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The Way We Live Now

By

Publisher: Oxford University Press

4.1
(86)

Language:English | Number of Pages: 1024 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) French , Italian

Isbn-10: 0199537798 | Isbn-13: 9780199537792 | Publish date: 

Curator: John Sutherland

Also available as: Hardcover , Audio Cassette , Unbound , eBook , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
The Way We Live Now is both a satire of the literary world of London in the 1870s and a bold indictment of the new power of speculative finance in English ...
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  • 5

    lettura molto corposa ed impegnativa....mi sa che a quarant'anni si ha meno elasticita e leggere i classici è più faticoso.... a parte questo il libro è bellissimo e presenta spunti e personaggi di un'attualità inverosimile ...capolavoro

    said on 

  • 4

    A proposito di scrittori profetici. Al centro del romanzo c'è un colossale scandalo finanziario in cui un paio di uomini d'affari senza scrupoli arraffanno risparmi (veri) di ingenui e speranzosi risprmiatori e giocando al rialzo in borsa di azioni di una compagnia ferroviaria (falsa) accaparrano ...continue

    A proposito di scrittori profetici. Al centro del romanzo c'è un colossale scandalo finanziario in cui un paio di uomini d'affari senza scrupoli arraffanno risparmi (veri) di ingenui e speranzosi risprmiatori e giocando al rialzo in borsa di azioni di una compagnia ferroviaria (falsa) accaparrano una fortuna (vera) lasciando gli sventati soci con un pugno di mosche in mano. In partica qualche squalo della finanza gioca in borsa sul nulla e un sacco di gente finisce sul lastrico. La cosa vi è famigliare? Aspettate di conoscere il personaggio chiave del romanzo, Augustus Melmotte, uomo d'affari immensamente ricco, volgare, maleducato, caciarone, di cui nessuno ha veramente idea di dove abbia preso i soldi ma tutti sono abbastanza certi si tratti di mezzi illeciti. I membri della vecchia aristocrazia lo disprezzano apertamente per la sua volgarità ma nel privato ne diventano amici attirati dalle sue ricchezze. Il popolino lo adora per la sua immagine di successo di uomo "che si è fatto da solo", nonostante la dubbia origine della sua ricchezza. O forse proprio per quella. Per tentare di evitare di esser travolto dagli scandali finanziari, il grand'uomo, che oltre ad essere immensamente ricco è anche immensamente arrogante, decide di scendere in politica come salvatore della patria. Ovviamente col partito conservatore. Ovviamente i suoi stessi colleghi di partito si vergognano di lui ma non esitano a sostenerlo ciecamente finchè la fortuna gira dalla sua parte. E altrattanto ovviamente gli avversari politici sono incapaci di arrestare la sua ascesa perché, a parte puntare il dito contro i difetti del grand'uomo non sanno proporre una sola idea originale per contrastarlo. No, non vi sto riassumendo l'ultimo libro di Marco Travaglio ma il romanzo capolavoro dello scrittore vittoriano Anthony Trollope il quale, povera anima, si scandalizzava per la degenarazione morale dell'Inghilterra del 1870 dove l'unico valore dominante sembra essere il dio denaro e la metteva alla berlina in questa corposa opera dal titolo sarcastico e lievemente disgustato. Non immaginava il grand'uomo, che il bello doveva ancora venire e che, a parte qualche sottile variazione, le assurdità da lui ridicolizzate più di un secolo orsono ancora l'avrebbero fatta da padrone nell'occidente degli anni 2000. Oggi forse non avremo più l'aristocrazia (per lo meno in Italia) ma i ricchi figli di papà e i nullafacenti politici incapaci di produrre alcuna forma di reddito ma pronti a contrarre debiti colossali coi soldi altrui direi che non ci mancano proprio. Se non altro si è persa l'abitudine di vendere la propria figlia al miglior offerente in cambio di un buon vitalizio, come invece capita alle povere Marie Melmotte e Hetta Carbury in quest'opera, dove entrambe imparano ben presto che sentimenti e matrimonio hanno poco a che fare l'unoc on l'altro. Alla faccia della sacralità del rito millenario che ci viene continuamente ricordata da qualche benpensante oggigiorno. Fa veramente piacere osservare come nell'800 vittoriano fosse proprio un uomo ad accorgersi e denuncaire nel suo romanzo lla ridicola condizione di asservimento del genere femminile, trattato null'altro che come merce di scambio per rimediare agli sconquassi finanziari propdotti dagli uomini di famiglia, i quali, dal canto loro, non sembrano avere alcun obbligo morale se non quello di ricercare il proprio piacere. In quest'opera Trollope ne ha per tutti: per gli uomini d'affari senza scrupoli, l'aristocrazia parassitaria, i figli di papà buoni a nulla e privi di pretese, la chiesa incapace di parlare di fede ma preparatissima a parlar di soldi, il disprezzo della donna e il razzismo verso gli ebrei. Attraverso le intricate vicende dei Carbury, dei Melmotte e dei Longstaffes, l'autore si scaglia con la sua penna sferzante verso una società ipocrita e senza principi morali, molto attenta alle forme e pronta a giudicare il prossimo ma incapace di correggere se stessa. Unica critica che gli si può rivolgere è che la sua ironia bruciante fa poco per appassionare il lettore alle vicende personali dei protagonisti per cui si finisce per interessarsi di più al fato dei personaggi "negativi" che alle vicissitudini amorose del triangolo tra Hetta Paul e Roger. In vita Trollope ebbe modo di polemizzare con Dickens per il suo eccessivo sentimentalismo ma forse non avrebbe guastato se avesse imparato ad aggiungere un po' di cuore alle sue opere, donando loro giusto quel pizzico di passione che le avrebbe rese perfette. Rimane comunque un romanzo affascinante e godibilssimo che, nonostante le sue quasi ottocento pagine scorre come un fiume, capace ancora oggi di risultare originale e coinvolgente.

