The Tenant of Wildfell Hall

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Publisher: Penguin Books Ltd

4.1
(280)

Language: English | Number of Pages: 384 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) German , Italian , Spanish , French , Catalan , Swedish

Isbn-10: 0140620435 | Isbn-13: 9780140620436 | Publish date:  | Edition New Ed

Also available as: Hardcover , Audio CD , Audio Cassette , Others , eBook , Leather Bound

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
This volume completes the acclaimed Clarendon Edition of the Novels of the Brontes. "The Tenant of Wildfell Hall", Anne Bronte's second (and last) novel, was published in June 1848, less than a year before her death. It is the sombre account of the breakdown of a marriage in the face of alcoholism and infidelity. Writing with a power not usually associated with the youngest of the Bronte sisters, Anne portrays the decline of an aristocratic husband whose drunken excesses and domestic violence force his loving wife into a reluctant rebellion.
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  • 4

    Un bell'affresco della "gentry"

    Approfittando di un'offerta di amazon ho acquistato questo romanzo di Anne Bronte che non conoscevo. Sono rimasta piacevolmente colpita dal talento narrativo della più giovane delle Bronte che non è d ...continue

    Approfittando di un'offerta di amazon ho acquistato questo romanzo di Anne Bronte che non conoscevo. Sono rimasta piacevolmente colpita dal talento narrativo della più giovane delle Bronte che non è da meno delle sorelle. Forse eccede con alcuni passaggi un po' troppo stucchevoli e moraleggianti per il gusto contemporaneo, ma perfettamente comprensibili se calati nel contesto storico in cui l'autrice viveva. Brava la Bronte a restituirci un affresco della piccola nobiltà di campagna inglese, i pettegolezzi, i sospetti, le ipocrisie, i vizi. Interessante la narrazione dal punto di vista maschile e femminile.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Dura la vita delle donne, durissima quella delle scrittrici*, impossibile quella delle suddette nell'800 se avevano qualcosa da dire che non fosse un romanzo gotico (*le eleneferrante o le 50sfumature ...continue

