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The Tenant of Wildfell Hall

By

Publisher: Penguin Books Ltd

4.2
(212)

Language:English | Number of Pages: 576 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) German , Italian , Spanish , French , Catalan , Swedish

Isbn-10: 0140434747 | Isbn-13: 9780140434743 | Publish date:  | Edition Reprint

Also available as: Hardcover , Audio CD , Audio Cassette , Others , eBook , Leather Bound

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
"The Penguin Classics" edition of Anne Bronte's "The Tenant of Wildfell Hall", her groundbreaking study of a woman's valiant struggle for independence from an abusive husband is edited with an introduction and notes by Stevie Davis. Gilbert Markham is deeply intrigued by Helen Graham, a beautiful and secretive young woman who has moved into nearby Wildfell Hall with her young son. He is quick to offer Helen his friendship, but when her reclusive behaviour becomes the subject of local gossip and speculation, Gilbert begins to wonder whether his trust in her has been misplaced. It is only when she allows Gilbert to read her diary that the truth is revealed and the shocking details of the disastrous marriage she has left behind emerge. Told with great immediacy, combined with wit and irony, "The Tenant of Wildfell Hall" is a powerful depiction of a woman's fight for domestic independence and creative freedom. In her introduction Stevie Davies discusses "The Tenant of Wildfell Hall" as feminist testament, inspired by Anne Bronte's experiences as a governess and by the death of her brother Branwell Bronte, and examines the novel's language, biblical references and narrative styles.
Anne Bronte (1820-1849), youngest of the Bronte sisters, was born at Thornton, West Yorkshire. Her father was a curate, and her mother died when she was a baby, leaving five daughters and one son. After the death of her sisters Maria and Elizabeth from tuberculosis in 1825, the Bronte children were homeschooled, and together they created fantasy worlds and kingdoms which they explored in writing. Anne worked as a governess between 1840 and 1845, after which she published "Agnes Grey" (1847) and "The Tenant of Wildfell Hall" (1848) under the pen-name Acton Bell. Anne Bronte died in 1849. If you enjoyed "The Tenant of Wildfell Hall" you might also like Edith Wharton's "The Age of Innocence", also available in "Penguin Classics".
Sorting by
  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Ho voluto gustarmelo pian piano in quanto è stato un libro molto desiderato e questa edizione è stata proprio manna dal cielo!
    Anne si dimostra una scrittrice di valore che non ha nulla da invidiare a ...continue

    Ho voluto gustarmelo pian piano in quanto è stato un libro molto desiderato e questa edizione è stata proprio manna dal cielo!
    Anne si dimostra una scrittrice di valore che non ha nulla da invidiare alle sorelle. Giudicarla solo per Agnes Grey sarebbe come giudicare Charlotte solo per Il Professore (ricordando che cmq Agnes Grey è molto meglio).
    La trama per i tempi è decisamente coraggiosa anche se in Helen ci sono molti principi religiosi della piccola Bronte mentre nel marito molto, moltissimo del fratello Branwell. Certo è che ogni personaggio ha la sua controparte: Markam è un bonaccione a volte eccessivamente naif che non mi ha convinto per nulla, Helen moltissime volte si comporta in modo perfetto ma a volte è davvero eccessivamente rigida. Oltretutto la decisione di curare il marito pare un po' una vendetta. E che pensare di Arthur senior? All'inizio affascinante, quando parla degli amici vien voglia di chiudergli la bocca con uno straccio, quando sta con gli amici è un beone della peggio specie. Però, non so perchè, alla fine non sono riuscita ad odiarlo. Sarà che in un modo o nell'altro Anne è riuscita ad infarcire il personaggio dell'amore che cmq provava per il fratello. Al termine della sua vita non si può che provare pena per Arthur e vederlo come un'animale in gabbia. Anche con la prima amante non sono riuscita a prendermela: era solo alla ricerca di una vita emozionante. Stupitissima dalla Helen finale che usa il pretesto della rosa per fare lei la proposta di matrimonio. Consigliatissimo il period drama BBC.

    said on 

  • 3

    Ancora una volta (dopo Nord e Sud) ho avuto la conferma che gli adattamenti BBC sono molto meglio di questi romanzi minori delle autrici inglesi. E se sono minori non è un caso, questa volta.

    Parliamo ...continue

    Ancora una volta (dopo Nord e Sud) ho avuto la conferma che gli adattamenti BBC sono molto meglio di questi romanzi minori delle autrici inglesi. E se sono minori non è un caso, questa volta.

