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The Waste Land

By

Publisher: WW Norton & Co

4.4
(815)

Language:English | Number of Pages: 224 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian

Isbn-10: 0393974995 | Isbn-13: 9780393974997 | Publish date:  | Edition 1st

Curator: Michael North

Also available as: Audio Cassette , Library Binding , Audio CD , Hardcover , Others , eBook

Category: Fiction & Literature

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Book Description
The text of Eliot's 1922 masterpiece is accompanied by thorough explanatory annotations as well as by Eliot's own knotty notes, some of which require annotation themselves. For ease of reading, this Norton Critical Edition presents The Waste Landas it first appeared in the American edition (Boni & Liveright), with Eliot's notes at the end. Contexts provides readers with invaluable materials on The Waste Land's sources, composition, and publication history. Criticism traces the poem's reception with twenty-five reviews and essays, from first reactions through the end of the twentieth century. Included are reviews published in the Times Literary Supplement, along with selections by Virginia Woolf, Gilbert Seldes, Edmund Wilson, Elinor Wylie, Conrad Aiken, Charles Powell, Gorham Munson, Malcolm Cowley, Ralph Ellison, John Crowe Ransom, I. A. Richards, F. R. Leavis, Cleanth Brooks, Delmore Schwartz, Denis Donoghue, Robert Langbaum, Marianne Thormählen, A. D. Moody, Ronald Bush, Maud Ellman, Christine Froula, and Tim Armstrong. A Chronology and Selected Bibliography are included.

About the Series: No other series of classic texts equals the caliber of the Norton Critical Editions. Each volume combines the most authoritative text available with the comprehenive pedagogical apparatus necessary to appreciate the work fully. Careful editing, first-rate translation, and thorough explanatory annotations allow each text to meet the highest literary standards while remaining accessible to students. Each edition is printed on acid-free paper and every text in the series remains in print. Norton Critical Editions are the choice for excellence in scholarship for students at more than 2,000 universities worldwide.

Sorting by
  • 3

    Letto per l'università. Meno pesante di quel che credevo ma comunque una lettura densa di significati e non di immediata comprensione. Per quel poco che ci ho capito, mi è piaciuto ma la sperimentazione linguistica è decisamente troppa per i miei gusti.

    said on 

  • 4

    Il mio professore di inglese, durante la prima lezione su Eliot (quella introduttiva, per intenderci) ci disse: "Eliot non va capito, Eliot va sentito". Non mi sono fidata: per un po' di tempo ho preteso di cogliere tutti i riferimenti testuali, i significati nascosti, le connessioni tra i versi. ...continue

    Il mio professore di inglese, durante la prima lezione su Eliot (quella introduttiva, per intenderci) ci disse: "Eliot non va capito, Eliot va sentito". Non mi sono fidata: per un po' di tempo ho preteso di cogliere tutti i riferimenti testuali, i significati nascosti, le connessioni tra i versi. Ecco, in quel momento avrei dato due stelline "anobiane" a The Waste Land. Troppo pretenzioso per i miei gusti (sebbene geniale). Poi però l'ho comprato, convinta che una rilettura non mi avrebbe fatto male: lo spirito questa volta era diverso. La crudezza e la desolazione degli scenari mi hanno come investita (quello tra la giovane dattilografa e il giovane baldanzoso, tanto per citarne uno) e alcuni versi mi hanno persino commossa.

    "Dayadhvam: I have heard the key
    turn in the door once and turn once only
    We think of the key, each in his prison
    Thinking of the key, each confirms a prison"

    said on 

  • 0

    Sassoon è nato l'8 settembre, intanto.
    Masters pubblica il suo libriccino nel 1915.

    Nel suo testo "The Kiss" [e faccio solo per dire]
    a un certo punto dice

    lei scintilla nuda, fredda e bella

    Io, non ne sono certo, ma adesso questo Sassoon
    me lo porto in came ...continue

    Sassoon è nato l'8 settembre, intanto.
    Masters pubblica il suo libriccino nel 1915.

    Nel suo testo "The Kiss" [e faccio solo per dire]
    a un certo punto dice

    lei scintilla nuda, fredda e bella

    Io, non ne sono certo, ma adesso questo Sassoon
    me lo porto in camera con me e vediamo

    bene bene se possiamo venirne a capo
    [Conan di Hayao è del 1978: le date sono importanti]

    Eliot ha fatto l'impiegato.

    said on 

  • 3

    Confesso a bassissima voce che l'ho letto perchè vi si erano ispirati i Pooh per una loro vecchia canzone...ma ne sono rimasta un po' delusa, è troppo ermetico oppure io non sono abbastanza profonda.

