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The Time of Our Singing

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Publisher: St Martin's Press

4.3
(201)

Language:English | Number of Pages: 640 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Italian , French

Isbn-10: 0374277826 | Isbn-13: 9780374277826 | Publish date:  | Edition 1st ed

Also available as: Paperback , Others

Category: Fiction & Literature , History

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Book Description
A magnificent, multifaceted novel about a supremely gifted -- and divided -- family, set against the backdrop of postwar America

On Easter day, 1939, at Marian Anderson's epochal concert on the Washington Mall, David Strom, a German Jewish émigré scientist, meets Delia Daley, a young Philadelphia Negro studying to be a singer. Their mutual love of music draws them together, and--against all odds and better judgment--they marry. They vow to raise their children beyond time, beyond identity, steeped in song. But their three children must survive America's brutal here and now. Jonah, Joseph, and Ruth grow up during the Civil Rights era, come of age in the violent 1960s, and live out adulthood in the racially retrenched late century. Jonah, the eldest, "whose voice could make heads of state repent," follows a life in his parents' beloved classical music. Ruth, the youngest, chooses a militant activism and repudiates the white culture her brother represents. Joseph, the middle child and the narrator of this generational tale, struggles to remain connected to them both.

The Time of Our Singing is a story of self-invention, allegiance, race, cultural ownership, the compromised power of music, and the tangled loops of time that rewrite all belonging.
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  • 0

    come essere investiti da un convoglio di parole ...

    Per ora, in piena lettura, si viene investiti da una ricca ridondanza di parole, mescolata a frasi sagge ad effetto, tanto buon mestiere e molto ma molto da raccontare ... in un crescendo continuo che semina l'ansia per delle attese che paiono altissime: accidenti!

    said on 

  • 4

    il troppo stroppia

    questo libro è tanto. troppo. tanta storia, tante storie, tanto sapere...e musica, fisica, tempo, razza, famiglia, guerra, potere, estraneità, appartenenza, madri, figli, padri, scuola... troppo. per me. e a ogni esibizione Jonah, santamadonna, raggiunge una nuova ulteriore perfezione. ma qua ...continue

    questo libro è tanto. troppo. tanta storia, tante storie, tanto sapere...e musica, fisica, tempo, razza, famiglia, guerra, potere, estraneità, appartenenza, madri, figli, padri, scuola... troppo. per me. e a ogni esibizione Jonah, santamadonna, raggiunge una nuova ulteriore perfezione. ma quanta perfezione esiste? tanta. troppa. ora. il libro è davvero, davvero bello. anche perché fosse stato solo un poco meno che bello...sinceramente...col cazzo che lo finivo!

    said on 

  • 5

    Ensemble.

    E quando leggendo l'ultima parola e chiudendo il libro, ti accorgerai che le lacrime scendono da sole e che starai piangendo, quasi a dirotto, non solo per la storia, o per la conclusione della storia (perché leggendola capirai anche che questa storia non ha una fine perché il tempo in cui si svo ...continue