    Parliamo di queste lettere falsissime, in cui Gilbert Markham è capace di scrivere paro paro un dialogo come se se lo ricordasse perfettamente vent'anni dopo. Parliamo di questo diario in cui ci sono pagine che l'eroina scrive praticamente mentre le sta bruciando la casa. Parliamo di un romanzo di cinquecento pagine, da cui se ne potevano tranquillamente frondare duecentocinquanta senza alcun nocumento per il lettore (anzi.)

    Il narratore principale, Gilbert Markham, è un presuntuoso arrogante, sempre convinto di avere ragione, sempre superbo nei confronti di Lawrence che nella sua paranoia ce l'ha con lui. Helen, santa e beatificata, anche lei talmente piena di sé che fa diventare simpatico, al confronto, uno screanzato ubriacone. Almeno in Huntington c'è qualcosa di simile alla sincerità: ma Helen si è talmente messa sul piedistallo della ragione che risulta tediosa e insopportabile. L'amore tra Gilbert e Helen non si avverte mai (almeno io non l'ho avvertito): è scritto, sì, ma non è mai diventato reale ai miei occhi. Nessuna passione tra i personaggi.

    Salvo la descrizione da zitella di Jane Wilson e il consiglio di Helen a Esther di non sposarsi senza amore. Per il resto, trascurabile. (Se non come tentativo di Anne di fare il verso a Jane Eyre.)

    said on 

  • 5

    Con La signora di Wildfell hall ho decisamente rivalutato Anne Brontë, che con questo libro è riuscita a conquistarmi quasi quanto le opere delle altre due sorelle.
    La signora di Wldfell Hall non è al ...continue

    Con La signora di Wildfell hall ho decisamente rivalutato Anne Brontë, che con questo libro è riuscita a conquistarmi quasi quanto le opere delle altre due sorelle.
    La signora di Wldfell Hall non è altro che Helen Graham, una donna che si trasferisce con il figlio, Arthur, e la fedele governante nella tenuta di Widlfell Hall. Il suo improvviso arrivo in una casa disabitata da tempo porta scompiglio nel vicinato e alimenta i pettegolezzi. Su di lei aleggia un alone di mistero e i vicini non fanno altro che giudicarla negativamente perché non si è ancora fatta vedere in chiesa, perché resta molto sulle sue e perché sembra che preferisca passare il tempo con il figlio, risultando essere una madre eccessivamente apprensiva, invece che spettegolare con le altre famiglie della zona. L'unico vicino che sembra non credere troppo alle dicerie dei vicini è Gilbert Markham, un giovane gentiluomo che inizialmente prova una certa antipatia per la signora, perché sembra quasi che lo guardi con un’aria di superiorità e perché non cade ai suoi piedi come tutte le altre giovani donne della zona. Ma presto Gilbert riuscirà a fare breccia prima nel cuore del piccolo Arthur e solo successivamente di Helen, dopo che entrambi avranno fatto cadere i loro pregiudizi. Sarà poi la stessa Helen a spiegare a Gilbert cosa c'è dietro la sua improvvisa venuta a Wildfell hall e dietro la sua reticenza, attraverso un diario che ha tenuto fin da giovanissima.

    Helen è una donna che ha sempre seguito ciò che le diceva il cuore e la mente. Gli "errori" che ha compiuto li ha sempre ripagati sulla proprio pelle senza mai lamentarsi. Non è nemmeno giusto parlare di errori, perché lei ha sempre seguito il proprio istinto, pagandone le conseguenze. La sua unica colpa è stata solo questa e la fiducia eccessiva nel prossimo e nelle possibilità di redenzione. Quello che mi colpisce di lei è la sua integrità morale, il suo essere andata avanti nonostante tutto. Si è accollata delle scelte e le conseguenze di queste scelte, pagando un caro prezzo per colpa del suo sesso. Ho ammirato il suo coraggio e la sua forza. Non scordiamo che siamo in epoca Vittoriana e quello che ha fatto lei oggigiorno molte donne non hanno il coraggio di farlo. Penso che la storia di Helen mi abbia fatto soffrire forse più di Jane Eyre o Cime Tempestose, ma quello che ho imparato da questi libri è che non si deve perdere mai la speranza.
    Vorrei poter dire di più, ma potrei rovinare l’alone di mistero che si cela in questo romanzo e nella sua protagonista.

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  • 3

    E' un buon libro ma un pò troppo "allungato" (non ho nulla con la lunghezza, se serve) e un tantino eccedente nel melodramma. L'essenza, che non è male, di questa figura femminile irreprensibile e cer ...continue

    E' un buon libro ma un pò troppo "allungato" (non ho nulla con la lunghezza, se serve) e un tantino eccedente nel melodramma. L'essenza, che non è male, di questa figura femminile irreprensibile e certamente interessante (una rettitudine e un'onestà tali che non possono non evocare passioni di vario tipo, soprattutto la solita dose di malignità, negatività, diffidenza, invidia.....), poteva essere resa con un testo lungo la metà, e lo stesso pienamente sufficiente. E' anche un pò freddina la scrittura, direi, nonostante le passioni in gioco.

