The Tenants

By

Publisher: Farrar, Straus and Giroux

3.6
(212)

Language: English | Number of Pages: 248 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , German , Spanish

Isbn-10: 0374521026 | Isbn-13: 9780374521028 | Publish date: 

Preface Aleksandar Hemon

Also available as: Hardcover , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Book Description
With a new introduction by Aleksandar HemonIn The Tenants (1971), Bernard Malamud brought his unerring sense of modern urban life to bear on the conflict between blacks and Jews then inflaming his native Brooklyn. The sole tenant in a rundown tenement, Henry Lesser is struggling to finish a novel, but his solitary pursuit of the sublime grows complicated when Willie Spearmint, a black writer ambivalent toward Jews, moves into the building. Henry and Willie are artistic rivals and unwilling neighbors, and their uneasy peace is disturbed by the presence of Willie's white girlfriend Irene and the landlord Levenspiel's attempts to evict both men and demolish the building. This novel's conflict, current then, is perennial now; it reveals the slippery nature of the human condition, and the human capacity for violence and undoing.
Sorting by
  • 3

    "Comunque è meglio cercare qualcosa che accontentarsi di non averlo. "

    Harry Lesser , uno scrittore ebreo bianco con alle spalle un'opera affermata ed un'altra molto meno che cerca una conferma con un nuovo libro sull'amore , e Willie Spearmint , un nero che intende cime ...continue

    Harry Lesser , uno scrittore ebreo bianco con alle spalle un'opera affermata ed un'altra molto meno che cerca una conferma con un nuovo libro sull'amore , e Willie Spearmint , un nero che intende cimentarsi col suo primo lavoro col quale cavar fuori tutta quella forza interiore che lui definisce "negritudine" , si incontrano fortuitamente in un palazzo in procinto di essere demolito , quindi totalmente disabitato a parte loro , entrambi alla ricerca di un'ispirazione che si rivela estremamente complicata .
    Un ambiente fatiscente e in pieno degrado quindi per due uomini di diversa etnia , oltre che di estrazione sociale e cultura , con modi di vivere e di intendere la scrittura totalmente distanti , il cui confronto dopo un periodo di amicizia si trasforma dapprima in rivalità per il diverso colore della pelle , per degenerare infine in vero odio , quando Harry rivela a Willie di essersi innamorato della sua fidanzata bianca, che porta ad un inevitabile finale .
    E la differenza razziale occupa un ruolo importante in una narrazione che però mi è sembrata balbettante , frammentaria , spesso persino confusa , così come mi sono parsi del tutto insignificanti i personaggi di contorno , a cominciare da quello del proprietario dello stabile , la cui presenza ai fini della storia non credo di aver capito .
    Insomma , proprio come i due protagonisti , anche Malamud pare essere incappato in un calo di ispirazione per quest'opera che , come scrive Aleksandar Hemon nella sua prefazione , è " un libro da odiare o da amare ...." .
    Io , se non proprio la prima , non scelgo neppure la seconda opzione quindi solo tre stelle (di stima) per un romanzo che mi ha lasciato piuttosto indifferente al punto da non sembrarmi neppure scritto dallo stesso autore di "L'uomo di Kiev" , "Il commesso" e "Il migliore" .

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  • 4

    Libro meta-letterario e fortemente metaforico, se ne apprezza la costruzione pulita e la scorrevolezza. Ricorda per atmosfere i libri di Auster, e deve come questo non poco a Kafka. La storia si regge ...continue

    Libro meta-letterario e fortemente metaforico, se ne apprezza la costruzione pulita e la scorrevolezza. Ricorda per atmosfere i libri di Auster, e deve come questo non poco a Kafka. La storia si regge molto sulla tensione e sui personaggi antagonisti e secondari: il protagonista infatti è a mio parere un elemento di debolezza del racconto, come personaggio appare oltre che scialbo anche piuttosto indefinito, poco categorizzabile e quindi non del tutto riuscito. Per fortuna la storia regge bene anche con questo difetto, si snoda bene e tiene sulla corda il lettore. Lo stile narrativo è pulito, classicheggiante, e rende al libro una atmosfera di placida ineluttabilità, che scioglie la lettura e permette alla storia di sprigionare tutto il fascino della sua ineluttabilità, in ckimax ascendente senza alcuna cedevolezza. Avrei sintetizzato lievemente il finale: le estreme battute non sono proprio all'altezza del resto.