    E quando leggendo l'ultima parola e chiudendo il libro, ti accorgerai che le lacrime scendono da sole e che starai piangendo, quasi a dirotto, non solo per la storia, o per la conclusione della storia (perché leggendola capirai anche che questa storia non ha una fine perché il tempo in cui si svolge è quello di una canzone e per sempre), ma per la bellezza dell'opera, ti verrà voglia di restare ancora fra le pagine di questo libro, incastrato dal fluire della prosa di Powers e della musica che ti ha accompagnato per tutte le ottocentoquaranta pagine di questo romanzo monumentale, per scivolare fra le note e lasciarti cullare ancora dalle voci vellutate di Delia Daley e David Strom, la giovane infermiera aspirante cantante di colore di Philadelphia e il fisico ebreo tedesco fuggito negli Stati Uniti dalla Germania nazista, il pesce e l'uccello, che il giorno di Pasqua del 1939 davanti ai gradini del Lincoln Memorial di Washigton dove si sono conosciuti e hanno appena ascoltato lo storico concerto di Marion Anderson, decidono di costruire il loro nido sull'acqua, o forse nell'aria, di incrociare le loro razze e i loro colori, la loro religione e le loro storie, e da quelle dei loro tre figli, i due JoJo, Jonah e Joseph (l'io narrante), e Ruth, e le loro diverse tonalità e sfumature, che Delia e David scelgono di crescere e istruire al di là della razza, liberi di poter scegliere, in un futuro migliore, cosa vorranno essere, ma che pagheranno, ciascuno in maniera completamente diversa, la scelta dei genitori di ignorare ogni differenza, perché, credono, Non abbiamo paura della differenza. Ci fa più paura perderci nella somiglianza. La cosa che nessuna razza può tollerare.
    Ma il futuro è già presente, e il presente è già passato, Lei ricorda tutto, tutto quello che deve accadere loro., e la storia degli Stati Uniti scorre avanti e indietro da quel giorno a Washington fino ai nostri giorni, dalle Black Panthers fino alle rivolte razziali per il pestaggio di Rodney King, dalla Seconda Guerra Mondiale all'assassinio di Marthin Luther King, dagli Stati Uniti all'Europa, da Atlanta a Bruxelles, da New York a Parigi, dalla musica rinascimentale alla lirica al jazz al rythm 'n blues al rock 'n roll al rap, incrociando e alternando due piani temporali e due storie che sono parallele e lontane, tangenti e vicine, che si avvitano e si sfidano librandosi ogni volta più in alto, e si compenetrano noncuranti del tempo e dello spazio fino a ridisegnare le leggi della fisica (ah, quanta incomprensibile e meravigliosa fisica c'è che trasporta la vita oltre ogni logica comprensione!), in quella che, solo alla fine, ci si accorgerà essere stata l'esecuzione perfetta di un incredibile ensemble di solisti.
    E ora, almeno per un po', solo silenzio, per qualche attimo, un attimo che non saprai definire, perché ormai anche tu avrai capito che il tempo non scorre, ma è, e il silenzio sarà l'unico accompagnamento musicale possibile per sublimare il tempo di una canzone, un tempo che durerà finché ci sarà un metronomo a scandire il ritmo della vita, perché, ormai ne sei certo, c’è un’altra lunghezza d’onda in qualsiasi direzione punti il telescopio, un'onda in cui passato presente e futuro sono e saranno un'unica cosa.
    Spiraliforme, circolare, avvolgente, eppure lineare, nitido, cristallino.

    «L'uccello e il pesce possono innamorarsi. Ma dove costruiranno il loro nido?»

    [Ho faticato, sì, moltissimo, perché la musica l'ascolto, ma non la leggo e non conosco tutti ma proprio tutti i termini con cui Powers intesse la sua prosa, così come non conosco affatto la Fisica, quella che fra tutte le discipline mi è sempre stata ostile, la più ostile in assoluto, a tratti mi sono persino annoiata e innervosita, come a un concerto di musica sinfonica al quale assisti del tutto impreparato. Ma, eppure…]

    http://youtu.be/8Xted0J5upw

    said on 

  • 4

    "Non abbiamo paura della differenza. Ci fa più paura perderci nella somiglianza. La cosa che nessuna razza può tollerare."

    Un intreccio prodigioso di musica ("non esiste nulla al mondo come la musica scritta, è una specie di indice del tempo. L'idea è talmente bizzarra da avere del miracoloso: istruzioni fisse su come ricreare la simultaneità. Come diventare flusso, insieme moto e istante, insieme corrente e spaccato ...continue

