The Waves

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Publisher: Penguin Books Ltd

4.2
(1001)

Language: English | Number of Pages: 288 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Chi traditional , French , German , Italian , Chi simplified , Galego , Swedish

Isbn-10: 0141182717 | Isbn-13: 9780141182711 | Publish date:  | Edition New Ed

Curator: Kate Flint ; Contributor: Kate Flint

Also available as: Hardcover , Audio CD , Others , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

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Book Description
A formally innovative work of modernist fiction, Virginia Woolf's "The Waves" is edited with an introduction by Kate Flint in "Penguin Modern Classics". More than any of Virginia Woolf's other novels, "The Waves" conveys the full complexity and richness of human experience. Tracing the lives of a group of friends, "The Waves" follows their development from childhood to youth and middle age. While social events, individual achievements and disappointments form its narrative, the novel is most remarkable for the rich poetic language that expresses the inner life of its characters: their aspirations, their triumphs and regrets, their awareness of unity and isolation. Separately and together, they query the relationship of past to present, and the meaning of life itself. Virginia Woolf (1882-1941) is regarded as a major 20th century author and essayist, a key figure in literary history as a feminist and modernist, and the centre of "The Bloomsbury Group". This informal collective of artists and writers, which included "Lytton Strachey" and "Roger Fry", exerted a powerful influence over early twentieth-century British culture.
Between 1925 and 1931 Virginia Woolf produced what are now regarded as her finest masterpieces, from "Mrs Dalloway" (1925) to the poetic and highly experimental novel "The Waves" (1931). She also maintained an astonishing output of literary criticism, short fiction, journalism and biography, including the playfully subversive "Orlando" (1928) and "A Room of One's Own" (1929) a passionate feminist essay. If you enjoyed "The Waves", you might like Woolf's "Mrs Dalloway", also available in "Penguin Classics". "A book of great beauty and a prose poem of genius." ("Stephen Spender"). "Full of sensuous touches...the sounds of her words can be velvet on the page." (Maggie Gee, "Daily Telegraph").
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  • 5

    Unico fiato di sei voci distinte

    Il "romanzo" più sperimentale e affascinante di Virginia Woolf, probabilmente il suo esperimento più rischioso ma al contempo il più interessante da leggere e da meditare in assoluta tranquillità, poi ...continue

    Il "romanzo" più sperimentale e affascinante di Virginia Woolf, probabilmente il suo esperimento più rischioso ma al contempo il più interessante da leggere e da meditare in assoluta tranquillità, poiché il bello di questa scrittrice è che quando riesce a coinvolgerti ti fa entrare in una nuova dimensione temporale, dove tutto si perde ed esistono solo i pensieri irrequieti dei suoi personaggi, ordinati e proposti con quella sua fragile dolcezza che è di una rara profondità.

    Può essere difficile l'inizio, come ogni romanzo della Woolf, ed essendo sei voci distinte bisogna pazientare un attimo, tuttavia, più si prosegue nella lettura, e più diventa facile identificare i personaggi dalle immagini a cui associano le loro parole e dai discorsi che affrontano mentre delineano con tanta poesia e lucidità la loro vita e soprattutto mettono in luce pensieri e riflessioni intorno agli altri protagonisti.
    Bernard, Neville, Louis, Susan, Jinny e Rhoda ci accompagnano in un viaggio fatto di simboli e di associazioni, e in ciascuno di essi è racchiuso un diverso atteggiamento nei confronti della vita: più astratti, quasi metafisici, Bernard, Neville e Rhoda, più concreti, ancorati alla vita, Louis, Susan e Jinny.

