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The Thirteenth Tale

By Diane Setterfield

(31)

| Hardcover | 9780752875736

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Book Description

Vida Winter, a bestselling yet reclusive novelist, has created many outlandish life histories for herself, all of them invention. Now old and ailing, at last she wants to tell the truth about her extraordinary life. Her letter to biographer Margare Continue

Vida Winter, a bestselling yet reclusive novelist, has created many outlandish life histories for herself, all of them invention. Now old and ailing, at last she wants to tell the truth about her extraordinary life. Her letter to biographer Margaret Lea - a woman with secrets of her own - is a summons. Vida's tale is one of gothic strangeness featuring the Angelfield family: the beautiful and wilful Isabelle and the feral twins Adeline and Emmeline. Margaret succumbs to the power of Vida's storytelling, but as a biographer she deals in fact not fiction and she doesn't trust Vida's account. As she begins her researches, two parallel stories unfold. Join Margaret as she begins her journey to the truth - hers, as well as Vida's.

1473 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Inizialmente non ne ero molto presa, la trama era interessante e avvincente. ..ma perde un po di consistenza notanzo il modo in cui è stato scritto...
    A parer mio l'autrice divaga, a volte, troppo perdendo di vista il nucleo del racconto...diventand ...(continue)

    Inizialmente non ne ero molto presa, la trama era interessante e avvincente. ..ma perde un po di consistenza notanzo il modo in cui è stato scritto...
    A parer mio l'autrice divaga, a volte, troppo perdendo di vista il nucleo del racconto...diventando a tratti ripetitiva.
    Ma ho dovuto ricredermi una volta terminato, poiché è uno di quei racconti che prendono colore solo hiunti al termine.
    Piano piano tutti i nodi si sciolgono e le domande trovano risposta... ma dato il finale e i colpi di scena,bisognerebbe rileggerlo una seconda volta, per essere capito e apprezzato veramente.

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    Hachiko said on Aug 16, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Una volta morte, le persone scompaiono. La voce, le risate, il calore del loro respiro. La carne. E alla fine le ossa. Il ricordo perde ogni elemento vitale. E' una cosa tremenda e naturale.

    Fin da piccola, qualunque momento di noia, di apprensione, di paura, di felicità, mi spediva dritta agli scaffali della mia strapiena libreria dove sfogliavo pagine ricche di nomi, mistero e amori inconfessabili alla luce morente di un crepuscolo est ...(continue)

