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The Three Evangelists

By

Publisher: Vintage

4.0
(439)

Language:English | Number of Pages: 304 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian

Isbn-10: 0099469553 | Isbn-13: 9780099469551 | Publish date: 

Translator: Sian Reynolds

Also available as: Softcover and Stapled , Hardcover , eBook

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
The opera singer Sophia Simeonidis wakes up one morning to discover that a tree has appeared overnight in the garden of her Paris house. Intrigued and unnerved, she turns to her neighbours: Vandoosler, an ex-cop, and three impecunious historians, Mathias, Marc and Lucien - the three evangelists. They agree to dig around the tree and see if something has been buried there. They find nothing but soil. A few weeks later, Sophia disappears and her body is found burned to ashes in a car. Who killed the opera singer? Her husband, her ex-lover, her best friend, her niece? They all seem to have a motive. Vandoosler and the three evangelists set out to find the truth.
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  • 3

    La mia sconfinata intelligenza mi suggerisce che, nell'approccio ad uno scrittore [scrittrice] che non conosco, sia opportuno non iniziare, chessò, da un racconto breve, ma direttamente da una trilogi ...continue

    La mia sconfinata intelligenza mi suggerisce che, nell'approccio ad uno scrittore [scrittrice] che non conosco, sia opportuno non iniziare, chessò, da un racconto breve, ma direttamente da una trilogia di romanzi. No, giusto così nel caso il [la] Vargas mi facesse cacare, mi tocchi sorbire non uno, ma tre libri in uno. Uno e trino. I tre evangelisti (occhei che mi applicavo poco, ma dai tanti anni di catechismo, mi porto dietro che gli evangelisti erano quattro - insomma all'appello mi manca Giovanni) mi son rimasti così cosà. Tratti molto bene (l'albero che appare o la costruzione sopra Gerard de Nerval), tratti abbastanza male (il pozzo senza fondo, la falangetta defecata, il gioco degli astragali). Troppo macchiette i personaggi. Troppo stravaganti i cognomi. Troppo immotivatamente stralunate certe situazioni.
    Comunque meglio di tanto altro che c'è in giro.
    Prossima volta provo con la eptalogia di Adamsberg…

    said on 

  • 4

    Per quanto mi concerne...

    Ma sì, diciamola come farebbe Clement, il vero protagonista del terzo e ultimo atto, "Io sono il tenebroso": per quanto mi concerne questa trilogia le sue quattro stelle piene le vale tutte!
    Per "Chi ...continue