    said on 

  • 5

    Il romanticismo non abita qui

    Decisamente il Romanticismo non abita in casa Trollope, o almeno non in questo romanzo. Tutto è calcolo e ragionamento. Ogni azione viene soppesata, dichiarata, motivata, niente viene lasciato al caso. Ogni azione porta una conseguenza: ed è molto ben propinata , e nessuno viene risparmiato. A ...continue

    Decisamente il Romanticismo non abita in casa Trollope, o almeno non in questo romanzo. Tutto è calcolo e ragionamento. Ogni azione viene soppesata, dichiarata, motivata, niente viene lasciato al caso. Ogni azione porta una conseguenza: ed è molto ben propinata , e nessuno viene risparmiato. A tratti sembra più vicino all’illuminismo settecentesco o alla lucida e tagliente penna di Jane Austen che non al periodo di maturo romanticismo, in cui lui stesso si sta muovendo.... in realtà, mi sembra che Trollope, stia già scavalcando l’Ottocento per avvicinarsi alla nostra contemporaneità. Ci sarà sempre La vita oggi, e avrà sempre caratteristiche di modernità , perché i temi che Trollope sviscera, sono ahimè universali e non abbandoneranno mai le civiltà in progresso e in divenire …

    Vorrei lasciarmi andare agli ardori del mio entusiasmo, ma non ce la faccio di fronte ad un libro come questo : anche l’entusiasmo ha un peso e un costo, per cui devo saperlo esprimere nella giusta maniera.

    Imponente romanzo: ironico, cinico, con dialoghi superlativi, personaggi presentati in tutte le loro variegate sfumature: i personaggi femminili sono impagabilmente descritti; situazioni, descritte a volte, al limite del grottesco , non finisco di sorridere mentre penso alla fastosa cena, organizzata da Melmotte , in onore dell’Imperatore della Cina … Non finirò mai di ridere quando penso a Melmotte ubriaco, che tenta di fare il suo discorso in Parlamento, nel momento della sua rovina (ma anche il suo primo tentativo di discorso, quando si insedia per la prima volta alla Camera è da scompisciarsi) Esempio di uomo di potere fasullo, macchietta prepotente e pericolosa perché porta dietro di sé il vuoto. Trollope, presentandoci Melmotte, ha cancellato quel fiorire di sentimenti che il Romanticismo ha già spalmato intorno a sé: sentimenti che , volendo , forse, avrebbero anche potuto salvarlo … Ma no, che dico. Melmotte ha una chiara e precisa connotazione, non potrà mai essere aiutato dai sentimenti perché non li conosce. Ed è così che rimbalzerà di secolo in secolo intatto. Lo ritroveremo sempre , collocato in altre situazioni, con altri nomi, altri vestiti e ci intrappolerà sempre : perché è unicamente figlio del Denaro e del Raggiro che si attua per ottenerlo …

    Vorrei parlare di tutti gli altri personaggi stupendamente descritti da Trollope, ma 1200 pagine sono tante da raccontare e vi posso garantire che nessuna di queste pagine è noiosa o scontata. Ahi! Ahi! Mi sento tanto Lady Carbury , dopo aver scritto questo commento :P

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  • 5

    Si sa son vittoriani!

