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The Tenant of Wildfell Hall

By Anne Brontë

(54)

| Paperback | 9780140620436

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Book Description

This volume completes the acclaimed Clarendon Edition of the Novels of the Brontes. "The Tenant of Wildfell Hall", Anne Bronte's second (and last) novel, was published in June 1848, less than a year before her death. It is the sombre account of the b Continue

This volume completes the acclaimed Clarendon Edition of the Novels of the Brontes. "The Tenant of Wildfell Hall", Anne Bronte's second (and last) novel, was published in June 1848, less than a year before her death. It is the sombre account of the breakdown of a marriage in the face of alcoholism and infidelity. Writing with a power not usually associated with the youngest of the Bronte sisters, Anne portrays the decline of an aristocratic husband whose drunken excesses and domestic violence force his loving wife into a reluctant rebellion.

22 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Romanzo stupendo che racconta la storia di Helen, una donna forte, di carattere, che osa sfidare le convenzioni, confidando nel suo stesso senso di onestà e ricordando sempre quanto è dovuto al nostro Creatore (io non sono religiosa, ma a mio avviso ...(continue)

    Romanzo stupendo che racconta la storia di Helen, una donna forte, di carattere, che osa sfidare le convenzioni, confidando nel suo stesso senso di onestà e ricordando sempre quanto è dovuto al nostro Creatore (io non sono religiosa, ma a mio avviso è molto interessante leggere di quanto la fede sia importante per Helen, che comunque la vive in modo dialettico e non passivo, come del resto la stessa autrice - per questo aspetto ringrazio tantissimo le note della mia edizione). La sua stabilità e il suo buon senso spiccano nel mezzo delle sue sventure, che denunciano quanta poca indipendenza avesse una donna all'epoca - quanto la sua felicità e il suo benessere dovessero dipendere dal marito, per quanto magari decisamente inferiore, e prima ancora dal padre (dai genitori in generale) che potevano a tutti gli effetti obbligarla a un matrimonio non voluto.

    La forma epistolare si adatta bene a questa storia: il protagonista maschile, Gilbert, si risolve a contraccambiare una confidenza del cognato raccontandogli degli eventi molto significativi del suo passato in una serie di lettere, che vengono poi interrotte dal diario della protagonista femminile, Helen. Ammetto di non essermi particolarmente appassionata al protagonista maschile che, pur essendo migliore del marito di Helen, continua ad essere decisamente imperfetto (e l'affermazione della zia di Helen di auspicare per lei una vita da 'single' felice ha moltissimo senso) e tutta l'ultima parte mi ha convinta un po' meno, soprattutto perché abbiamo solo la versione di Gilbert, invece io avrei voluto sapere qualcosa anche delle reazioni di Helen.

    Posso comunque dire di averlo amato moltissimo (come prima di questo Agnes Grey): i libri di Anne mi sembrano nettamente superiori a quelli delle sorelle, e anche scritti con uno stile che trovo più apprezzabile per un lettore moderno. Peccato che non abbia scritto altro, e anche che questo romanzo dopo un iniziale successo (e grande scalpore, infatti fu anche molto contestato per le tematiche forti) fu un po' dimenticato anche grazie all'opposizione della sorella Charlotte la quale (c'è chi dice per invidia, ma non penso) non permise la ristampa dopo la morte dell'autrice. D'altronde non è un segreto che Charlotte non avesse una buona opinione di questo romanzo, forse perché troppo azzardato, forse perché nella descrizione del marito di Helen l'autrice utilizza molto materiale fornito dal fratello Branwell.

    In generale il romanzo per l'epoca era particolarmente forte: la visione religiosa di Anne/Helen non è particolarmente ortodossa; inoltre, le scelte di Helen per l'epoca non erano solo scandalose ma anche illegali (la donna non aveva nulla di sua proprietà e non poteva fare nulla senza il permesso del marito: era, a tutti gli effetti, una proprietà - ed eventuali maltrattamenti non costituivano una giustificazione). La parte sconcertante è che, leggi a parte, e pur considerando che la maggioranza delle donne al giorno d'oggi hanno conquistato un alto grado di indipendenza (effettiva, e non solo sulla carta), questa storia rimane attuale: purtroppo ci sono ancora oggi persone che trovano molto difficile lasciare un marito abusivo per problemi economici, o legati al benessere dei figli.

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    ζ Roberta said on Oct 27, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Bella storia, moderna, realistica. La protagonista femminile in particolare è una donna forte, che non esista a lasciare un marito ubriacone e traditore, dai forti sentimenti e dalle idee molto chiare.
    Un po' troppo lungo il finale, ma bella la dichi ...(continue)

    Bella storia, moderna, realistica. La protagonista femminile in particolare è una donna forte, che non esista a lasciare un marito ubriacone e traditore, dai forti sentimenti e dalle idee molto chiare.
    Un po' troppo lungo il finale, ma bella la dichiarazione in cui è lei a farsi avanti con il troppo titubante protagonista maschile.