    Un intreccio prodigioso di musica ("non esiste nulla al mondo come la musica scritta, è una specie di indice del tempo. L'idea è talmente bizzarra da avere del miracoloso: istruzioni fisse su come ricreare la simultaneità. Come diventare flusso, insieme moto e istante, insieme corrente e spaccato."), fisica, tempo ("Il tempo è il nostro modo per non far succedere le cose all'improvviso."), matematica ("La musica, come già diceva il suo eroe Leibniz, è un esercizio di matematica occulta svolto da un'anima che non sa nemmeno di star contando").
    Elementi che si intrecciano e si fondono anche nella lingua e nelle immagini usate da Powell.
    Sullo sfondo gli scontri e le mescolanze razziali negli Stati Uniti e all'interno di una famiglia.
    Uno svolgersi ciclico che va avanti e indietro nel tempo e che termina là dove era iniziato. Il tempo di una canzone, una canzone che dura all'infinito.
    "Nei pochi anni in cui la vita si schiude, ogni cosa che senti la senti per la prima volta. Dopo un certo tempo, l'orecchio si colma e l'ascolto si distoglie dal futuro per rivolgersi al passato. Quel che devi ancora sentire viene superato da quanto hai già sentito."
    È vero, forse avrebbe potuto essere anche più corto, ma la costruzione regge bene.
    E per chi ha meno familiarità con la musica e potrebbe essere spaventato e intimorito dai lunghi brani su musicisti e tecnica musicale, basta rinunciare a priori a capire o a conoscere, per lasciarsi cullare e trascinare dal ritmo della frase, dalla sua musica interna.
    Quanto alle questioni razziali, nulla che già non si sapesse, ma trovo comunque sconvolgente ripensare che solo pochi anni fa, una persona bianca e una nera non potessero neanche toccarsi in pubblico.
    "Avevo sempre pensato che la sofferenza di Ruth provenisse dal suo essere troppo chiara per meritarsi le peggiori offese della sua razza. Quella notte in un albergo affollato di Avignone in cui la maggior parte della gente pensava che fossi marocchino, finalmente capii. Le peggiori offese alla razza sono daltoniche."

    said on 

  • 3

    L’incontro tra Delia e David fa nascere un amore che vorrebbe spezzare ogni catena razziale, mettere al mondo figli in strade in cui non ci siano alcune distinzioni, in cui non ci siano fardelli da reggere. E così provano a crescere i tre figli in una casa in cui la musica riempie ogni frastuono ...continue

    L’incontro tra Delia e David fa nascere un amore che vorrebbe spezzare ogni catena razziale, mettere al mondo figli in strade in cui non ci siano alcune distinzioni, in cui non ci siano fardelli da reggere. E così provano a crescere i tre figli in una casa in cui la musica riempie ogni frastuono del mondo intorno. Solo la piccola Ruth crescendo vedrà ogni cosa che le è stata impedita di vedere mediante un’educazione controllata. Sarà la sola ad agire grazie alla forza dell’ideologia e della voglia di riscattare un ruolo sociale.

    Buona l’idea ma il romanzo è eccessivamente lungo, alcune parti si sarebbero potute evitare rendendo così il romanzo meno noioso.

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  • 4

    IL TEMPO DI UNA CANZONE

    “La sua raccolta di dischi riusciva a far sfigurare quella che avevo messo insieme sin dall’infanzia. Era come la sua guida, disordinata. Usava uno schema organizzativo imperscrutabile che cercai disperatamente di interpretare nel corso di diverse visite a casa sua. Quando infine rinunciai e glie ...continue

    “La sua raccolta di dischi riusciva a far sfigurare quella che avevo messo insieme sin dall’infanzia. Era come la sua guida, disordinata. Usava uno schema organizzativo imperscrutabile che cercai disperatamente di interpretare nel corso di diverse visite a casa sua. Quando infine rinunciai e glielo chiesi rise, quasi vergognandosi. «Sono in ordine di felicità.»
    Guardai di nuovo. «In base a quanto è allegra la musica?»
    Scosse la testa. «In base a quanto fa felice me.»”
    Storia di musica, d’amore, di conflitti razziali, che si svolge nell’arco degli ultimi 50 anni di storia americana. Tra salti temporali e virtuosismi narrativi ritroviamo un Powers ad alti livelli.
    Una lettura facile, molto piacevole, stimolante, articolata in 800 pagine mai noiose, tutte necessarie.