    said on 

  • 4

    non è arrivata a fondo

    Capisco l'importanza, capisco il fatto che sia una pietra miliare della letteratura e capisco anche quanto rappresenti un'epoca (risultando allo stesso tempo tremendamente particolare). Penso di aver capito non tutte, ma molte cose, eppure rimane lì, a metà.
    Pochi versi mi hanno emozionata, ...continue

    Capisco l'importanza, capisco il fatto che sia una pietra miliare della letteratura e capisco anche quanto rappresenti un'epoca (risultando allo stesso tempo tremendamente particolare). Penso di aver capito non tutte, ma molte cose, eppure rimane lì, a metà.
    Pochi versi mi hanno emozionata, cosa che secondo me in un testo, e soprattutto in una poesia, dovrebbe essere fondamentale. Versi a cui tra l'altro ho dato una mia interpretazione che probabilmente col poemetto poco c'entra...
    E' troppo pesante, talmente tanto da risultare non facilmente godibile; cambi di punti di vista, di epoca e di luogo, e alla fine? Zero risposte, tanto rumore per nulla, ci presenta un panorama desolato e non è proposta nessun tipo di conclusione/soluzione(che sia questa l'intenzione di Eliot? Probabile, ma a me non va giù).
    In più gli infiniti riferimenti a letterature e culture europee ed extraeuropee per quanto possano essere interessanti mi sono sembrati poco... accattivanti! L'impressione che ho avuto, e scusate la blasfemia che sto per scrivere, è che ci sia tanta forma, tanta voglia di mostrare la propria infinita cultura, ma poca sostanza, sempre su quei concetti si torna.
    Troppo caotica, troppo confusionaria e soprattutto troppo PIENA per far scattare subito la scintilla (in me).
    Amo testi più diretti, con meno fronzoli, ma riconosco che molte parti sono davvero particolari e belle. Solo, nell'insieme, non la considero una delle migliori opere che io abbia letto. Per particolarità sì, non ha rivali, per ribaltamenti di stomaco e amore pure scatentato nel cuore del lettore no, rientra a malapena nella mia classifica.

    said on 

  • 3

    Uno dei testi più complicati che abbia mai letto. Si fa quasi fatica ad andare avanti e mantenere il filo con tutte quelle note esplicative. Non so se quelli che l'hanno letto hanno apprezzato perchè molto colti, ma probabilmente senza le note di Serpieri non ci avrei capito niente (e senza capir ...continue

    Uno dei testi più complicati che abbia mai letto. Si fa quasi fatica ad andare avanti e mantenere il filo con tutte quelle note esplicative. Non so se quelli che l'hanno letto hanno apprezzato perchè molto colti, ma probabilmente senza le note di Serpieri non ci avrei capito niente (e senza capire i mille riferimenti intertestuali non mi sarebbe rimasto nulla [mi dispiace ma è così xD]).

    said on 

  • 5

    Squisito.

    Letto in uno dei periodi più particolari della mia vita.
    Riletto a quattro anni di distanza.
    Per me è sempre Aprile.

    And I was frightened. He said, Marie,
    Marie, hold on tight. And down we went.

    said on 

  • 5

    La cosa più difficile di questo capolavoro è seguirlo nei suoi cambi di focalizzazione repentini e frequentissimi. Se anche si colgono le citazioni di cui il testo è farcito, la vera difficoltà è contestualizzare i versi che si leggono ogni volta.
    E detto questo, è una pietra miliare della ...continue

    La cosa più difficile di questo capolavoro è seguirlo nei suoi cambi di focalizzazione repentini e frequentissimi. Se anche si colgono le citazioni di cui il testo è farcito, la vera difficoltà è contestualizzare i versi che si leggono ogni volta.
    E detto questo, è una pietra miliare della poesia del Novecento, ma non serviva certo che lo dicessi io. Superata la sua complessità e oltrepassate le difficoltà che pone, è una lettura che mi è piaciuta come poche e che mi ha emozionato - cosa non da poco per un lettore poco empatico come me, che leggo tutto con un certo distacco. C'è qualcosa in questi versi, e in particolare nella terza sezione, "The Fire Sermon", che fa male.
    Certo è che però pagherei perché certa poesia fosse scritta in un modo più immediato... Qui siamo completamente al di fuori dell'idea di poesia come intuizione, ma sarò anche io a essere, per niente diverso dalla terra desolata di Eliot, arido. E penso anche che Eliot non apprezzerebbe tanto che qualcuno cercasse dalla poesia qualcosa di semplice, che non richieda sforzi intellettuali.
    Parlo da persona che non riesce a non sentire certi linguaggi poetici come distanti, a chi si sente scoraggiato dalle vette di incomprensibilità raggiunte da opere come questa: sfidatevi, osate provare a leggerla.

    said on 

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