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The Tommyknockers

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Publisher: Putnam

3.5
(2085)

Language:English | Number of Pages: 558 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Spanish , Italian , French , Swedish , German , Portuguese , Dutch , Polish , Czech , Russian

Isbn-10: 0399133143 | Isbn-13: 9780399133145 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Mass Market Paperback , Library Binding , Others , Audio CD , eBook

Category: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
Bobbi Anderson and the other good folks of Haven, Maine have sold their souls to reap the rewards of the most deadly evil this side of Hell.
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  • 2

    Un po' troppo lungo

    Non tutte le ciambelle riescono col buco e in questo libro il buon vecchio King non ha saputo dare il meglio. La storia mi è risultata molto tirata per le lunghe, non molto avvincente come mi ...continue

    Non tutte le ciambelle riescono col buco e in questo libro il buon vecchio King non ha saputo dare il meglio. La storia mi è risultata molto tirata per le lunghe, non molto avvincente come mi risultano in genere le storie di S.King, qualche pagina in meno non avrebbe guastato.

    said on 

  • 5

    I Tommyknocker nel terzo millennio

    Il libro di per se è kinghiano all' ennesima potenza. Si legge molto bene che lo ha scritto nel periodo di tossicodipendenza. Una alta percentuale di dettagli narrati sono inutili, magari spassosi, ...continue

    Il libro di per se è kinghiano all' ennesima potenza. Si legge molto bene che lo ha scritto nel periodo di tossicodipendenza. Una alta percentuale di dettagli narrati sono inutili, magari spassosi, alcuni hanno invece la particolarità di potersi ricollegare diversi capitoli dopo la loro scrittura. Ciò fa sentire appagati. La storia è riuscita; come altri hanno detto, nonostante ingrani la marcia piuttosto tardi. Il protagonista è un personaggio secondo me autobiografico. Gardener è King.

    EVERGREEN

    Perchè questo libro è un evergreen dell' orrore fantascientifico ? L'ho finito oggi 12 settembre 2014 e posso dire con assoluta certezza che l'avanzamento della tecnologia moderna rispetto a quella di allora non ha diminuito il terrore percepito dal lettore. E questo in una storia di fantascienza-orrore non è banale ed è un ottimo risultato. I Tommyknocker sono davvero tra di noi. Comunicano senza parlarsi, senza guardarsi, fanno parte di una rete di intelligenza, sono irascibili compulsivamente, non capiscono, sanno fare tutto senza capirlo, e sfiniscono le energie vitali di chi li circonda per alimentarsi. Ditemi, li vedete anche voi? Io sì. E non so come combatterli.

    said on 

  • 3

    "Però adesso qui c'è un odore, malgrado gli scambiatori d'aria, qui c'è un odore, odore di morte, credo. Morte antica. E follia." Bobbi Anderson inciampa nel bosco, su un oggetto metallico. Inizia ...continue

    "Però adesso qui c'è un odore, malgrado gli scambiatori d'aria, qui c'è un odore, odore di morte, credo. Morte antica. E follia." Bobbi Anderson inciampa nel bosco, su un oggetto metallico. Inizia a scavare, portando alla luce un antico, e ben poco terrestre, male sopito. Jim Garderner, poeta dedito all'alcol, nella sua spirale autodistruttiva decide di aiutare la sua amica, scegliendo di ignorare le sue intuizioni sulla realtà, bevendo. Sullo sfondo un paese intero, che si lascerà guidare diventando strumento di un'entità: i Tommyknocker. Partiamo dal dunque: non uno dei romanzi più memorabili di King. La lettura scorre piacevole (del resto è una delle sue principali caratteristiche), ma in diversi momenti della lettura sorge inevitabilmente una sensazione di…superfluo. Già in passato la tendenza del Re di allungare, descrivere minuziosamente, analizzare ogni aspetto, lanciarsi in mille flashback, psicanalizzare anche il più sfigato dei suoi personaggi secondari, mostrandone vizi, virtù, debolezze oppure, semplicemente, preparare il lettore alla sua, inevitabile, orrenda morte, hanno contraddistinto tante sue opere. In questo caso però più volte sembra puro esercizio di stile, a differenza magari di altre opere come L'Ombra dello Scorpione dove anche il più inutile dei dettagli alla fine s'incastrava perfettamente nella trama. Ciò non significa che Le Creature del Buio sia da sconsigliare. Anzi. La storia è coinvolgente, come solo King sa fare. Un romanzo claustrofobico in certe situazioni, una descrizione verso la lenta autodistruzione - o sarebbe meglio dire, "mutazione" - di un'intera cittadina (Haven), la sua corsa sfrenata verso la follia, che altro non è che un intelligente piano di…qualcun altro. Qualcuno che ha a che fare con l'oggetto che Bobbi Anderson scoprirà nel bosco vicino casa sua. Il sottoscritto ha voluto anche trovare una libera interpretazione personale: il "progresso tecnologico" (se così può essere definito) che s'impadronisce di Haven, unito al declino a cui andranno incontro i suoi abitanti ("la nostra abilità è nel costruire, non nel comprendere"), vuole forse essere una critica alla corsa al miglioramento tecnologico di quegli anni (siamo nel 1987, anni in cui il dibattito sull'energia nucleare nel mondo è acceso dal disastro di Chernobyl) che senz'altro produce, produce, produce…ma senza una reale comprensione delle conseguenze.