    Basterebbe un pizzico di sesso (da mescolare a politica e finanza) e potrebbe essere l'Italia - news di oggi: 1)uomo politico indagato per tangenti- 2)truffa finanziaria: convincevano imprenditori a investimenti in piattaforme finanziarie inglesi, inesistenti.
    Sarà per questo che non mi sono anno ...continue

    Basterebbe un pizzico di sesso (da mescolare a politica e finanza) e potrebbe essere l'Italia - news di oggi: 1)uomo politico indagato per tangenti- 2)truffa finanziaria: convincevano imprenditori a investimenti in piattaforme finanziarie inglesi, inesistenti. Sarà per questo che non mi sono annoiata per nessuna delle 1336 pagine; Trollope è un grande narratore, con una serie di storie intrecciate, tecnica cinematografica, capitoli brevi, vorresti sapere come procedono gli amori contrastati di questa e quello e invece riprende l'attività del finanziere imbroglione o della gioventù dorata inglese, sempre intenta a dilapidare patrimoni e in cerca di una rendita via matrimoni. I maschi, salvo uno o due, non ci fanno una bella figura, mentre le donne, con tutti i limiti della società dell'epoca, sono più tenaci e volitive, l'ho apprezzato; ma la parte più interessante è il quadro sociale, che l'autore sa rendere vivo e tratta con grande ironia.

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  • 4

    Pubblicato nel 1875 e fulgido esempio di letteratura vittoriana.
    Si tratta di due consistenti volumi che scorrono senza difficoltà e raccontano come, in quel tempo, le relazioni umane, soprattutto tra i ricchi e nobili, fossero essenzialmente governate dal denaro. L'amore romantico, o la scelta ...continue

    Pubblicato nel 1875 e fulgido esempio di letteratura vittoriana. Si tratta di due consistenti volumi che scorrono senza difficoltà e raccontano come, in quel tempo, le relazioni umane, soprattutto tra i ricchi e nobili, fossero essenzialmente governate dal denaro. L'amore romantico, o la scelta del proprio partner basata sull'amore, è stata un'invenzione, chiamiamola così, decisamente successiva! Ecco, allora, uomini che chiedono in matrimonio solo quelle donne fornite di ampia dote, donne che scelgono uomini per la loro posizione sociale o per i loro privilegi di casta, insomma sembrano transazioni commerciali. Veramente molto interessante con protagonisti sapientemente descritti nelle loro "nobili" miserie.

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  • 4

    Romanzone vittoriano

    Ottimo romanzone vittoriano, per coloro che non si spaventano davanti a 1200 pagine,però non quel capolavoro fatto quasi oggetto di culto dai seguaci di un noto critico.E' ben vero che può essere considerato molto attuale, visto che il maggior personaggio cattivo ricorda molto da vicino alcuni mo ...continue

    Ottimo romanzone vittoriano, per coloro che non si spaventano davanti a 1200 pagine,però non quel capolavoro fatto quasi oggetto di culto dai seguaci di un noto critico.E' ben vero che può essere considerato molto attuale, visto che il maggior personaggio cattivo ricorda molto da vicino alcuni moderni tycoon decisi ad usare tutto e tutti, a spergiurare, a rubare, a falsificare, per il proprio interesse, ma e' nche vero che 1200 pagine di un romanzo la cui struttura e il cui stile rimangono tipicamente ottocenteschi sono prevalentemente per gli amanti del genere. Sono un uomo del novecento, e casomai sono piu' interessato a vedere come evolverà lo stile a la natura del romanzo nel 21° secolo. E poi il lieto fine per tutti o perlomeno che capiti a tutti quello che si meritano appare un pò scontato ( si , lo so, e' quello che il lettore, specialmente ottocentesco, desiderava).

    said on 

  • 4

    Leggiamo La vita oggi ambientata nella seconda metà del 1800 e ci accorgiamo che i comportamenti delle persone delLa vita oggi nel ventunesimo secolo sono gli stessi.
    Troviamo il furbetto del quartierino che dal niente diventa uno degli uomini più importanti della nazione, troviamo chi "Comanda ...continue

    Leggiamo La vita oggi ambientata nella seconda metà del 1800 e ci accorgiamo che i comportamenti delle persone delLa vita oggi nel ventunesimo secolo sono gli stessi. Troviamo il furbetto del quartierino che dal niente diventa uno degli uomini più importanti della nazione, troviamo chi "Comandare è meglio che fottere", troviamo chi invece "Fottere è meglio che comandare", c'è chi si sputtana tutti i soldi al gioco, c'è l'idiota di turno a cui viene perdonato tutto solamente perchè è bello, c'è la madre "Anche i figli di puttana sono figli" ecc. C'è pure il Bar Mario che alla fine chiude. Attualissimo: se non fosse per l'avvento della tecnologia basterebbe soltanto cambiare le date per renderla una storia dei giorni nostri.