    Leggendo, non si faticherà ad identificarsi nelle immagini o nelle espressioni di un determinato personaggio, osservando come la Woolf ci faccia vedere i vantaggi e gli svantaggi di quel tipo di vita in una narrazione che è tutta interiore: non ci sono fatti, solo pensieri, e intorno ai pensieri si devono ricostruire i contesti in cui i personaggi si trovano (la cena con Percival, il ritrovo, sono alcuni esempi). E più si procede, più si osserva come questi sei amici siano tra loro inscindibili: alla fine, infatti, le sei voci convergono in un'unica sola, quella di Bernard, che da voce all'angoscia e al timore dell'uomo davanti alla vita, e soprattutto dinanzi alla morte, siccome l'uomo, pare dimostrarci la Woolf, in sé è debole, ha bisogno di ancorarsi a qualcosa; e infatti Bernard cerca di comprende la vita e di dare forma alle sue storie, Neville tende all'arte e al bello, Louis vuole essere perfettamente integrato nella società, Susan si rifugia nel suo mondo rurale, Jinny vive il corpo e la sensualità, Rhoda si ancora alla musica.

    E tutte queste riflessioni vengono accompagnate da liricissimi intermezzi in cui la Woolf associa l'increspare e lo scrosciare delle onde al ritmo con cui il fiato dipana la propria voce, indagando e vivendo l'esistenza. C'è tanta poesia tra le righe di questo romanzo, forse più che in Gita al Faro e forse questo potrebbe rendere ostica la lettura a chi cerca comunque un minimo di azione, ma se si possiede la giusta sensibilità, questo libro diventa un ottimo compagno in quei momenti in cui tutto tace e non c'è nessuna preoccupazione, se non quella di lasciarsi guidare dalle dolci e sincere parole di una scrittrice così abile come la Woolf.

    Insomma, dategli un'occhiata quando trovate veramente il tempo e non avete altri impegni nel calendario: la prosa lirica deve trovare il tempo per essere apprezzata. Perché gli spunti di riflessioni che questo libro offre sono tanti, nascosti, ma estremamente interessanti (in fondo, sono sei punti di vista differenti).

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  • 0

    Questo è uno di quei libri che io definisco "pieno", perché non puoi allentare l'attenzione, ma devi bere da ogni singola parola, concetto, immagine creata dall'autore. In questo caso è Virginia Wool ...continue

    Questo è uno di quei libri che io definisco "pieno", perché non puoi allentare l'attenzione, ma devi bere da ogni singola parola, concetto, immagine creata dall'autore. In questo caso è Virginia Woolf a trascinarmi in questo groviglio di pensieri, impressioni, riflessioni. Le vite di sei amici si dipanano attraverso le loro esperienze, relazioni e avvenimenti, che essi stessi raccontano, a turno, alternandosi, in un flusso di coscienza continuo, come l'incedere incessante delle onde, che trascinano con loro ogni cosa. Ma come le onde, le loro vite sono rimaste sempre intrecciate. E si raccontano fino a che l'ultima goccia non sarà caduta e il tempo non sarà ridotto a un punto.
    P.S. Ogni fase della vita dei sei protagonisti, è introdotta dalla descrizione del momento della giornata che più le si avvicina. Un libro nel libro.

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  • 5

    L'onda

    Sai quando ti viene chiesto qual è il tuo libro preferito e ti senti per forza in difetto perché sceglierne uno è escludere automaticamente tutti gli altri possibili. Ecco, io alla fine rispondo sempr ...continue

    Sai quando ti viene chiesto qual è il tuo libro preferito e ti senti per forza in difetto perché sceglierne uno è escludere automaticamente tutti gli altri possibili. Ecco, io alla fine rispondo sempre Le Onde.
    E' quel libro che ho consigliato a circa chiunque e che ho regalato a chi ha più importanza attorno a me: la mia migliore amica, "l'altra persona" all'inizio della relazione quando ci si deve ancora conoscere, l'amica di infanzia che finisce un libro ogni due giorni. Sempre stessa reazione di "scusa ci ho provato ma non riesco a leggerlo, non vado oltre pagina tre, non riesco a seguire la scrittura, mi fido della tua opinione MA".
    Leggere Le Onde è come sedersi nel cervello di qualcuno e ascoltarlo pensare. Lo stream of consciousness parte dalla prima pagina fino all'ultima quasi ininterrotto. Ci sono sei personaggi (tre femmine e tre maschi) che crescono e invecchiano assieme o comunque sempre legati ma il flusso passa da un punto di vista all'altro quasi senza stacchi. Non ha così importanza che cosa succede ma come è scritto, la forma delle parole. La poetica e la bellezza, quel libro che riapri, rileggi, sottolinei ancora fino a bucare quasi la pagina.
    Il consiglio a tutti è di lasciare che si carichi l'onda e andare avanti. Oltre pagina tre.

