Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Search Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

The Uncommon Reader

By

Publisher: Faber and Faber

3.9
(4667)

Language:English | Number of Pages: 112 | Format: eBook | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , Portuguese , German , Chi traditional , French , Catalan , Swedish , Chi simplified , Galego

Isbn-10: 0571246788 | Isbn-13: 9780571246786 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Audio CD , Paperback

Category: Fiction & Literature , History , Humor

Do you like The Uncommon Reader ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
The Uncommon Reader is none other than HM the Queen who drifts accidentally into reading when her corgis stray into a mobile library parked at Buckingham Palace. She reads widely ( JR Ackerley, Jean Genet, Ivy Compton Burnett and the classics) and intelligently. Her reading naturally changes her world view and her relationship with people like the oleaginous prime minister and his repellent advisers. She comes to question the prescribed order of the world and loses patience with much that she has to do. In short, her reading is subversive. The consequence is, of course, surprising, mildly shocking and very funny.
Sorting by
  • 5

    COMUNE MORTALE

    Esilarante, surreale, divertentissimo!!!
    Certo che "The Queen" ne viene fuori molto più simpatica e ..... comune mortale.
    ahahahahah!!
    Mi raccomando non perdetevi la telefonata notturna con l'Arcivesc ...continue

    Esilarante, surreale, divertentissimo!!!
    Certo che "The Queen" ne viene fuori molto più simpatica e ..... comune mortale.
    ahahahahah!!
    Mi raccomando non perdetevi la telefonata notturna con l'Arcivescovo di Canterbury e... attenzione al finale col botto ;-))

    said on 

  • 3

    Molto carino!

    Alan Bennett non è uno scrittore di primo pelo, anzi. E’ un fine sceneggiatore, drammaturgo e attore britannico. Il suo stile di scrittura è quello tipico “british”. L’umorismo, quello intelligente, l ...continue

    Alan Bennett non è uno scrittore di primo pelo, anzi. E’ un fine sceneggiatore, drammaturgo e attore britannico. Il suo stile di scrittura è quello tipico “british”. L’umorismo, quello intelligente, la fa da padrone e prende corpo nei dialoghi che danno voce ai suoi personaggi. Ad attirarmi in questo libretto è stato senza dubbio il titolo e la copertina azzeccata, con Elisabetta II in carrozza vestita in pompa magna, con il suo sguardo che sembra che stia pensando a tutt’altro. La storia, che la coinvolge in prima persona, è molto semplice, ma visto il personaggio, non convenzionale. La regina Elisabetta II, per un caso fortuito, ad ottant’anni suonati, scopre la lettura. Questa è la base della trama. Molto semplice direi. Ma dietro c’è molto altro da scoprire, seppur questo è un piccolissimo libro (solo 98 pagine). Per tutta la sua vita, dapprima da principessa, poi da erede al trono ed ora da sovrana, i libri l’hanno circondata, stipati in polverose biblioteche, in tutti i palazzi della sua dinastia, ma lei il “piacere” di leggere non lo ha mai avuto. D’altronde una sovrana non può avere hobby, e leggere non è agire, è lei è sicuramente una donna d’azione. La colpa di questa “assurda” scoperta fu dei suoi adorati corgie, che scorrazzavano, in giardino e di solito rientravano dalla porta principale. Ma quel giorno no. Si precipitarono di corsa dietro uno dei cortili. La regina si stupì vedendo parcheggiato di fronte alle cucine del palazzo un grosso autobus, con su scritto “Biblioteca circolante del distretto di Westminster”. Sua Maestà, dato il baccano provocato dai suoi cani, pensa bene di andare a scusarsi e lì conosce il signor Hutchings, il bibliotecario, ma soprattutto Norman, un ragazzo bruttino dai capelli rossi, che lavora nelle cucine del palazzo. Nonostante la diffidenza la regina chiede in prestito un libro; più per gentilezza che per un reale interesse. Ma da quel momento in poi tutto cambia. La sovrana comincia ad appassionarsi alla lettura, e continua a tornare dapprima alla biblioteca circolante, poi addirittura a promuovere Norman suo galoppino privato, che ha il compito di consigliarle e recuperarle libri. L’irruzione dei libri nel mondo di Sua Maestà crea non prochi problemi al suo segretario privato, Sir Kevin Scatchard, uomo con una mentalità limitata, che vive nel terrore che la regina si dimentichi o trascuri i suoi impegni di corte. «È importante» disse Sir Kevin « che Sua Maestà non perda di vista gli obiettivi».«Quando dice “non perdere di vista gli obiettivi”, Sir Kevin, immagino intenda stare sulla palla. Be’, dopo esserci stata per sessant’anni, penso di potermi guardare un po’ intorno». La regina si accorse di aver un po’ stiracchiato la metafora, ma tanto Sir Kevin non se n’era accorto. «Capisco» disse lui « Sua Maestà deve passare il tempo».«Passare il tempo?» esclamò la regina. «I libri non sono un passatempo. Parlano di altre vite. Di altri mondi. Altro che far passare il tempo, Sir Kevin; non so cosa darei per averne di più». D’altronde però Sir Kevin non ha tutti torti. Non passa molto tempo, che la regina non inizi a trovare sempre più noiose le sue incombenze, che le portano via il tempo per leggere. Molto divertenti i dialoghi che Sua Maestà tende a proporre alle sue dame di compagnia o ai vari primi ministri e capi di stato in fatto di libri e di autori. Il punto importante del libro è la prospettiva della sovrana che cambia, e si trasforma in una persona normale. Il suo rendersi conto di aver guardato il mondo, fino a quel momento, da una dimensione diversa, ed ora si trova ad avere una curiosità per tutto quello che è al di fuori del contesto dei suoi obblighi, in tutte le sue forme. E i libri possono darle delle risposte, che non ha mai ricevuto da nessuno. Inoltre Bennett ci regala un libro che parla di altri libri, che ci indica autori, creando un’ideale biblioteca. La scrittura è semplice e scorrevole, ma il personaggio della sovrana ha una personalità particolare, divisa tra contemplazione e azione. Non manca il colpo di scena finale, di questo libretto che fa sorridere e ci regala un personaggio così particolare, da sperare che la vera Elisabetta II, sia veramente così. Voto: 8

