The Time Machine

(Everyman Paperback Classics)

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Publisher: Oxford University Press

4.0
(1131)

Language: English | Number of Pages: 106 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi traditional , Italian , French , Spanish , Catalan , German , Portuguese , Esperanto , Greek

Isbn-10: 0460877356 | Isbn-13: 9780460877350 | Publish date:  | Edition New Ed

Also available as: Hardcover , Audio Cassette , School & Library Binding , Library Binding , Audio CD , Others , Mass Market Paperback , eBook

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Travel

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Book Description
Classic science-fiction novel recounts the adventures of a hypothetical Time-Traveller who journeys into the future.
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  • 0

    La bolletta della luce

    "La storia di un uomo che inventa
    un marchingegno per viaggiare nella quarta dimensione
    e pagare così la bolletta della luce in tempo"

    da "Alcune note su una non entità" di Umberto Bieco ...continue

    "La storia di un uomo che inventa
    un marchingegno per viaggiare nella quarta dimensione
    e pagare così la bolletta della luce in tempo"

    da "Alcune note su una non entità" di Umberto Bieco

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  • 0

    Un libro che oggi ti fa piacevolmente sorridere per la sua ingenuità.
    Wells lo ha scritto nel 1895 quando si prendeva atto che per spiegare certi fenomeni fisici era necessario introdurre nelle formul ...continue

    Un libro che oggi ti fa piacevolmente sorridere per la sua ingenuità.
    Wells lo ha scritto nel 1895 quando si prendeva atto che per spiegare certi fenomeni fisici era necessario introdurre nelle formule anche il “tempo” che diventava in qualche modo una “quarta dimensione”.
    Ma cento e passa anni sono per la fisica odierna una eternità…
    Va letto così…… come un fumettone, con simpatia senza aspettarsi grandi cose.
    Bella è la visione del mondo futuro dove il protagonista si trova proiettato con quella visionaria suddivisione nelle due classi sociali ed economiche.
    Non conoscendo le traduzioni precedenti non posso fare paragoni ma sono certo che la nuovissima traduzione di Michele Mari ha dato al tutto una marcia in più.

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  • 4

    Autore: britannico (1866-1946). Romanzo del 1895.

    Una famiglia con pochi soldi, il bisogno di lavorare che inizia da adolescente, per studiare e lavorare ha girato un sacco di scuole, spesso vecchio ...continue

    Autore: britannico (1866-1946). Romanzo del 1895.

    Una famiglia con pochi soldi, il bisogno di lavorare che inizia da adolescente, per studiare e lavorare ha girato un sacco di scuole, spesso vecchiotte e sguarnite, ha collezionato lo schiacciamento di un rene e un po’ di tubercolosi, pranzo e cena difficili da accoppiare.

    Una montagna di saggistica scientifica, un po’ di quella sociale (era un socialista fabiano) e poi verso la fine del secolo narrativa. Romanzi e racconti scientifici con un po’ di fantasia. Quella che poi si chiamerà fantascienza.
    Un pugno dei suoi racconti verranno saccheggiati da tutti, soprattutto dal cinema, con risultati raramente di serie A, spesso minestroni per un pubblico giovane o di bocca buona, con grande spolvero di effetti speciali.

    Anche la società inglese aveva suddivisioni rigide tra le classi sociali. Londra era piena di alloggi ai quali si accedeva aprendo una botola nel pavimento: seminterrati bui e umidi brulicanti di povertà se non miseria. E le grandi città minerarie con file di casette più nere che grigie, e tutto annerito dalla polvere di carbone…..

    Quindi perché non immaginare (avendo immaginazione) un viaggio nel tempo che per motivi di possibilità può essere solo in avanti?
    Un mondo verde e rigoglioso, in superficie popolato da giovani e minute figure pallide, mangiatrici di frutta, e nel sottosuolo da figure altrettanto pallide, ma circondate dal buio più profondo e dalla dieta dubbia. Entrambe quasi incapaci di comunicazione verbale.
    Due classi la cui sorte è stata una specie di involuzione: una sempre più eterea e inutile, l’altra sempre più rinchiusa e altrettanto inutile.
    Che fine ha fatto tutto il resto rimane un mistero.