    Ma sì, diciamola come farebbe Clement, il vero protagonista del terzo e ultimo atto, "Io sono il tenebroso": per quanto mi concerne questa trilogia le sue quattro stelle piene le vale tutte!
    Per "Chi è morto alzi la mano" si veda recensione scritta a suo tempo (l'avevo acquistato come romanzo singolo)
    Su "Un po' più in là sulla destra", atto secondo, avevo giudicato
    magnificamente deliranti le prime pagine, nelle quali si inserisce un nuovo personaggio, Louis Kehlweiler, detto il Tedesco. Si fa fatica a star dietro a lui e alla sua corte dei miracoli, alle sue panchine numerate, al suo rospo tascabile, alla sua amica prostituta in pensione...senza parlare del "corpo del reato" (o reato "di corpo") che da il via a tutta l'indagine!
    Poi spunta San Marco e allora tutto sembra rincanalarsi nell'ordinario...sembra. Parte una caccia all'omicida di turno, che diventa avvincente man mano che si aggiungono personaggi, ciascuno con le proprie stranezze. Straordinarie le caratterizzazioni (ma non è una novità), incerto il colpevole fino alla fine, mancano parecchio le figure del vecchio Vandoosler e di san Luca, mentre san Matteo irrompe quietamente solo in dirittura d'arrivo. Godibile il romanzo nel suo complesso, nella speranza di rivederli tutti e quattro insieme, gli Evangelisti, nel terzo e ultimo atto.
    Ebbene, nel terzo atto tornano più attivi Mathias, Lucien e il padrino Vandoosler, ma l'indagine "ufficiosa" è condotta nuovamente dal Tedesco, con la fattiva collaborazione di Marc (e la prostituta in pensione Marthe nell'inconsueta veste, per una come lei, di "protettrice").
    Il principale sospettato della serie di femminicidi è quel Clement, apparentemente ingenuo e indifeso, che mi da lo spunto per il titolo della recensione e che, straordinariamente, commuove, diverte, inquieta, intenerisce, tutto attraverso artistiche pennellate caratteriali.
    Va bene, al colpevole si arriva agevolmente (si badi, al colpevole, non al movente e al modus operandi), ma per chi dovesse storcere il naso, per gli eterni insoddisfatti, restano i maestri del thriller, da Hitchcock ad Agatha Christie, ai nostri bravi autori italiani.
    Qui si galleggia tra le nuvole, e tra le nuvole, che solitamente Fred Vargas fa spalare a quel fenomeno di Adamsberg, saltellano, rimbrottano, si illuminano, agiscono e si adagiano i tre Evangelisti e il vecchio Vandoosler. E su una nuvola più robusta (dato il peso del suo metro e novanta), più ampia (perché possa stenderci la sua gamba offesa), ma umida al punto giusto (per il suo rospo Bufo) collochiamo il Tedesco, incessantemente orbitante e dinamico quasi fosse, per restare in tema biblico, un moderno Paolo di Tarso.

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  • 4

    Una trilogia bella e male assortita come il trio dei protagonisti

    "Tre giovani storici allo sbando e uno sbirro in disarmo..." così inizia la descrizione del volume in controcopertina e così inizia pure la trilogia. Il primo romanzo è decisamente il migliore dei tre ...continue

    "Tre giovani storici allo sbando e uno sbirro in disarmo..." così inizia la descrizione del volume in controcopertina e così inizia pure la trilogia. Il primo romanzo è decisamente il migliore dei tre: si prende confidenza con i protagonisti che in modo abbastanza bilanciato svolgono ciascuno il proprio ruolo nel risolvere un complicato caso di omicidio, i capitoli filano via uno dietro l'altro come dovrebbero scorrere in ogni buon romanzo giallo e la soluzione finale dovrebbe soddisfare anche i più incalliti fan del genere.
    Gli altri due romanzi in sé per sé non è che siano poi da meno, solo che il bilanciamento del primo romanzo e quindi della trilogia e quindi del terzetto degli "evangelisti" (che sia chiaro: niente di esoterico, solo l'analogia tra i nomi dei tre giovani storici con i nomi di tre dei quattro evangelisti canonici) viene meno.
    Anche la figura dello sbirro in disarmo cambia, Vandoosler il vecchio (zio e padrino di Marc, uno degli evangelisti) viene declassato da quarto protagonista a semplice comparsa e sostituito con un personaggio fin troppo simile e cioè Louis (talvolta chiamato Ludwig) Kehlweiler, il quale invece di avere un passato da commissario ne ha uno da investigatore del Ministero degli Interni. Si vede che l'autrice non era soddisfatta della prima intuizione, dispiace ma pazienza.
    Altro cambio poco giustificato è la "promozione" di Marc a protagonista di primo piano rispetto agli altri due "evangelisti" che svolgono ruoli talvolta importanti ma di gran lunga minori.
    L'aver letto i tre romanzi uno di fila all'altro di certo rende il contrasto maggiormente notevole e forse intervallandoli con altre letture il trauma sarebbe stato più sopportabile. Ad ogni modo questi erano i principali motivi per cui non me la sono sentita di dare la quinta stellina, probabilmente dovendo votare separatamente i tre romanzi della trilogia almeno il primo l'avrebbe ottenuta.