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  • 4

    Le sorelle Bronte non finiscono mai di sorprendere...

    Si può guardare nel cuore di una persona attraverso i suoi occhi e si può arrivare a conoscere l'altezza, la larghezza e la profondità dell'anima di un altro in una sola ora, mentre non ti basterebbe ...continue

    Si può guardare nel cuore di una persona attraverso i suoi occhi e si può arrivare a conoscere l'altezza, la larghezza e la profondità dell'anima di un altro in una sola ora, mentre non ti basterebbe una vita per scoprirle se la persona non fosse disposta a rivelarle o se tu non avessi la sensibilità necessaria a comprenderle

    Meravigliosa e sorprendente lettura invernale con quel tocco di cupo mistero tipico dei romanzi delle Bronte. In questo il mistero ruota intorno alla figura di Helen Graham, una giovane vedova che vive con il figlioletto e la domestica in alcune delle stanze di un tetro e imponente edificio: Wildfell Hall naturalmente. Ben presto, il suo arrivo e i suoi atteggiamenti catturano l'attenzione dei suoi vicini, in particolar modo del giovane Gilbert che piano piano se ne innamora. Tuttavia, la giovane Helen sembra nascondere qualcosa nel suo passato non troppo passato, qualcosa che la rende sfuggente, schiva e apparentemente fredda come il marmo. E intanto i pettegolezzi intorno a lei cominciano a circolare: circola la voce che in realtà sia ancora sposata e che il legame che la unisce al suo proprietario di casa sia un legame ben più intimo. Solo pettegolezzi alimentati da un circolo di donne un po' invidiose, con a capo la giovane Eliza (corteggiata inizialmente dal nostro Gilbert) o è la pura verità? Gilbert e noi lettori scopriamo la verità leggendo un diario che la giovane Helen ha redatto 5-6 anni prima del suo arrivo a Wildfell Hall. Una verità amara, brutale, di una giovane innamorata che scopre che il marito non è così perfetto come si aspettava: amante del vizio, del bere e delle donne e che trasforma la loro casa in un covo di libertini e viziosi. Fin che spinta da una indipendenza e da un coraggio che accomuna Helen alle donne di oggi e andando contro i suoi stessi principi cristiani e etici, col figlio e la domestica abbandona quel luogo di perdizione per poter vivere tranquillamente solo con la sua arte. Ed è così che la conosce Gilbert ed è di quella donna che continua ad essere innamorato anche dopo anni, anche dopo altre vicissitudini che l'hanno portata ad allontanarsi da Wildfell Hall. Ma sperando in Dio, tutto può arrivare al lieto fine... anche se potrebbe non essere facile.

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  • 5

    She's a Brontë!

    Inutile negarlo: chiunque abbia letto i tre lavori "portanti" delle sorelle Brontë è sempre stato portato ad etichettare Emily o Charlotte (a seconda dei gusti) come la sorella geniale e a vedere la ...continue

    Inutile negarlo: chiunque abbia letto i tre lavori "portanti" delle sorelle Brontë è sempre stato portato ad etichettare Emily o Charlotte (a seconda dei gusti) come la sorella geniale e a vedere la povera Anne come bravina, ma niente di che.
    Confesso! La pensavo così anche io XD. Ho trovato"Agnes Gray" carino ma imparagonabile ai tumultuosi intrecci che mi hanno avvinta in "Cime tempestose" (il mio preferito...come dicevo,i gusti! XD) e "Jane Eyre". Sono perciò triplamente contenta di aver avuto la possibilità di leggere un altro lavoro di Anne,lavoro in cui dimostra tutta la propria bravura: storia avvincente,vittoriana fino al midollo per i messaggi di pietà e per l'eleganza e la (oserei dire) "gentilezza" con cui le vicende vengono trattate; eppure straordinariamente moderno soprattutto per quanto concerne la figura della protagonista,Helen, bellissimo personaggio femminile forte e delicato. C'é da dire che anche gli altri personaggi sono tratteggiati vividamente e le descrizioni sono impeccabili. Sulla trama non scrivo nulla semplicemente perché in essa risiede gran parte della bellezza del libro...anzi, se potete vi consiglio di non leggere nemmeno la quarta di copertina ma di entrare nel libro così,pian piano, e di lasciarvi conquistare dalla storia della signora in nero.
    Per me il capolavoro di Anne è questo: 5 stelle,assolutamente! :)