    Fin da piccola, qualunque momento di noia, di apprensione, di paura, di felicità, mi spediva dritta agli scaffali della mia strapiena libreria dove sfogliavo pagine ricche di nomi, mistero e amori inconfessabili alla luce morente di un crepuscolo estivo. Fra quelle copertine, poche righe di brutale neutralità riassumevano vite passate.
    In quel mondo gli uomini erano vampiri famelici o licantropi spocchiosi, alieni dalla forza sovraumana e quasi sempre innamorati pazzi di donzelle svampite e in pericolo. Niente rivelava se quel genere di mostri avessero una particolare predisposizione, quale forma di paura turbasse i loro sogni quando, la sera, il loro alito caldo soffiava sulla candela. Leggerle, tuttavia, stimolava qualcosa in me. L'altra mia parte che era già sul versante opposto, dalla forza travolgente e molto differente a ciò che conosco, si risvegliava accarezzandomi. Mi avvolgeva come una seconda pelle, infuocandomi come un incendio.
    Quando scopriamo un nuovo autore ci auguriamo sempre di trovare qualcosa di speciale. Eventi che rimangono dentro come pietre militari. Situazioni che potrebbero sconvolgere il nostro universo personale. Per me il primo incontro con Diane Setterfield è uno di questi. In quanto, La tredicesima storia, mi diede lo stesso brivido provato la prima volta cui scoprì la storia segreta di Miss Winter.
    Sono sempre stata una lettrice e, in ogni fase della mia vita, non c'è mai stato un periodo in cui la lettura non sia stata per me la gioia più grande. Sempre uguale a se stessa, mentre il resto del mondo cambiava quando meno me lo aspettavo, e simbolo di una
    parte della mia anima sognatrice e masochista. Una parte del mio essere che conferma come le storie che più amo e a cui non rinuncerei per nulla al mondo hanno bisogno di parole. Leggerle mi ha sempre dato l'impressione di perdere la cognizione di me stessa. La lucidità. Il senso del tempo. E, per un certo periodo della mia vita, sono stati più essenziali della mia vita stessa.
    Dentro di me resta sempre una brama intensa per il piacere dei libri. E La tredicesima storia - in questi due giorni trascorsi a leggere dal mattino inoltrato fino a tarda sera, sotto un cielo perennemente nuvoloso ma afoso in cui le giornate passavano in un lampo prima di riemergere da questo strano stato di torpore - con la figura austera di Miss Winter e la giovane Margaret, m'incantò con la loro incantevole storia.
    Isolandomi con persone fatte esclusivamente di carta e inchiostro ho chiuso la porta della mia stanza sul mondo. Ho origliato impunemente per sentire la vita di persone che non esistono. Ho sbirciato senza ritegno nel loro cuore e alle loro spalle per seguire i loro movimenti. Mi sono avvicinata a tal punto su Margaret, che dormiva nel proprio letto, da fargli sentire il mio fiato sul viso. Lasciargli un segno del mio passaggio, dove ho visto i suoi sogni.
    Sogni che coincidono col passato turbolento di Miss Winter. Un fiore da serra esotico in un giardino invernale del Nord che, al di là della sua figura, nasconde il suo bocciolo: una bambina che si è divertita a giocare con i trucchi della mamma e che adesso si è stufata. Ha trascorso la sua vita raccontando storie semplicissime, di poco conto. Qualche filo intrecciato che ha dato forma a un graziosissimo disegno, un motivo memorabile ricco di lustrini. Materiale da cui ha ricavato trame mai concluse, personaggi abortiti, ambientazioni pittoresche che non hanno mai trovato una sua collocazione. Rimasugli di materiale sacrificato in fase di revisione.
    L'incontro fra lei e la bella Margaret è stato come una collisione fra due mondi che restano tuttavia nettamente separati. Lascia ammutoliti, privi di logica, curiosi, spingendoci, per un momento, a voler intraprendere anche noi questa strada insidiosa. Attingere a memorie che non vedono le stampe da decenni; dare voce a chi non ha voce. Nonostante tutti i libri custoditi, le parole, l'interno che il più delle volte abbia rivelato qualcosa di più scoraggiante dell'esterno. Ma che possiedono qualcosa in grado di emozionare.
    E' una sensazione molto forte, magica. Ma il bello delle biblioteche, a volte, è proprio questo: si colgono frammenti di storie, echi di voci che, al buio, sembrano farsi più forti.
    La tredicesima storia è una dichiarazione d'amore ai libri e alla buona letteratura la cui storia riesce a districarsi perfettamente tra esperienze e generazioni diverse, tra presente e passato. Una storia che crea dipendenza, struggimento. Un quadro raffinato che sa di amore, fede e fiducia e che riesce a scalfire persino i muri più solidi.
    E' una storia che avevo già letto, qualche anno fa. I personaggi li conoscevo tutti. Ma, andando avanti nella lettura, poco a poco, mi sono accorta come avevano perso un po' di quella famigliarità. Erano diventati strani. Nuovi. Non erano i manichini ombrosi che ricordavo, pronti a rivestire meccanicamente i loro panni, per l'ennesima volta. Erano divenute "persone". La tristezza e l'insoddisfazione di Miss Winter è talmente palpabile che, quando lei la lascia trapelare, sembra di viverla in prima persona. Il sale delle lacrime versate da Margaret ricordando la madre morta, bruciano il viso. Lo spirito del romanzo ha tanto di famigliare. Tutti i personaggi, alla fine, realizzano i loro desideri più profondi: Miss Winter vede riesumare la storia della sua vita, nella landa deserta del suo spirito, prima di morire; Margaret scrive la biografia più celebre del secolo. Ma solo troppo tardi ti accorgi del prezzo che hanno dovuto pagare per sottrarsi al loro destino. Ogni grumo di felicità sembra essere stato deturpato. Il fato, così docile, ragionevole, disponibile a trattare all'inizio, alla fine ha esagito una crudele vendetta in cambio della felicità.
    Gli ingredienti per far sì che il romanzo della Setterfield divenisse un vero e proprio successo editoriale, a mio avviso, c'erano tutti: una casa spettrale e isolata; uno sbaffo grigio contro la nuda parete del cemento; il senso d'inquietudine che aleggia attorno.
    L'esordio di una talentuosa scrittrice americana, che sembrava stesse cadendo negli ormai classici cliché che predominano nella letteratura nostrana.
    In soli due giorni mi sono totalmente immersa nella storia che "ascoltavo", prendevo appunti, leggevo da non desiderare altro. Il weekend estivo appena entrato è stato popolato da figure appartenenti non al mio mondo ma a quello di Margaret e Miss Winter. Durante la lettura sentivo come "mia" la sua voce e assieme a Isabelle e Charlie e al resto della grande famigliola viaggiavo con la mia immaginazione, lungo i quali si sono rivolti costantemente, in questo lasso di tempo, i miei pensieri. Era un modo carino per rinunciare, anche se per poco, alla mia vita. Calarmi completamente nella storia dei personaggi della Setterfield e volgere le spalle a un mondo in cui sono in voga l'insoddisfazione e l'ingratitudine. Sentirmi placare, cullare dalla sicurezza di una bugia era quello che mi ci voleva. Una buona storia che abbacinasse sempre più un frammento di verità. Che mi ha fatto arrabbiare e rendermi felice, allo stesso tempo.
    Riposto il libro sullo scaffale e aver assimilato al massimo ogni informazione, più tardi in camera mia, col silenzio greve della mia stanza, trascrissi quanto avevo letto. Le parole scorrevano dalla punta della penna al foglio evocandomi l'immagine di Margaret seduta comodamente in una delle vecchie poltrone di Miss Winter e Miss Winter con la sua rigidezza spigolosa. Una scatola con dentro racchiuse tante vite. Una scatola che contiene le schede con i particolari delle persone che popolano questo straordinario romanzo.