    Siamo quello che siamo. La prima volta che ci incontrammo al ristorante con Percival, a Londra, ribollivamo, fremevamo: avremmo potuto diventare qualsiasi cosa. Ora abbiamo scelto, anzi a volte sembra che qualcun altro abbia scelto per noi - un paio di pinze ci hanno acchiappato dietro le spalle. Io ho scelto. La vita mi si è stampata non sull'esterno ma nel di dentro, sulla fibra viva, bianca, indifesa. Sono confuso e ricoperto di tutte le impronte che su di me hanno lasciato altre menti, altri volti e cose che hanno odore, colore, spessore, sostanza, ma non hanno nome. Io sono semplicemente Neville per voi, che vedete i limiti ristretti della mia vita e la linea che non può varcare.

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  • 4

    Difficile parlare di questo libro. Sconcertante nelle sue prime pagine, bisognerebbe arrivarci preparati. Cosa che non ho fatto. E' un flusso di coscienza narrato da più personaggi; Neville, Bernard, ...continue

    Difficile parlare di questo libro. Sconcertante nelle sue prime pagine, bisognerebbe arrivarci preparati. Cosa che non ho fatto. E' un flusso di coscienza narrato da più personaggi; Neville, Bernard, Rhoda, Jinny, Louis e Susan in cui non c'è un racconto, solo sensazioni, quale e là alcuni, ma brevi, rimandi a date e luoghi. Sappiamo solo che si è in Inghilterra e che gli anni passano nel corso del romanzo. Il resto è prosa lirica.

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  • 5

    For the unprepared reader the first fifty pages can be as baffling as an unknown code. But once the code is cracked, the whole experiment has a brilliant simplicity.
    Imagine this: a biography of you a ...continue

    For the unprepared reader the first fifty pages can be as baffling as an unknown code. But once the code is cracked, the whole experiment has a brilliant simplicity.
    Imagine this: a biography of you and your five best friends. From early childhood to death. Told not within the usual matrix of bald accountable facts, social landmarks of achievement and failure. But through a linguistic transposition of the ebb and flow, the forging and eroding, of the waves of our inner life. Those secret and unspoken moments known only to ourselves when we feel at our most isolated or connected, our most transfigured, lost or unknowable. The narrative a fluid continuum where all six of you are continually merging and separating in a fellowship and divorce of feeling. The six of you ultimately becoming one voice endeavouring to give shape to this one shared life.
    So The Waves is the biography of six characters, all of whom speak for the other five as much as for themselves. But it's a new kind of biography. A biography of sensibility. A kind of archaeology excavating identity entirely from what’s buried and sacrosanct. Epiphanies, private moments of triumph and failure - or what Virginia Woolf called "moments of being".

