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The Unbearable Lightness of Being

By Milan Kundera

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| Audio Cassette | 9780736614047

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Book Description

1487 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Einmal ist keinmal?

    Kundera si cimenta in un'opera molto interessante: fin da principio non si pretende la "suspension of disbelief" da parte del lettore, come in qualunque altro romanzo. Si sa, i personaggi sono fittizi, questo è un romanzo, non esistono, non sono mai ...(continue)

    Kundera si cimenta in un'opera molto interessante: fin da principio non si pretende la "suspension of disbelief" da parte del lettore, come in qualunque altro romanzo. Si sa, i personaggi sono fittizi, questo è un romanzo, non esistono, non sono mai esistiti, non sono mai nati, non sono mai morti. Sono nati da una idea, da una frase, da un concetto. Poi l'autore li pone in una sandbox, che comincia con l'idea di Nietsche: siamo davvero condannati a rivivere in eterno le stesse cose, che si ripetono in maniera ciclica, sempre le stesse, senza possibilità di correggerci - "einmail ist keinmal" ?
    Se tutto avviene una volta sola, allora niente ha importanza.
    Tomas è il chirurgo che cerca il suo "es muβ sein", quello che deve essere, per ordine superiore, perché tutto deve avere un senso, perché tutto è ordine derivato dal caos: deve avere una famiglia, deve avere un figlio, deve avere un lavoro e il lavoro al tavolo operatorio deve andare come la sua mente pretende che vada.
    Eppure l'autore dimostra passo per passo, forse in maniera consapevole, che tutto è un eterno e armonioso fluire in senso taoista.
    Tomas si spoglia della sua famiglia, che gli va stretta, diventa un donnaiolo che ha rapporti con le donne ma non riesce a condividerne l'intimità, per lui solo la pratica del sesso, poi sente la necessità di allontanarsi nella sua solitudine.
    Poi incontra Tereza, che si "impone" a Tomas per un ordine superiore delle cose, perché non è come tutte le altre amanti.
    Sullo sfondo l'occupazione militare sovietica della Cecoslovacchia, dipinta come una enorme insensatezza, quasi banale, grottesca come in un romanzo di Thomas Bernhard; la polizia segreta, il regime comunista.
    Quando Tomas è costretto a lasciare il suo lavoro di chirurgo, dopo la breve trasferta a Zurigo, scopre che anche il "es muβ sein" - il deve essere - che s'imponeva nel suo lavoro, era soltanto un sogno, o un incubo, creato dalla sua stessa mente. Per altro è divertente notare come un regime comunista garantisca comunque impiego, con una certa mobilità, che al giorno d'oggi è negata (almeno in Italia).
    Tomas il chirurgo, diventa il signor dottore che lava i vetri, un intellettuale decaduto, come molti altri durante l'occupazione; il popolo di Praga simpatizza per un breve periodo con gli intellettuali e per Tomas è una vacanza che dura due anni. Tutti chiedono di lui per lavare i vetri, rimangono a parlare per ore e poi gli firmano le ricevute alla ditta statale per cui lavora.
    Per Tomas, questo lavoro è una vacanza anche perché lo rende libero dalla responsabilità. Non gli importa delle finestre, non ci sono conseguenze per come vengono lavate e se vengono lavate, al contrario della chirurgia.
    Dopo i due anni di vacanza (che a detta dell'autore è il termine massimo per una vacanza), la simpatia per gli intellettuali si affievolisce e Tomas torna alla normalità.
    Allora, lui e la compagna, decidono di spostarsi in campagna, dove il regime comunista è meno rigido. E infine Tomas e Tereza trovano la loro tranquillità, lontani dal "es muβ sein" che fino ad allora si sono imposti (e poi muoiono entrambi in un incidente stradale su un camion, ma fa sempre parte dell'ordine naturale delle cose), dove non c'è necessità di trovare per forza uno scopo alla propria esistenza, anzi, eliminare la resistenza che viene naturale del "es muβ sein", il fluire tra gli ostacoli come l'acqua, porta infine la felicità e alla soddisfazione (anche, a volte, in presenza della sofferenza) - come in una parabola taoista.
    Ciò che Tomas si lascia alle spalle, è un figlio, che ha incontrato di nuovo quando era a Praga nell'occasione di firmare (e Tomas non firmò) la petizione per il rilascio dei dissidenti politici. Dove una via finisce, quella di Tomas e Tereza, continua quella del figlio (a cui una volta sola è stato dato un nome in tutto il romanzo).

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    Herr Doktor Graf Andreas Schmidt von Bohlen und Halbach said on Sep 10, 2014 | Add your feedback

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    Romanzo stupendo

    La storia è ambientata nel periodo della Primavera di Praga e segue l'evoluzione personale ed emotiva dei protagonisti. Uno dei temi centrali è quello della sessualità, vissuto in modi spesso molto distanti dai personaggi e traspare soprattutto la me ...(continue)

    La storia è ambientata nel periodo della Primavera di Praga e segue l'evoluzione personale ed emotiva dei protagonisti. Uno dei temi centrali è quello della sessualità, vissuto in modi spesso molto distanti dai personaggi e traspare soprattutto la mentalità nascente nel periodo in cui sono ambientate le vicende, il tutto condito da una visione cinica delle relazioni umane (specie quelle sentimentali) e, appunto, dall'insostenibiltà della loro leggerezza e superficialità.
    Date tutte le premesse e lo svolgimento della storia, mi sarei aspettata un finale meno buonista.