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  • 4

    Three is mej che one

    Regalo per il compleanno, portato in vacanza ed è stata un'ottima cosa. Ottimi gialli, trame ben sviluppate e i personaggi sono descritti in modo eccellenti, ironici e molto realistici. Cos'è una vaca ...continue

    Regalo per il compleanno, portato in vacanza ed è stata un'ottima cosa. Ottimi gialli, trame ben sviluppate e i personaggi sono descritti in modo eccellenti, ironici e molto realistici. Cos'è una vacanza senza un buon libro?!?!

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  • 5

    CHI E' MORTO ALZI LA MANO
    Veramente bello. Controcorrente rispetto ad un giallo tradizionale. Gli investigatori sono tra i personaggi più improbabili, ma proprio per questo la vicenda appare intrigant ...continue

    CHI E' MORTO ALZI LA MANO
    Veramente bello. Controcorrente rispetto ad un giallo tradizionale. Gli investigatori sono tra i personaggi più improbabili, ma proprio per questo la vicenda appare intrigante, coinvolgente. La Vargas ha uno stile asciutto quasi cinematografico. I quattro protagonisti Marc, Mathias, Lucien e il Padrino si muovono in parallelo, ma hanno bisogno l'uno dell'altro per capire ed agire. La vicenda è misteriosa, e confesso che l'Autrice mi aveva sapientemente condotto fuori strada fino alla fine (come del resto i protagonisti), complice anche un titolo sibillino e particolari indispensabili che sono sapientemente inseriti a poco a poco.
    Non mancano la vena ironica e le brutte figure dei protagonisti che rendono vivace e divertente la lettura: non siamo di fronte alla serietà, alla perfezione, alla "presunzione" di Poirot. Anzi. Direi che i tre ragazzi non possiedono alcuna caratteristica del grande investigatore belga, a partire dalla casa - la "topaia" - dai vestiti, dal modo di mangiare, dal metodo investigativo.
    Ma proprio questa improbabilità li rende simpatici!
    18 agosto 2014

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  • 4

    Me lo sono gustato in un lungo viaggio scegliendo questo 3in1 per risolvere la noia dell'impossibilità di far altro.
    Ottima scelta.
    Gustosi i personaggi, buona la trama, ben congegnati i finali, che d ...continue

    Me lo sono gustato in un lungo viaggio scegliendo questo 3in1 per risolvere la noia dell'impossibilità di far altro.
    Ottima scelta.
    Gustosi i personaggi, buona la trama, ben congegnati i finali, che del giallo sono il sale.
    Una considerazione però m'intriga, sperando nello scriverla di non rivelare la soluzione dei "casi": i vari colpevoli sono, in tutte le storie presentate, intellettualmente dotati e, per come sono presentati, di cultura elevata eppure preda di "deviazioni" assassine dato che i delitti racontati non sono casuali o frutto di raptus ma congegnati ed incastonati nella vita intellettuale di chi li compie. Vuole dirci, l'autore, che la Cultura non è in grado di salvarci dalle bassezze che l'animo umano è in grado di produrre? Eppure la Cultura eleva, dicono. O forse la tesi è che se il vaso non è pulito ogni cosa ci metti dentro inacidisce. Ecco, lascio ad altri lettori, a cui consiglio il libro, di risolvere il dubbio che m'ha sollevato.

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  • 5

    Un tris vincente

    Ancora una volta la Vargas ha colpito nel segno. Mollato Adamsberg ha messo in campo dei personaggi nuovi e vincenti. Anche se l'inizio, specie dei primi due racconti, è lento ben presto si riprende. ...continue

    Ancora una volta la Vargas ha colpito nel segno. Mollato Adamsberg ha messo in campo dei personaggi nuovi e vincenti. Anche se l'inizio, specie dei primi due racconti, è lento ben presto si riprende. Come un diesel lento a partire poi gira bene. Le storie, una volta svelato il finale, sono abbastanza semplici e le tracce messe nel cammino ci sono, rivelatrici o quasi. Provate a leggerlo e vi troverete anche voi affascinati dalla 'topaia'.

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