    said on 

  • 3

    La storia di un amore crudele, fra le spietate leggi razziali e il turbinio della storia americana, farciti da una musica senza tempo. David e Delia fanno di tutto per crescere i loro figli "al di là della razza", che non vuol dire "essere bianchi" ma non essere nè bianchi, nè neri nè ebrei, ergo ...continue

    La storia di un amore crudele, fra le spietate leggi razziali e il turbinio della storia americana, farciti da una musica senza tempo. David e Delia fanno di tutto per crescere i loro figli "al di là della razza", che non vuol dire "essere bianchi" ma non essere nè bianchi, nè neri nè ebrei, ergo crisi di identità vita natural durante. Perchè i due inseparabili Jojo cercheranno di ripararsi dalla storia e dalla segregazione razziale nei teatri della musica, apparendo come degli "sporchi bianchi" traditori fra i neri, ma come delle macchie caffellatte nell'universo diafano della musica antica. Ruth è una dura, una donna forte che rivendicherà a costo del sangue la sua appartenenza, da cui i genitori hanno sempre voluto tenerla alla larga attraverso la natura livellante della musica, da cui lei infatti si allontana, preferendo la lotta sul campo a favore dei diritti dei neri.
    Ci sono almeno 300 pagine di noia mortale, ed un centinaio dolcissime e tristi, che segnalano la lontananza emotiva di esseri che per ragioni anagrafiche si trovano a stare vicini. Avrei preferito non dover leggere di tutte le evoluzioni e i gorgheggi di Jonah dai 4 ai 50 anni... pagine solo sul suo prendere il respiro prima di far uscire la voce! Ok, la musica è il senso che permea il romanzo e non fosse stato per essa, i due fratelli si sarebbero sicuramente suicidati pieni di domande su Cosa fossero e cosa no.
    Come ne "Il fabbricante di eco" mi stupisce l'abilità di Powers nel dilungarsi su digressioni in campi tecnici diversi, là medicina e psicologia, qua storia della musica, armonia, ma anche fisica quantistica... darei per questo non una ma due stelle in più.

    said on 

  • 5

    Secondo Pamuk il potere nell'arte del romanzo è basato sulla particolarità di generare negli essere umani sentimenti che possono anche contraddirsi. E' esattamente quello che ho provato io durante la lettura di questo romanzo; la cosa strana è che non trovo neppure un commento adeguato, tante s ...continue

    Secondo Pamuk il potere nell'arte del romanzo è basato sulla particolarità di generare negli essere umani sentimenti che possono anche contraddirsi. E' esattamente quello che ho provato io durante la lettura di questo romanzo; la cosa strana è che non trovo neppure un commento adeguato, tante sono le sensazioni contrastanti: lo stupore per la costruzione e l'armonia, l'irritazione per i personaggi che sembrano inseguirsi senza raggiungersi, l'inevitabile uggia di fronte a un romanzo così "massimalista". L'ammirazione per la spirale del tempo che "è " mentre tutto attorno scorre.

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  • 3

    pretenzioso

    almeno trecento pagine di troppo. L'autore alterna pagine bellissime (poche) ad altre che definirei stucchevoli, non tanto per il contenuto in sè, quanto per la ripetitività. Abbiamo capito come canta Strom, è bravo, bravissimo, ma non sarà l'ennesima pagina sulle evoluzioni canore del ragazzo a ...continue

    almeno trecento pagine di troppo. L'autore alterna pagine bellissime (poche) ad altre che definirei stucchevoli, non tanto per il contenuto in sè, quanto per la ripetitività. Abbiamo capito come canta Strom, è bravo, bravissimo, ma non sarà l'ennesima pagina sulle evoluzioni canore del ragazzo a consentire la sostituzione della parola scritta alla musica ascoltata, obiettivo che sembra voler perseguire il nostro non senza una certa pretenziosità e affettazione. Molto belle invece le pagine sull'integrazione razziale, sulle rivolte cittadine e sulle perverse dinamiche familiari.

    said on 

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