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  • 5

    Ma questo libro e' un trionfo di leccornie e prelibatezze,e' un pranzo di Babette succulento e raffinato!! Inizia con un aperitivo di tre lettere argute e intriganti,continua con un antipasto della famiglia Carbury,il primo piatto e' un Melmotte,esageratamente ricco,spregiudicato e volgare,le por ...continue

    Ma questo libro e' un trionfo di leccornie e prelibatezze,e' un pranzo di Babette succulento e raffinato!! Inizia con un aperitivo di tre lettere argute e intriganti,continua con un antipasto della famiglia Carbury,il primo piatto e' un Melmotte,esageratamente ricco,spregiudicato e volgare,le portate seguenti sono vicende d'amore con contorno di personaggini uno piu' saporito dell'altro il tutto condito con salsa inglese,un pizzico di ironia e pieta' QB ! Il carrello dei dolci poi.......e' una sorpresa che non voglio anticipare!! Questo Trollope e' proprio uno chef eccellente e penso che ritornero' presto a deliziarmi alla sua tavola

    said on 

  • 5

    Nonostante le 1000 e più pagine, uno dei romanzi più rilassanti che abbia mai letto.
    Il narratore - qui l'apoteosi dell'onniscienza - racconta tutti ma proprio tutti i dettagli di tutta la vicenda, da tutte ma proprio tutte le possibili angolature, facendo una specie di prodotto cartesiano del pu ...continue

    Nonostante le 1000 e più pagine, uno dei romanzi più rilassanti che abbia mai letto. Il narratore - qui l'apoteosi dell'onniscienza - racconta tutti ma proprio tutti i dettagli di tutta la vicenda, da tutte ma proprio tutte le possibili angolature, facendo una specie di prodotto cartesiano del punto di vista di tutti i personaggi e degli eventi del libro. Non bisogna fare altro che leggere e assorbire tutte le informazioni senza fare il minimo sforzo di comprensione o di interpretazione. Rischiando lo scandalo e la lapidazione, oso dire che è riposante come una lettura da ombrellone, anche se probabilmente molto più interessante, divertente e proficua. La storia è scritta in epoca vittoriana, ma le vicende narrate - frodi finanziarie, speculazioni, corruzione, commistioni tra finanza e politica, pestiferi figli di papà...e di mammà - suonano tremendamente familiari ad orecchie moderne e uno dei protagonisti ricorda per alcuni aspetti... diciamo il più famoso politico-imprenditore italiano. Lo stile di Trollope è meno brillante (almeno a giudicare dalla traduzione italiana) di quello dei suoi contemporanei più famosi, ma i personaggi, presentati inizialmente in maniera leggermente stereotipata, prendono vita nel corso del romanzo presentando contraddizioni e conflitti interiori che li portano a maturare, spesso dolorosamente, guadagnando la simpatia del lettore, nonché il rispetto per un autore che evita di cadere nei cliché. Ho solo qualche dubbio sull'edizione italiana, che per vari motivi fa perdere un po' il contatto con l'essenza vittoriana del libro. Il romanzo è tradotto in uno stile molto scorrevole, per niente antiquato, a tratti però un po' troppo colloquiale per i miei gusti (qua e là ho anche inciampato in qualche strano svarione...) insomma a mio parere non molto vittoriano. Inoltre la copertina è del tutto fuori tema, dato che raffigura dei personaggi campestri e danzerini palesemente non vittoriani (più epoca Jane Austen direi). Ogni volta che riprendevo in mano il libro mi cascava l'occhio su queste figurine e dovevo risintonizzarmi su crinoline e cappelli a cilindro per immergermi nella giusta atmosfera. Capisco che è una mia idiosincrasia, ma se le copertine esistono e hanno un senso, perché non curare meglio la scelta delle illustrazioni? Dimenticavo di dire che ho scoperto Trollope proprio su Anobii grazie ai commenti dei lettori, e l'esperienza più che positiva mi porterà senz'altro a leggere altri romanzi dell'autore.

    said on 

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