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    mickymicky said on May 30, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    This novel is a work of silent rebellion: the rebellion of Helen and of Anne herself, who destabilizes some of the Romantic point of views.
    Helen can be considered a Byronic hero, as she is emotionally conflicted and she had a troubled and mysterious ...(continue)

    This novel is a work of silent rebellion: the rebellion of Helen and of Anne herself, who destabilizes some of the Romantic point of views.
    Helen can be considered a Byronic hero, as she is emotionally conflicted and she had a troubled and mysterious past.
    She is intelligent and perceptive, but also self-critical, introspective and she struggles with integrity.
    She imagines there must be only a very, very few men in the world, that she should like to marry and when she marries Arthur it is because she truly loves him.
    She ought to be able to respected and honored the man she marries, but she is also determined to show him that her heart is not his slave, and she could live without him if she chooses.
    From this point of view, she can be considered a feminist.
    At first, she is so determined to love him—so intensely anxious to excuse his errors, that she is continually dwelling upon them, and laboring to extenuate the loosest of his principles, and the worst of his practices, till she is familiarized with vice, and almost a partaker in his sins.
    But after some time, she is tired out with his injustice, his selfishness, and hopeless depravity. She comes to the conclusion that she was fool to dream that she had strength and purity enough to save herself and him.
    She had struggled hard to hide his vices from every eye, and invest him with virtues he
    never possessed and when she thinks how
    fondly, how foolishly she has loved him, how madly she has trusted him, and how cruelly he has trampled on her love, betrayed her trust, scorned her prayers and tears, and efforts for his preservation, crushed her hopes, destroyed her youth’s best feelings, and doomed her to a life of hopeless misery—
    as far as man can do it—it is not enough to say that she no longer loves her husband—SHE HATES him! The word stares her in the face
    like a guilty confession, but it is true: she hates him.
    She was a slave—a prisoner—but that is nothing; if it was herself alone, she would not complain, but her child must not be abandoned
    to this corruption: better far that he should live in poverty and obscurity with a fugitive mother, than in luxury and affluence with
    such a father.
    And through her desperation, she writes a sort of social protest against drunkenness, of which her husband is a victim.
    She also underlines some negative aspects of male thought embodied by her husband.
    He is a man without self-restraint or lofty aspirations—a lover of pleasure, given up to animal enjoyments.
    His notions of matrimonial duties and comforts are not her notions. Judging from appearances, his idea of a wife is a thing to love one devotedly and to stay at home—to wait upon her husband, and amuse him and minister to his comfort in every possible way, while he chooses to stay with her; and, when he is absent, to attend to his interests, domestic or otherwise, and patiently wait his return; no matter how he may be occupied in the meantime.
    But in spite of everything, when Helen heards her husband was very ill and alone, she comes back to nurse him, showing her determination and her vision of life.
    The same vision of the writer, who was the first woman to write about a wife who leaves her abusive husband and then she leads a happy and successful life.

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    Cri1967 said on Oct 8, 2013 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Librone gigantesco! E con poca trama...descrizioni minutissime, pagine e pagine di introspezione psicologica.
    Un giovane aitante fattore si innamora di una graziosa e misteriosa vedova....qual è il suo segreto? Per me, questo libro è u ...(continue)

    Librone gigantesco! E con poca trama...descrizioni minutissime, pagine e pagine di introspezione psicologica.
    Un giovane aitante fattore si innamora di una graziosa e misteriosa vedova....qual è il suo segreto? Per me, questo libro è un capolavoro!

    P.S. Se lo leggete in inglese, essendo purtroppo fuori catalogo la traduzione italiana (dal goffo titolo Il segreto della signora in nero) vi suggerisco il formato Ebook: gratuito, si premono le parole sconosciute e salta fuori il dizionario.

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    Trudi said on May 7, 2013 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Uno de los mejores libros de una Brontë que he leído.
    Me ha gustado incluso más que Cumbres borrascosas o Jane Eyre.
    Aunque tiene partes muy lentas, me ha gustado porque el personaje protagonista no es la típica mujer del XIX que se somete a los av ...(continue)

    Uno de los mejores libros de una Brontë que he leído.
    Me ha gustado incluso más que Cumbres borrascosas o Jane Eyre.
    Aunque tiene partes muy lentas, me ha gustado porque el personaje protagonista no es la típica mujer del XIX que se somete a los avatares del destino. En este libro, la protagonista lucha contra todas las piedras que se van interponiendo en su vida para sacar a su hijo adelante.
    Es un buen libro para leer aún hoy en nuestros días, porque tiene mucho que ver con el maltrato a la mujer que, desgraciadamente, llena nuestros días.

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    Caravan said on May 6, 2013 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    It is not he that I love: it is a creature of my own imagination

    Una vera sorpresa questa terza sorella Bronte semi-sconosciuta e assente dalle antologie di letteratura! Anche se 'Cime Tempestose' e 'Jane Eyre' sono due dei miei romanzi preferiti (entrambi da 5 stelle!), devo però ammettere che questa storia è mag ...(continue)

    Una vera sorpresa questa terza sorella Bronte semi-sconosciuta e assente dalle antologie di letteratura! Anche se 'Cime Tempestose' e 'Jane Eyre' sono due dei miei romanzi preferiti (entrambi da 5 stelle!), devo però ammettere che questa storia è magari meno misteriosa e meno gotica, ma certo più moderna, realistica e toccante: da una parte c'è il dolore e la rassegnazione, mentre dall'altra c'è l'egoismo, la dipendenza dai piaceri, il tradimento e la continua insoddisfazione nonostante tutto. In seguito a tutto questo Helen ci ricorda che "though in single life your joys may not be very many, your sorrows at least will not be more than you can bear".

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    Daphne said on Dec 27, 2012 | Add your feedback

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