    Virginia Woolf speaks somewhere of her earliest childhood memory – of being in bed as a very young child and listening to the sound of the waves distantly breaking on the beach out in the night. She believed the experience remained at the very heart of her inner life, a kind of oracle. The native ground from where all her shoots would spring forth. Authenticity, for her, was to be found in the secret and unspoken experiences of life, her “moments of being”. All six characters in The Waves experience a similar crucible childhood moment. A haunting moment of sensibility which will subsequently act as a motif in the quest to know intimacy and achieve identity. The opening section of The Waves, a depiction of the dawning of day, calls to mind the act of creation itself. For she is questioning the origins and nature of consciousness in this novel. Except no god appears. Instead we see nature as a dispassionate encompassing force locked into its relentless merciless rhythms. The first section introduces us to the six children and their first impressions of the world around them. Baptism comes here, not in church, but when the nurse squeezes a sponge and sends rivulets of sensation down the spines of the six children. An early indication of how Woolf will concentrate on private rather than public events to build the biographies of her six characters. By the end of the first part all six are identifying themselves in relation to each other, all six are struggling with fears and insecurities, all six jarred and flailing in their attempts to achieve identity – as for example Rhoda: “Let me pull myself out of these waters. But they heap themselves on me; they sweep me between their great shoulders; I am turned; I am tumbled; I am stretched among these long lights, these long waves, these endless paths, with people pursuing, pursuing.”
    Each section depicts the next phase in the lifespan of the characters. And in each section prevails the endless repetition of the sound and rhythm of the waves. Ultimately the suggestion is that it’s only through sensibility, our creative inner life, that we are able to achieve love, forge abiding worth and find the fellowship that are the principle sources of light and warmth in life.
    It’s left to Bernard, the writer, to draw some sort of conclusion: “And in me too the wave rises.it swells; it arches its back. I am aware once more of a new desire, something rising beneath me like the proud horse whose rider first spurs and then pulls back. What enemy do we now perceive advancing against us, you whom I ride now, as we stand pawing this stretch of pavement? It is death. Death is the enemy. It is death against whom I ride with my spear couched and my hair flying back like a young man’s, like Percival’s, when he galloped in India. I strike spurs into my horse. Against you I will fling myself, unvanquished and unyielding, O Death.”

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  • 3

    E' una di quelle letture in cui ti chiedi continuamente se la vittima sei tu che stai leggendo qualcosa di completamente sconnesso o la vittima è la scrittrice che disperamente resta ancorata alla rea ...continue

    E' una di quelle letture in cui ti chiedi continuamente se la vittima sei tu che stai leggendo qualcosa di completamente sconnesso o la vittima è la scrittrice che disperamente resta ancorata alla realtà con un filo di voce che è la sua scrittura, disarticolata, destrutturata, completamente slegata dal desiderio di essere compresa, come terapia interiore, un bisogno di lasciarsi liberamente andare ai pensieri e al flusso dinamico che essi prendono in quello spazio tra l'onirico e il lisergico, un'esperienza pop tipica di anni a venire. E' una lettura che spesso stride e trasforma il lettore in un vaso da riempire, in un interlocutore paziente della scomposizione di una mente, di un'anima, di una vita. Scorretta fino ai limiti della autoterapia Woolf ti regala molte emozioni, molti dubbi e una tristezza infinita.

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  • 5

    Lasciarsi trasportare

    Il sole spunta all'orizzonte marino, si leva lentamente forando le tenebre, sbiancando il cielo e tutte le cose; la spiaggia, la sabbia ardente, il graduale brulichio animato delle piccole creature ch ...continue

    Il sole spunta all'orizzonte marino, si leva lentamente forando le tenebre, sbiancando il cielo e tutte le cose; la spiaggia, la sabbia ardente, il graduale brulichio animato delle piccole creature che vi dimorano, e le onde...le onde...le onde...che si sfrangiano dai marosi, si rincorrono, rotolano e si infrangono dissolvendo in spuma sulla battigia per poi ritrarsi, ad un ritmo incessante, mentre il sole termina il suo parabolico corso fino a sprofondare nelle acque remote tingendole di sangue. E il giorno muore. Allo stesso modo sei vite, sei prospettivei, sei solipsismi, sei persone si raccontano alternandosi ritmicamente in soliloqui che mai si incontrato o incrociano in una conversazione, separati e distanti (come ognuno di noi), ed ogni volta che uno di essi prende la parola si arricchisce di altri anni, di altre esperienze, di altre impressioni, e scoperte e conquiste e sconfitte e tormenti e speranze e domande e risposte, soprattutto domande. Si raccontano con un afflato e una profondità sbalorditivi che toccano e scuotono l'anima del lettore.
    Il primo colpo di fulmine con Virginia Woolf e, in definitiva, il suo esperimento migliore. Ingiustamente messo in ombra da altre straordinarie opere della stessa come Al faro, Mrs. Dalloway e Orlando.
    Unico, straordinario, indimenticabile.

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