    said on 

  • 3

    Uno dei libri di King che mi è piaciuto di meno. Non mi ha appassionato molto purtroppo e in alcuni capitoli è stato difficile proseguire... Un libro strano e a tratti inquietante. Il finale è ...continue

    Uno dei libri di King che mi è piaciuto di meno. Non mi ha appassionato molto purtroppo e in alcuni capitoli è stato difficile proseguire... Un libro strano e a tratti inquietante. Il finale è allucinante ma è anche la parte più bella del libro, quella che gli ha fatto meritare una stellina in più!

    said on 

  • 3

    Stephen King - Tommyknocker

    Il solito King, nel senso di quello che abbina pregi a i suoi storici difetti che hanno contraddistinto i suoi lavori meno riusciti.

    Questa volta il buon Stevie decide di cimentarsi con il genere ...continue

    Il solito King, nel senso di quello che abbina pregi a i suoi storici difetti che hanno contraddistinto i suoi lavori meno riusciti.

    Questa volta il buon Stevie decide di cimentarsi con il genere sci-fi, costruendo (come di suo consueto) una storia che finisce per coinvolgere un'intera cittadina e nella quale vengono coinvolti numerosi personaggi (chi dice The dome, Cose preziose, L'ombra dello scorpione o IT sa di cosa parlo).

    Diciamo subito che il romanzo soffre di uno dei classici difetti di King, ovvero la prolissità. In alcuni momenti si ha l'impressione che alcuni personaggi di contorno, introdotti con la loro brava dose di storia pregressa, siano abbastanza inutili o comunque aggiunti per allungare un po' il brodo. Il finale in stile da solo contro tutti è francamente indigesto e comunque i cliché dell'autore si ripetono in maniera del tutto prevedibile (il co-protagonista con problemi di alcool, il bambino scomparso, la telepatia, veramente troppo abusata in numerosi romanzi).

    Le cosa da salvare sono l'atmosfera da Ai confini della realtà, le numerose citazioni (da Philip Dick e le sue pecore passando per Orson Welles e pagliacci con palloncini) e qualche personaggio a tutto tondo (direi Anne Anderson). Un po' poco direi per andare oltre le tre stelle. Lettura scorrevole che provoca comunque qualche sbadiglio. Per i fan di King direi. Per gli altri prima di affrontare questo bel mattoncino ci penserei sopra.

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  • 5

    Una perla!

    Da molti sottovalutato (tra me e me, non riesco a non chiedermi come sia possibile...), questo romanzo di King è una vera e propria meraviglia, una specie di perla nascosta!

    Mentre descrive una ...continue

    Da molti sottovalutato (tra me e me, non riesco a non chiedermi come sia possibile...), questo romanzo di King è una vera e propria meraviglia, una specie di perla nascosta!

    Mentre descrive una intera cittadina americana (Haven, Maine) e delinea minuziosamente i suoi abitanti, descrivendo attriti e luoghi della loro vita quotidiana, il buon zio Stephen fa cadere il lettore in un incredibile vortice di follia aliena che nasce da una casuale e apparentemente insignificante scoperta (una minuzia...) fatta dalla scrittrice di western Bobbi Anderson mentre cammina nel bosco dietro a casa sua; con l'aiuto del suo compagno, Jim Gardner, Bobbi comincia ad indagare ulteriormente su questa scoperta che, se da un lato la fa diventare una sorta di superdonna intelligentissima, dall'altro... l'unica speranza è riposta in Jim che, immune dal potere dei Tommyknockers, decide di provare a mettere un freno alla follia dilagante e salvare la sua vecchia e amata Bobbi... sempre che sia ancora possibile...