    Dura la vita delle donne, durissima quella delle scrittrici*, impossibile quella delle suddette nell'800 se avevano qualcosa da dire che non fosse un romanzo gotico (*le eleneferrante o le 50sfumature son sempre esistite) o edificanti storielle ad uso delle giovin pulzelle.
    Anne Bronte ci prova a darci la sua visione del mondo, parecchio in anticipo sui tempi, e sul ruolo della donna. Ruolo che relegava la donna a figura gregaria, definita solo dal matrimonio (pure essere "figlia di" non era una garanzia).
    Il tentativo di AB risente di alcuni vizi di forma: la struttura del romanzo (che cerca di andare incontro ai gusti dell'epoca - epistolare e diaristica, narrata in prima persona) alla fin fine è improbabile e in alcuni punti indigesta; l'evoluzione del protagonista è del tutto lasciata all'immaginazione del lettore (al contrario di Helen che vien, seguita in ogni piega dell'anima).
    Nella prima parte, Gilbert giovanotto di belle speranze e piccolo patrimonio vive come un principino servito dalla madre e dalla sorella Rose (cosa che quest'ultima non cessa mai di fargli notare, a lui tutto e dovuto e lei tutto gli deve, in quanto femmina). Il paesotto dove vive Gilbert viene risvegliato dall'arrivo di Helen, una misteriosa sconosciuta, presunta vedova con figlioletto, che evita accuratamente la compagnia del vicinato pettegolo e impiccione (la meravigliosa descrizione di Eliza e Jane fa pensare alle sorelle di cenerentola; non solo AB è un tantinello più perfida della divina Jane ma là dove Jane disegna un tratto ironico, AB affonda il pennino sino a distillarne sangue).
    Per Helen le convenzioni sociali sono un basto a cui non può sottrarsi e così si trova invischiata non solo nel gossip, ma nel crescente interesse che Gilbert le dimostra. Non sembri strano che il farfallino si interessi a Helen, è probabilmente l'unico essere pensante nel giro di miglia lui compreso. Infatti, essendo uno stupidotto per di più innamorato travisa tutto e mena due fendenti all'incolpevole amico Lawrence per gelosia. A questo punto il registro narrativo piroetta su se stesso e si cambia l'orizzonte, dando la parola ai diari di Helen. Orrore, in senso letterale e umano. La prima parte è harmony storico puro, la giovinpulzella cerca un'anima bella che la sposi e realizzi la sua vita. Ovviamente – nonostante i saggi consigli della zia – sceglie il peggio delinquente fatuo vanesio e dedito alla bottiglia con notevole costanza, tale Arthur Huntington. Veniamo così trascinati (con un verismo degno di Zola nel descrivere l'abbruttimento del bere e il libertinismo delle classi nobili inglese) nella discesa agli inferi della povera Helena (la cui virtù sfiora l'odioso virtuosismo e solo l'abilità di AB ci evita di trovarla oltremodo odiosa, e parteggiare per suo marito). La società nobiliare inglese è sopravvissuta per pura fortuna vista la quantità di alcool che si è tracannata (abitudine inculcata ai bambini e passato alle colonie americane).
    Helen da credulona giovinetta passa ad essere una consapevole giovane donna sempre più determinata a mollare il bruto per il bene del figlioletto, infatti non vuole lasciarlo esposto a un tale orribile esempio di padre alcolista, violento, blasfemo ma soprattutto puttaniere. Un centinaio di pagine di descrizione del martirio e del conforto celeste potevano esserci risparmiate, ma i resoconti degli stravizi dei compagni/e di libertinaggio sono notevoli (l'inferno dantesco insegna che il peccato fa più share dei paradisiaci paesaggi).
    Alla fine la fuga si concretizza, la storia si ricongiunge e poi – dopo la giusta quota di di misunderstanding – si arriva a un happy end invero un po' stucchevole e insoddisfacente, dopo le tante prese di posizione a favore dell'autodeterminazione femminile.

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  • 4

    Romanzo gradevole. Tematiche non scontate: c'è una certa emancipazione femminile moderata da una religiosità intensa e un po' troppo presente. Nell'insieme piacevole anche se non eccezionale

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  • 4

    Collins si conferma il maestro indiscusso di romanzo melodrammatico e noir. La complessità dei caratteri di personaggi, le descrizioni, la capacità di creare suspense e tenere incollati i lettori alle ...continue

    Collins si conferma il maestro indiscusso di romanzo melodrammatico e noir. La complessità dei caratteri di personaggi, le descrizioni, la capacità di creare suspense e tenere incollati i lettori alle pagine sono segni del suo talento intramontabile. Senza parlare della sua capacità di creare e descrivere le sfumature psicologici e i brillanti duelli di astuzia tra i protagonisti del romanzo.

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  • 4

    Il tema è molto moderno: una giovane donna che ha il coraggio di lasciare il marito dedito a qualsiasi tipo di vizio. Immagino che sia stato uno shock da leggere, per i contemporanei. Il problema è ch ...continue

    Il tema è molto moderno: una giovane donna che ha il coraggio di lasciare il marito dedito a qualsiasi tipo di vizio. Immagino che sia stato uno shock da leggere, per i contemporanei. Il problema è che la protagonista non fa coinvolgere (io ho spesso parteggiato per il marito), chiusa nella sua virtù, rettitudine e nel "sono brava solo io". Non ha difetti, non si lascia andare, ed è molto noiosa.
    Pagine e pagine di donne piene di buone qualità, che cercando di redimere uomini dediti al peccato rendono la lettura molto noiosa, a tratti, e poco stimolante. Perfino l'amante, a un certo punto, dice: "Eh, moglie, io lo amo di più. Da quanto sta come me vedi come è morigerato?". Seriously? Ma andate a divertirvi!
    Non capisco nemmeno come a lei piaccia il giovane Gilbert, permaloso e molto infantile, dopo tutte quelle che ha passato. Lo trovo fuori personaggio.
    Anna Bronte per me si conferma una scrittrice molto brava, che però manca di passione, purtroppo. Lo penso di questo romanzo e di Agnes Grey. Protagoniste troppo perfette e poco approfondite, troppo bisognose di dimostrare che loro fanno tutto giusto e gli altri no. Si finisce con il preferire gli altri pieni di difetti e fallaci.