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  • 4

    Duro, a volte provocatorio, intreccia i temi della letteratura, in particolare sull'impossibilita' di scrivere, con quelli dell'odio razziale.
    In un mondo che sta per essere metaforicamente demolito, ...continue

    Duro, a volte provocatorio, intreccia i temi della letteratura, in particolare sull'impossibilita' di scrivere, con quelli dell'odio razziale.
    In un mondo che sta per essere metaforicamente demolito, in parallelo con il fetido palazzo, lui si che sta per esserlo veramente, in cui si svolge la quasi totalita' del racconto, i due protagonisti si ritrovano a duellare in un conflitto inizialmente politico e poi via via piu' personale fino all'atto finale.

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  • 4

    La letteratura non è per tutti

    "Questo è un libro che vi farà arrabbiare". Non ricordo dove l'abbia letto, forse nell'introduzione.
    In effetti in ogni pagina prenderesti a schiaffi i protagonisti a mani alterne, prima uno poi l'alt ...continue

    "Questo è un libro che vi farà arrabbiare". Non ricordo dove l'abbia letto, forse nell'introduzione.
    In effetti in ogni pagina prenderesti a schiaffi i protagonisti a mani alterne, prima uno poi l'altro: due scrittori per qualche motivo incompetenti, che non riescono a scrivere, che hanno visioni della realtà infantili e dogmatiche. Non c'è molto da imparare da questi due personaggi. Devo dire, però, che mi è stato utile leggere prima di questo libro un saggio di Malamud sulla letteratura ("Per me non esiste altro"), dove lui stesso spiega un po' la sua narrativa. Nel saggio Malamud sfata i luoghi comuni più diffusi suoi suoi libri: che siano portavoce di un assoluto negativismo, che tutti i suoi personaggi siano destinati a soffrire, che gli scrittori siano solo suoi alter ego. Malamud su ogni altra cosa amava la letteratura, la riteneva un dono. Ma pensava anche che fare lo scrittore fosse un compito gravoso, a tratti ingrato, sicuramente non per tutti. E Negli inquilini viene fuori questa visione, forse elitaria, forse semplicemente veritiera, della letteratura. Scrivere letteratura non è per tutti, ma per fortuna leggerla, sì. E Malamud va letto il più possibile.

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  • 3

    Soltanto il coraggio merita la bellezza

    Mi ha colpito l’incastro fatto con i nomi dei due scrittori protagonisti:
    Lesser - minore / Will - volontà.
    Mi ha colpito di meno che si trattasse di un libro sulla scrittura. Da sempre ritengo quest ...continue

    Mi ha colpito l’incastro fatto con i nomi dei due scrittori protagonisti:
    Lesser - minore / Will - volontà.
    Mi ha colpito di meno che si trattasse di un libro sulla scrittura. Da sempre ritengo questa tipologia di libri (ed in special modo la variante -libri sulla letteratura-) auto celebrativa almeno quanto lo sono i film sul cinema. E’ vero che in questo caso vengono presi in esame temi sociali importanti, che il libro è scritto nel pieno dello scontro razziale americano, non è però il miglior Malamud. Non è il migliore ma pur sempre di lui si tratta, e allora vale la pena seguire le tracce che ha lasciato:
    «"Soltanto il coraggio merita la bellezza"», disse Lesser. «Come?» «E' una poesia». «Nera o bianca?» «John Dryden, un inglese».
    Ho cercato con google, non ho trovato le sue poesie tradotte in italiano ma ho scoperto che è quello di

    La fortuna arride agli audaci
    e
    Non è mai esistito, né potrà mai esistere, un governo dove opportunisti e stupidi non siano in maggioranza