    Per chi fosse spaventato dal titolo, credendo che sia un mattone metafisico, niente paura: si legge in un paio di giorni, è avvincente e scorrevole.

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    Ludovica Wolf 狼 Tarnoczy said on Sep 9, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Libro scritto con uno stile che mi è piaciuto molto. A tratti le vicende raccontate mi hanno stravolto, mi ci sono ritrovato in molte di esse. Prima o poi dovrò rileggerlo, sento che fra le righe mi sono perso ancora qualcosa.

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    Charro 6 said on Sep 7, 2014 | Add your feedback

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    Questo libro poteva scriverlo solo un uomo.

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    Mona said on Sep 6, 2014 | Add your feedback

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    Veramente splendido, molte frasi da segnare e ricordare.

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    Silvi said on Aug 27, 2014 | Add your feedback

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    Visto che i miei ormai ex compagni di classe l'avevano letto prima di me, ero già preparata a trovarmi una frase di Nieztsche all'inizio del libro, ma non mi aspettavo comunque un romanzo dal taglio così filosofico. Non è un libro di filosofia, ques ...(continue)

    Visto che i miei ormai ex compagni di classe l'avevano letto prima di me, ero già preparata a trovarmi una frase di Nieztsche all'inizio del libro, ma non mi aspettavo comunque un romanzo dal taglio così filosofico. Non è un libro di filosofia, questo no, ma più volte si ha l'impressione che al di là del fatto concreto, Kundera abbia voluto approfittarne per delle riflessioni (pseudo?)metafisiche, talvolta profonde, talvolta addirittura così inusuali da sembrare al tempo stesso ridicole e talmente complesse da rimanere stupiti di questa complessità che si cela dietro la "stupidaggine".
    L'insostenibile leggerezza dell'essere è il filo conduttore di tutto il libro, che non ha una trama vera e propria. Ci sono dei protagonisti, Tomas, Tereza, Sabina e Franz, ma le loro storie, che si intrecciano e si separano, non seguono un ordine cronologico vero e proprio. E' possibile ricostruire le grandi tappe della loro vita, ma queste si dipiegano nell'arco di anni, anche se il libro non è un mattone di pagine e anzi, l'ho letto appena in un paio di giorni.

    Anche se non c'è una storia vera e propria, per essere un"classico" è stato piacevole da leggere, a dispetto del titolo altisonante, non è stato noioso nè pesante, anzi, la divisione in capitoli molto brevi costitusce, come sempre, un incentivo alla lettura, perchè anche chi non ha molto tempo a disposizione per leggere riuscirebbe ad andare avanti di un po' ogni giorno. Personalmente, sono sempre più sollevata quando trovo capitoli brevi rispetto a quando i capitoli ocuppano pagine su pagine a non finire.
    Dietro le vicende dei personaggi, a tema prevalentemente "amore e tradimenti", si scorge la situazione della Boemia durante l'occupazione comunista. Senza nulla di documentario, senza accuse o risentimento, senza nemmeno entrare nel particolare, l'occupazione fa da contesto allo svolgimento della storia, ma, sebbene influisca in più di un modo sulla vita di Tomas, di Tereza e di Sabina, sembra restare sempre in secondo piano, perché l'attenzione è concentrata sui personaggi, e non sulla storia.

    L'insostenibile leggerezza dell'essere altro non è che la superficialità, la venialità degli uomini, la facilità con cui tradiscono e con cui si ostinano a non tradire: è un titolo particolare, che probabilmente si apre a un'infinità di interpretazioni.
    Un aspetto che mi ha colpito parecchio, è stata la presenza dell'autore, che ogni tanto si intromette in prima persona e parla dei suoi "personaggi", senza alcuna pretesa che il lettore possa pensare che essi siano davvero persone in carne e ossa, che è l'obiettivo che di solito uno scrittore cerca di raggiungere.
    Il finale mi ha lasciata un po' perplessa, più che altro perché non l'ho trovato un vero finale.
    A distanza di mesi, non so quanto mi resterà di questo libro, perché non ci sono colpi di scena o personaggi indimenticabili. Probabilmente ricorderò Tomas per i suoi continui e seriali tradimenti, ma credo che quello che più mi rimarrà impresso sarà il taglio filosofeggiante, e la chiara sensazione che questo sia un libro che si presterebbe molto bene ad un'analisi più approfondita. Chissà, magari, più vanti, potrei anche farci un pensierino...

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    Chiara De Martin(Zaffira01) said on Aug 25, 2014 | Add your feedback

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