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  • 4

    Appena finito di leggere, devo dire che le Bronte non si smentiscono mai. Mi è piaciuto come Anne sia riuscita a fondere le due voci narranti all'interno del romanzo, e come sia stata in grado di dipi ...continue

    Appena finito di leggere, devo dire che le Bronte non si smentiscono mai. Mi è piaciuto come Anne sia riuscita a fondere le due voci narranti all'interno del romanzo, e come sia stata in grado di dipingere la figura di Arthur Hundington, con tutti i suoi vizi e i suoi difetti senza mostrare clemenza per lui.
    Ma devo essere sincera, Helen non è riuscita a catturare la mia totale simpatia, nonostante quello che ha passato, in certi momenti mi è risultata davvero antipatica, troppo rigida e ferma su certi argomenti, e anche la sua continua insistenza religiosa a volte l'ho trovata esasperante. Certo per quello che ha dovuto affrontare è stata sicuramente una donna forte e senza i suoi credo, magari, non sarebbe riuscita ad affrontare tutto.

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  • 3

    Mezza delusione

    Mai avrei pensato di dare solo 3 stelle a questo romanzo! :(
    L'ho desiderato a lungo, da quando ancora in italiano aveva l'orribile titolo "Il segreto della signora in nero" ed era introvabile xD Quan ...continue

    Mai avrei pensato di dare solo 3 stelle a questo romanzo! :(
    L'ho desiderato a lungo, da quando ancora in italiano aveva l'orribile titolo "Il segreto della signora in nero" ed era introvabile xD Quando poi finalmente la Neri Pozza ci ha regalato questa nuova, bella edizione ho atteso per mesi il momento propizio per iniziarlo e gustarlo al meglio...e invece che delusione! :( Di Anne Bronte ho nettamente preferito l'apparentemente più modesto Agnes Grey...
    Eppure, i presupposti per un bel romanzone brontiano c'erano tutti: una donna misteriosa che arriva con il figlio in un piccolo villaggio dove è ovviamente guardata con sospetto, la sempre romantica atmosfera dell'Inghilterra ottocentesca, un'eroina che pareva promettere bene...Ma niente, nonostante l'alternarsi di forma epistolare scritta dal punto di vista maschile e diario femminile (che dovrebbe dare brio e movimento al tutto), il romanzo resta piatto e monotono dall'inizio alla fine. Se la tematica poteva essere sconvolgente nel 1800 (al punto da far dire alla certo non puritana Charlotte Bronte che questo libro non dovesse essere letto da nessuna fanciulla xD) non lo è più oggi, anche se ho apprezzato la modernità di alcuni pensieri e atteggiamenti: le eroine di Anne, chissà perché, sembrano ragazze di oggi ben più di quelle delle sue sorelle (la pia illusione che un irredimibile delinquente cambierà atteggiamento per amore non vi ricorda qualcosa?? xD) Molto bella anche la forte fede di Anne che traspare in tutto il libro e ho avuto modo di sperimentare anche leggendo le sue poesie. Pensare poi che le scene di ubriachezza e degrado siano modellate su quelle realmente vissute da Anne con il fratello Branwell mette un po' di tristezza...lei mi è sempre sembrata la più delicata e sensibile delle tre sorelle :(
    Consigliato a chi delle Sorelle leggerebbe anche la proverbiale lista della spesa, ma non a chi cerca trame accattivanti e movimentate!

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  • 3

    Concordo pienamente con la recensione di Elin. Perfettamente in linea col mio pensiero.Non occorre aggiungere una virgola. Ma una stellina in più io la metto.

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