    Un King da leggere assolutamente... anche se molti lo snobbano, io lo consiglio sempre! :)

    said on 

  • 5

    Tommyknockers knocking at the door...

    Uno dei libri di King che ho riletto più volte nel corso degli anni (una cifra insensata di volte, per essere precisi) nella traduzione italo-dobneriana, da sempre nella mia top10 kinghiana, ...continue

    Uno dei libri di King che ho riletto più volte nel corso degli anni (una cifra insensata di volte, per essere precisi) nella traduzione italo-dobneriana, da sempre nella mia top10 kinghiana, finalmente letto in lingua originale... che cosa potrei mai dire se non un geniale capolavoro? :)

    Mentre è nel bosco a far legna, Bobbi Anderson inciampa in una sporgenza metallica che spunta dal terreno: questa semplice banalità è l'inizio di tutto, l'inizio della fine... Grazie all'aiuto del suo vecchio amico, Jim Gardener, giunto lì spinto dalla sensazione di un pericolo imminente, Bobbi comincia a scavare per disseppellire l'oggetto misterioso: ancora prima di capire esattamente a cosa si trovino di fronte, a quale immenso potere l'oggetto porti con sé, Bobbi e i cittadini di Haven vengono 'investiti' dal potere dei Tommyknockers che, da un lato regala loro straordinarie idee e invenzioni, ma dall'altro... Le speranze di salvezza per la città sono poche ma c'è chi, immune al potere dei Tommyknockers, proverà a porre un freno alla follia aliena dilagante... sempre che sia ancora possibile fermare ciò che è stato iniziato...

    King parte subito in quarta in questo romanzo, analizzando e descrivendo minuziosamente, sin dalle prime pagine, i due protagonisti [Bobbi Anderson, scrittrice di western, e Jim Gardener, ex-editore alcolista] e spostando poi l'attenzione sull'intera cittadina americana di Haven, Maine: qui, mentre l'intera comunità viene 'presentata', si cominciano a notare i primi segni della follia aliena che ben presto diventerà un vortice inarrestabile, da cui nessuno potrà (o vorrà?) fuggire... Anche se "l'elemento fantascientifico" è presente, come spesso accade con King, diventa velocemente praticamente un pretesto, uno sfondo sul quale il buon Stefano Re crea la sua classica ragnatela di situazioni, avvenimenti e personaggi (Cose Preziose docet...) che ben presto si stringe e non lascia scampo: il ritmo in un crescendo dosato alla perfezione, l'analisi della progressiva follia della popolazione di Haven e del loro 'chiudersi a riccio' e le numerose "storie" qui racchiuse in un tutt'uno, rendono questo romanzo uno dei romanzi corali migliori dell'intera produzione kinghiana!

    ps. molti FL, incomprensibilmente, snobbano questo romanzo del Re definendolo una "storiellina aliena neanche molto originale" o affibbiandogli l'etichetta "fantascienza di basso livello"... a tali affermazioni non posso che chiedermi se non abbiano letto un altro libro... :))

    Da leggere!

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  • 3

    Guardando il Tg, ho l'impressione che i Tommyknockers siano già tra noi.....

    La storia "ingrana" dopo un inizio incerto. Si resta invischiati nell'aria malsana della città di Haeven e si vuole sapere cosa ci ha riservato lo zio Stephen. Scorrevole nella descrizione dei ...continue

    La storia "ingrana" dopo un inizio incerto. Si resta invischiati nell'aria malsana della città di Haeven e si vuole sapere cosa ci ha riservato lo zio Stephen. Scorrevole nella descrizione dei personaggi e degli eventi (magari tralasciare qualche personaggio di contorno non sarebbe stata una cattiva idea). Nel finale mi sono "ingolfato" e tutto ha il sapore di già visto/già letto. Leggerlo? Beh, male non fa. Certo nel caso non vi piaccia, data la mole, usarlo come "spessore" per il tavolino traballante non è possibile....

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  • 2

    una mujer descubre en el patio de su casa algo que cuando empieza a escavar resulta ser una gigantesca nave espacial,a medida que la desentierra la nave tiene el poder de controlar a las personas que ...continue

    una mujer descubre en el patio de su casa algo que cuando empieza a escavar resulta ser una gigantesca nave espacial,a medida que la desentierra la nave tiene el poder de controlar a las personas que habitan el pueblo y someterlas a su voluntad para desenterrar la nave y poder salir de la tierra tras siglos

    said on 

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