    E le due visioni successive di una terra ancora più lontana nel tempo, con una specie di granchi rossi arrancanti su un pianeta arido e desolato, e poi assolutamente vuota di ogni specie di vita?
    Le ho trovate più efficaci di tante altre cose simili che ho letto o visto….

    17.03.2017

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  • 4

    Un classico

    Uno dei romanzi più famosi di colui che è stato uno dei principali antesignani del genere fantastico.
    Un'opera ancora oggi fresca e godibile, della quale ho davvero apprezzato la parte in cui il prota ...continue

    Uno dei romanzi più famosi di colui che è stato uno dei principali antesignani del genere fantastico.
    Un'opera ancora oggi fresca e godibile, della quale ho davvero apprezzato la parte in cui il protagonista, spintosi con la sua macchina del tempo fino a milioni di anni nel futuro, assiste agli ultimi momenti della Terra su una spiaggia desolata, popolata solo da licheni, crostacei ed altre forme di vita non meglio precisate, malamente illuminate da un sole ormai morente, mentre dell'umanità si è persa da tempo ogni traccia.
    Un classico che ogni cultore del fantastico dovrebbe leggere.

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  • 4

    "L'uomo aveva voluto vivere nel benessere e nel piacere a spese delle fatiche dei suoi simili, aveva fatto della necessità il suo motto e la sua scusa, e alla fine quella necessità gli si era rivolta ...continue

    "L'uomo aveva voluto vivere nel benessere e nel piacere a spese delle fatiche dei suoi simili, aveva fatto della necessità il suo motto e la sua scusa, e alla fine quella necessità gli si era rivolta contro."

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  • 3

    Bella la storia, che sicuramente sarà stata innovativa all'epoca, ma non mi sento di dare più di tre stelle..
    Lo stile è quello freddo di una telecronaca: la trama è interessante ma non mi ha suscitat ...continue

    Bella la storia, che sicuramente sarà stata innovativa all'epoca, ma non mi sento di dare più di tre stelle..
    Lo stile è quello freddo di una telecronaca: la trama è interessante ma non mi ha suscitato una sola emozione

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  • 5

    L'opera di una mente tanto unica quanto brillante.

    In colpevole ritardo ho recuperato uno di questi grandi classici della fantascienza e, come mi era accaduto per L’Isola del Dottor Moreau, sono rimasto semplicemente folgorato dalle mente di Wells. Da ...continue

    In colpevole ritardo ho recuperato uno di questi grandi classici della fantascienza e, come mi era accaduto per L’Isola del Dottor Moreau, sono rimasto semplicemente folgorato dalle mente di Wells. Dalla sua brillantezza, dal suo acume e dalla sua capacità di andar ben oltre la semplice fantascienza.
    La storia del romanzo è risaputa: il Viaggiatore del Tempo ospita un gruppo di amici e confida loro di aver costruito una piccola macchina che permette di viaggiare nel tempo. Le prime pagine del libro sono insaporite da una lucida disamina scientifico-filosofica sul tempo, sulle dimensioni dello spazio e sul perché spostarsi tra passato e presente non sia una missione così impossible.
    Poi inizia il racconto del Viaggiatore: un lungo e appassionato monologo del personaggio che parla ai suoi commensali. Racconta al lettore del viaggio in un futuro remoto, oltre l’anno ottocentomila, un tempo decadente in cui gli uomini sembrano aver perso ogni loro brillantezza. Sembra aver smarrito il ‘ben dell’intelletto’ dantesco e vivono senza alcuno scopo se non quello di amoreggiare, nutristi e trascorrere le giornate sfuggendo la notte. Ed è proprio durante la notte che il Viaggiatore incontra per la prima volta i Morlock (Morlocchi, nella traduzione italiana), creature sotterranee che accudiscono gli Eloi fornendo loro cibo e vestiti. Salvo, di tanto in tanto, rapirli per usarli come loro sostentamento. Cannibalismo feroce, senza alcun giudizio morale. Il Viaggiatore racconta poi della sua fuga e dell’estremo viaggio verso un futuro ancora più avanzato, attraverso paesaggi tra l’incubo e il sogno.
    La cosa sorprendente di Wells è la lucidità con la quale analizza la nuova società da lui stesso teorizzata. La decadenza fisica e mentale degli uomini perché agiati in un modo ormai privo di pericoli, che controllano e dominano. La perdita della parola per la mancanza di necessità, una sorta di involuzione darwiniana che favorisce il prosperare del più debole. E al tempo stesso i Morlock, riflesso impietoso della classe operaia da sempre relegata in un mondo meno brillante, una servitù controllata, una separazione fisica oltre che intellettuale. Un quadro incredibilmente raffinato per un libro scritto nel 1895.
    Pensare a un uomo come Wells, abituato a vivere in un tempo in cui le rivoluzioni tecnologiche correvano più veloci di quanto potesse fare la mente di un comune essere umano. Pensare a tutto ciò che stava accadendo intorno a lui, e stupirsi di come le sue intuizioni non si siano mai lasciate sviare dalla luce della scienza e della tecnica, ma abbiano invece scavato e sezionato l’animo umano nelle sue parti più oscure e complesse. Questa è la cifra narrativa impagabile che riconosco a una mente unica come quella di H.G. Wells e mi stupisco ogni volta di come sia stato capace di proiettarsi oltre tutto ciò che lo circondava superando, con la sua fantascienza, anche le più evolute teorie filosofiche.

