The Tenant

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Publisher: Millipede Press

4.1
(267)

Language: English | Number of Pages: 224 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Polish , Spanish , Swedish

Isbn-10: 193361806X | Isbn-13: 9781933618067 | Publish date: 

Translator: Francis K. Price ; Preface Thomas Ligotti

Also available as: Hardcover

Category: Fiction & Literature , Horror , Mystery & Thrillers

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Book Description
'The Tenant' chronicles a harrowing, fascinating descent into madness as the pathologi-cally alienated Trelkovsky is subsumed into Simone Choule, an enigmatic suicide whose presence saturates his new apartment. More than a tale of possession, the novel probes disturbing depths of guilt, paranoia, and sexual obsession with an unsparing detachment.
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  • 3

    Tristo è il discepolo...

    Di recente ho letto "Il condominio" di Ballard: è un romanzo che mi è rimasto dentro, che mi ha coinvolta come proprio pochi riescono a fare. E ieri, in un solo pomeriggio, ho letto "L'inquilino del t ...continue

    Di recente ho letto "Il condominio" di Ballard: è un romanzo che mi è rimasto dentro, che mi ha coinvolta come proprio pochi riescono a fare. E ieri, in un solo pomeriggio, ho letto "L'inquilino del terzo piano", che è mi sembrato senza dubbio di ispirazione per Ballard.
    "L'inquilino del terzo piano", però, per me non regge il confronto con il romanzo di Ballard: le atmosfere non sono altrettanto inquietanti e la scarna caratterizzazione dei personaggi non rende credibile l'architettura della storia; in definitiva, il romanzo di Topor mi ha emozionata poco, al contrario del suo "emulo". Devo ammettere, a onor del vero, che il finale è davvero a sorpresa, così tanto che ha fatto guadagnare una stella alla mia valutazione. Tuttavia, restando nel campo dei romanzi che parlano di vita condominiale ai limiti della civiltà, per me "Il condominio" rimane inarrivabile. Tristo è il discepolo se non supera il maestro.

    said on 

  • 5

    Un labrinto di Escher

    Ho molto apprezzato questo breve romanzo che, oscillando tra grottesco iperrealismo, onirismo e follia, attira il lettore nelle spire concentriche di un gorgo, dapprima lente quindi sempre più vortico ...continue

    Ho molto apprezzato questo breve romanzo che, oscillando tra grottesco iperrealismo, onirismo e follia, attira il lettore nelle spire concentriche di un gorgo, dapprima lente quindi sempre più vorticose, per poi fargli capire di essersi mosso su una circonferenza perfetta. O forse, semplicemente, di essere rimasto intrappolato in un labirinto di Escher.

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  • 3

    tre stelle per l'angoscia

    distopico e grottesco, con una vena marcata di schizofrenia e di follia.
    non amo particolarmente i libri sullo stile kafkiano, ma gli ho dato tre stelle solo perchè comunque mi ha suscitato un moto d' ...continue

    distopico e grottesco, con una vena marcata di schizofrenia e di follia.
    non amo particolarmente i libri sullo stile kafkiano, ma gli ho dato tre stelle solo perchè comunque mi ha suscitato un moto d'angoscia. e quindi vale la pena di salvarlo.

    said on 

  • 5

    Capolavoro weird del grande Roland Topor noto soprattutto come illustratore, grafico e disegnatore ma non meno geniale come scrittore, in particolare con questo suo primo romanzo scritto ad appena 26 ...continue

    Capolavoro weird del grande Roland Topor noto soprattutto come illustratore, grafico e disegnatore ma non meno geniale come scrittore, in particolare con questo suo primo romanzo scritto ad appena 26 anni. Surrealista attardato ma pienamente in linea con lo spirito del movimento di Breton, in più con una componente horror molto marcata (ispirata probabilmente al racconto "Il ragno" dello scrittore tedesco H.E. Ewers), Topor ci racconta una fiaba crudele e inquietante di paranoia, infestazione psichica e scambio di personalità. Roman Polansky nel suo bel film omonimo ne accentuerà le componenti psicologiche e horror, smorzando leggermente le tonalità assurde e antirealistiche molto forti nel testo e la possibile interpretazione in chiave soprannaturale.