    << Una nascita non è propriamente un inizio. La nostra vita al principio non è propriamente nostra, è sola la continuazione della storia di qualcun altro. >>

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    Gresi said on Aug 11, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Consigliato!

    Scrivere questa recensione non è facile perchè in questo libro ci sono una moltitudine di cose da citare: il rapporto tra due gemelle, la storia di una famiglia verso la rovina, un presente complicato e triste e un passato da dimenticare, ma anche un ...(continue)

    Scrivere questa recensione non è facile perchè in questo libro ci sono una moltitudine di cose da citare: il rapporto tra due gemelle, la storia di una famiglia verso la rovina, un presente complicato e triste e un passato da dimenticare, ma anche un futuro pieno di speranza che ha chiuso i conti con il passato...
    ci sono una marea di sentimenti, alcune storie che si intrecciano e altre che sono affini....
    Io alla fine del libro ero commossa, grata e appagata, vedete voi...

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    Pakinko2 said on Aug 6, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Leggendo questo libro ho provato esattamente la stessa sensazione che ho avuto dopo aver visto il film "Il sesto senso": appena finito, capisci di doverlo leggere una seconda volta (e, nel caso del film, rivederlo) per apprezzare tutte le sfumature c ...(continue)

    Leggendo questo libro ho provato esattamente la stessa sensazione che ho avuto dopo aver visto il film "Il sesto senso": appena finito, capisci di doverlo leggere una seconda volta (e, nel caso del film, rivederlo) per apprezzare tutte le sfumature che ti sei perso la prima volta. Io apprezzo sempre un romanzo ben scritto: e questo, indipendentemente da qualche "ingorgo verbale", lo è.
    Nota a margine: data la mia affinità di letture con la protagonista del libro, Margaret Lea, ho preso spunto dai titoli che ripetutamente cita nel romanzo tra i suoi preferiti per acquistare un libro che, perdonatemi l'ignoranza, non conoscevo, cioè "La donna in bianco" di Wilkie Collins. Prossimamente sulla mia libreria di Anobii.

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    Agadir said on Jul 27, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    In una sola parola: magnifico!
    Questa è la storia di un amore; ma non come quello comune tra un uomo e una donna. E' un amore tra sorelle, di una famiglia. Quel legame così forte e indistruttibile come pochi ne esistono.
    Mi letteralmente tenuta incol ...(continue)

    In una sola parola: magnifico!
    Questa è la storia di un amore; ma non come quello comune tra un uomo e una donna. E' un amore tra sorelle, di una famiglia. Quel legame così forte e indistruttibile come pochi ne esistono.
    Mi letteralmente tenuta incollata alle pagine dall'inizio alla fine. I personaggi sono incantevoli e indimenticabili, la narrazione è fluida ma mai scontata, e la storia...oh, la storia.
    Beh, inutile dirvi tante cose, DOVETE leggerlo <3

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    ValeV said on Jul 16, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Tenía este libro en las estanterías desde el año 2007 ya que fue un regalo de navidad para mi madre y una vez leído por ella, me lo pasó a mi. Pero fueron pasando los años y no me animaba a pesar de las excelentes reseñas que había leído.

    La señora ...(continue)

    Tenía este libro en las estanterías desde el año 2007 ya que fue un regalo de navidad para mi madre y una vez leído por ella, me lo pasó a mi. Pero fueron pasando los años y no me animaba a pesar de las excelentes reseñas que había leído.

    La señora Winter, una famosa novelista decide contratar a Margaret para que escriba su autobiografía. Y Margaret apenas puede dar crédito ya que la señora Winter es famosa por inventarse truculentas historias, todas de ellas falsas para describir su pasado. A pesar de ello acepta y sin quererlo se verá implicada en una historia del pasado repleto de secretos que no siempre quieren ser descubiertos.

    Se encuentra narrada en primera persona, alternando capítulos narrados en tercera persona, al mismo tiempo que se va alternar entre el presente y el pasado de la señora Winter, lo que le da uina agilidad tremenda a la historia, aunque como casi siempre, me ha atraído más la historia del pasado que la del presente pero gracias a la narración tan cuidada de la autora, esta vez no ha sobresalido de forma tan acusada.

    Los personajes están descritos a la perfección por lo que los llegamos a conocer muy bien y la autora consigue sin apenas dificultad que nos introduzcamos en la historia.

    Y bueno he de decir que me ha gustado (es imposible decir que no), me ha entretenido y me ha tenido interesada en el misterio y los secretos que pueblan la novela peeeero aún así tampoco me ha parecido tan magnífica como para poner la nota máxima. No sé si por las altas expectativas o por el hecho de que este estilo de novelas se ha convertido en todo un fenómeno desde Kate Morton o que...pero no he conseguido conectar con la historia hasta tal grado de que me pareciera perfecta.
    Aún así, claro que la recomiendo.

    http://viajagraciasaloslibros.blogspot.com.es/

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    Lesincele said on Jul 10, 2014 | Add your feedback

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