    Uno scrittore ebreo è rimasto l’unico inquilino di un palazzo che deve esser demolito per far posto ad un grattacielo. Nonostante le offerte in denaro perchè lasci il suo appartamento, egli rimane al suo posto e lo fa per il libro che sta scrivendo. A parer suo un libro deve esser terminato nello stesso luogo ove è stato iniziato. Il condominio è spettrale e pericoloso, soggetto a ruberie ed atti vandalici, rifugio di senza tetto e malviventi. Non sarà uno di loro ad incidere sulla sua vita, sarà invece un altro scrittore, un nero stabilitosi abusivamente in un appartamento sfitto vicino al suo.
    Sopra ho dichiarato che non mi piacciono particolarmente i libri che parlano degli scrittori e delle loro difficoltà, ma ecco cosa se ne può cavar fuori quando è Malamud a scrivere
    Una cosa che succede quando scrivi un libro è che tieni la morte al suo posto; l'ideale è continuare ininterrottamente a scrivere..
    ..certi finali sono più inafferrabili di altri. Come se, scrivendoli, tu stessi segretamente trattando con la morte anche se il tuo scopo è di comprendere la vita, di vivere.

    L’ultima annotazione voglio dedicarla ad una delle mie passioni, le liste degli autori all’interno dei romanzi.
    All'inizio legge più che altro narrativa. Dickens, Dreiser, James Farrell, Hemingway, Richard Wright, Ellison, Baldwin. ..
    Chi come me ha letto quasi tutto di Wright, non si stupisce di trovarlo in questo elenco. Chi come me stima particolarmente Hemingway, è felice di vederlo proprio accanto a Richard.

    E-book N°88
    Gli inquilini (Bernard Malamud)
    Novembre 2014

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  • 3

    Negritudine

    In una New York esangue, perduta in una notte siderale e di cui si intuiscono le ombre fragili dell'abbandono e le incombenti rovine, due sole lucine filtrano dagli infissi sconnessi di un palazzo in ...continue

    In una New York esangue, perduta in una notte siderale e di cui si intuiscono le ombre fragili dell'abbandono e le incombenti rovine, due sole lucine filtrano dagli infissi sconnessi di un palazzo in demolizione.
    Potrebbero essere il segno di una residua e tenace speranza di vita e invece sono il riverbero bianco di una brace ardente che sotto una soffice cenere cova il seme di un perenne odio razziale e della sua irriducibile forza.
    Per ampi passi si gode di una scrittura smagliante che apre squarci ustionanti sulla natura dell'uomo e sui suoi profondi torrenti di lava, ma a tratti la storia, che ha una sua pregevole originalità, si accartoccia su stessa e si stenta ad uscirne.
    Si scovano però pagine di nitida bellezza.

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  • 2

    Il romanzo parte bene ma poi si avvita su se stesso: impossibile resistere alla tentazione di sovrapporre il protagonista Lesser, in crisi creativa e incapace di mettere un finale al romanzo "sull'amo ...continue

    Il romanzo parte bene ma poi si avvita su se stesso: impossibile resistere alla tentazione di sovrapporre il protagonista Lesser, in crisi creativa e incapace di mettere un finale al romanzo "sull'amore" che sta scrivendo da dieci anni con lo stesso Malamud, che risolve il problema con un epilogo grottesco e improbabile.

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  • 3

    Libro curioso, non del tutto riuscito direi, ma da non buttar via. Mi ha subito creato quella fastidiosa sensazione che mi danno i libri in cui sin da subito si vede che i protagonisti sono destinati ...continue

    Libro curioso, non del tutto riuscito direi, ma da non buttar via. Mi ha subito creato quella fastidiosa sensazione che mi danno i libri in cui sin da subito si vede che i protagonisti sono destinati a sprofondare sempre più. Non che io cerchi il “lieto fine” , ma mi irrita un po’ quando tutto si svolge su un piano inclinato già segnato dal destino.

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