    said on 

  • 0

    "La sovrana lettrice" di Alan Bennett

    Nella vita ci sono lavori facili e lavori difficili. Alcuni sono difficilissimi, come quello che da sessant’anni ininterrotti svolge, con dedizione e spirito di sacrificio, la regina d’Inghilterra. Tr ...continue

    Nella vita ci sono lavori facili e lavori difficili. Alcuni sono difficilissimi, come quello che da sessant’anni ininterrotti svolge, con dedizione e spirito di sacrificio, la regina d’Inghilterra. Tra visite ufficiali, inaugurazioni, riunioni col Primo Ministro, incontri con i capi di stato di tutte le potenze mondiali, Elisabetta II in effetti ha una vita piena di impegni. Per lei i libri non sono mai stati importanti: Non aveva mai avuto molto interesse per la lettura. Leggeva, naturalmente, ma la passione per i libri la lasciava agli altri. Era un hobby e la natura del suo mandato non prevedeva hobby […] inoltre, leggere non era agire, e lei era una donna d’azione, ci dice l’autore. Insomma, Elisabetta ha tutt’altro in testa che i libri, almeno finché – in modo del tutto casuale – non si imbatte nel furgone della biblioteca circolante che fa tappa tutte le settimane davanti alle cucine di Buckingham Palace. Qui la regina, più per educazione che per reale passione, si sente in dovere di prendere un libro in prestito, scoprendo altresì che un suo servitore a lei finora sconosciuto, un certo Norman, è invece un grande amante della lettura.

    Da lì tutto cambia: la sovrana, conquistata dai libri, nomina Norman suo personale assistente di lettura, e soprattutto comincia a guardare al mondo con occhi completamente diversi, fino a trascurare gli impegni di corte e addirittura ad indossare lo stesso vestito due volte di seguito.

    Posava le prime pietre con meno slancio e se doveva varare una nave la mandava a scorrere giù per lo scalo senza tante cerimonie, come una barchetta su uno stagno; e intanto pensava al libro che l’aspettava.

    Il suo segretario particolare, Sir Kevin Scatchard, è preoccupatissimo degli effetti che la lettura comincia a sortire sui comportamenti della sovrana, divenuta all’improvviso lettrice:

    «È importante» disse Sir Kevin « che Sua Maestà non perda di vista gli obiettivi». «Quando dice “non perdere di vista gli obiettivi”, Sir Kevin, immagino intenda stare sulla palla. Be’, dopo esserci stata per sessant’anni, penso di potermi guardare un po’ intorno». La regina si accorse di aver un po’ stiracchiato la metafora, ma tanto Sir Kevin non se n’era accorto.

    «Capisco» disse lui « Sua Maestà deve passare il tempo».

    «Passare il tempo?» esclamò la regina. «I libri non sono un passatempo. Parlano di altre vite. Di altri mondi. Altro che far passare il tempo, Sir Kevin; non so cosa darei per averne di più».

    La nuova attitudine alla lettura della regina mette in crisi il Palazzo: il povero Norman viene spedito a studiare all’università, mentre si cerca l’aiuto di un anziano valletto di corte, l’unico forse in grado di riportare la sovrana sulla retta via. Ma ormai la lettura ha fatto i suoi danni: niente è destinato ad essere più come prima.

    Con un finale a sorpresa del tutto inatteso (e che qui non sveliamo), la regina darà a tutti una grande lezione di stile e di intelligenza.

    Con questo piccolo gioiello di letteratura umoristica in perfetto stile “british”, lo scrittore Alan Bennett ci regala la storia deliziosa di una lettrice non comune (“The uncommon reader” è appunto il titolo originale del romanzo, tradotto per Adelphi da Monica Pavani), che – al pari di tutti gli altri lettori, compresi quelli comuni – si lascia trasformare dal potere della lettura e dalla sua capacità di renderci più ricchi di sfaccettature, più privi di certezze granitiche, più critici nei confronti della realtà esterna. In una parola, più umani.