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  • 4

    Bello

    E' una lettura intima, introspettiva, coinvolgente e gentile che affonda le sue radici nel dramma dell'innamoramento perfetto dopo essere passati tra le fiamme di un amore che brucia e travolge tutt ...continue

    E' una lettura intima, introspettiva, coinvolgente e gentile che affonda le sue radici nel dramma dell'innamoramento perfetto dopo essere passati tra le fiamme di un amore che brucia e travolge tutto. Brava la Bronte, è un capolavoro :)

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  • 5

    Romanzo stupendo che racconta la storia di Helen, una donna forte, di carattere, che osa sfidare le convenzioni, confidando nel suo stesso senso di onestà e ricordando sempre quanto è dovuto al nostro ...continue

    Romanzo stupendo che racconta la storia di Helen, una donna forte, di carattere, che osa sfidare le convenzioni, confidando nel suo stesso senso di onestà e ricordando sempre quanto è dovuto al nostro Creatore (io non sono religiosa, ma a mio avviso è molto interessante leggere di quanto la fede sia importante per Helen, che comunque la vive in modo dialettico e non passivo, come del resto la stessa autrice - per questo aspetto ringrazio tantissimo le note della mia edizione). La sua stabilità e il suo buon senso spiccano nel mezzo delle sue sventure, che denunciano quanta poca indipendenza avesse una donna all'epoca - quanto la sua felicità e il suo benessere dovessero dipendere dal marito, per quanto magari decisamente inferiore, e prima ancora dal padre (dai genitori in generale) che potevano a tutti gli effetti obbligarla a un matrimonio non voluto.

    La forma epistolare si adatta bene a questa storia: il protagonista maschile, Gilbert, si risolve a contraccambiare una confidenza del cognato raccontandogli degli eventi molto significativi del suo passato in una serie di lettere, che vengono poi interrotte dal diario della protagonista femminile, Helen. Ammetto di non essermi particolarmente appassionata al protagonista maschile che, pur essendo migliore del marito di Helen, continua ad essere decisamente imperfetto (e l'affermazione della zia di Helen di auspicare per lei una vita da 'single' felice ha moltissimo senso) e tutta l'ultima parte mi ha convinta un po' meno, soprattutto perché abbiamo solo la versione di Gilbert, invece io avrei voluto sapere qualcosa anche delle reazioni di Helen.

    Posso comunque dire di averlo amato moltissimo (come prima di questo Agnes Grey): i libri di Anne mi sembrano nettamente superiori a quelli delle sorelle, e anche scritti con uno stile che trovo più apprezzabile per un lettore moderno. Peccato che non abbia scritto altro, e anche che questo romanzo dopo un iniziale successo (e grande scalpore, infatti fu anche molto contestato per le tematiche forti) fu un po' dimenticato anche grazie all'opposizione della sorella Charlotte la quale (c'è chi dice per invidia, ma non penso) non permise la ristampa dopo la morte dell'autrice. D'altronde non è un segreto che Charlotte non avesse una buona opinione di questo romanzo, forse perché troppo azzardato, forse perché nella descrizione del marito di Helen l'autrice utilizza molto materiale fornito dal fratello Branwell.

    In generale il romanzo per l'epoca era particolarmente forte: la visione religiosa di Anne/Helen non è particolarmente ortodossa; inoltre, le scelte di Helen per l'epoca non erano solo scandalose ma anche illegali (la donna non aveva nulla di sua proprietà e non poteva fare nulla senza il permesso del marito: era, a tutti gli effetti, una proprietà - ed eventuali maltrattamenti non costituivano una giustificazione). La parte sconcertante è che, leggi a parte, e pur considerando che la maggioranza delle donne al giorno d'oggi hanno conquistato un alto grado di indipendenza (effettiva, e non solo sulla carta), questa storia rimane attuale: purtroppo ci sono ancora oggi persone che trovano molto difficile lasciare un marito abusivo per problemi economici, o legati al benessere dei figli.

    said on 

  • 4

    Bella storia, moderna, realistica. La protagonista femminile in particolare è una donna forte, che non esista a lasciare un marito ubriacone e traditore, dai forti sentimenti e dalle idee molto chiare ...continue

    Bella storia, moderna, realistica. La protagonista femminile in particolare è una donna forte, che non esista a lasciare un marito ubriacone e traditore, dai forti sentimenti e dalle idee molto chiare.
    Un po' troppo lungo il finale, ma bella la dichiarazione in cui è lei a farsi avanti con il troppo titubante protagonista maschile.

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