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  • 3

    Siamo nel 1895, non solo nel tempo in cui è stato pubblicato il libro, ma anche nel tempo della narrazione (almeno nella prima parte). Siamo nel quartiere noto anche ai londinesi del tempo di Wells, R ...continue

    Siamo nel 1895, non solo nel tempo in cui è stato pubblicato il libro, ma anche nel tempo della narrazione (almeno nella prima parte). Siamo nel quartiere noto anche ai londinesi del tempo di Wells, Richmond. Essendo perlopiù un pubblico borghese, è come parlare di casa: Richmond serviva il rigoglioso progresso economico del tempo, prosperando ed espandendosi, con abitazioni lussuriose e una rete commerciale notevole. Time Traveler, scienziato, in occasione di una cena tra “amici”, figure che come lui non hanno un nome proprio, ma sono individuate soltanto per la professione che fanno - The Editor, The Medical Man, The Journalist, etc; anonimi, semplicemente rappresentativi del ceto borghese -, parla di una sua recente invenzione a cui sta lavorando. Egli ipotizza dapprima che vi sia una quarta dimensione, e che sia quella del tempo, che accostandosi alle altre tre dello spazio, sia “percorribile” con gli strumenti adeguati, ad esempio la macchina a cui sta lavorando. Il coro che si leva a questa prospettiva è, come ci si aspetta, di incredulità, ricalcando certamente lo scetticismo tipico di una certa era positivista davanti a ciò che puzza vagamente, sul lato teorico, di metafisica; e sul lato pratico di ciarlataneria, di un “trucco” di un abile giocatore, quale è Time Traveler, a seconda di vari imbrogli scientifici che aveva già rifilato loro, sebbene per scherzo. E invece questa volta Time Traveler non voleva prenderli in giro, perché nella volta successiva in cui gli ospiti si riuniscono per la consueta cena del Giovedì, Time Traveler torna in uno stato lurido, stravolto, con in serbo un racconto su un viaggio nel futuro (nell'800.000) fatto con la macchina del tempo.
    E qui inizia davvero il romanzo. Ciò che è interessante è come Wells delinei un mondo che annienta le aspettative dell'immaginario ottimista borghese. Il Time Traveler si ritrova sempre a Londra, sulle rive del Tamigi, quindi proprio nel territorio in cui prima si ergeva fiera Richmond, ma tutto è cambiato. C'è questa descrizione suggestiva nelle immagini di un mondo quasi deserto, con una vegetazione tanto fitta, varia e rigogliosa come non s'è mai visto. Tuttavia sin dalla prima apparizione delle creature che popolano questa terra, l'ideale tipicamente borghese di un progresso continuo e lineare della società si incrina. Ciò che conta è il punto di vista del nostro viaggiatore, poiché è lui che regge la suspence del racconto, delineando man mano vari possibili inquadramenti soprattutto sociali sul perché si sia arrivati allo stato delle cose che vede (e, più avanti, ingegnandosi per fronteggiare ostacoli e minacce, in un contesto abbastanza avventuroso). Inevitabilmente si tratta di un osservatore viziato dall'estendere le convinzioni, aspettative e preconcetti del suo tempo presente su un futuro che non potrà mai comprendere veramente; e il fatto che questo approccio non possa che essere fallace è testimoniato dai continui ritrattamenti delle sue posizioni, dalle smentite e dagli smascheramenti che