    Maria Stella (bibliotecaria, Biblioteca San Giorgio)

    said on 

  • 1

    La storia di per sè, è molto interessante, cioè la genesi di un lettore, che sia giovanissimo, adulto o anziano. Ma qui quello che stona è il, anzi la protagonista di questa genesi: La regina d'Inghil ...continue

    La storia di per sè, è molto interessante, cioè la genesi di un lettore, che sia giovanissimo, adulto o anziano. Ma qui quello che stona è il, anzi la protagonista di questa genesi: La regina d'Inghilterra, che alla soglia degli ottant'anni, TAC, diventa lettrice, appunto La sovrana lettrice. Mi spiace, ma mi è sembrata una presa per i fondelli!

    said on 

  • 4

    Divertente e sagace

    Bennet sa essere sagace e pungente come nessun'altro. Dissacrante descrizione di una sovrana (quella vera!) sedotta dal piacere delle letteratura quasi in maniera eccessiva.

    said on 

  • 4

    E' stato il mio primo audio libro e nonostante per me sia più faticoso seguire la storia rispetto al testo scritto, trovo sia stata una piacevolissima compagnia. Il finale mi ha lasciata un po' perpl ...continue

    E' stato il mio primo audio libro e nonostante per me sia più faticoso seguire la storia rispetto al testo scritto, trovo sia stata una piacevolissima compagnia. Il finale mi ha lasciata un po' perplessa come se l'autrice non sapesse come concludere il romanzo. Leggero, divertente, semplice e attento nell'uso delle parole. Un viaggio alla corte della regina con umorismo ed eleganza. Bello

    said on 

  • 4

    Una Piacevole Scoperta

    Prima di iniziare a raccontarvi il libro, devo anticiparvi che se avessi visto la copertina di questo libro in una
    libreria non lo avrei nemmeno guardato perché sicura che non fosse proprio il mio gen ...continue

    Prima di iniziare a raccontarvi il libro, devo anticiparvi che se avessi visto la copertina di questo libro in una
    libreria non lo avrei nemmeno guardato perché sicura che non fosse proprio il mio genere.

    Ecco la dimostrazione che un libro non si giudica dalla copertina.

    Mi ha parlato della trama mia mamma, e dopo avere sentito la storia in grandi linee sono andata subito a cercare il libro.

    La storia parla della regina d'Inghilterra, sua Maestá, che durante la ricerca dei suoi cani nel cortile reale si
    imbatte in una libreria itinerante dentro ad un furgone, e visto che l'etichetta le impone di essere gentile non se
    la sente di andarsene senza prendere in prestito un libro.

    E qui inizia la sua passione per la lettura.

    Inizialmente parte a leggere libri di autori che ha conosciuto, poi si dedica ad ogni settore e tema che le possa
    espandere gli orizzonti.

    Compagno delle sue letture é Norman, che lavora nelle cucine reali.

    La passione della lettura prende sempre più tempo alla regina, che diventa meno entusiasta nelle incombenze reali,
    e sempre più spesso rinuncia agli impegni reali per la lettura e per procurarsi nuovi libri.

    Questo non é affatto ben visto dai ministri di corte, che prima cercano di farla desistere da questa sua nuova passione,
    e poi tentano di metterle i bastoni tra le ruote in tutti i modi per farla smettere di leggere.

    Ma la regina non solo non rinuncia ma diventa una lettrice sempre più esigente, al punto di promuovere Norman a factotum
    direttamente al suo servizio, proprio per avere a diposizione non solo una persona che la rifornisce continuamente
    di libri, ma anche un valido amico con cui discutere delle sue letture.

    Ben presto la regina si rende conto che la lettura le apre la mente e le fa conoscere cose che non impara di certo
    nei suoi viaggi reali.

    Inizia a sviluppare un fattore umano che non avete mai considerato, e non riesce più a vedere i sudditi come semplice
    popolo, ma come singole persone.

    Bellissimo un passaggio del libro, dove la regina si rende conto di amare così tanto i libri perché a loro non interessa
    la classe sociale dei loro lettori.

    Adoro questa frase, e la trovo davvero molto vera.

    Intanto i consiglieri di corte cercano di continuare a convincere la regina a smettere di leggere per tornare ai soliti
    doveri di corte, ma come colpo di scena finale, la sovrana effettivamente inizierà a leggere molto meno,
    ma per dedicarsi a ben altro.

    Per concludere non posso che consigliarvi questo libro, corto e veloce da leggere, ma scritto in un modo talmente
    chiaro e coinvolgente che vi appassionerà fin dalle prime pagine.

    Divertente, leggero, ma anche tanto riflessivo, io vi dico solo che ora che ho scoperto questi autore sono
    alla ricerca di altri suoi libri.

    Non mi resta che augurarvi Buona Lettura!

    said on 

Sorting by
Sorting by