
    dell'isola, le fonti di acqua dolce
    e le pozze salate, i luoghi aridi o fertili:
    mi maledico per averlo fatto!
    (...)
    Io, che prima
    ero re di me stesso, sono ora confinato
    in questa dura roccia e sono escluso
    da ogni altro luogo.
    (...)
    Mi hai insegnato a parlare; e il mio solo vantaggio
    è che ora ho imparato a maledire".
    (atto I, scena 2)

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    Perché sono vile.
    Perché non oso offrirti
    Ciò che desidero dare,
    E ancora meno prendere
    Quello che, se mi manca,
    Mi farà morire.
    Ma è inutile:
    Più cerca di nascondersi
    E più mostra quanto è grande.
    Vi ...continue

    Perché sono vile.
    Perché non oso offrirti
    Ciò che desidero dare,
    E ancora meno prendere
    Quello che, se mi manca,
    Mi farà morire.
    Ma è inutile:
    Più cerca di nascondersi
    E più mostra quanto è grande.
    Via di qui, timida astuzia!
    Suggeriscimi tu,
    Semplice e chiara innocenza.
    Io sono tua moglie, se vuoi sposarmi.
    Se non vuoi, morirò tua vergine.
    Puoi rifiutarmi
    Di esserti compagna
    Ma, tu lo voglia o no,
    Sarò la tua schiava.

    said on 

  • 4

    Leggete, e in inglese!

    Ultima opera teatrale scritta interamente da Shakespeare, questa commedia ricalca il gusto dell'epoca. C'è il masque con l'apparizione di antiche divinità greche, c'è l'ambientazione nell'isola sperdu ...continue

    Ultima opera teatrale scritta interamente da Shakespeare, questa commedia ricalca il gusto dell'epoca. C'è il masque con l'apparizione di antiche divinità greche, c'è l'ambientazione nell'isola sperduta, c'è il materiale autobiografico di un autore che stava vedendo la figlia minore data in sposa. Mille le interpretazioni, dalle conseguenze del colonialismo all'esaltazione della castità. Forse un numero esagerato di temi trattati. Prospero è un personaggio a tutto tondo, è un dio in questa isola dimenticata da tutti, perché riesce a controllare entrambe le facce dell'umano: il basso istinto animalesco (Caliban) e lo spirito (Ariel). Da leggere o da vedere rappresentata, meglio in versione inglese originale.

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  • 5

    Al di là delle tante interpretazioni che sono state date dell’opera, forse l'isola rappresenta solamente ciò che è, o, magari , la condizione di isolamento di un uomo ( o di uno scrittore, un autore ...continue

    Al di là delle tante interpretazioni che sono state date dell’opera, forse l'isola rappresenta solamente ciò che è, o, magari , la condizione di isolamento di un uomo ( o di uno scrittore, un autore ) che sta lontano dai più per non farsi schiacciare come un sasso e fa, del proprio pensiero il proprio esclusivo mondo, popolato solo dalle presenze che egli ammette, convoca e che fa muovere come crede grazie alla propria immaginazione, ( o alla propria arte , nel caso di un autore ) ( la bacchetta e Ariel ). Un palcoscenico dove muove personaggi, prospetta azioni, le ripercorre a proprio piacimento e continua a farlo, finché non sente in sé o all'esterno il limite, un limite ( «… Non ho più, a darmi manforte, i miei spiriti alleati e obbedienti; né artifici e incantamenti » ).

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  • 3

    Storia troppo artificiale

    L'ingenuità di Stefano che sfrutta Calibano e si veste da re anzitempo è tra il ridicolo e il drammatico.
    Ho apprezzato i personaggi di Ariel, Prospero e Miranda(bellissima la scena nella quale Mirand ...continue

    L'ingenuità di Stefano che sfrutta Calibano e si veste da re anzitempo è tra il ridicolo e il drammatico.
    Ho apprezzato i personaggi di Ariel, Prospero e Miranda(bellissima la scena nella quale Miranda gioca a scacchi con il suo amato).
    Il tempo sembra eterno come il tempo dell'isola e di una dimensione magica fuori dal tempo reale.
    La storia mi è però parsa molto artificiale e lontana

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    C'è Shakespeare e Shakespeare.... in generale continuo a preferire l'autore tragico a quelllo comico. Nello specifico la macchina metateatrale mi pare che non sia né fresca, né divertente. A ridateci ...continue

    C'è Shakespeare e Shakespeare.... in generale continuo a preferire l'autore tragico a quelllo comico. Nello specifico la macchina metateatrale mi pare che non sia né fresca, né divertente. A ridateci Andronico....

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  • 2

    buona per il teatro, ma la storia è banale

    L'ultima opera di Shakespeare, finalmente non ci sono tanti intrighi ma la storia e la struttura è piuttosto lineare. Purtroppo i personaggi buoni sono antipaticissimi e quelli cattivi i più umani. Fa ...continue

    L'ultima opera di Shakespeare, finalmente non ci sono tanti intrighi ma la storia e la struttura è piuttosto lineare. Purtroppo i personaggi buoni sono antipaticissimi e quelli cattivi i più umani. Fatta bene, ma la storia non è delle più appassionanti, banale.

    said on 

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