lo stesso mondo distopico delineato da Wells attuerà. Non credo che un romanzo fantascientifico sia di valore esclusivamente se ha una qualità profetica rispetto alla nostra attualità, ma per come risponde al suo presente, come commenta il suo sfondo culturale, come lo proietta in un “e se”, con quali scelte narrative e stilistiche. Wells a mio parere coglie la sua attualità, con numerose rielaborazioni di elementi tipici dell'epoca: cavalca l'onda di alcune ipotesi scientifiche allora nascenti, come la previsione di un'apocalisse “terrestre” data da un inevitabile esaurimento delle risorse; crea anche uno scenario che risponde a questo timore del crepuscolo, della “morte degli dei” (non a caso Darwin destabilizza non poco le credenze religiose sul mondo e sull'umanità), inserisce un'ipotesi che si riferisce ai movimenti socialisti del tempo, e non solo. In più inserisce un elemento inedito, davvero originale per l'epoca: prende il progresso tecnologico e lo stuzzica, introducendo per la prima volta nella storia della letteratura un viaggio nel tempo per mezzo di un macchinario. Wells capisce il suo pubblico, incoraggia inizialmente i suoi sogni, ma non lo premia affatto, schiaccia la sua presunzione. Il suo futuro immaginato è cupo, in rovina, altro che trionfante e glorioso, e lo stesso Time Traveler, che in fondo è proprio un borghese che reagisce al mondo inventato da Wells, si trova a disagio con creature giudicate ridicole, umilianti se viste retrospettivamente, in altri casi ripugnanti (l'accondiscendenza da “superiore” che riserva ad esse talvolta ha richiami al tema colonialistico; ma nel momento in cui il vero straniero è proprio il nostro protagonista, non consente una posizione di dominio e sicurezza). Per non parlare della delineazione della suggestione marxista, che non poteva affatto esaltare i lettori del tempo: la presenza brulicante di un mondo sotterraneo (anche qui risponde al suo presente, perché le metropolitane erano una freschissima novità dell'epoca), popolato da una sorta di gruppo proletario, se trasfigurato secondo il presente di Time Traveler, che dietro all'apparente servizio ad un gruppo sociale più “nobile”, in realtà fa sì che si crei quel meccanismo dello schiavo del padrone che, servendolo e liberandolo da varie mansioni, disabituandolo ad esse, lo rende a sua volta schiavo, dipendente; con aggiunte – che non anticipo, almeno questo – persino macabre. Questo non significa che il romanzo sia fondamentalmente marxista, anche perché sviluppa non poco alcune atmosfere cupe e orrorifiche legate proprio a queste figure, c'è poco spazio agli ideali di essa, le agognate rivoluzioni, etc. Tuttavia non appoggia affatto, come credo di aver già espresso, una vincita borghese, poiché i suoi corrispondenti sono per l'appunto altre creature, infiacchite, deboli e istupidite, effettivamente imbarazzanti in quest'ottica. Nonostante ciò, credo che si individui infine un giusto valore ultimo, umano, affettivo, più importante di tutte le altre aspettative delineate; che non muore, mentre tutti gli altri declinano.
    The Time Machine è un romanzo intelligente, probabilmente non visionario ai nostri occhi, ma interessante specialmente per lo sfondo culturale e sociale della sua epoca.

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