    said on 

  • 5

    Psicopatologia della vita condominiale

    Wikipedia ci ricorda che Roland Topor non è stato solo illustratore (meriterebbe di essere ricordato per sempre solo per i disegni del film Il Pianeta Selvaggio) ma anche paroliere, drammaturgo, scrit ...continue

    Wikipedia ci ricorda che Roland Topor non è stato solo illustratore (meriterebbe di essere ricordato per sempre solo per i disegni del film Il Pianeta Selvaggio) ma anche paroliere, drammaturgo, scrittore, sceneggiatore ed attore. Se almeno questa, fra le opere del Topor scrittore, è ancora facilmente reperibile in italiano, lo si deve al bellissimo adattamento cinematografico di Polanski, ma se avete apprezzato quel film sappiate che una buona parte del merito va al romanzo dal quale è tratto fedelmente, fin nei minimi dettagli. E' attraverso i dettagli che cresce questa tragedia dell'assurdo, il cui protagonista è un signore qualunque, mite e pavido, che tanto ricorda gli omini grigi che Topor, in certe sue crudeli vignette, sottoponeva a tremende deformità e mutilazioni.
    Trelkovsky ha urgente bisogno di traslocare e trova in un anonimo quartiere di Parigi un appartamento in affitto alla portata dei suoi guadagni di semplice impiegato, c'è solo da aspettare che muoia l'inquilina precedente, che si è gettata dalla finestra solo pochi giorni prima ed ora si trova in fin di vita in ospedale. Malgrado sia una persona timorosa del prossimo e desiderosa soprattutto di non avere grane, Trelkovsky comincia ad essere vessato dai vicini che lo trovano troppo rumoroso e dal padrone di casa che minaccia di cacciarlo. Lentamente la sua paura si trasforma in ossessione, paranoia, allucinazione. E' convinto che gli altri cospirino per fargli fare la stessa fine dell'inquilina suicida; la sua è una personalità così vuota ed incolore da venir facilmente “divorata” da quella di Simonetta Choule e questo lo porterà ad una fine drammatica e paradossale.
    Un romanzo breve, agghiacciante e perfetto nella sua semplicità; lo si può facilmente interpretare, al pari delle vignette, come un'allegoria violentemente anti-borghese ed anticonformista. L'ho letto in un solo giorno negli interminabili tempi morti di un viaggio, fra treno, autobus, aeroporto...
    Di artisti come Roland Topor io ho proprio bisogno. Mi servono lo humour nero e la lente deformante del grottesco per affrontare la vita, necessito di un po' di “surrealtà” per guardare in faccia alla realtà.

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  • 2

    Modesto romanzo angosciante

    Tra l'horror, il distopico ed il kafkiano, non è opera particolarmente degna di ricordo. Poca suspence (che in libri come questi conta assai) e finale prevedibile.

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  • 3

    un racconto grottesco e surreale

    Piu' che un romanzo lo definirei un racconto lungo. Mi è molto piaciuta l'atmosfera onirica e maledetta della casa e dei suoi inquilini. La trama è un po' "leggerina", non è che succeda tutto questo g ...continue

    Piu' che un romanzo lo definirei un racconto lungo. Mi è molto piaciuta l'atmosfera onirica e maledetta della casa e dei suoi inquilini. La trama è un po' "leggerina", non è che succeda tutto questo granché. Godibile come racconto kafkiano considerando anche che è stato scritto nel 1964

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  • 4

    Più che un racconto è un incubo che sfocia nell'ansia per la metamorfosi che
    avviene all'inquilino del terzo piano!
    Finale enigmatico, che non ho capito per nulla

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